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Chi Ŕ l'uomo?

Di Giulia Gasparre - Aprile 2020

 

Per quanto mi riguarda si esagera quando si parla di "anima", credo che, per un certo senso l'anima sia un concetto espresso dai fedeli (coloro che, a mio parere, si rifugiano nell'idea di una futura salvezza divina) ma non esista. Lo penso perché nessuno ha mai avuto l'esperienza di morire e vedere dopo cosa ci sia e anche se fosse non ne ha avuto la possibilità di raccontarlo... pertanto perché credere a qualcosa di cui ancora non si è fatta esperienza concreta? Per questo come sosteneva Aristotele, affermo che alla morte del corpo muoia anche l'intelletto (o anima per chi preferisce definirlo cosi).

Dunque penso che l'essere umano sia dotato di un intelletto e un corpo.

Ma l'uomo sa davvero chi è?

Io credo di no, credo che quando si è piccoli non si ha conoscenza di nulla, l'intelletto è predisposto però alla conoscenza e infatti crescendo si viene a fare esperienza con la realtà e allora si SCEGLIE chi voler diventare.
L'uomo è soggetto a mutamenti a seconda dell'epoca in cui vive e alle persone che frequenta, dunque quando si nasce, nessuno ha l'idea di bene o di male, nell'esperienza però si SCEGLIE chi essere.
Io, per esempio, ho scelto di essere una brava persona perché, vivendo la realtà e facendo esperienza con modelli di brave persone, credo sia la strada giusta da percorrere; tuttavia è anche giusto pensare che se io non avessi conosciuto "le brave persone" ora io sarei una delinquente; oppure se, nonostante avessi conosciuto il modello di "brave persone", avessi scelto di essere comunque un delinquente vuol dire che per me quella è l'idea di giustizia.

Ma cos'è veramente la giustizia? Un insieme di opere benevoli? Se ci fosse Dio l'avrebbe definita lui, ma così non è stato, dunque è stato l'uomo a definire i concetti in totale libertà ...pertanto è questo che successivamente sceglie, mediante libero arbitrio, chi vuole essere a seconda della propria felicità (emozione che nasce dall'intelletto).
Inoltre penso che l'uomo non sappia chi sia perché è dotato dell'intelletto che è la rappresentazione dell'esperienza... ovvero, è l'insieme di tante realtà che formano la persona, è necessario, allora, per sapere davvero se una persona possa veramente venire a contatto con sé stesso, col suo vero "io", lasciare un bambino in una stanza, solo, senza mostrare lui alcuna rappresentazione della realtà e osservare come successivamente egli si comporti (non avendo modelli da seguire).

Giulia Gasparre

 

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