Quando l'Anima lascia il corpo

Aperto da Aspirante Filosofo58, 05 Febbraio 2026, 17:42:26 PM

Discussione precedente - Discussione successiva

Alexander

#15
Vedendo che, se faccio del male, non me ne viene del bene, se dovesse un eventuale anima sopravvivere a sora nostra morte corporale, gliene ne verrà del bene se ha fatto una vita piena di bene. In che forma non è poi così importante.
Condividi:

Aspirante Filosofo58

Citazione di: anthonyi il 06 Febbraio 2026, 16:35:37 PMSoprattutto la vista, mi ricordo il caso di un'esperienza NDE raccontata da un cieco dalla nascita, il quale seppe descrivere tutti gli eventi in relazione al suo salvataggio, oltretutto con una descrizione dei colori inspiegabile visto che appunto, essendo cieco dalla nascita, non si capisce come ha potuto imparare a distinguerli.
Forse aveva in memoria qualche vita precedente in cui non era cieco? Oppure queste percezioni gli arrivavano da un'altra dimensione? Se questa fosse la quinta dimensione, ossia fuori dallo spazio/tempo? 
Condividi:
La teoria della reincarnazione mi ha dato e mi dà risposte che altre teorie, fedi o religioni non possono, non sanno o non vogliono darmi. Grazie alle risposte ottenute dalla reincarnazione oggi sono sereno e sono sulla mia strada che porterà a casa mia!

Aspirante Filosofo58

Citazione di: Alexander il 06 Febbraio 2026, 19:19:49 PMVedendo che, se faccio del male, non me ne viene del bene, se dovesse un eventuale anima sopravvivere a sora nostra morte corporale, gliene ne verrà del bene se ha fatto una vita piena di bene. In che forma non è poi così importante.
Noi siamo abituati a ragionare come se tutto fosse duale (bell/brutto, alto/basso, grasso/magro... bene/male), perché ciò facilita le nostre scelte finché siamo incarnati nello spazio/tempo, con tutto ciò che comporta questa situazione. Tuttavia,  il funzionamento dell'Anima potrebbe anche non rispecchiare queste condizioni. Ammesso che l'Anima sia incarnata in questo ambito spazio/tempo per apprendere, non le interessano i giudizi. Diversamente da un percorso scolastico in cui troviamo delle materie di studio che ci piacciono e altre un po' meno, l'Anima sceglie una vita prima di incarnarsi e poi sta al corpo/mente cercare di capire e realizzare il progetto dell'Anima. 

Qualche tempo fa mi è capitato di leggere un libro, che poi ho recensito in questo forum, nell'apposita sezione. Riporto la recensione perché mi sembra utile all'argomento: Ho finito da pochi minuti di leggere il libro Anime coraggiose, di Robert Schwartz. Preciso che esso non è adatto a chi ha certezze granitiche e vede malamente ogni posizione diversa dalla propria, ma si rivolge a quanti (come me) hanno intrapreso un viaggio interiore, e sono alla ricerca della verità, perché non si accontentano di ciò che è stato loro raccontato, ma vogliono indagare, cercare, scoprire come stanno le cose esattamente.
L'autore stesso, di professione giornalista free lance, dopo aver intervistato diverse persone che, per i motivi più disparati erano passati "all'onore delle cronache" (incidenti di vario genere che li avevano costretti a cambiare vita, omosessualità, droga, ecc...) ha iniziato a frequentare dei "canalizzatori" e delle "canalizzatrici" che, mettendosi in contatto con i loro spiriti guida, permettessero di capire quale fosse la causa di  vite così "impegnative". Ovviamente, a queste canalizzazioni hanno partecipato anche i diretti interessati (diversamente esse non sarebbero state possibili). Quindi l'autore è arrivato alla conclusione che le prove di ogni vita, anche quelle più ardue, sono tutte concordate prima dell'incarnazione di ogni anima coinvolta nella vita terrena di ognuno di noi. 

L'anima di ognuno di noi: ha bisogno di fare esperienze di vario tipo (anche di quelle che siamo abituati a giudicare negativamente), per progredire; di imparare dagli opposti, per cui, per esempio, se l'anima ha la necessità di imparare l'importanza della collaborazione (in pratica di essere una goccia nell'oceano o un granello di sabbia nel deserto), si incarnerà in un corpo in cui alcune parti non collaborano col resto (presente!). Di conseguenza, anche l'anima di chi uccide centinaia di persone, con un attentato, o durante una guerra, apprende una lezione grazie a quelli che noi comunemente chiamiamo crimini o comunque giudichiamo in modo negativo. Anzi, secondo l'autore non esistono per l'anima azioni buone o azioni cattive, ma più semplicemente azioni che insegnano qualcosa all'anima, che ne permettono il perfezionamento. 

Non tutte le prove che dobbiamo affrontare durante la vita terrena, sono state programmate prima dell'incarnazione, ma alcune di esse sono dettate dal libero arbitrio di ognuno di noi (in quanto anima), libero arbitrio che, come ho già avuto modo di specificare in altro post, io considero unicamente legato alla reincarnazione (o metempsicosi). 

Cosa insegna questo libro?
  • Innanzitutto a non cadere nella trappola mentale dei giudizi e dei pregiudizi
  • A guardare la realtà da una prospettiva diversa
  • A considerare le prove che affrontiamo, non dei problemi da risolvere, bensì delle opportunità per crescere interiormente
Nelle prime pagine del libro l'autore specifica che non intende raccontare la verità assoluta, bensì far nascere la domanda in ognuno di noi: se fosse veramente così? 

Condividi:
La teoria della reincarnazione mi ha dato e mi dà risposte che altre teorie, fedi o religioni non possono, non sanno o non vogliono darmi. Grazie alle risposte ottenute dalla reincarnazione oggi sono sereno e sono sulla mia strada che porterà a casa mia!

Aspirante Filosofo58

Citazione di: iano il 06 Febbraio 2026, 18:13:56 PMNo, perchè della strada e del veicolo ho percezione, e per buon peso anche conoscenza.
Se ipotizziamo che le anime siano qui per perfezionarsi , parimenti potremmo ipotizzare che fine facciano una volta che abbiano raggiunto la perfezione.
La nostra risposta dovrebbe essere dunque un aggiungere nostre ipotesi alle tue ipotesi, il che non equivarrebbe a dare una  risposta.
Non è che non sappiamo la risposta quindi, ma semplicemente qualunque cosa risponderemmo ''non sarebbe una risposta'', ma equivarrebbe a costruire un ipotesi insieme, estendendo la tua.
Una volta fatto ciò, potremmo poi porvi fede, se ci piace.

Leggendo fra le righe di ciò che scrivi io lo interpreto in questo modo.
Ho fede sul fatto che l'anima sia qui per perferzionarsi, ma la mia fede non mi dice che fine faccia dopo aver raggiunto la perfezione.



In realtà, la mia non è vera e propria fede nell'esistenza dell'Anima. Come ho già scritto in altro post, io sono arrivato ad accettare l'Anima, dopo aver rivisto la mia vita, nelle parti più importanti "fotogramma per fotogramma", in altre parti con "la moviola"... insomma sono partito dal considerare le tre possibilità:
  • la vita inizia col concepimento e finisce con la morte: non c'era nulla prima e non ci sarà nulla dopo;
  • la vita inizia col concepimento, ma non finisce con la morte: non c'era nulla prima ma ci sarà il premio o la dannazione eterna;
  • la vita non inizia col concepimento e non finirà con la morte: siamo eterni e ci incarniamo per permettere alle nostre Anime di sperimentare nuovi ruoli (come in un'opera teatrale o cinematografica).
Le prime due ipotesi non mi piacciono per niente: che senso ha che qualcuno nasca nababbo e qualcun altro pezzente? Oppure che qualcuno nasca atleta e qualcun altro disabile? E via dicendo per ogni altra situazione? Quindi, considerato che spesso gli esseri umani sono presi "dalla coltivazione del proprio orticello", perché serve a loro per vivere, che senso ha che qualcuno vada in Paradiso, qualcun altro in Purgatorio e vi sia anche chi, dopo una vita di stenti o di lavoro massacrante, sia destinato all'Inferno? In altre parole che senso avrebbe essere Qui all'inferno e continua ad esserlo in eterno? Ecco dunque, che mi piace di più considerare la mia vita terrena attuale come una delle tante, utili all'apprendimento dell'Anima.
Eppoi... è sicuramente più stimolante sentirsi in viaggio, considerando questa vita terrena una delle tante, utili all'apprendimento dell'Anima: non credi?

Condividi:
La teoria della reincarnazione mi ha dato e mi dà risposte che altre teorie, fedi o religioni non possono, non sanno o non vogliono darmi. Grazie alle risposte ottenute dalla reincarnazione oggi sono sereno e sono sulla mia strada che porterà a casa mia!

anthonyi

Citazione di: Aspirante Filosofo58 il 07 Febbraio 2026, 08:37:52 AMForse aveva in memoria qualche vita precedente in cui non era cieco? Oppure queste percezioni gli arrivavano da un'altra dimensione? Se questa fosse la quinta dimensione, ossia fuori dallo spazio/tempo?
Personalmente non credo nella reincarnazione, la considero illogica. Se fosse vero che l'anima si reincarna, perdendo con la reincarnazione la memoria delle vite passate, le esperienze NDE dovrebbero comportare il recupero di tale memoria, ma questo non si osserva mai, la vita che viene rivista nell'esperienza é sempre e solo una.
Condividi:
Meglio morire liberi che vivere da schiavi! 🤗

anthonyi

Citazione di: Aspirante Filosofo58 il 07 Febbraio 2026, 09:05:52 AM
  • la vita inizia col concepimento, ma non finisce con la morte: non c'era nulla prima ma ci sarà il premio o la dannazione eterna;


Io ho in mente una specificazione di questa ipotesi nella quale l'anima stessa si forma dentro il bozzolo della vita fisica, per poi nascere alla sua vita spirituale dopo la morte. Sono altresí convinto che questo non sia un fatto metafisico, ma il risultato di qualche legge fisica per la quale l'impronta informativa della nostra esperienza di vita, una volta che il corpo non é Piú in grado di ospitarla, esce dal corpo e diventa una forma di pura energia di qualche tipo.
Naturalmente non é questione di premio o punizione, semplicemente se questa impronta é caratterizzata dal male, allora vivrà nel male, se é caratterizzata dal bene allora vivrà nel bene. 
Condividi:
Meglio morire liberi che vivere da schiavi! 🤗

Aspirante Filosofo58

Citazione di: anthonyi il 07 Febbraio 2026, 09:40:09 AMIo ho in mente una specificazione di questa ipotesi nella quale l'anima stessa si forma dentro il bozzolo della vita fisica, per poi nascere alla sua vita spirituale dopo la morte. Sono altresí convinto che questo non sia un fatto metafisico, ma il risultato di qualche legge fisica per la quale l'impronta informativa della nostra esperienza di vita, una volta che il corpo non é Piú in grado di ospitarla, esce dal corpo e diventa una forma di pura energia di qualche tipo.
Naturalmente non é questione di premio o punizione, semplicemente se questa impronta é caratterizzata dal male, allora vivrà nel male, se é caratterizzata dal bene allora vivrà nel bene.
Supponendo che tu abbia ragione... che cosa fa sì che un'Anima sia caratterizzata dal bene o dal male? Chi o che cosa lo decide? 
Condividi:
La teoria della reincarnazione mi ha dato e mi dà risposte che altre teorie, fedi o religioni non possono, non sanno o non vogliono darmi. Grazie alle risposte ottenute dalla reincarnazione oggi sono sereno e sono sulla mia strada che porterà a casa mia!

anthonyi

Citazione di: Aspirante Filosofo58 il 07 Febbraio 2026, 11:10:24 AMSupponendo che tu abbia ragione... che cosa fa sì che un'Anima sia caratterizzata dal bene o dal male? Chi o che cosa lo decide?
E' una bella domanda. Gesú nel Vangelo ci dice che se il peccato é nel nostro pensiero sarà un peccato grave, al pari degli atti materiali. 
E' quel pensiero, che si rafforza col tempo, a legare l'anima al male. 
In sostanza siamo noi che lo decidiamo, ma non con una scelta istantanea, ma con una somma di atteggiamenti interiori. 
Il concetto di legame, poi, ha senso solo nei confronti del male, non del bene. 
Se operi e pensi il male sei sempre più spinto a riproporlo, da questo le ossessioni mentali che caratterizzano I comportamenti peccaminosi, che legano l'anima al male. 
Condividi:
Meglio morire liberi che vivere da schiavi! 🤗

Aspirante Filosofo58

Citazione di: anthonyi il 07 Febbraio 2026, 13:02:51 PME' una bella domanda. Gesú nel Vangelo ci dice che se il peccato é nel nostro pensiero sarà un peccato grave, al pari degli atti materiali.
E' quel pensiero, che si rafforza col tempo, a legare l'anima al male.
In sostanza siamo noi che lo decidiamo, ma non con una scelta istantanea, ma con una somma di atteggiamenti interiori.
Il concetto di legame, poi, ha senso solo nei confronti del male, non del bene.
Se operi e pensi il male sei sempre più spinto a riproporlo, da questo le ossessioni mentali che caratterizzano I comportamenti peccaminosi, che legano l'anima al male.
Se non sbaglio la Bibbia afferma che:  "Dio creò l'uomo a sua immagine e somiglianza, a sua immagine lo creò"! Almeno, questa mi pare una conferma: https://www.laparola.net/wiki.php?riferimento=Genesi1%2C26-28 Quindi, se l'uomo è stato creato a immagine e somiglianza di Dio, come è possibile che la creatura abbia in sé il male, ma non abbia altrettanto il Creatore? Se gli atteggiamenti interiori fossero la conseguenza di quelli esteriori? Per esempio: normalmente affermiamo che sia un male togliere la vita ad una persona qualsiasi; per i sostenitori della pena di morte, è giusto uccidere chi si sia macchiato di qualche crimine; per chi nasce in un Paese in guerra è un bene (quindi è giusto) uccidere un nemico, mentre è un male quando i nemici ti uccidono un amico o un fratello, ecc... quindi che cosa intendi con "se il peccato è nel nostro pensiero..."?  Grazie.
Condividi:
La teoria della reincarnazione mi ha dato e mi dà risposte che altre teorie, fedi o religioni non possono, non sanno o non vogliono darmi. Grazie alle risposte ottenute dalla reincarnazione oggi sono sereno e sono sulla mia strada che porterà a casa mia!

anthonyi

Citazione di: Aspirante Filosofo58 il Oggi alle 16:16:36 PMSe non sbaglio la Bibbia afferma che:  "Dio creò l'uomo a sua immagine e somiglianza, a sua immagine lo creò"! Almeno, questa mi pare una conferma: https://www.laparola.net/wiki.php?riferimento=Genesi1%2C26-28 Quindi, se l'uomo è stato creato a immagine e somiglianza di Dio, come è possibile che la creatura abbia in sé il male, ma non abbia altrettanto il Creatore? 
Sarebbe complicato discutere sul significato di quelle parole, che cosa vuol dire a "immagine e somiglianza di Dio"? Esse rappresentano una uguaglianza visiva, quindi esteriore, oltretutto il logica se consideriamo che Dio sia essere spirituale, è quindi non abbia apparenza visiva.
Tu assumi come postulato che quelle parole siano "verità", ma é difficile interpretare, dire che cosa vogliono dire quelle parole. 
Condividi:
Meglio morire liberi che vivere da schiavi! 🤗

anthonyi

Citazione di: Aspirante Filosofo58 il Oggi alle 16:16:36 PMPer esempio: normalmente affermiamo che sia un male togliere la vita ad una persona qualsiasi; per i sostenitori della pena di morte, è giusto uccidere chi si sia macchiato di qualche crimine; per chi nasce in un Paese in guerra è un bene (quindi è giusto) uccidere un nemico, mentre è un male quando i nemici ti uccidono un amico o un fratello, ecc... quindi che cosa intendi con "se il peccato è nel nostro pensiero..."?  Grazie.
Il relativismo umano fa sì che spesso male e bene si con fondano nell'azione reale, ma nel pensiero questo é molto meno vero. 
Dentro di noi lo sentiamo ciò che é bene, e ciò che é male, o almeno io lo sento in maniera precisa e desumo che la stessa chiarezza sia anche per coloro che non hanno la mente alterata. 
Se io provo il desiderio di fare del male a una persona, per qualche motivo, se provo invidia, questo é peccato nel pensiero. Naturalmente é un esempio, la casistica chiaramente é ampia. 
Condividi:
Meglio morire liberi che vivere da schiavi! 🤗

Discussioni simili (4)