Coscienza; implicazioni epistemologiche e metafisiche

Aperto da Alberto Knox, 21 Febbraio 2026, 01:36:23 AM

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Phil

Citazione di: Alberto Knox il 27 Febbraio 2026, 16:19:07 PMmotivo per cui Cartesio ha dovuto dividere due realtà ben distinte fra loro. Il motivo l ho esplicato così. Secondo te ne è una giusta lettura?
Grazie per la fiducia, ma non sono così pratico di Cartesio da valutarne le interpretazioni altrui; quindi mi limito a passargli la parola: Sesta Meditazione, paragrafi 9 e seguenti.
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Il_Dubbio

Citazione di: Alberto Knox il 25 Febbraio 2026, 23:00:41 PM è questa la divisione di Cartesio,  divisione tra il processo fisico che provoca la sensazione e la sensazione stessa  e questa divisione non può in alcun modo essere superata se non a discapito della stessa sensazione , cioè eliminando la sua esistenza riducendola al mero moto delle particelle. Allora è perlomeno anche per questo il motivo per cui Cartesio ha postulato l esistenza di due realtà ben distinte , la res cogitans e la res extensa , non poteva negare l esistenza delle sensazioni  né tanto meno dei processi fisici che sottostanno ad esse.

La sensazione soggettiva non può essere provata in senso scientifico. Tra il processo fisico e la sensazione c'è di mezzo la teoria. La teoria altro non è che l'indicazione (spesso matematica) di un processo fisico che provoca degli effetti. 
La teoria prova il motivo per cui abbiamo il processo fisico. Per cui se qualcuno dice che secondo una certa teoria quel processo fisico provoca ad esempio il dolore, la teoria è consistente se effettivamente è possibile constatare che sia proprio cosi. Il fatto che la sensazione del dolore sia soggettiva sottrae invece alla teoria una certa efficacia quantitativa, ma non la inficia. Quanto dolore hai sentito?
Allora una teoria della coscienza che si limiti a stabilire quali processi fisici sono coinvolti, sta facendo il suo dovere. Il problema è poter controllare quantitativamente il processo, che però non è possibile fare perchè il processo è soggettivo e probabilmente direbbero del sia di tipo complesso. 

Ma la vera questione è un'altra: cosa provoca la coscienza? Perchè se fosse la complessità, si ritornerebbe al problema di "quantificare" i processi scientifici e non solo di elencarli. Siccome non sappiamo cosa la provoca, in quanto la coscienza è gia data per scontata, altrimenti non avremmo un soggetto che lo testimoni, torniamo alla principale domanda. 
Soffermasi al fatto che esistono processi fisici che sembrano essere collegati alla coscienza, non risolve il mistero teorico di cosa effettivamente sia la coscienza. 
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