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#51
Tematiche Culturali e Sociali / Re: Chiediamolo all'Intelligen...
Ultimo messaggio di iano - 27 Marzo 2026, 10:29:34 AM
Citazione di: Lou il 26 Marzo 2026, 17:33:46 PMNon ha, caspita, il "nodo di carne" del dolore, mi viene da dire, che pur se non dici, provi.
Io ho fede nella differenza sostanziale fra vivente e macchina, ma non credo che questa differenza la si possa esprimere a parole, e non è caspitado, ne scalpitando, che puoi dimostrare il contrario. :)
Questo dolore ha una funzione a cui non si può assimilare chi lo prova, così come tu non sei assimilabile al tuo nome. Con tecniche di meditazione puoi lenire il dolore allo stesso modo che puoi decidere di tacere, e questo va bene se le funzioni che queste cose svolgono puoi attuarle in modo alternativo, inventandoti qualcosa di diverso, ma che sia non meno efficace.
Il dolore è un termine del linguaggio delle sensazioni, che anche un sordo può sentire, e un ceco può vedere, ed è un linguaggio che come tutti i linguaggi ammette traduzione, se è vero che una parola può fare non meno male di una spada, come è vero che tu anche questa ''sensazione'' hai potuto provare, come puoi ben dire.
A parole viventi e macchine stanno sullo stesso piano, che è il piano di ciò che si può dire e/o provare.
Al linguaggio, come succede per tutte le tecnologie, come ad esempio l'AI, tendiamo ad attribuire funzioni che vanno oltre quelle proprie, fino a farne idoli.
Il fatto che a me dispiace è che facendo un uso improprio dei linguaggi ne deprimiamo le potenzialità, le quali vanno ben oltre la nostra immaginazione, tanto è vero che le nuove tecnologie che attraverso i nostri linguaggi progettiamo riescono sempre a sorprenderci (vedi AI).
il ,linguaggio è uno strumento, e come tutti gli strumenti, ''ha il limite'' di funzionare per ciò per cui è stato costruito.
Il problema è che di questa costruzione noi non abbiamo coscienza, e manca il libretto di istruzioni, per cui ne scopriremo le funzioni solo usandolo per tentativi.
Difficile prenderne coscienza, perchè la coscienza riguarda l'individuo, ma non è stato un individuo a costruirlo, ma una umanità la quale una coscienza non ce l'ha.
#52
Tematiche Spirituali / Re: Venerdì Santo ed il Mister...
Ultimo messaggio di green demetr - 27 Marzo 2026, 07:58:52 AM
Bisognerebbe chiedere agli ebrei cristiani cosa vuol dire.
La venuta del salvatore?
Non mi pare che torni, perchè la guerra non è mai finita.
La salvazione? Ma quella avviene alla fine dei tempi, mica prima.
Bisognerebbe chiedere a quelli del forum cristianesimo primitivo.
Hanno consocenze troppo vaste per me.
#53
Tematiche Filosofiche / Re: Se pensi ti ammali
Ultimo messaggio di green demetr - 27 Marzo 2026, 07:30:37 AM
Citazione di: Phil il 26 Marzo 2026, 16:39:08 PMSe poi le esplosioni sono possenti, il loro boato sopravvivrà al risveglio del mattino, alimentando ulteriore produzione diurna di mine. Un circolo di agonismo e agonia, di lotta e disagio, da cui si può uscire forse decostruendo tale ammal(i)arsi, credendosi Leonida ma scoprendosi un po' Don Quixote un po' De Sade.
Riflessione assolutamente centrata. Questo è però un male.
Perchè l'uomo ama nutrirsi di illusioni, si crede qualcosa che non è.
Consiglio il film Birdman.
Tu stai dicendo che questi grandi autori insomma autoindulgessero in una sorta di autodistruzione.
Io penso che però sebbene questo sia necessariamente vero, nello stesso tempo questi autori non avevano nessuna intenzione di finire l'agone.
Anzi l'agone è lo stesso inevitabile destino.
Non so se volessero disinnescare le mine, in un certo si, perchè volenti o nolenti quelle bombe erano esplose nel momento che cercavano nel sottosuolo.
E loro lo sapevano.
Quello che ammiro è questa consapevolezza, che in fin dei conti è quella che manca per resistere ad eventi annichilenti come il 2020.
Non si può vivere da bravi contadini, e nello stesso tempo essere decentrati.
I prodotti del nostro sè contadino sono commestibili? O non sono forse veleno?
Saranno commestibile allorquando riusciremo a ridiventare centrati.
Questo al giorno d'oggi è sostanzialmente anche impossibile.
Perchè siamo dentro una lavatrice sociale.
Lo erano anche i grandi autori che nel tentativo di rimanere fedeli alla loro ricerca si sono ammalati.
Ma oggi alla fine di una civiltà (che fino a qualche decennio fa era ritenuta tale) quelle spinte sono talmente forti che siamo spacciati ancor prima di muovere un passo verso il centro.
Tanto per dire, ho finalmente iniziato Horkheimer, i suoi pensieri da studente.
Tralasciando il piacere della lettura, e la dovizia di pensieri che possono solo arrichire mostrare le mille strade della resistenza.
Cosa mi succede? Che mi scoppia un allergia che praticamente mi era scomparsa da 10 anni a questa parte!!!
Secondo le stesse ricerche di Freud, o gli ultimi approdi della scienza psicologica: quando è coinvolto il naso è sempre una questione sessuale (Freud), o a livello endocrino, la costante ricerca di dopamina (distrazione) riceve una battuta d'arresto, provocando una dipendenza, e una somatizzazione.
Se nel caso di Freud si chiama Edipo (il bimbo che piange) nel secondo contemporaneo si parla di malattia (con gli esiti nefasti dell'uso di psicodroghe).
Nel primo caso la malattia è un sintomo della lotta, nel secondo caso un sintomo del pensiero (e la contemporaneità ODIA il pensiero).
Il pensiero va spento subito.
La paranoia del buon contadino, della buona novella, del tutto va bene...in questo presente storico è andato oltre la decenza.
Per questo la tua seconda riflessione, molta stoica, saggia, è naturalmente augurabile (tramite trasformazione personale, alchimia mentale), ma fattualmente puzza del suo ESATTO contrario (distruzione individuale, castrazione mentale).
Non è facile, viviamo in tempi di profondo spavento.
La gente non vuole farsi detonare.
Purtroppo prima o poi il Dio o la Storia ti presentano il conto.
Non ho idea di come si esca da questo impasse.
L'unica cosa che so è che bisogna combattere intelletualmente, spiritualmente, arricchirsi di strade alternative, comprendere come fare a stare a galla.
Stare a galla è quasi una posizione, non una prigione come invece noto in troppa gente (nella vita reale, del popolino).
Ma non funziona.
E' inutile la malattia va affrontata....guarda caso quello che diceva Nietzche in ouverture a umano troppo umano.
Per chi non ce la fa ci sono i sonniferi. La medicina oggi ci salva anche nelle situazioni più difficili.
Grazie del feedback Phil, molto bello!
#54
Ultimo libro letto / Re: Il teorema di Pitagora, di...
Ultimo messaggio di PhyroSphera - 27 Marzo 2026, 03:27:11 AM
Citazione di: PhyroSphera il 27 Marzo 2026, 02:35:05 AMHo incluso tutto questo apparente sproloquio per dire che applicare la matematica e la scienza, quale primo elemento, all'etica e poi alla decisione - anche politica - può essere la fine di onestà, civiltà e istituzione politiche (non solo di una libera e felice circolazione stradale).
Ebbene nel libro di Zellini si apre questa tragica prospettiva senza che l'autore dia previo avvertimento di cosa stia facendo.



MAURO PASTORE
Assolutamente voglio precisare che Zellini tenta di escludere la scienza dal processo di costruzione matematica dell'etica; ma il fatto è che il suo ragionamento principia dalla scienza, mostra un accadimento scientifico, coinvolgente la scienza matematica antica e peraltro non riconoscendogli pienamente la previa origine religiosa ed etica. E' dal punto di vista scientifico e in forza della scienza che egli pensa e fa pensare a una semplice matematica base dell'etica e tale provenienza non è indifferente né inattiva. Questo dato mostra che il suo discorso, per quanto dotato di restante ambivalenza, è ancora più insidioso di quanto potrebbe sembrare a una semplice prima comprensione della critica da me mossagli.

MAURO PASTORE
#55
Ultimo libro letto / Re: Il teorema di Pitagora, di...
Ultimo messaggio di PhyroSphera - 27 Marzo 2026, 02:35:05 AM
Citazione di: iano il 24 Marzo 2026, 22:35:23 PMPiù che un autorità ci sarebbe la recente storia della matematica a confermarlo, ma convengo sul fatto che ''crollata'' sia un termine forte, tanto è vero che i matematici continuano ad usarla in modo proficuo.
Dicamo che ha fallito l'intento di porsi a fondamento della matematica, e a questo fallimento è seguita, grazie a Godel, la dimostrazione che questo fondamento non esiste.
La cosa destò grande scalpore, perchè tutti davano per scontato che questi fondamenti ci fossero, come mi pare tu ancora fai, e che fossero solo da trovare.
A questo scopo la teoria degli insiemi effettivamente sembrava prestarsi, e il filosofo Russell infatti vi si impegno per ben tre anni, se non ricordo male, ma non ebbe nessuna esitazione, freschi di stampa i suoi Principia, frutto di tanto lavoro, a dar ragione a Godel, motivo per cui Russel rimane uno dei miei eroi, perchè per me l'onesta intellettuale è la prima virtù del filosofo.
I matematici, come tutti gli uomini, hanno i loro desideranda e loro radicate convinzioni, ma nessuna di queste cose supera il valore che danno a una dimostrazione matematica, alla quale dunque, una volta verificatala, non gli resta che inchinarsi, o almeno così le cose sono andate da Euclide in poi, del quale ci rimane ampia letteratura, mentre nulla ci è rimasto di Pitagora, per cui si ha buon agio ad attribuirgli nulla come ogni cosa.

Prego il lettore di essere comprensivo, nei limiti del possibile, non solo verso la lunghezza di questo messaggio, ma per alcune sue parti che potrebbero sembrare esorbitanti e alquanto assurde e invece non lo sono. Non si può separare la filosofia dagli eventi della vita senza perdere concretezza di pensiero a volte assolutamente necessaria, per questo ho dovuto includere alcuni episodi di cronache reali. E' contenuto qui anche qualche resoconto che parrebbe proprio fuori posto, fuori misura, incauto, o esaltato; ma assicuro che non è così.


Riguardo al fondamento, quello che i filosofi indicano è un'altra cosa da quello che alcuni scienziati vanamente ricercano negli oggetti di scienza. Dunque io so bene dei limiti delle scienze su fondamenti ultimi e sul Fondamento ultimo.
Certo il discorso può dar adito ad apparenze sbagliate. Io accetto la critica al fondamento portata da Heidegger, riguardo al fondamento metafisico; ma va detto che non fu abolizione ma "sfondamento" (s-fondamento...), cioè la scoperta razionale di un varco, non di più. Certo alla metafisica fu tolto il primato intellettuale su codesto oggetto, ma non fu abolito il discorso tradizionale né i sistemi filosofici erano annientabili. Nel pensiero del Secolo XX io ho trovato adeguato riferimento al Fondamento nella teologia protestante di Paul Tillich, non a caso anche filosofo. Invece nel mondo cattolico un'intera corrente di pensiero metafisico incontrando la critica del Pensiero Debole si rendeva insostenibile. Questo caso fu segnato dalla rinuncia intellettuale di Papa Ratzinger alle prese con la critica distruttiva di J. Habermas - ma la vicenda, terminata con dimissioni del papa, restava incompiuta anche culturalmente; e il mondo cattolico è vasto ed io trovai adeguata metafisica sopravvissuta nell'opera del filosofo e teologo australiano David M. Armstrong, che dall'analisi perveniva a definire gli "stati di fatto" oltre la terribile sentenza nietzschiana sulla inesistenza di considerazioni oggettive sui fatti. Tale sentenza si ritrova, diversamente, anche nel Pensiero Debole. Ma a questo punto si deve dire che tali stati sono di ordine scientifico oltre che filosofico... E questo ci riporta al problema di come pensare il Fondamento. Io ho trovato il pensiero giusto in Paul Tillich, che disse cristianamente di essere e non nulla. Differentemente l'ebreo Levinas disse di altro dall'essere, l'indicibile assoluto della dottrina del Tetragramma. Il matematico e dotto P. Zellini fa ruotare il suo pensiero sui detti stati - si badi però che sono io che li sto ponendo proprio del tutto in causa. Diversamente la teologia protestante con Tillich va alla fonte dell'essere anzi si collega e principia alla fonte dell'essere. Quindi il "fondamento" quale premessa è diverso da quello quale raggiungimento. Nella descrizione dotta di Zellini (che io non rifiuto in quanto tale, dico dopo aver continuato un po' nella lettura del libro) non si trova un percorso metafisico tradizionale, ma pur sempre un itinerario mentale che ne ripete la direzione (dicevo di metafisicismo). Tutto questo ho incluso anche per spiegare quale fondamentalità io penso, quale fondamento accolgo. Non bisogna pensare che la critica del fondamento del marxismo, quella di interpretazioni parziali fatte da "heideggeriani di sinistra" che non sapevano cogliere la conservazione accanto alla rivoluzione nel pensiero di Heidegger, non bisogna pensare che tale critica sia valida per tutte le concezioni del fondamento ultimo! Non c'è disputa in questo, bisogna capirlo, ma distinzioni!

Riguardo al quadro che tu hai fatto di storia del pensiero matematico, convengo con te che è andata per un verso così come hai riferito. C'è stata anche la speculazione positivista sulla Teoria degli insiemi, l'illusione di poterla elevare a fondamento (interno - mi ricollego con ciò al lungo excursus fatto proprio qui su); questa illusione si scontrò col Teorema di Incompletezza di K. F. Gödel... certo che positivisticamente anche tale Incompletezza destò l'illusione di un fondamento, stavolta negativo; inoltre l'idea che gli Insiemi fossero a fondamento non poteva sparire del tutto solo per questa successiva scoperta. C'è ragione nel dire che il positivismo scientista si vince del tutto solo con senso del limite, saggezza, filosofia. Ma ci sono anche altre considerazioni positive, che non sono frutto d'illusioni, propriamente non ascrivibili al positivismo.
Il fatto che B. Russel mise da parte la prima illusione avvalendosi del lavoro di Gödel, ciò spiega come mai otteneva tanto spazio per la sua logica. L'incompletezza diventò fondazione negativa per una nuova dottrina delle essenze e per una logica matematica mai veramente scientifica. So bene che esiste una logica nella scienza matematica, che io presenterei, onde evitare equivoci, per matematica logica e non viceversa. Ma il riferimento, assolutamente, non è l'opera di Russell, che non mi risulta pervenisse da solo a risultati scientifici in questo campo, bensì quella di George Boole (1815 - 1864), che iniziò la particolare disciplina applicandosi all'algebra. Ho ristudiato ultimamente il suo pensiero in relazione a teologia, cibernetica, informatica e vere e false intelligenze artificiali, incontrando da chi messo a parte delle mie riflessioni incauto rifiuto - tanto che ricorsi protestando a specie di avviso di pericolo, tanto era preoccupante la reazione impulsiva e superficiale impertinentemente oppostami). Il fatto è che alcune acquisizioni filosofiche della scienza matematica vengono scambiate per il rovescio; e mi risulta essere proprio il caso di B. Russell non di G. Boole, il quale filosofando prima, era per iniziare la sua scienza. Ma non voglio dire che Russell non avesse acume, anzi ne era superdotato; solo che analiticamente procedeva con unilateralità. La compagnia del pensiero di A. N. Whitehead non deve ingannare su questa unilateralità, che ci fu e che nelle conseguenze verso àmbiti di fede e religione esercitò influsso negativo di chiusura degli orizzonti - riaperti appunto da pensatori quali D. M. Armstrong. Il quadro dotto di Zellini risente di questa apertura, ma io nel procedere con la lettura del suo libro vi ho ravvisato il grave rischio di una dittatura etica tecnoscientifica e di una conseguente prepotenza da parte di Stato etico, fino al disastro. A questo punto potrei sembrare pessimista fino ad esagerazione, ma quanto a questo io mi autoeducai sui testi di Schopenhauer, che in ultima istanza era un pragmatico, non contemplatore inopportuno o importuno, quindi affermo cose a ragion veduta:

La condizione odierna è più grave di quella ai tempi di Ipazia ad Alessandria d'Egitto, quando i carcerati cominciarono a diventare cavie per esperimenti, il giudizio contro di loro abbinato a stime sbagliate ai loro danni. I cristiani erano furiosi per questo, e si racconta che alcuni, non si sa bene se alcuni di loro, addebitassero alla stessa Ipazia responsabilità gravissima, uccidendola in tanti (si suppone per lapidazione, ma non si è certi né del modo né che il fatto realmente avvenisse; le fonti non offrono certezze, come pure non si sa nulla di sicuro circa le cause e gli eventuali autori dell'incendio della Biblioteca di Alessandria, immensa tragedia culturale dell'antichità, episodio che alcuni attribuirono ai cristiani). La situazione odierna è tragicamente precipitata, per quanto si sa, negli Stati Uniti d'America, dove violenza più grave, non il maltrattamento fino al rischio di morire ma la stessa violenza dell'uccisione, è da alcuni pensata e desiderata relativamente a dati scientifici per giunta positivisticamente interpretati, cioè non tali quali sono.
La versione ufficiale dei fatti è che le pene capitali accadono per violenza continuata, reale anche se non sempre effettiva, dei condannati nelle prigioni, non accadendo esse per semplici stime ed ancor meno scientifiche. Tuttavia in California si riuscì ad abolire la pena di morte ((anche io feci la mia parte a distanza, ma pure quando in precedenza ero lì favorii questo esito per quel che potevo)) solo smentendo la tesi pseudoscientifica che le esecuzioni capitali fossero terapeutiche per gli stessi condannati. Studiosi scrupolosi si applicarono a dimostrare che tali atti esecutivi non possono essere terapeutici. I sistemi di pena capitale sopravvissero in alcuni Stati americani solo dichiarando che non erano state quelle tesi pseudoscientifiche a guidare i boia. Ma le pene capitali in California furono sospese con detti pareri di studio, negativi appunto. Appena in tempo o era già capitato che si sacrificassero violentemente vite umane sull'altare della (falsa) scienza? A fronte di tanta aberrazione dunque, la costruzione di una etica scientifica su fatti e persone, a parte la falsa aura di neutralità o disimpegno, ripresenterebbe il problema contrastato in California, sotto forma diversa di falsa scienza giuridica, non psicologica e terapeutica.
P. Zellini nota senza colpe quanto il numero e i concetti di eccesso e difetto contarono per l'etica antica greca; egli però, distrattamente forse?, anziché valutare i fatti storici e culturali nella loro interezza, anziché procedere secondo premesse maggiori, superiormente a filosofia e a scienza, ha praticato direzione inversa; e così si offre l'occasione al positivista di costruire schemi falsamente etici per organizzazioni scientifiche dei giudizi e catalogazioni dei fatti omologate a stessi giudizi, secondo persuasione sbagliata che detta organizzazione scientifica sia collegabile direttamente ai fatti. Pensiamo ai test alcoolici e al seguente scenario:
un accusato di omicidio, testato solo modestamente ubriaco viene ritenuto massicciamernte responsabile, perché la giurisdizione è organizzata secondo riferimenti numerici, matematici. Lo scienziato matematico offre consulenza al biochimico, garantendogli che un certo range è aritmeticamente ineccepibile; il biochimico ci mette il suo, anche se ci vorrebbe il biologo - e anche antropologo forse; e il giurista acquisisce e organizza i dati scientifici. Il giudice sentenzia: "lei era poco ubriaco, abbastanza lucido in forza del corpo abbastanza libero; io ho raccolto le prove dei fatti e nei fatti lei ha agito in corrispondenza a questa sua capacità; i fatti li ho accertati io, il resto lo ha accertato la scienza; lei è colpevole." Ritenuto massicciamente responsabile e incarcerato, si pretenderebbe da lui adeguato comportamento in carcere. Anche in ciò si procederebbe ugualmente a prima: "soggetto insofferente (eccesso di livello x alto), psicopatologicamente sereno perché essendo colpevole dovrebbe accettare la detenzione, ma preoccupante cioè violento coi carcerieri, dunque costoro hanno diritto a difendersi e sono anche insofferenti (livello alto y del difetto), per cui la circostanza (divario estremo tra x e y) non solo giuridicamente consente ma scientificamente prevede l'eliminazione forzata di stesso carcerato." Il famoso detenuto R. Cutolo (quello cui F. De andrè rivolse una sua celebre canzone), con numerosissime condanne ricevute però in vertiginosa ma non bastante diminuzione per revisioni e annullamenti, lamentò di essere finito in sorta di giostra falsamente scientifica, in relazione a violenze da lui commesse in stesso carcere che lui attribuiva a false stime su presunte e non vere condizioni tollerabili, poi in relazione a sue richieste di incontri amorosi giudicate irreali sempre per false osservazioni scientifiche, difatti raccontò che una inseminazione artificiale non era limitazione per sua volontà né sua necessità ma l'invenzione e la invadenza di falsi tecnici e falsi scienziati...

Insomma, differentemente dalla sorta di altrui delirio che ho illustrato, lo scienziato matematico, ma anche il solo matematico, che propone prospetti e schemi per l'etico, dovrebbe essere avviato in ciò dall'etico stesso; e questi instradato da chi ispirato non solo comprensivo, cioè da chi in grado ancora superiore; ma se si procede solo dalla matematica all'etica verso una soluzione assoluta, allora c'è il disastro, il delitto, la follia... E questa follia nessuno scienziato psicopatologo potrebbe valutare per impedire che essa si ripeta, perché si inizierebbe a ciò dopo il compiersi della sciagura e altra sciagura si prospetterebbe nonostante tutto, stante il fatto che la sola premessa matematica non solo è insufficiente, è anche nella sua arbitrarietà e assenza di riferimenti necessari sbagliata, intrinsecamente pericolosa.
L'esempio del detenuto Cutolo forse parrà peregrino, ed io l'ho fatto perché le condizioni dei carceri in Italia erano e sono in tanta parte intollerabili e perché penso le vittime di tale intollerabilità potrebbero trovare in questo scritto un motivo per avere qualcosa di buono. Ma io trovai in prospettiva futura un caso potenzialmente ancora più tragico: la intenzione di profittare di una invadenza tecnica verso lo spostamento su strada, per introdurre sistemi di morte spacciati per sistemi di riduzione del dolore. Dico del tentativo di istituire per il motociclismo un limite stabile per la sicurezza mediante l'imposizione di apparecchio automobilistico non motociclistico (apparecchio detto ABS, ma la sigla non definisce la destinazione per automobili), e del profitto che si voleva trarre da questa impresa, con lo scopo di analoghe proposte di controllo della vita e limitazione della vita, nella intenzione dichiarata ma irreale di voler evitare inutili sofferenze all'umanità. Mi spiego. Si volevano trattare i motoveicoli come fossero autoveicoli e i motocicli come fossero ciclomotori quindi imporre un controllo elettronico di frenata di tipo automobilistico, con effetto controproducente - il che non era neppure ignorato da tutti i protagonisti dell'impresa!; in correlazione a ciò si volevano introdurre negli Stati europei metodi per il fine-vita in contrasto con la stessa vitalità. Il primo interessamento avrebbe avuto effetto di piegare il Parlamento Europeo ad una attività in realtà non spettàntegli, perché non era su pareri, risorse ed esiti tecnici e tecnologici che esso poteva legiferare; col secondo interessamento, consentito discretamente dal primo, si sarebbe voluto cercare di far approvare dal Parlamento Europeo dei particolari sistemi per dare la morte, ciò sotto scusa falsa di eutanasia - termine che significa buona morte, non morte provocata! - e specialmente per la istituzione della pena di morte, nella fattispecie realizzantesi secondo false pretese di scientificità e rigorosità etica e tecnica. Io già da prima avevo messo in relazione le due tendenze, interessandomi alla strana ossessione di alcuni sedicenti automobilisti circa la presunta, falsa necessità che le frenate dei motocicli (e motociclette quindi) dovessero essere proprio uguali a quelle delle automobili, ossessione che, notavo, era assieme alla delittuosa pretesa che i motociclisti vittima di incidenti non dovessero né potessero mai beneficiare di giudizi o risarcimenti a favore. Questo il pensiero espresso dai persecutori: 'Siete stupidi, irresponsabili, volete rischiare con tanta potenza solo su due ruote, se voi finite male non dovete avere diritto a richiedere alcunché'. Notato che si trattava anche di facoltosi personaggi e trovato sui giornali e poi su pubblicazioni internet le notizie che riportavano le tendenze oramai entrate in atto, io come meglio potetti inviai messaggi, in particolare per la Polizia Europea, dopo essermi accorto che era proprio a livello europeo che stava accadendo decisivamente il duplice fattaccio. Questa Polizia intervenne al Parlamento Europeo, durante i lavori parlamentari per imporre ABS automobilistico sui motocicli; agì in quanto l'interessamento non era lecito; inoltre fu riconosciuta incompetenza e fuorvianza tecnica nello stesso interessamento. Del resto, della seconda tendenza in atto, apparve notizia che non si era potuto discutere nulla in Parlamento, a causa dei còmpiti specificati per quest'ultimo circa i limiti dell'organo, per ciò che concerne materia non abbastanza generale e specifica per una legislazione, sia pure solo normativa o regolativa. L'imposizione dell'ABS automobilistico sui motocicli fu impedita e sostituita da una norma basata sulla esigenza di garanzie maggiori - non particolari - anche per la sicurezza del motociclismo, 'frenate comprese'. Salutai allegramente il provvedimento, che opportunamente mostrava tutto il divario tecnico e di sicurezza tra motocicli e ciclomotori, questi assolutamente non all'altezza. Dell'altra parte dell'impresa, ricordo le notizie di proteste persino tafferugli contro il mancato interessamento e lavoro del Parlamento stesso ma soprattutto contro l'interessamento della polizia, giudicato 'una sopresa inspiegabile, un'azione superstiziosa, una riuscita solo a casaccio, un segno di inadeguatezza culturale...'. Ma i discorsi di questi manifestanti a metà naufragavano nel non-detto e nel non-dicibile. Non mancò, in questo frangente, chi, essendo stato messo a parte di quel che era accaduto e stava accadendo, volesse recarsi alla sede di detto Parlamento per tenere d'occhio la situazione, vista la difficoltà da parte di tantissimi a valutarla!... Ho incluso tutto questo apparente sproloquio per dire che applicare la matematica e la scienza, quale primo elemento, all'etica e poi alla decisione - anche politica - può essere la fine di onestà, civiltà e istituzione politiche (non solo di una libera e felice circolazione stradale).
Ebbene nel libro di Zellini si apre questa tragica prospettiva senza che l'autore dia previo avvertimento di cosa stia facendo.



MAURO PASTORE
#56
Tematiche Spirituali / Re: Piccola proposta di una nu...
Ultimo messaggio di Luther Blissett - 26 Marzo 2026, 22:50:16 PM
Le cose che non si vedono?  Per rispondere a questa domanda ci sono tre opzioni possibili: è perché sono troppo piccole, oppure perché sono troppo grandi, o è perché non esistono affatto e ce le inventiamo perché vorremmo che esistessero.
#57
Attualità / Re: Geopolitica 2026
Ultimo messaggio di anthonyi - 26 Marzo 2026, 19:10:34 PM
Citazione di: baylham il 26 Marzo 2026, 17:48:05 PMApprezzo il mercato, ma le leggi che regolano il mercato sono statali e i contratti collettivi del lavoro sono sindacali.


Le leggi che regolano il mercato sono innanzitutto economiche, il mercato del lavoro esiste perché ci sono imprenditori che hanno bisogno di lavoratori e li assumono. Gli imprenditori assumono per convenienza e se le leggi regolano troppo il mercato, loro trovano il modo per ovviare a questo in tanti modi. Alla fine, le analisi economiche dicono che per tutelare una minoranza di lavoratori, tutti gli altri sono costretti a stare peggio di come starebbero in un mercato del lavoro libero e legale. Te la ricordi l'Italia degli anni 80,con dipendenti pubblici e del parastato privilegiati, con I lavoratori delle grandi aziende sindacalizzati e con tutele normative superiori a tutti gli altri lavoratori e imprese, sui quali gravava il costo di questo sistema, questo é quello che tu vuoi, perché questo é quello che produce un mercato del lavoro normativizzato che pone alle imprese la scelta sul modo in cui adeguarsi alle norme, cioé fino a che punto rispettarle. Infatti non é vero che lo stato é necessario al mercato, se lo stato é troppo pesante, il mercato trova la strada per farne a meno. 
#58
Tematiche Culturali e Sociali / Re: Chiediamolo all'Intelligen...
Ultimo messaggio di Phil - 26 Marzo 2026, 19:09:59 PM
Probabilmente si tratta di una scelta procedurale un po' drastica, se non proprio strategica (e ogni strategia è sempre "sintomatica"), ma più che stiracchiare un termine "classico" per fargli inglobare le novità che sembrano pertinenti e che tuttavia ne rendono ancora più amplia e problematica la definizione, si potrebbe anche lasciare il vecchio termine ai vecchi problemi di definizione. Detto più chiaramente: se definiamo "coscienza" come "capacità/attività/altro di un essere vivente di..." oppure "ciò che rende un essere vivente in grado di...", abbiamo risolto a priori il problema di includere o meno l'IA nella problematica della coscienza, essendo l'IA non un essere vivente (nuovo prerequisito ad hoc per entrare nella problematizzazione della coscienza). Lo stesso dicasi per la comprensione o la produzione di significato.
Ciò può sembrare un vile e goffo sotterfugio per non affrontare il problema, ma in realtà le "soluzioni neologistiche" di questo tipo consentono, a mio avviso, di affrontare questioni nuove con termini nuovi, senza ibridare quelli vecchi con il rischio di intorbidare ancora di più le acque per motivi di "eredità semantica". Ad esempio, facendo della coscienza "una questione da viventi", abbiamo carta bianca (e meno condizionamenti semantici o storici o culturali) per definire "__________"(parola a scelta) la "capacità/attività/altro di un'IA di...". Detto in altre parole, così facendo evitiamo gli "effetti collaterali semantici" di essere come sempre i soliti "antropocentrici" che leggono tutto come metafora o allegoria della dimensione umana, a volte scordandosi che solo di metafora e allegoria si tratta; che in fondo è il motivo per cui l'IA è stata chiamata in quel modo. Si tratterebbe di non rapportare il nuovo al già noto, ma di accettare la novità anche a livello linguistico; che è poi anche livello concettuale, che è poi quello che condiziona (non "determina") l'analisi e la comprensione di un fenomeno.
Questo invito al neologismo non è ovviamente finalizzato a sminuire le palesi affinità di funzionamento fra l'AI e la mente umana (anche la mente viene addestrata, ha la sua potenza di calcolo, ha le sue allucinazioni, i suoi algoritmi, i suoi bias, etc.), ma a evitare che tali affinità prendano il sopravvento e creino falsi problemi (ad esempio quello di giustificare come mai un IA abbia punteggi altissimi nei test di QI, ma poi risponda ad alcune domande in modo indegno per un ragazzino delle medie; può sembrare strano solo se confondiamo, appunto, la nostra intelligenza con la sua; se smettessimo di chiamare quest'ultima "intelligenza", non ci sarebbe alcuna "stranezza" o "incoerenza", ma solo una caratteristica dell'IA).
C'è indubbia affinità funzionale fra una telecamera e un occhio, ma una telecamera bagnata non sta piangendo, è bagnata e basta (oppure al massimo è un sistema di autopulizia, non di esternazione di "moti interiori dell'animo").
#59
Attualità / Re: Geopolitica 2026
Ultimo messaggio di anthonyi - 26 Marzo 2026, 18:39:27 PM
Citazione di: baylham il 26 Marzo 2026, 17:48:05 PMLe politiche renziane sono un adattamento regressivo rispetto a processi economici globali (sovrapopolazione, paesi emergenti) che sfavoriscono economicamente i lavoratori, specialmente quelli poco qualificati ("basso capitale umano"), rispetto agli imprenditori-capitalisti nei paesi sviluppati.
Questi sono discorsi retorici. Puoi tu farmi un esempio concreto di un solo italiano che, per effetto delle riforme di Renzi, ha perso diritti concreti preesistenti? No non puoi, perché non c'è ne sono. Certamente molti lavoratori in Italia peggiorano la loro condizione nel tempo, ma non é colpa delle riforme di Renzi, le quali hanno semplicemente permesso a molti Piú giovani di trovare un lavoro non in nero. Chi ha voglia di lavorare, è capisce un po' di economia, non può che essere contento di quello che ha fatto Renzi. 
#60
Tematiche Spirituali / Venerdì Santo ed il Mistero
Ultimo messaggio di Kephas - 26 Marzo 2026, 18:09:12 PM

Volevo condividere un mia personale riflessione su questo giorno della settimana Santa.

Il venerdì Santo si commemora la crocefissione di Gesù e la Sua morte in Croce.

Secondo il mio intendimento, il grande mistero è quello che si legge nel Nuovo Testamento e riguarda la morte di Gesù.

Si legge nell'Evangelo : "poco prima che Gesù rendesse l'anima a Dio, è scritto che : (più o meno) " il Cielo si oscurò e la Terra tremò"

Ora nelle cronache dell'epoca, ed anche nei Vangeli, non si trova traccia di una eclissi solare, e neppure di un terremoto.

Si conviene allora di tradurre queste parole dal letterale allo spirituale, e si potrebbe/si dovrebbe leggere : "I mondi spirituali erano in un totale ottenebramento e pure tutta la Creazione materiale era in spasmodica attesa"

Su quella Croce, c'era crocefisso Gesù di Nazaret, figlio dell'Uomo. La Divinità in Lui si era ritirata, lasciando l'Uomo Gesù solo con la Sua Volontà ed in completa Consapevolezza. (come pure in molti anni della Sua Vita era semplicemente un uomo come tutti gli altri uomini, sempre però in completa consapevolezza nella Sua fede e nel Suo futuro destino)

Cosa sarebbe successo sulla Croce, se pure nella Sua Umanità fra gli atroci dolori, invece di pronunciare le ben note Parole : " Mio Dio, Mio Dio, perché Mi hai abbandonato! " non avrebbe invece tollerato  questa estrema e atroce condanna.  

Negli ultimi respiri terreni disse queste Parole : "Padre, nelle tue mani affido il Mio Spirito"

Aggiungendo : << E' COMPIUTO! >>     

Queste Parole "E' compiuto" sono il vero Arcano. Che cosa significano? Era dunque consapevole della sorte che gli era promessa o riservata? Doveva assolvere ad un compito molto preciso?

Quindi si può pensare che il Discepolo Giuda Iscariota non era poi il traditore che tutti conosciamo, che per soldi ha tradito Gesù.
Perché le Parole di Gesù : << Giuda, quello che devi fare, fallo presto! >> avevano un loro significato preciso, e Giuda conosceva assai bene il suo Maestro e sapeva che leggeva nei suoi pensieri. (*)

Si legge poi nell'Evangelo di Matteo, che alla morte di Gesù, la Cortina del Tempio, che separava il Santissimo dal resto del Tempio, e che solo il gran Sacerdote, il speciali occasioni poteva oltrepassare, "si squarciò dall'Alto verso il basso" significando che il Santissimo era da quel momento a tutta l'Umanità accessibile. (Matteo 27: 51)

Dopo tre giorni dalla morte avviene la Resurrezione di Gesù Cristo Figlio di Dio.
(Resurrezione che non è risuscitazione)

      (*)  Ma cosa passava nella mente a Giuda?

Secondo me, Giuda è il simbolo dell'uomo che "vede" (i miracoli) e "non ascolta" (la Dottrina del Maestro) e perciò per il grande desiderio di fare conoscere la Divinità del suo Maestro, pensa di trovare il modo, attraverso le guardie del Tempio che vogliono arrestare Gesù. Immaginava che quando sarebbero arrivati, il suo Maestro li avrebbe dispersi come la pula al vento, rivelando cosi la potenza della Divinità.
Ma quando Gesù, come un agnello si è lasciato prendere in consegna, grande è stata la sua disperazione!
Giuda non era certo un traditore, specialmente per denari, si sa attraverso opere di Mistici che era un commerciante di pentolame, ed era colui che gestiva la cassa del gruppo degli Apostoli.

Ripeto che una mia personale riflessione, senza volere nessuna ragione.