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Lettera al Papa Benedetto XVI

Di SERUG

Maggio 2019

 

Ho letto con grande interesse il suo scritto sulla Chiesa e lo scandalo degli abusi sessuali e mi sento in dovere di scriverle non per me stesso ma perché può servire.
Sono un medico ed ho sempre detto ai miei assistiti che fra tutti i capi di stato di tutte le nazioni, negli ultimi 70 anni, i migliori in senso assoluto li ha avuti lo Stato Pontificio, mi riferisco come ovvio a Papa Pio XII, Papa Giovanni XXIII che sempre ho amato, Papa Paolo VI, Papa Luciani, Papa Wojtyla, Papa Ratzinger Papa Francesco.
Posso ulteriormente affermare che il periodo storico più bello ed interessante che il mondo occidentale abbia vissuto in tutti tempi è quello che va dal 1950 al 1970 o poco più, periodo in cui ebbero un ruolo di primo piano, per tutti noi, uomini come John Kennedy, papa Giovanni XXIII, Kruscev, e Berlinguer in Italia.
Papa Giovanni XXIII con l’apertura del Concilio Ecumenico aveva intuito due cose fondamentali:

 

1)  La Chiesa si stava allontanando dal messaggio evangelico in maniera eccessiva e pericolosa per la sua stessa sopravvivenza. (secolarizzazione).

2) Il rapporto fra Chiesa e popolazione cattolica era ormai del tutto superato e profondamente deteriorato. Riassumo quanto lei magnificamente ha detto: il cristiano preferisce non parlare di Dio, perché è un discorso che non sembra avere utilità pratica. Dio è diventato fatto privato di una minoranza, la società occidentale è una società nella quale Dio, nella sfera pubblica, è assente e nella quale non ha più nulla da dire.  È chiaro che in tale clima tutte le celebrazioni ecclesiali vengono totalmente svuotate del loro contenuto di spiritualità e ridotte ad un cerimoniale dove ci si mette in mostra e trasuda uno sbiadito senso di appartenenza a qualcosa di cui non conosciamo più il valore.

 

La rivoluzione del 68, a mio giudizio, non ha nulla a vedere con il collasso della teologia morale cattolica che la precede, né può la completa libertà sessuale, che non tollera alcuna norma, essere di per sé causa del diffondersi della pedofilia.
Le determinanti del 68 si possono riassumere in tre punti:

 

1° L’emancipazione femminile, era ora, giusta e legittima.

2° La crisi del rapporto della gente con le istituzioni compreso quello della Chiesa, in virtù del fatto che il grado di istruzione dei cittadini si era elevato consentendo finalmente di rivolgersi verso le cosiddette autorità con senso critico e con coscienza dei propri diritti.

3° L’inizio di un’epoca in cui i diritti individuali cominciavano a prevalere sui diritti collettivi.

 

Non vi è alcun dubbio che l’emancipazione femminile sia coincisa con la conquista della libertà sessuale della donna, grazie anche alla scienza con la messa in commercio della pillola anticoncezionale, ciò certamente ha creato dei problemi collaterali, per la semplice ragione che gli uomini non erano preparati a questo, ma si contraddice con la diffusione della pedofilia né tantomeno la giustifica.

Non è affatto vero che la libertà sessuale sia stata lasciata a sé stessa, premesso che la pedofilia, lo stupro e la prostituzione, per quanto esistiti da sempre, siano un reato per cui non è materia che io voglio trattare. Voglio ricordare che le istituzioni hanno introdotto leggi specifiche quali il Divorzio, l’Aborto, al fine di regolamentare il campo sessuale della donna libera, adesso si discute anche sulla Eutanasia e la Manipolazione Genetica per garantire i diritti individuali e questi assumono livelli di forte conflittualità.

Tuttavia non si può negare che tutto quanto fatto o si vuole fare si pone contro la morale della Chiesa e per dirla più in generale la libertà individuale offende sempre e comunque la Chiesa che per eccellenza ha difeso da sempre i valori collettivi.

La Chiesa in verità ha fatto dei tentativi per evitare il collasso della morale cattolica nella società recente, prima cercando di occupare le cattedre di filosofia nelle scuole, poi impegnandosi negli studi di psicologia, infine aprendo i corsi di teologia anche ai laici e, devo dire la verità, questi sono frequentati da parecchie persone che io conosco, che credo cerchino fondamentalmente il senso profondo della loro esistenza.

Il prevalere del diritto individuale su quello collettivo ha di fatto determinato in tutte le istituzioni, compresa quella della Chiesa, il prevalere, nei termini che Sua Santità ha espresso egregiamente, quel fenomeno che in campo penale viene chiamato “garantismo” e nel campo sociale la nomina ai vertici delle   istituzioni di persone “concilianti” ovvero persone che si pieghino alle richieste del momento per non perdere il poco esistente.

Io personalmente non vedo nella società di oggi un vero collasso spirituale, né tantomeno un collasso della teologia morale cattolica laddove si consideri la religione cattolica, ma anche le altre religioni i contenitori di una evoluzione dell’uomo creato da Dio, evoluzione che ha molte manifestazioni evidenti, ne cito due:

 

1) Tutti i popoli tendono ad un sistema democratico dopo un periodo di monarchia o dittatura od altro.

2) Moltissima gente ruba per quelle ragioni che abbiamo detto prima, ma come occasione propizia in mancanza di controllo e di pena certa, non credo che chi si è arricchito rubando desidera o permetta o trovi giusto di essere derubato, c’è un detto che dice “Il ladro grosso impicca il ladro piccolo”.

 

Dio non è morto affatto, non è morto perché la morale non può essere definita in base agli scopi  dell’agire umano, Dio non potrebbe mai  cambiare le regole, Dio è infallibile, Dio non è morto perché quello che noi definiamo bene e male è una nostra percezione legata alla strutturazione funzionale del nostro cervello  che ragiona per opposti, la creazione è in sé perfetta e comprende ciò che ci piace e ciò che non ci piace, il male non è altro che un errore, un cattivo funzionamento. Papa Giovanni Paolo II ha pienamente ragione quando dice che un’azione malvagia, sarà sempre una azione malvagia e che i valori veri stanno al disopra di tutto e ad essi non si può rinunciare. In quanto ai confini fra magistero episcopale e compito della teologia, affermando che quest’ultima si dovesse occupare solo delle questioni di fede, mentre le questioni morali non potrebbero divenire oggetto di decisioni infallibili del magistero ecclesiale, ritengo vi sia un qualche fondamento in questo, ma ho la piena sensazione che la morale di Dio sia ben lontana dalla nostra morale comune, ma anche della morale della Chiesa stessa, ciò suggerisce piuttosto di impegnarci in una visione diversa che non necessariamente deve farci piacere.

 

1° Un Dio onnipotente che si occupa delle cose del mondo o delle nostre cose personali non esiste, non vi è alcuna evidenza, né alcuna ragione per cui Lui debba farlo. Egli può fare ciò che vuole, ma non lo fa per la semplice ragione che tutto è stato creato da Lui e tutto soggiace a leggi fisiche scientifiche e matematiche, biologiche… che Dio non può cambiare, sarebbe come se avesse sbagliato nel creare tutto questo.
L’uomo ha scoperto queste leggi e dalla loro conoscenza trasforma o ricombina la materia esistente creando cose meravigliose o terrificanti, ma non gli è dato assolutamente di cambiare i principi che appartengono ad un ordine superiore, che ribadisco, nemmeno Dio si permette di toccare.

2° Dio non è amore né ci ama, anche qui non c’è alcuna evidenza pratica, anzi ci si chiede dov’è Dio in certe terribili circostanze. Dio non può amare per la semplice ragione che non può prediligere qualcuno, significherebbe il venir meno al principio di equità e giustizia. Gesù ha detto: - Amatevi l’un gli altri, ama il prossimo tuo come te stesso. - Ha detto a noi di amare, in quanto il Padre che sta nei cieli, ci ha lasciato questo dono, non ha detto che ci pensa Lui. I Santi non sono stati prediletti da Dio, sono delle persone straordinarie come vedremo.
3° Ultimamente si è scoperto che per molte malattie e per molti tumori ogni singolo individuo può portare in sé dei geni che lo predispongono, e la medicina ha fatto dei notevoli passi avanti in questo campo.

 

Io mi sono posto la domanda se allora possano esistere in qualche parte del nostro cervello i geni di Dio. È una teoria affascinante e molto interessante io li chiamerei istinti Divini e ne citerò cinque principali:
La libertà, l’amore, la giustizia, l’equità, la solidarietà.
Questi istinti sono presenti in tutti gli uomini, buoni o cattivi che siano, ma alcuni di essi come la libertà e la solidarietà anche negli animali – Ebbene questi istinti sono tutti rivoluzionari ed eversivi per la morale comune propinata dalle varie istituzioni.
La libertà individuale è ritenuta offensiva persino dal vicino di casa, essa genera invidia, rancore, odio avversione. La persona libera va imprigionata specie se si è in una dittatura.
Io definisco l’amore la massima espressione dell’intelletto umano e come tale è l’istinto che più ci rende simili a Dio, ma chi ama il prossimo va osteggiato subito è meglio se venga ucciso, quanti martiri ancor oggi fanno la fine di Gesù.
La Giustizia dove è andata a finire? Ormai si contrappone sempre di più alla legge manipolata dall’uomo schiacciata da quegli interessi particolari che si mascherano dietro ciò che abbiamo definito “garantismo” in mano a persone “concilianti”.
L’equità ce la sogniamo, tutti riconoscono che ormai siamo in un mondo dove la mediocrazia domina ovunque ed ovunque ci sono persone incompetenti nei posti sbagliati.
La solidarietà, nonostante la scoperta della funzione dei neuroni specchio, si trova, scusatemi il riferimento, in alto mare, c’è tutto da rifare e da ripensare.
Questa parte del cervello (chiamiamola anche funzione) viene svolta da quella che io chiamo la Mente Pura che è presente nei bambini e che col tempo si perde almeno in parte, tale funzione viene conservata per tutta la vita soltanto in uomini straordinari, che noi cattolici chiamiamo santi (non tutti a dire il vero) ma anche in uomini fuori della sfera cattolica. Non vi è alcun dubbio, Santo Padre, che il Purgatorio, se esiste, ha bisogno di essere ampliato di parecchio, perché l’uomo da sempre ed ahimè! anche oggi ha rinunziato alla propria libertà interiore per ottenere benefici materiali più o meno consistenti. L’uomo ormai ritiene ridicolo o quasi una debolezza ogni forma di amore per il prossimo, io credo che non ami nemmeno sé stesso, perché già si sente un Dio. La giustizia e l’equità offendono chi è più forte, chi detiene il potere, chi vuole che la verità non si dica, chi ritiene di poter fare quello che vuole, chi crede che gli altri non contino nulla. La solidarietà è un cattivo investimento e laddove viene attuata, spesso nasconde cose orribili.
Concludo dicendo che tutti siamo degni di finire in Purgatorio compresi i Preti, nessuno si salva, e che Dio non è morto: Dio è stato abbandonato, lasciato solo. E’ la solitudine che attanaglia gli uomini di oggi, che spesso si rifugiano in un bicchiere di vino o in una dose di droga per mandare in tilt il proprio cervello, ma la mente pura che Dio ci ha donato nessuno la può cancellare, quella è sempre presente in noi e per quanto l’uomo sia malvagio, essa  è destinata a  riemergere sempre, per la semplice ragione che mentre il male muore da sé  e non si riproduce, perché è sterile, il bene anche se poco è sempre grandioso ed è l’unica speranza che l’uomo possa avere per creare una società migliore, dove gli istinti Divini prevalgano ,come  è giusto che sia, in quanto noi non siamo Dio, ma siamo responsabili di tutto ciò che Egli ha creato e credo che abbiamo molto, ma molto lavoro da fare.

 

  _SERUG

 

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