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Tematiche Culturali e Sociali / Re: Le apparenze sociali
Ultimo messaggio di doxa - 08 Febbraio 2026, 21:21:12 PM
Daniela dove sei ?

Stasera ti offro una riflessione del cardinale Gianfranco Ravasi sulle apparenze: 

"Contro l'esteriorità fatta di orpelli e ipocrisia è luminosa la semplicità d'animo e, per vincere grettezza ed egoismo, ecco l'apertura di cuore e di mente, simile a una valle verdeggiante e fiorita."
#63
Attualità / Re: Buio
Ultimo messaggio di Luther Blissett - 08 Febbraio 2026, 19:47:28 PM
Citazione di: anthonyi il 08 Febbraio 2026, 18:03:56 PM(scrivendo quest'ultima frase ho avuto un deja vu, Chissà Che vuol dire)
Molto sporadicamente, ho avuto anch'io episodi di déjà vu. 
Tra le tante teorie esplicative, non escludentisi tra loro, propenderei, almeno per l'ultimo episodio che ho avuto di recente, per l'ipotesi oniromnestica, cioè per un difettoso recupero tardivo del ricordo di un sogno dimenticato, avente qualcosa in comune con l'esperienza del momento.
Questa ipotesi la preferisco ad altre nel mio caso, per il fatto che mi pare di dare soverchia importanza ai sogni, cosa che dal punto di vista razionale dovrei fare molto meno.
#64
Tematiche Filosofiche / Re: Venire a conoscenza che no...
Ultimo messaggio di Alberto Knox - 08 Febbraio 2026, 18:11:30 PM
Citazione di: Jacopus il 08 Febbraio 2026, 10:38:41 AMPer tornare alla metafora iniziale é come se hardware e software fossero così profondamente interconnessi che l'uno non può fare a meno dell'altro ed evolvono in modo simbiotico. Le esperienze del corpo e del cervello inteso come organo neurologico, condizionano la natura della nostra mente/coscienza/anima e viceversa.

Punto due: la coscienza/mente/anima non sono esclusivamente dentro il cervello ma nella società umana. La cultura ha il potere di cambiare la mente umana, che l'evoluzione ha reso potentemente neuroplastica (ovvero in grado di modificarsi a seguito dell'apprendimento, e questo spiega perché le formiche dell'Ohio si comportano esattamente come le formiche di Bolzano, mentre i gruppi dell'Ohio possono essere molto diversi a livello comportamentale dei bolzanini).

Punto tre: la nostra struttura cerebrale è estremamente complessa e fondata su tre cervelli convenzionali (teoria di McLean,
ultimamente molto dibattuta ed avversata). La loro interazione è fondata sulle dinamiche emotive oltre che su quelle cognitive e le dinamiche emotive riguardano tutto il corpo, come quando si sente un tuffo nello stomaco, si inizia a sudorare, il battito cardiaco aumenta o i peli si rizzano. Anche in questo caso se dovesse trattarsi di un software, sarebbe un software esteso a tutto il corpo e quindi difficile da metaforizzare con quel concetto.
Si jacopus, sono tutte cose non nuove alla mia mente, per quanto riguarda l impossibilità della coscienza ad essere un software biologico per via dell estensione per tutto il corpo non ne sono affatto persuaso,come non sono persuaso che la coscienza sia dipendente da confini fisici, ovviamente parte della coscienza è un emergentismo dell essere che parte da un interefaccia fisica ma come filosofo devo tenere aperta la possibilità che questa non sia solo limitata al corpo, se non tenessi aperta questa possibilità sarei un dogmatico, ma non un vero filosofo. Daltrocanto manco di materiale appropiato per poter stendere una vera e propia controrisposta qundi mi limito a salutare la discussione ad un prossimo evento e augurandomi di aver perlomeno insinuato una provocazione fertile. 
#65
Attualità / Re: Buio
Ultimo messaggio di anthonyi - 08 Febbraio 2026, 18:03:56 PM
Citazione di: Luther Blissett il 08 Febbraio 2026, 15:44:42 PMForse stai pensando alla tecnologia come un moloch. Se non è così, spiegati meglio.
Sto pensando ai rossobruni, populisti, neodestre che avanzano. Non mi sembra tanto complicato. È purtroppo sono proprio loro che usano anche lo spauracchio dell'islam per prendere spazio.
Io per carità non sono pro islamisti, ma di questi tempi cerco di concentrarmi sul pericolo maggiore (scrivendo quest'ultima frase ho avuto un deja vu, Chissà Che vuol dire) ???
#66
Tematiche Filosofiche / Re: Venire a conoscenza che no...
Ultimo messaggio di iano - 08 Febbraio 2026, 16:18:46 PM
Citazione di: Jacopus il 08 Febbraio 2026, 10:38:41 AMLa metafora di hardware/software per il cervello/mente/anima è stata molto usata ma è sostanzialmente errata, anche sostituendo anima con mente o coscienza. É quello che Damasio definisce l'errore di Cartesio, ovvero la separazione netta fra corpo e cervello/mente (cogito ergo sum). Oggi le neuroscienze sono più propense ad applicare un modello olistico per il quale il sistema nervoso centrale e periferico con tutti i suoi correlati sono "incarnati" nel corpo
fisico. Tanto più che esistono centrali periferiche neuronali di una certa importanza lungo tutto il corpo, con importanti "stazioni"'sul cuore e sullo stomaco.

Le nostre teorie  sono il prodotto della nostra interazione con la realtà, e possono avere diverse forme, delle quali una potrebbe essere l'incarnata, o materializzata.
Cogito, ergo sum, ma non sono necessariamente ciò che penso, e se mi penso come corpo e/o come spirito, potrei dunque non essere ne una cosa ne l'altra.
Potrei essere l'impensabile, perchè l'osservatore non può osservarsi, anche se pensa di poterlo fare.

Che fine farebbe questo ''inpensabile'' alla sua dipartita?
Non lo so. Ci devo pensare. :))
#67
Tematiche Filosofiche / Re: Venire a conoscenza che no...
Ultimo messaggio di iano - 08 Febbraio 2026, 15:54:10 PM
Citazione di: Alberto Knox il 08 Febbraio 2026, 11:21:37 AMsono anche modalità fattuali però, sappiamo che conoscendo lo stato inziale di un oggetto macroscopico (poniamo una freccetta) possiamo calcolare la traiettoria e lo stato finale con assoluta precisione. Se la fisica classica ti dice che la freccetta colpirà il centro del bersaglio puoi stare certo che lo farà. Quando  si va a calcolare una freccetta microscopica come una particella non possiamo piu determinare un unico stato finale ma comprenderà una molteplicità di stati , la molteplicità di stati finali (ovvero il collasso della funzione d onda) si è stabilito che poteva e doveva venire calcolata servendosi di un modello probabilistico. è questo è indeterminismo della fisica quantistica che si contrappone al determinismo della fisica classica.
Tornando in tema, se ci pensi, la mia posizione lascia aperta una porta alla speranza.
Infatti, dire che dopo la morte non c'è nulla equivale a dire che non c'è nulla di ciò che sappiamo, mentre potrebbe esserci ciò che non sappiamo.
Se noi crediamo di conoscere la realtà, allora, se dopo non ci sarà nulla, allora non ci sarà la realtà, e se invece ci illudiamo solo di conoscerla, allora potrebbe esserci la vera realtà, la quale, qualunque cosa sia , sarà pur sempre qualcosa, perchè non è compresa in quel nulla.

Tu critichi il determinismo riduzionista, ma poi non sei disposto a rinunciarvi.
Dici, si, bene, ma non c'è solo questo, c'è anche altro.
Questo e quello però nascono già filosoficamente in contraddizione fra loro, e non è in fondo poi così strano che questa contraddizione abbia informato alla fine le nostre teorie fisiche.
La realtà si può descrivere per opposti, e questa è una una necessita delle descrizioni , ma non necessariamente una proprietà della realtà.
Dopo la morte non c'è nulla che siamo in grado di descrivere, o anche solo imaginare, perchè per quanto possa essere sfrenata e disinibita la nostra immaginazione, essa sarà sempre legata analogicamente alle nostre descrizioni della realtà.
Intanto, comunque, per quanto possiamo vivere la realtà indirettamente attraverso le sue descrizioni, dentro alla realtà ci siamo e ci restiamo, per cui sia in questa vita, che in possibili altre, vale la pena di continuare a prendersene cura, compresi noi che ne siamo parte, anche perchè noi, qualunque cosa siamo e saremo, di questa realtà siamo e saremo per sempre parte.


#68
Attualità / Re: Buio
Ultimo messaggio di Luther Blissett - 08 Febbraio 2026, 15:44:42 PM
Citazione di: anthonyi il 08 Febbraio 2026, 15:41:16 PMA me sembra che oggi, le promesse di dittatura, vengano da realtà differenti da quelle dell'islam, è siano purtroppo fin troppo interne al nostro mondo occidentale.
Forse stai pensando alla tecnologia come un moloch. Se non è così, spiegati meglio.
#69
Attualità / Re: Buio
Ultimo messaggio di anthonyi - 08 Febbraio 2026, 15:41:16 PM
A me sembra che oggi, le promesse di dittatura, vengano da realtà differenti da quelle dell'islam, è siano purtroppo fin troppo interne al nostro mondo occidentale. 
#70
Attualità / Re: Buio
Ultimo messaggio di Luther Blissett - 08 Febbraio 2026, 15:31:24 PM
                                                       PARTE SECONDA

Al ritorno, Adele Sòfia passa all'ospedale per sapere se la ragazza comincia a ricordare, ma le dicono che niente è cambiato. «Continua a toccarsi l'orecchio e a chiedere delle sue due amiche.»
Nel pomeriggio vengono rintracciati i due pastori: Piddu e Zhusi. Il sardo è ben vestito, arriva col suo avvocato e porta in tasca il cellulare. Il marocchino se ne sta in piedi, dimesso e spaventato, asciugandosi il sudore con un fazzoletto appallottolato.
Piddu racconta brevemente che quella mattina era in paese a trattare una partita di formaggi. Le pecore le aveva lasciate sole col cane. «Ho i testimoni. Vuole i nomi?»
Zhusi invece ammette, in uno strano linguaggio che mescola il francese all'arabo e all'italiano, che era lì nel bosco di San Venanzio, che ha visto le tre ragazze salire per il viottolo, che le ha spiate nascosto dietro una roccia ma che non è mai uscito dal suo nascondiglio.
E' chiaro che i sospetti si concentrano sul pastore marocchino che è in Italia senza documenti: è stato trovato in possesso di un coltello "da formaggio" come dice lui e di una corda arrotolata che però non porta tracce di cortecce d'albero.
Il giovane viene portato in presenza di Donatella Lumi perché lo riconosca, ma lei scuote la testa sconsolata: no, non sa, non ricorda, non ha mai visto quell'uomo.
Anche Piddu è messo a confronto con la ragazza, ma lei continua a fare segno di no con la testa. Infine, il sardo viene mandato a casa.
Adele Sòfia trova finalmente un interprete e interroga per ore il pastore Ahmed. Ma per quanto insista non riesce a tirargli fuori niente più di quanto ha detto la prima volta; che ha sentito le tre ragazze arrivare lungo il sentiero mentre stava mangiando un panino con il formaggio, che ha posato il panino su una foglia per nascondersi dietro un masso, che è rimasto lì a guardarle passare, che ha pregato Allah di non vedere ciò che stava vedendo e che il Signore l'aveva accontentato perché, sebbene tenesse gli occhi aperti, non vedeva che ombre, ombre nere.
Questo discorso ingenuo e confuso stranamente suona sincero alla commissaria. Ma i superiori premono perché si chiuda il caso "assicurando il colpevole alla giustizia". I giornalisti l'assalgono ogni volta che mette il naso fuori della porta. Le sono stati messi a disposizione altri uomini; ma a che servono, ormai?
La capanna di Ahmed Zhusi viene rivoltata senza che vi si trovi niente che possa incriminarlo. Sul pavimento di terra c'è solo un poco di paglia con sopra disteso un sacco a pelo. Accanto, fra due pietre, una scatola di latta con dentro duecentomila lire, un Corano rilegato in pelle, una camicia pulita e un paio di sandali fatti con pelle di pecora.
«Bisogna che vada a parlare con il padrone delle pecore, l'avvocato Tronci; viene con me, Marra?»
«Il Tronci, ho guardato, è residente a Napoli ma ha un appartamentino a P.»
 
Lo trovano in maniche di camicia, con una sigaretta appesa al labbro. Un uomo sui cinquant'anni, dai tratti regolari, gli occhi infossati, chiari, i capelli lunghi dietro le orecchie, il corpo atletico, l'aria sicura di sé.
«Lei sa che è proibito dalla legge tenere lavoratori non dichiarati.
Quanto lo pagava al mese?»
«Un poveraccio che ho raccolto per strada. Chiedeva l'elemosina, dormiva sotto i ponti. Gli ho dato un lavoro, che male c'è?»
«Non ha risposto alla mia domanda.»
«Ma se non sapeva neanche da che parte cominciare! ho dovuto insegnargli tutto, da come si richiamano le pecore a come si mungono. Un vagabondo, un selvaggio. E guarda che mi ha combinato! ha visto tutta quella carne nuda e ha perso la testa.»
«Quindi lei dà per scontato che sia stato lui a uccidere quelle due ragazze?»
«E chi altro?»
«Le risulta che sia un tipo violento?»
«Be', da come ammazzava le pecore, tenendole strette fra le cosce, ho capito che il sangue gli piaceva. E gli piaceva procurare dolore, costringere la vittima al suo volere... per rivalsa magari: sa, si tratta di un uomo povero che ha sempre visto la ricchezza come un insulto personale. D'altronde, quelle ragazze andavano in giro sole, mezze nude, con quelle magliettine scollate, senza reggiseno... Un uomo che sta sempre solo, a digiuno, in mezzo alle pecore, che cosa può fare?»
«Come fa a sapere che erano senza reggiseno?»
«Be', lo immagino. Ho visto una foto sul giornale di ieri; quel tipo di ragazze alla moda, che si rapano i capelli, che si vestono da uomo e, appunto, non portano reggiseno, non mi stupirei che se la facessero fra di loro.»
Adele Sòfia cerca di ricordare se nella foto pubblicata sul giornale si vedesse il seno della ragazza che si è salvata. Ma no, non le pare che si vedesse, era una fotografia della sola testa.
«Quando l'ha visto l'ultima volta, il Zhusi, prima di quella domenica?»
«Non ricordo. Forse il giovedì. Lo vedevo sempre il giovedì quando gli portavo la paga. Ma adesso devo proprio andare. C'è un cliente che mi aspetta.»
«Grazie, avvocato. Lei quindi sarebbe disposto a testimoniare contro
Ahmed Zhusi nel caso venisse accusato di omicidio?»
«Certo. A sua disposizione, commissario. Arrivederci.»
 
Tornando indietro, Adele Sòfia ripensa a quel colloquio succhiando una tartaruga di liquirizia. C'è qualcosa che non la convince in quell'avvocato. E' troppo sicuro nel dare come scontata la colpa del pastore. E poi come fa a sapere che le ragazze in gita non portavano reggiseno? nessun giornale ha stampato una cosa simile. Eppure le ragazze erano effettivamente senza reggiseno.
La sera stessa organizza una perquisizione nell'appartamento dell'avvocato Tronci a P. Gli agenti si trovano davanti una donna piccola e rabbiosa dalla faccia coperta di rughe «come una pellerossa... aveva perfino una treccia grigia che le penzolava sulla schiena» le racconta l'ispettore Marra.
La perquisizione è durata quasi due ore, ma non si è trovato assolutamente nulla che potesse insospettire. «Mentre noi frugavamo fra i mobili la madre del Tronci ci teneva d'occhio, seduta sulla soglia.»
«E l'avvocato?»
«L'avvocato, in vestaglia a righe gialle e nere, andava avanti e indietro fumando una sigaretta dietro l'altra.»
 
La commissaria chiede che le diano ancora tre giorni prima di dichiarare chiuso il caso. Tutte le evidenze sono contro Ahmed Zhusi, ma quel giovane le sembra sincero. C'è qualcosa nella sua voce e nei suoi occhi che non le parla di menzogna e di ipocrisia, ma di fierezza ferita.
«Tornerò dal Tronci» dice a Marra e cerca di trascinarlo con sé, ma l'ispettore è testimone a un matrimonio fra paesani e deve andare.
 
«Lei, avvocato Tronci, dove si trovava, la mattina di domenica quattordici luglio?»
«Qui stavo, dove vuole che fossi? io dormo la domenica, mi riposo. Lo chieda a mia madre.»
«Lei, signora, conferma?»
La donna china il capo energicamente. Ma Adele Sòfia non si accontenta e le chiede che lo dica a voce alta: «può giurare di essere stata qui con suo figlio per tutta la mattina?». La donna continua a dire sì con la testa ma non pronuncia parola.
«Da quanto tempo il Zhusi lavora per lei, avvocato Tronci?»
«Da un anno circa. Se ci sono da pagare delle multe le pagherò. Ma visto che dovrà stare chiuso in galera...»
«Lei non ha un dubbio, uno solo, che possa essere stato qualcun altro?»
«Mi sembra così chiaro...»
«E' disposto a costituirsi parte civile assieme ai parenti delle due ragazze uccise?»
«Certo, subito.»
«Non aveva neanche un poco di simpatia per il suo pastore?»
«Lo conoscevo appena. E quando ho saputo cosa aveva fatto...»
«Quando l'ha saputo con esattezza?»
«Al telegiornale delle otto, la sera di domenica. Hanno fatto il nome dei due pastori della zona. Hanno mostrato la foto della ragazza che si era salvata. Delle altre, hanno detto come erano state legate e seviziate...» «Be', veramente delle altre due si è saputo solo il giorno dopo...»
«Allora forse confondo.»
«Va bene, la saluto, avvocato. Forse tornerò a trovarla. Intanto si tenga a disposizione, per favore...»
«Al suo servizio, commissaria... sempre al suo servizio.»
L'avvocato la accompagna verso l'uscita e sembra contento, sorride e cammina saltellando.
Passando accanto al bagno dalla porta aperta, Adele Sòfia vede qualcosa che attira il suo sguardo: un oggetto luccicante, seminascosto sotto il tappetino della lavatrice. Entra, si china a raccoglierlo. E si trova in mano un orecchino d'argento in forma di orsacchiotto.
«Devo chiederle di seguirmi, avvocato. Questo è l'orecchino di
Donatella Lumi. Come mai si trova nel suo bagno?»
«Mamma, come mai questo orecchino si trova qui? Io non entro mai in questo bagno, ne ho un altro vicino alla stanza da letto.»
La madre lo guarda fisso senza dire una parola. Le rughe si sono talmente concentrate intorno agli occhi che appare come una bertuccia sbalordita mentre spia da un ramo di qualche foresta tropicale.
«Ah, ora ricordo. Qualche volta, mia madre, che è molto generosa, metteva nella nostra lavatrice la biancheria del pastore Zhusi. Era un favore che gli faceva, proprio perché è generosa, caritatevole. Certamente quell'orecchino è caduto dalla tasca di una delle camicie del pastore Ahmed.»
«Signora, mi può mostrare le camicie di Ahmed che lei ha messo in lavatrice? pulite o sporche non importa.»
Ma la donna non si muove. Come una statua di legno che rappresenti il personaggio della Sorpresa, rimane inchiodata al suo posto a guardare il figlio con occhi fermi e muti.
«Ora la troviamo, la camicia di Ahmed, ora la troviamo» dice l'avvocato frugando fra le camicie sporche. Ne tira fuori una, sgualcita, e la mostra trionfante alla commissaria: «ecco, guardi.»
 
Adele Sòfia accompagna l'avvocato al posto di polizia. Lo interroga ancora e finalmente, dopo ore e ore di domande, l'uomo ammette di essere stato al bosco di San Venanzio, quella mattina.
«Ero andato per pagare il pastore, in ritardo di qualche giorno. Non sempre ero puntuale. Appena arrivato ho visto lo scempio che aveva fatto: le due ragazze giacevano morte sotto l'albero e lui mi chiedeva di aiutarlo a seppellire i corpi. Gli ho detto che era pazzo e me ne sono andato.»
«E dopo tutto questo, sua madre si prende una camicia dello Zhusi e la porta in casa per lavarla?»
«Non so come quell'orecchino sia finito da me. Non escludo che il pastore Ahmed l'abbia ficcato nella mia tasca.»
Una vecchia storia. L'avvocato la conosce bene: è difficile per la giustizia stabilire la verità quando le colpe sono così divise fra due possibili responsabili. Ahmed Zhusi ha raccontato a sua volta che l'avvocato è andato a trovarlo la domenica a fine mattinata, che lui gli ha detto di avere visto le tre ragazze e che l'altro le ha inseguite su per il sentiero.
A chi credere? I due vengono incarcerati con l'accusa di violenza carnale e omicidio. I giornali ne parlano diffusamente prendendo le parti dell'uno o dell'altro. Dopo due mesi vengono liberati tutti e due per mancanza di prove.
 
Solo a gennaio, quasi sei mesi dopo, Donatella Lumi ritrova la memoria e riconosce il Tronci: «è lui, è lui, lo ricordo bene. Ci è venuto dietro per il sentiero. Sembrava amichevole. Ci ha offerto dell'acqua. Ci ha chiesto da dove venivamo, dove andavamo. Mio Dio, Alex, perdonami! Pigi, dove sei? Poi improvvisamente ha tirato fuori il coltello e ci ha ordinato di metterci in ginocchio. Aveva cambiato voce. Non era più quella persona gentile che chiacchierava prima con noi, era un altro, non ci guardava in faccia, non riusciva più neanche a girare il collo. Ho fatto un gesto come per cacciarlo via e lui mi ha dato una coltellata sul braccio. Alex e Pigi si sono precipitate per darmi una mano ma lui aveva già srotolato la corda. Ci ha legate addosso a un albero dicendo che dovevamo stare tranquille, che non ci avrebbe fatto niente. Intanto prendeva a sberle Alex perché si era messa a piangere. Poi ha dato una coltellata in faccia a Pigi. Alex, povera Alex, l'ha buttata per terra e la teneva ferma col coltello alla gola. Pigi era paralizzata, non riusciva neanche a piangere. Io ho visto che la corda era lenta da una parte e ho cominciato a tirare. Mi sono liberata e mi sono messa a correre. Ho sentito Pigi che gridava "vai, chiama qualcuno!". Lui ha fatto per venirmi dietro ma Alex ha preso a scalciare e lui si è chinato su di lei per darle uno schiaffo. Correvo, correvo, non sapevo dove andavo. Finché mi sono trovata davanti un burrone. Mi sono buttata giù rotolando fra le pietre. Non so come sono riuscita ad arrivare fino in fondo, non lo so...»
«E non ha visto, assieme con l'avvocato, un uomo giovane dai capelli neri ricci, un berrettino bianco in testa?»
«No, quello era solo.»
Quindi era vero quello che aveva detto Ahmed Zhusi: Allah lo aveva reso temporaneamente cieco per salvargli la vita.