Coscienza; implicazioni epistemologiche e metafisiche

Aperto da Alberto Knox, 21 Febbraio 2026, 01:36:23 AM

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Alberto Knox

Come ci si sente ad essere attaccati sulla propia persona anzichè solo su quanto scritto?  >:(  Si critica quello che uno scrive non la persona stessa. Ricordatelo. 
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Noli foras ire , in teipsum redi, in interiore homine habitat veritas.

Jacopus

Phirosphera e Alberto. Che ne dite di abbassare un po' i toni? Che Pirosphera usi sempre questa modalità fastidiosa di colui che "sa", mentre noi no, è ormai cosa nota. Ma abbassandoci di livello non otteniamo granché. Quindi invito Phirosphera a non giudicare le persone ma le idee, e Alberto ad evitare di cadere nell'insulto vendicativo (e forse anche un po' pedagogico).
Lo scopo di questo forum è di pensare e di trovare spunti per nuovi pensieri o per conoscerne di ignoti. Giudicare negativamente gli altri serve solo a bilanciare un forte sentimento di inadeguatezza e pertanto non va preso come un attacco verso di sè ma come un atto che descrive chi lo compie ( questo è l'emisfero sinistro che parla, poi interviene l'emisfero destro ed eccomi qua).
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Homo sum, Humani nihil a me alienum puto.

PhyroSphera

Citazione di: Jacopus il 03 Aprile 2026, 23:50:36 PMPhirosphera e Alberto. Che ne dite di abbassare un po' i toni? Che Pirosphera usi sempre questa modalità fastidiosa di colui che "sa", mentre noi no, è ormai cosa nota. Ma abbassandoci di livello non otteniamo granché. Quindi invito Phirosphera a non giudicare le persone ma le idee, e Alberto ad evitare di cadere nell'insulto vendicativo (e forse anche un po' pedagogico).
Lo scopo di questo forum è di pensare e di trovare spunti per nuovi pensieri o per conoscerne di ignoti. Giudicare negativamente gli altri serve solo a bilanciare un forte sentimento di inadeguatezza e pertanto non va preso come un attacco verso di sè ma come un atto che descrive chi lo compie ( questo è l'emisfero sinistro che parla, poi interviene l'emisfero destro ed eccomi qua).
Un lungo e altisonante discorso non è inopportuno, perché tra i lettori di questo forum vi possono essere o vi sono soggetti importanti e in posizioni di rilievo ed io ho scritto cose del tutto necessarie.

Io usando il vocabolo 'insulso' non mi riferivo alle persone di chi scrive su questo forum - non conosco chi siano, non so se le abbia incontrate mai per strada, sebbene stasera notavo certe relazioni tra comportamenti verso di me e le violente e ingiuste proteste ricevute da me oggi sullo stesso forum. Con suddetto vocabolo indicavo, usando un termine italiano fatto apposta per essere riferito a soggetti umani, l'impresa condotta verso le mie comunicazioni - le situazioni umane richiedono a volte anche parole forti, per esempio "insulso". Nella fattispecie il vocabolo che ho usato nel mio discorso va riferito a chi si dà ad occupazioni da cui si sarebbe dovuto astenere, ponendosi fuori posto ed anche con tanta inappropriatezza. Questa è descrizione per un accadimento e non c'entra niente con le offese.
Poiché ho ragione di dubitare che alcune cose capitatemi stasera siano in relazione a lettori del forum esagitati dagli attacchi contro di me - dato che mi è parso (non solo sembrato, ma non più che parso) finanche che un sedicente futuro carabiniere mi inviasse subliminalmente minacciosi inviti a ridurre miei interessi e azioni, voglio specificare che secondo légge italiana chi si trova a saper fare una cosa ha diritto di farla, indipendentemente da titoli ufficiali. (Certo che è difficile spiegare che certe fantasie di uguaglianza e uniformità gettano discredito su chi sa capire e fare tante cose.)
Comunque, quanto alla burocrazia: io scrivo, tra il resto, con una conoscenza ufficiale in Storia della filosofia (esame universitario certificato); specifico che sono laureato in materie bibliche e teologiche (un titolo riconosciuto dallo Stato, specificamente e parallelamente agli altri non direttamente riguardanti il mondo delle fedi, e che è in sé conchiuso pur potendo costituire base per ulteriori studi); e si sa che alla attività filosofica non si accede solo con le lauree in stessa o sola filosofia, quindi non sono privo di forti e ufficiali requisiti di studio, anche perché chi mi ha attaccato pratica una posizione fortemente anche se occultamente dogmatica, da valutarsi considerando vere e false fedi e credenze. In ogni caso la competenza storica basta per individuare l'insulsaggine in questione. Che essa si trovi anche in accreditati professori - che non resistono per l'ambizione e confondono àmbiti diversi, sapendo occuparsi solo di poche stesse cose - ciò non autorizza a continuare ad accreditarli in ciò che non meritano proprio.

Se assurdi intellettuali non hanno capito il dualismo cartesiano né quello platonico e si immischiano in critiche che non li riguardano, di questo ne devon render conto a chiunque invece capisca. Se chi crede nella 'materia una' ha deciso di scherzare con le parole di Cartesio ed altri filosofi, smascherare lo scherzo è atto di onestà. Il dualismo cartesiano è insopportabile a questi "credenti" che hanno costruito un oggetto artificiale, non un dogma seriamente tale? Non hanno da bestemmiare e inveire contro chi li mette a nudo. 
I presupposti culturali dietro i miei interventi per questa discussione sono italiani, europei, occidentali, se le mie parole forti, il mio sarcasmo è insopportabile a chi gioca con altre modalità, estranee a questi mondi, io non ho da stare zitto ma da lamentare che non c'è diritto a contrariare le appartenenze culturali ed etniche solo per non voler capire e facendo sparire distinzioni necessarie alla vita non solo culturale. A riguardo io ho menzionato medicina, psicologia, psicoterapia (e prima anche neurologia, psichiatria); e forse per questo tanta rabbia contro i miei messaggi. Ebbene alla base degli interventi medici, terapeutici, c'è la relazione d'aiuto, di cui ho studiato le basi (con relativo accreditamento di base), perché in ultima analisi l'aiuto per esser certo si fonda su forme di fiducia, in pratica su presupposti di fede reale, secondariamente anche credenze. Se tanta rabbia rivoltami dipende dall'illusione che io stessi vantando riconoscimenti inesistenti, allora si provi ad evitare ulteriori offese con queste informazioni. Soprattutto si badi: io non ho per l'occasione propinato dogmi a qualcuno, smascherare ciò che vero dogma non è, come una 'materia una' che fa da ostacolo a comprensioni serie del mondo, non è imporre visioni di fede - e trovarsi di fronte a una reale non significa aver ricevuto offesa o comando a non esser liberi.

Io non me la prendo per aver ricevuto l'epiteto di "idiota" dopo aver dato quello di "insulso"; mi appello a quanto emerge dalle cose scritte, che dimostrano tutto il contrario che idiozia e faccio presente che screditare l'intelligenza può esser gravemente disastroso. Non che questo forum sia altro da un forum, ma letture e interventi potrebbero già aver assunto connotati rilevanti; per cui invoco il silenzio al posto di reiterare epiteti sbagliati verso i contenuti che ho esposto - le persone non c'entrano, neanche la mia. Ad essere stato offensivo nei miei confronti non è una parola sbagliata verso i miei interventi; ma altro che non è fatto per rivolgersi a un soggetto umano. Dunque se certe tinte forti del mio discorso risultano irricevibili, ciò dipende dal non aver saputo veramente recepire il mio discorso. Ma se ciò accade per rifiutare l'identità occidentale, non è onesto che si continui a replicarmi contro, ancor meno con violenza che fa apparire la stessa umanità come se non fosse vera. Gli offensori gettino le maschere e esibiscano gli odi diversamente, ammesso che convenga alla vita.

Si vuole fare qualcosa per la vita con la filosofia?



MAURO PASTORE
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PhyroSphera

#153
Citazione di: Alberto Knox il 03 Aprile 2026, 23:03:25 PMnella conoscenza e nella ricerca del sapere non vige il principio di autorità. Quindi in conformità con quanto lo stesso Cartesio direbbe "è lecito , anzi necessario dubitare, per quanto possibile, su tutte le cose". Essendo una persona onesta intendeva questa frase anche per quanto riguarda le sue stesse affermazioni.
Quanto a questo qui su si può rispondere qualcosa ma - dati i precedenti - con l'aggiunta di una diffida, proprio secondo légge e non solo italiana: diffida a occuparsi polemicamente di discorsi, termini, riferimenti che non si vogliono neppure approcciare e verso cui ci si vuol rapportare distruttivamente contro gli scopi di chi li fa. In Costituzione italiana è citata la cultura e ciò non prevede l'aggressività distruttiva verso chi fa cultura senza imporla a nessuno. Ma è lo stesso Codice Penale che vieta intromissioni violente in altrui volontà di dire, affermare, comunicare.
Data la sofferenza che certi falsi interpreti di Cartesio creano e le incomprensioni che ne possono derivare e ne derivano (anche e non solo negli ospedali) offro un prospetto della sua filosofia.


La filosofia di Cartesio non è una elucubrazione tutta quanta sottoposta al dubbio iperbolico. Lui non aveva prodotto una lunga ipotesi mostrando la libertà della pura speculazione filosofica, questo è il modo col quale alcune conventicole marxiste o marxiane hanno tentato di interpretarlo.
Cartesio aveva dubitato di tutto, anche di certezze non crollate sotto la forza del dubitare, per sola via teoretica, approdando alla definizione di verità oltre il dubbio radicale. Non aveva mai costruito una teoria binaria dell'universo: non due sole cose a fondamento, ma

res cogitans, extensa,

ovvero una esistenza duplice non due esistenze. Ciò non significa che la Res non sia anche una; anzi essa è una con due attributi diversi, così l'unione psiche-materia dell'uomo non è doppiezza solo duplicità che ha una propria forma e rapporti tra i due aspetti.
Il suo motto:

cogito, ergo sum

non è la rappresentazione dell'essere umano quale essere dubitante, ma l'affermazione di uno scarto, cioè la deduzione di essere, di non essere un nulla, a partire dal dubitare di tutto sé stesso e del resto. Ma, ripeto, si tratta di simulazione intellettuale.

La sua concezione meccanicista della natura non era più di questo, concezione. Rispetto alla libertà del puro pensiero, la semplice estensione è una dinamica di azioni-reazioni. Questa è detta meccanica, ma non è la stessa cosa che la fisica meccanica della scienza fisica. Scientificamente, la fisica di Cartesio presentava il dato del principio di inerzia: ogni cosa tende a restare nel proprio stato, movimento; fenomeno opposto è rappresentato dagli urti tra le cose, che modificano i movimenti. Propriamente questa osservazione scientifica non offre il quadro di una meccanica, ma di un caos entro cui esiste anche una regola. Quindi va distinta la osservazione della meccanica cosmica cartesiana, osservata entro un caos fisico generale, dalla osservazione della scienza fisica cartesiana sulla caratteristica dei movimenti, che tendono ad infinito fino a che non incontrano un ostacolo.
Quale sia il linguaggio di Cartesio stesso, a riguardo, al momento non l'ho presente. Certo la sua algebra era sistema scientifico matematico atto a fornire il necessario per la formulazione del fisico principio di inerzia, conservazione del movimento fino ad urto e comunicazione opposta di altro movimento. Ciò non va confuso col calcolo infinitesimale di Newton e la "légge di gravità". I piani di indagine scientifica sono diversi; Newton studiava il moto non il movimento.

La teologia caetesiana afferma l'esistenza di Dio a partire dalla considerazione dell'essere finito che pensa l'essere infinito: nel puro pensiero si incontra l'idea dell'infinito solo se a questa idea corrisponde una realtà. Concepire l'infinito in una mente finita accade solo se esso ci tocca, ci coinvolge. Questa affermazione spiega come mai avesse acconsentito a militare in esercito protestante ai tempi della Guerra dei Trent'Anni, perché nella passività dell'intelletto verso l'infinito è mostrata l'attività indipendente di Dio verso l'uomo e ciò corrisponde al pensiero teologico evangelico della grazia e sovranità di Dio verso il credente.


Nota Bene:
Le vere critiche e polemiche a Cartesio non possono evitare di raffrontarsi a quanto da lui intellettualmente mostrato.



MAURO PASTORE
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Alberto Knox

#154
baypassando gli inutili interventi di "Piromaniasperia"   e invitando il lettore a fare altrettanto.  è giunto il momento di ritornare in una linea opportuna di discussione. La domanda di Lou non era malposta, anzi, direi che sia azzeccata.  a tale motivo è doveroso riflettere. In effetti  Il dualismo interazionista  di Descartes, definito anche interazionismo, lasciava aperta ancora una questione di fondamentale importanza: com'è possibile l'interazione tra una sostanza materiale ed una immateriale? Com'è possibile che determinate configurazioni di particelle materiali provochino determinate sensazioni immateriali?
è opportuno fare una premessa, Cartesio non chiarisce questo punto , Egli sostenva che l essere umano è una "duplice creatura" che pensa e al tempo stesso occupa uno spazio, ha quindi un anima e un corpo esteso. Anche Agostino e Tommaso d Aquino avevano detto qualcosa di simile, secondo loro l uomo possiede un corpo come gli animali e un anima come gli angeli. Secondo Cartesio il corpo umano è un meccanismo molto sofisticato.  i processi fisiologici non godono di nessuna libertà , ma devono seguire le propie leggi. Ciò che pensiamo con la ragione non avviene nel corpo, bensì nell anima, che è completamente libera rispetto alla realtà estesa. Forse è opportuno aggiungere che Cartesio non escudeva l ipotesi che anche gli animali potessero pensare. Lo stesso Cartesio non poteva negare che ci sia una continua azione reciproca tra anima e corpo , finchè l anima è nel corpo, sosteneva, è legata ad esso per mezzo di una ghiandola , la ghiandola pineale, posta al centro del cervello. Mediante tale ghiandola si ha un continuo processo di azione e reazione tra "spirito" e "materia" . In questo modo l anima viene continuamente turbata da sentimenti e affezioni che sono dovuti ai movimenti corporei. Tuttavia l anima può anche staccarsi da questi bassi impulsi operando liberamente rispetto al corpo , in modo che la ragione assuma la guida. Anche se stiamo male per via di un mal di stomaco la somma degli angoli di un triangolo è sempre di 180°. Per Cartesio la ragione è l anima, e a differenza del corpo non invecchia. Le affezzioni e gli stati d animo più bassi come il desiderio e l odio sono legati alla fisiologia del corpo , quindi alla realtà estesa.  In sintesi, la ghiandola pineale rappresenta il "ponte" necessario nel dualismo di Cartesio per unire la sostanza pensante e quella estesa.  Oggi è ancora sostenibile tale spiegazione secondo cui la ghiandola pinealè è la sede dell anima e luogo dove res cogitans e res extensa interagiscono?
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Noli foras ire , in teipsum redi, in interiore homine habitat veritas.

Lou

Citazione di: PhyroSphera il 03 Aprile 2026, 21:27:41 PMNon si può rispondere a quella domanda perché non è logica, o è l'apparire di una logica aliena e ostile al destino occidentale; non perché "è critica".

MAURO PASTORE
Cartesio una sua risposta la da internamente alla sua filosofia,  evidentemente si è accorto della criticità a cui è andato incontro.

Senza etichettarla retoricamente con etichette quali "aliena", "ostile" alla domanda, la risposta è: no.
L'unione  mente-corpo è una nozione primitiva, originaria, un dato di fatto esperienziale concreto, non una teoria metafisica deducibile logicamente.
La distinzione ontologica delle due sostanze è dimostrata, l'unione no, è fenomelogicamente certa esperita, ma non puó essere dimostrata razionalmente.
E del limite di ció, ritengo, Cartesio stesso se ne accorse.
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"Quanti più occhi, occhi diversi, noi impegniamo per una cosa, tanto più completo sarà il nostro 'concetto' di quella cosa, la nostra 'obiettività'" F. Nietzsche

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