Citazione di: Lou il 26 Marzo 2026, 17:33:46 PMNon ha, caspita, il "nodo di carne" del dolore, mi viene da dire, che pur se non dici, provi.Io ho fede nella differenza sostanziale fra vivente e macchina, ma non credo che questa differenza la si possa esprimere a parole, e non è caspitado, ne scalpitando, che puoi dimostrare il contrario.

Citazione di: Phil il 26 Marzo 2026, 16:39:08 PMSe poi le esplosioni sono possenti, il loro boato sopravvivrà al risveglio del mattino, alimentando ulteriore produzione diurna di mine. Un circolo di agonismo e agonia, di lotta e disagio, da cui si può uscire forse decostruendo tale ammal(i)arsi, credendosi Leonida ma scoprendosi un po' Don Quixote un po' De Sade.Riflessione assolutamente centrata. Questo è però un male.
Citazione di: PhyroSphera il 27 Marzo 2026, 02:35:05 AMHo incluso tutto questo apparente sproloquio per dire che applicare la matematica e la scienza, quale primo elemento, all'etica e poi alla decisione - anche politica - può essere la fine di onestà, civiltà e istituzione politiche (non solo di una libera e felice circolazione stradale).Assolutamente voglio precisare che Zellini tenta di escludere la scienza dal processo di costruzione matematica dell'etica; ma il fatto è che il suo ragionamento principia dalla scienza, mostra un accadimento scientifico, coinvolgente la scienza matematica antica e peraltro non riconoscendogli pienamente la previa origine religiosa ed etica. E' dal punto di vista scientifico e in forza della scienza che egli pensa e fa pensare a una semplice matematica base dell'etica e tale provenienza non è indifferente né inattiva. Questo dato mostra che il suo discorso, per quanto dotato di restante ambivalenza, è ancora più insidioso di quanto potrebbe sembrare a una semplice prima comprensione della critica da me mossagli.
Ebbene nel libro di Zellini si apre questa tragica prospettiva senza che l'autore dia previo avvertimento di cosa stia facendo.
MAURO PASTORE
Citazione di: iano il 24 Marzo 2026, 22:35:23 PMPiù che un autorità ci sarebbe la recente storia della matematica a confermarlo, ma convengo sul fatto che ''crollata'' sia un termine forte, tanto è vero che i matematici continuano ad usarla in modo proficuo.Prego il lettore di essere comprensivo, nei limiti del possibile, non solo verso la lunghezza di questo messaggio, ma per alcune sue parti che potrebbero sembrare esorbitanti e alquanto assurde e invece non lo sono. Non si può separare la filosofia dagli eventi della vita senza perdere concretezza di pensiero a volte assolutamente necessaria, per questo ho dovuto includere alcuni episodi di cronache reali. E' contenuto qui anche qualche resoconto che parrebbe proprio fuori posto, fuori misura, incauto, o esaltato; ma assicuro che non è così.
Dicamo che ha fallito l'intento di porsi a fondamento della matematica, e a questo fallimento è seguita, grazie a Godel, la dimostrazione che questo fondamento non esiste.
La cosa destò grande scalpore, perchè tutti davano per scontato che questi fondamenti ci fossero, come mi pare tu ancora fai, e che fossero solo da trovare.
A questo scopo la teoria degli insiemi effettivamente sembrava prestarsi, e il filosofo Russell infatti vi si impegno per ben tre anni, se non ricordo male, ma non ebbe nessuna esitazione, freschi di stampa i suoi Principia, frutto di tanto lavoro, a dar ragione a Godel, motivo per cui Russel rimane uno dei miei eroi, perchè per me l'onesta intellettuale è la prima virtù del filosofo.
I matematici, come tutti gli uomini, hanno i loro desideranda e loro radicate convinzioni, ma nessuna di queste cose supera il valore che danno a una dimostrazione matematica, alla quale dunque, una volta verificatala, non gli resta che inchinarsi, o almeno così le cose sono andate da Euclide in poi, del quale ci rimane ampia letteratura, mentre nulla ci è rimasto di Pitagora, per cui si ha buon agio ad attribuirgli nulla come ogni cosa.
Citazione di: baylham il 26 Marzo 2026, 17:48:05 PMApprezzo il mercato, ma le leggi che regolano il mercato sono statali e i contratti collettivi del lavoro sono sindacali.Le leggi che regolano il mercato sono innanzitutto economiche, il mercato del lavoro esiste perché ci sono imprenditori che hanno bisogno di lavoratori e li assumono. Gli imprenditori assumono per convenienza e se le leggi regolano troppo il mercato, loro trovano il modo per ovviare a questo in tanti modi. Alla fine, le analisi economiche dicono che per tutelare una minoranza di lavoratori, tutti gli altri sono costretti a stare peggio di come starebbero in un mercato del lavoro libero e legale. Te la ricordi l'Italia degli anni 80,con dipendenti pubblici e del parastato privilegiati, con I lavoratori delle grandi aziende sindacalizzati e con tutele normative superiori a tutti gli altri lavoratori e imprese, sui quali gravava il costo di questo sistema, questo é quello che tu vuoi, perché questo é quello che produce un mercato del lavoro normativizzato che pone alle imprese la scelta sul modo in cui adeguarsi alle norme, cioé fino a che punto rispettarle. Infatti non é vero che lo stato é necessario al mercato, se lo stato é troppo pesante, il mercato trova la strada per farne a meno.
Citazione di: baylham il 26 Marzo 2026, 17:48:05 PMLe politiche renziane sono un adattamento regressivo rispetto a processi economici globali (sovrapopolazione, paesi emergenti) che sfavoriscono economicamente i lavoratori, specialmente quelli poco qualificati ("basso capitale umano"), rispetto agli imprenditori-capitalisti nei paesi sviluppati.Questi sono discorsi retorici. Puoi tu farmi un esempio concreto di un solo italiano che, per effetto delle riforme di Renzi, ha perso diritti concreti preesistenti? No non puoi, perché non c'è ne sono. Certamente molti lavoratori in Italia peggiorano la loro condizione nel tempo, ma non é colpa delle riforme di Renzi, le quali hanno semplicemente permesso a molti Piú giovani di trovare un lavoro non in nero. Chi ha voglia di lavorare, è capisce un po' di economia, non può che essere contento di quello che ha fatto Renzi.