Le mappe della realtà.

Aperto da iano, 21 Maggio 2026, 18:40:38 PM

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iano

Le mappe servono per muoversi nella realtà, ma non corrispondono necessariamente alla realtà.
Servono per muoversi nella realtà, e nella misura in cui attraverso esse ci riesciamo dicono del modo in cui in essa appunto ci possiamo muovere, più che della stessa realtà.
Ma questo possiamo dirlo solo oggi, disponendo di diverse mappe, invece che una sola, ( quella della ''realtà come ci appare nella sua evidenza'' ) , mappe che non corrispondendo fra loro, pur assolvendo ognuna a suo modo alla sua particolare funzione, nessuna delle quali può dirsi quindi corrispondere alla realtà.

L'alternativa classica è quella di una mappa che approssimi sempre più la realtà, fiduciosi di trovarne una definitiva, come definitiva ci appare nella sua evidenza la realtà.
Questa univocità che andiamo cercando, e che credevamo di possedere già in effetti, non sembra però essere strettamente necessaria.
Ciò che sembra rimanere essenziale semmai è la condivisione della mappa, cioè il porsi muovere nella realtà in sintonia, di cui è esempio la ''mappa della realtà come ci appare''.
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Lo stesso uomo non può bagnarsi due volte nello stesso fiume.

Lou

#1
Oggi sono stanca, tuttavia io metterei il fuoco sul fatto che siamo in ogni caso co-implicati nel gesto di redigere mappe. Un atto.  E il territorio, un vincolo, un limite interno nella redazione, ciò che ci permette di correggersi.

Ma poi mi chiedo, chi la vorrebbe mai una mappa univoca?
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"Quanti più occhi, occhi diversi, noi impegniamo per una cosa, tanto più completo sarà il nostro 'concetto' di quella cosa, la nostra 'obiettività'" F. Nietzsche

iano

#2
Citazione di: Lou il 21 Maggio 2026, 20:55:01 PMMa poi mi chiedo, chi la vorrebbe mai una mappa univoca?
Tutti coloro che propugnano una realtà fatta di cose  ''in sé'', in alternativa a ''come se fossero'' ... sfere, oppure punti,  particelle, oppure onde, cioè una specie di gioco del ''facciamo che la realtà era...'' per il quale è possibile sviluppare una dipendenza, fino a cedere di viverci dentro.
Qualcuno mi ha detto come Matrix, però io Matrix non l'ho visto, e non posso confermarlo.
Diciamo che viviamo in una realtà ''diversamente virtuale'', che è divenuta per noi reale, quando non sapevamo che si trattava di un gioco .
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Lo stesso uomo non può bagnarsi due volte nello stesso fiume.

fabnba

#3
Citazione di: Lou il 21 Maggio 2026, 20:55:01 PMchi la vorrebbe mai una mappa univoca?
Io, io!

Ci siamo già passati,   non sono un fan della (quantum)realtà dipendente dell'Osservatore.
Il topic era questo
https://www.riflessioni.it/logos/index.php/topic,5549.0.html

Ora che ci conosciamo meglio , mi sento di affrontare la cosa in maniera piu approfondita/frontale...
Le banane sono gialle. Questo è dato.
Eppure nessuno di noi 3 si è messo a creare o rispondere a topics su questo.

Invece tutti e tre (?) abbiamo una micro ossessione verso la dicotomia tra realtà e descrizione... che pure è data, come le banane, ma a quanto pare ci interessa di più!

Ora, per conto mio ho un problema di accettazione di quanto questa dicotomia sia diventata pop. Non è che la nego, ma socialmente mi sembra una descrizione pericolosa e preferirei un mondo in cui venisse de-enfatizzata.
Lo scollamento tra la mia aspettativa e la realtà  (sic) direbbero i buddisti,  è ciò che mi causa (in)sofferenza.

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 Nota a lato:
Ma quindi la mappa della realtà in cui le mappe della realtà sono affiancabili piuttosto che migliorabili  è anch'essa appunto una mappa, e implicitamente ammette una  alternativa mappa della realtà che non ammetta l'esistenza di mappe parallele, ma imponga l'esistenza di una mappa sola (in costante miglioramento) .
C'è un affascinante parallelo con la democrazia che ammette che si voti per la dittatura che porrà fine alla democrazia,. E non è forse casuale che i temi si siano temporalmente sovrapposti in discipline diverse negli ultimi 1 o 2 secoli.

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Questo lo posto come si mandano i messaggi a mezzanotte nei telefilm: mi pentirò domani dello sproloquio? 
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