Semiti

Aperto da Jacopus, 14 Marzo 2026, 13:56:28 PM

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Jacopus

È sintomatico come gli ebrei si siano impossessati del termini antisemitismo, come se semiti fossero solo loro. In realtà la Bibbia definisce semiti tutti i popoli mediorientali, distinguendoli dai camiti (africani) e jafeti (europei). Prescindendo dal fatto che è piuttosto irragionevole che un testo sacro perfetto si sia dimenticato di cinesi, indiani, aborigeni e popolazioni americane, resta la constatazione che escludendo tutti gli altri, gli ebreo/israeliani compiono già una prima forma di violenza. Violenza simbolica, ma ogni violenza di un certo rango ha sempre basi culturali e simboliche.
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Homo sum, Humani nihil a me alienum puto.

InVerno

Il termine antisemitismo è praticamente svuotato di significato dopo essere stato abusato a dismisura, fenomeno noto in linguistica come desemanticizzazione, fenomeno non noto a chi preferisce usare la lingua come una clava non capendo che dopo un pò si rompe, processo che condivide con altri termini sbiancati come "genocidio" "fascista". C'è stato un tentativo di sostituzione nel mondo anglofono con il termine "jew hatred" che doveva rinvigorire il senso di allarme ma ha prodotto zero risultati, come spesso accade con queste iniezioni dall'alto, perchè usato nella stessa censorea maniera del predecessore.

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Ora Noè, coltivatore della terra, cominció a piantare una vigna. Avendo bevuto il vino, si ubriacó. Genesi 9:20

iano

#2
Citazione di: Jacopus il 14 Marzo 2026, 13:56:28 PMViolenza simbolica, ma ogni violenza di un certo rango ha sempre basi culturali e simboliche.
Mi pare che a sinistra abbiamo preso piena consapevolezza che le parole possono uccidere più della spada anche usandole in modo involontario, da cui l'ossessione del politicamente corretto che ci ha reso un pò ridicoli, ma mai quanto risultano ridicoli ai nostri occhi, grazie a questa nuova consapevolezza, quelli che non l'hanno ancora acquisita. Ridicoli noi,  perchè abbiamo potuto verificare, come dice Inverno, che i modi di dire non si possono calare dall'alto.
Ancor più ridicoli a destra, perchè di un verbo che cala dall'alto ne hanno fatto una religione.
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Lo stesso uomo non può bagnarsi due volte nello stesso fiume.

anthonyi

Citazione di: iano il Oggi alle 00:33:01 AMMi pare che a sinistra abbiamo preso piena consapevolezza che le parole possono uccidere più della spada anche usandole in modo involontario, da cui l'ossessione del politicamente corretto che ci ha reso un pò ridicoli,
Il "ridicolo" é dal punto di vista di chi é politicamente scorretto, ed é parte della scorrettezza, io non gli darei tanto peso. 
Piuttosto sei proprio sicuro che questa consapevolezza sia proprio piena? Prova a riflettere sull'abuso della parola "genocidio" da parte di molti esponenti della sinistra estrema, e non solo e dimmi. 
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Meglio morire liberi che vivere da schiavi! 🤗

iano

#4
Citazione di: anthonyi il Oggi alle 05:00:18 AMIl "ridicolo" é dal punto di vista di chi é politicamente scorretto, ed é parte della scorrettezza, io non gli darei tanto peso.
Piuttosto sei proprio sicuro che questa consapevolezza sia proprio piena? Prova a riflettere sull'abuso della parola "genocidio" da parte di molti esponenti della sinistra estrema, e non solo e dimmi.
Sono consapevole che la consapevolezza non sarà mai piena, e con questa consapevolezza mai piena bisogna conviverci , senza farsene una malattia, ma allo stesso tempo senza mai abbassare  la guardia, collocandosi a priori fra quelli ''buoni'', ne compiacersi se qualcuno ci dovesse riconoscere come ''giusti fra i giusti''.
Parlerei piuttosto di questa ulteriore ridicolaggine di cui si rendono autori gli uomini, di poter dire chi sono i giusti e chi sono i malvagi.
In particolare mi asterrei dall'assegnare premi Nobel per la pace, dei cui risvolti ridicoli è intessuta la recente cronaca.
Il comportamento degli israeliani in Palestina mi piacerebbe dire che è disumano, ma purtroppo non è così. E' del tutto umano, purtroppo.
Nella mia vita ho fatto tanti buoni propositi, ma questo non mi ha mai aiutato a realizzarli, e anzi è successo il contrario, avendo data perciò per scontata la loro realizzazione.





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Lo stesso uomo non può bagnarsi due volte nello stesso fiume.

anthonyi

Citazione di: Jacopus il 14 Marzo 2026, 13:56:28 PMÈ sintomatico come gli ebrei si siano impossessati del termini antisemitismo, come se semiti fossero solo loro. 
 resta la constatazione che escludendo tutti gli altri, gli ebreo/israeliani compiono già una prima forma di violenza. Violenza simbolica, ma ogni violenza di un certo rango ha sempre basi culturali e simboliche.
Io non sono favorevole al concetto di "antisemitismo", perché nasconde una realtà Piú complessa, di avversione nei confronti di un sistema politico internazionale, e più specificamente nei confronti di Israele.
Il concetto però non sembra in alcun modo ambiguo, nel senso che identifica univocamente l'odio nei confronti del popolo ebraico che si é sviluppato nei secoli nel mondo cristiano, e che ha trovato la sua apoteosi con il Nazismo. In quel mondo gli ebrei erano gli unici semiti, e quindi la semplificazione ebrei = semiti é sensata. 
Essa non dà luogo a confusioni perché non abbiamo nella storia altri popoli attribuibili alla categoria "semitica" che sono stati fatti oggetto di un odio equivalente a quello che hanno subito gli Ebrei. 
L'affermazione che questa semplificazione sia "un atto di violenza" mi sembra discutibile, le parole producono una violenza quando producono nei confronti di chi le subisce un'immagine peggiorata. 
Ma il concetto concreto che é dietro la parola "antisemitismo" é Ben peggiore del concetto che assumerebbe se facessimo valere l'interpretazione letteraria biblica. 
Siamo cioé nella situazione opposta di quella che si realizza quando si usa la parola "Genocidio" per descrivere gli effetti della guerra tra Hamas e Israele cercando di affiancare le strategie Israeliane ai comportamenti della Germania Nazista. 
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Meglio morire liberi che vivere da schiavi! 🤗

PhyroSphera

Citazione di: Jacopus il 14 Marzo 2026, 13:56:28 PMÈ sintomatico come gli ebrei si siano impossessati del termini antisemitismo, come se semiti fossero solo loro. In realtà la Bibbia definisce semiti tutti i popoli mediorientali, distinguendoli dai camiti (africani) e jafeti (europei). Prescindendo dal fatto che è piuttosto irragionevole che un testo sacro perfetto si sia dimenticato di cinesi, indiani, aborigeni e popolazioni americane, resta la constatazione che escludendo tutti gli altri, gli ebreo/israeliani compiono già una prima forma di violenza. Violenza simbolica, ma ogni violenza di un certo rango ha sempre basi culturali e simboliche.
Riporto qui stessa risposta che ho dato stamattina (h 8:58:59 AM), ma con ultima correzione direttamente acclusa, visto che il mio testo è assai difficoltoso:



Mi si consenta una correzione, cui è proprio il caso di accludere un excursus, perché non c'è una situazione favorevole restando tante volte zitti.


C'è una confusione nel tuo messaggio. La realtà, occidentale, corrispondente a quelle semita e camita, non è da richiamarsi con "i jafeti" bensì è detta iafetita. I nomi "Sem", "Cam", "Iafet" sono tutti e tre declinati col suffisso 'ito'; per cui da Iafet si forma: iafetita.
Differente e il caso di apparenti declinazioni dirette, cioè: semi (semio), cami (kami), iafeti (jafeti). Declinazioni solo apparenti, perché linguisticamente si può dedurre che i tre nomi sono stati ottenuti da queste tre parole per perdita della parte terminale. E' intuitivo accertarsi che la parola 'seme' nella nostra lingua indica nascita (del vegetale) e ciò rimanda al sorgere del sole e all'Oriente; mentre conoscendo la religiosità dell'Estremo Oriente, proveniente dalle zone meridionali dell'Asia, si incontra il nome di divinità 'camo', indicante il calore e la simpatia della vita, realtà misteriosa che presiede direttamente alle fonti naturali di calore, al sole, il che geograficamente è connesso con quelle regioni del globo che ne manifestano particolarmente: il Sud del mondo. Invece 'iafeto' sta a indicare la vita che intrattiene rapporti particolari con situazioni e luoghi in cui il calore della vita non è assecondato dagli ambienti, ciò geograficamente corrispondendo principalmente ai luoghi europei, il che è connesso col tramontare del sole che prepara al clima notturno e con l'Occidente, quale Terra del Ponente.
Esistono studi psicologici junghiani (P. Daco) in cui si mostra la dimensione archetipica di questa realtà, che è anche ma non solo storica, indicando lo svolgersi del rapporto umano con giorno e notte, caldo e freddo.
Etimologicamente dunque ci sono tre parole, semii, kami, jafeti, che affondano le loro radici nella vita primitiva; quindi tre nomi utilizzati nella Bibbia, matrice culturale scritta importante non solo per l'Occidente, dai quali sono derivabili e derivati degli attributi dal valore etnologico: semita, camita, iafetita.

Mi si chiederà se tutto questo è una mia invenzione. Sicuramente fu una mia scoperta culturale indipendente, resa necessaria dalla volontà di capire a cosa si riferissero le parole "semita" e "antisemita" in tanti e importanti discorsi di attualità. Di fatto trovai anche riscontri in studi e tra studiosi.
Si badi dunque che la parola "jafeti" indica più il Nord che l'Occidente, anzi specificamente il Nord; che la parola "kami" non indica specificamente il Meridione, ma il Sud quale punto di orientamento nella religiosità primitiva; che invece la parola "semio" coincide con ciò che è detto Oriente del mondo. In effetti il racconto biblico dei tre figli di Noè Sem Cam e Iafet, così come viene presentato generalmente, è di provenienza orientale, spiegandosi con esso il riferimento storico degli ebrei, da Sem. Tuttavia la semplice narrazione di Noè non ha legami particolari con l'Oriente. A richiamarsi direttamente a Noè sono gli armeni, la cui condizione in Asia è diversa da quella maggiormente comune. Essi infatti, oltre la lontana somiglianza con ciò che in etnologia è detto "tipo armenoide" (si noti il suffisso '-ide'; non ho detto: armeniano) e che è un elemento etnico asiatico, non vivono in Asia in qualità di asiatici - non tutti in Asia hanno appartenenza 'asiatica', si racconta anche degli 'asii' (con questa parola si possono indicare, tra gli altri, i "russi orientali"). Ebbene etnicamente v'è relazione tra Armenia ed Europa, che non consente di inquadrare la nostra storia etnica nella vicenda dell'espansione umana dall'Oriente attraverso il Meridione e verso l'Occidente. Quest'ultima è vicenda semita, semitica, non l'unica nonostante certe pretese di tanto semitismo e falso ebraismo.
La vita col freddo ed anche col gelo, etnicamente è tipica degli europei anche se caratteristica di altri settentrionali pure; mentre il rapporto difensivo degli esquimesi col gelo è cosa affine ma diversa.
Dato che la Bibbia è importante matrice culturale, è più che utile notare che dai nomi biblici, da Adamo fino ad Abramo compreso, considerati quali indicazioni collettive, non è possibile dedurre un quadro etnografico completo dell'umanità**. Il caso della cultura ed etnia armena, dato che questa si richiama direttamente a Noè e prescinde da Sem, Cam e Iafet, è indicativo e non l'unico - peraltro è vissuto anche cristianamente e senza antitesi col discorso biblico. Gli studi etnologici applicati anche al testo biblico, quanto a nomi indicavano per noi europei "direttamente dal primo Adamo" - e "adamo" non è propriamente nome ma indicazione semplice ("uomo", "umanità")*** - e si notava l'indeterminatezza della affermazione: semplicemente uomini, o l'umanità delle tradizioni primitive? La risposta era - ed è - che l'Europa è un intero Continente ed entrambe le cose possono esserne contenute, anche separatamente. Di fatto il 'semplicemente uomo' è l'origine diretta dei greci e il riferimento storico principale di tutti gli affini ai greci.

Perché ho accluso tutto questo? Io tutta questa materia la deducevo da solo riflettendo sugli aspetti razziali dell'umanità e sulle loro corrispondenze con la semplice cultura - studi etnici personali, non etnografici o etnologici - quindi ne rivedevo studiando il caso criminologico dell'antisemitismo in Germania. In un testo a carattere etnico adottato poi dai nazisti trovavo menzione degli "indoarii" e notavo tristemente che in vasti ambienti non solo tedeschi ci si dimenticava che si doveva parlare de "i cosiddetti indoarii": *cosiddetti*! Difatti, non solo venendo a sapere in mie ricerche solitarie dell'antico poema indiano Mahabharata e leggendo il notissimo suo episodio detto Bhagavad Gita ma pure trovandomi in mezzo a dissidi etnici tra persone provenienti dall'India e alcuni occidentali, io notavo che propriamente la storia registra solo un conflitto tra etnie diverse e radicalmente irriducibili, indi ed arii (questi ultimi non asiatici), con un tragico campo di battaglia che segnava l'ingresso della violenza in guerra a discapito di esibizioni di armi e volontà (quest'ultima cosa è detto evento bellico) - preistoria della assai da noi nota Guerra di Troia - quindi della nascita di una religiosità di ispirazione aria in India, quindi di una convivenza indiana tra indiani arii, dunque solo acquisiti di non origine indo, e indiani di origine indo, o dirsivoglia "indiani-indiani". Ma di veri e propri "indoarii" non solo nessuna traccia, proprio nessuna possibile traccia. La fantasia degli indoarii segnava una attrazione-repulsione per l'Oriente, tragica premessa per il caos che portò alla violenza razzista.
La storia registra altresì delle "immigrazioni indoeuropee", cioè di indi divenuti 'europei con origine indo', comunità etnica di acquisiti, distinta da quella "europea ariana" che non è originaria orientale...
A questo punto incontravo il disperato diniego di intellettuali cui non risultava esistente alcuna comunità europea di origine non orientale, risultando loro l'Oriente l'unica matrice. Dal loro modo di porsi, anche con gli atteggiamenti del corpo verso gesti che facevo, io dedussi chiaramente che non avevano mai capito cosa fosse "l'Oriente misterioso e l'altro in esso contenuto". Cosa è? E' un mondo etnico in cui la nozione di oriente è relativa e vissuta, da alcuni, esternamente. Questo è il mondo etnico giapponese testimoniato dallo scintoismo, religione che contiene fra il resto il culto delle divinità dette kami, ma è pure un senso dell'origine direttamente a contatto con "la notte dei tempi" "quando l'Oriente ancora non significava", il che rimanda anche al "primo adamo", che da questa notte ci viene proprio. E' vero che non per tutti oriente è nozione che coinvolge il proprio mondo etnico! E il disperato diniego di quegli intellettuali mostrava un dogmatismo di troppo, un idoleggiamento o idolatria del mondo semita e della sua storia, vasta ma non unica né migliore delle altre.

**
Nella Bibbia ci sono anche gli altri, per esempio romani e greci menzionati nel Nuovo Testamento, cui storia è 'senza nome particolare'.

***
In verità "Adamo" è termine spiegato con "primo uomo" solo entro particolari interpretazioni del testo biblico, non è una vera illustrazione etimologica!


(Pubblicherò anche altrove questo resoconto, ma non è la prima volta che ne offro.)




MAURO PASTORE
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niko

#7
Citazione di: anthonyi il Oggi alle 05:00:18 AMIl "ridicolo" é dal punto di vista di chi é politicamente scorretto, ed é parte della scorrettezza, io non gli darei tanto peso.
Piuttosto sei proprio sicuro che questa consapevolezza sia proprio piena? Prova a riflettere sull'abuso della parola "genocidio" da parte di molti esponenti della sinistra estrema, e non solo e dimmi.


Eh, Israele a Gaza poteva non tentare un genocidio, e tutto si sarebbe risolto... tentato genocidio e numero di morti civili ammazzati dalle bombe e dalla pulizia etnica sopra i cinquanta mila confermato da fonti onu, fonti columbia university, fonti croce rossa internazionale, ma i sionisti irriducibili, ancora a dire che:

"ha stato Hamas".

La parola "genocidio" sempre attuale nei fatti. E pure la parola semita/antisemita. E pure la parola "fascista" specie, e quantomeno, in Italia. Visto il background culturale e generazionale, e pure iconografico, di quelli che attualmente ci governano. Vannacci a parte, che chissà quanti voti poi da partitino indipendente, ma collegato al centro destra, prenderà.

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Ci hanno detto che potevamo scegliere tra la pace e il climatizzatore, non abbiamo ottenuto nessuno dei due.

sapa

Citazione di: niko il Oggi alle 11:34:51 AMEh, Israele a Gaza poteva non tentare un genocidio, e tutto si sarebbe risolto... tentato genocidio e numero di morti civili ammazzati dalle bombe e dalla pulizia etnica sopra i cinquanta mila confermato da fonti onu, fonti columbia university, fonti croce rossa internazionale, ma i sionisti irriducibili, ancora a dire che:

"ha stato Hamas".

La parola "genocidio" sempre attuale nei fatti. E pure la parola semita/antisemita. E pure la parola "fascista" specie, e quantomeno, in Italia. Visto il background culturale e generazionale, e pure iconografico, di quelli che attualmente ci governano. Vannacci a parte, che chissà quanti voti poi da partitino indipendente, ma collegato al centro destra, prenderà.


Accetto senza problemi la parola "genocidio" attribuita ad Israele, a patto che la si usi anche per l'Iran, dove quelle belle cifre di morti sono state realizzate dal regime in poche settimane di proteste. E invece, da una parte non è stato Hamas, ma mala volontà israeliana e dall'altra sono stati gli americani, che fomentavano le proteste. Non mi riferisco direttamente a te, però non si può notare la sproporzione che ha contraddistinto questi episodi, che come minimo comune moltiplicatore hanno il sangue innocente versato, ma dei quali si è parlato assai difformemente, in quanto a proteste e quantità di notizie divulgate.
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InVerno

Beh il termine genocidio non si è sbiancato in Palestina, già negli anni '90 Chomsky sosteneva che avesse perso di senso oltre all'accusa politica, lo sosteneva per difendere Milosevic quindi da prendere cum grano salis, tuttavia mi pare che sia rimasto coerente negli anni. Purtroppo le parole che evocano il massimo male\nemico sono le prime a incorrere in questo rischio, visto la carica di significato che si portano appresso, c'è chi non riesce a resistere l'urgenza di usarle mosso dal desiderio di silenziare l'altro. La disamina di Phyrosphera (complimenti per la impeccabile redazione del testo) mi suggerisce una riflessione alternativa, usare categorie di fantasia non porta mai a buoni risultati, non esistono né semiti né camiti né jafeti, sono categorie di fantasia inventate da persone ignoranti, non per loro colpa, ma comunque tali. C'è chi pensa di trovarne buon uso, e comunque sbaglia. L'esempio è la parola "razza" che in america viene usata continuamente, c'è chi pensa di farlo a fin di bene per "difendere i diritti di una razza" ma è mia opinione che mantenere in circolazione parole che non hanno appiglio col reale non fa altro che rinforzare l'idea che queste categorie esistano, non importa con quale scopo, e più che descrivere qualcosa del mondo descrivono l'interlocutore che si ha davanti.
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Ora Noè, coltivatore della terra, cominció a piantare una vigna. Avendo bevuto il vino, si ubriacó. Genesi 9:20

anthonyi

Citazione di: niko il Oggi alle 11:34:51 AMEh, Israele a Gaza poteva non tentare un genocidio, e tutto si sarebbe risolto... tentato genocidio e numero di morti civili ammazzati dalle bombe e dalla pulizia etnica sopra i cinquanta mila confermato da fonti onu, fonti columbia university, fonti croce rossa internazionale, ma i sionisti irriducibili, ancora a dire che:

"ha stato Hamas".

La parola "genocidio" sempre attuale nei fatti. E pure la parola semita/antisemita. E pure la parola "fascista" specie, e quantomeno, in Italia. Visto il background culturale e generazionale, e pure iconografico, di quelli che attualmente ci governano. Vannacci a parte, che chissà quanti voti poi da partitino indipendente, ma collegato al centro destra, prenderà.


Il numero dei morti non c'entra, ci sono tanti modi di fare i morti. Ed é significativo notare che chi accusa Israele di "genocidio" non ha depositato accuse nei suoi confronti per "crimini di guerra". E si perché i morti di Gaza sono morti durante una guerra nella quale, secondo la vostra assurda logica, Israele non avrebbe compiuto crimini di guerra ma commesso il ben più grave crimine di "genocidio".
Ma non sarà per caso che il problema é che Israele non può essere accusata di questi crimini piú leggeri perché non ci sono prove e i tribunali di questi reati sono Seri, mentre invece quelli dei "genocidi" sono tutt'altro che Seri.
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Meglio morire liberi che vivere da schiavi! 🤗

niko

#11
Citazione di: sapa il Oggi alle 11:59:36 AMAccetto senza problemi la parola "genocidio" attribuita ad Israele, a patto che la si usi anche per l'Iran, dove quelle belle cifre di morti sono state realizzate dal regime in poche settimane di proteste. E invece, da una parte non è stato Hamas, ma mala volontà israeliana e dall'altra sono stati gli americani, che fomentavano le proteste. Non mi riferisco direttamente a te, però non si può notare la sproporzione che ha contraddistinto questi episodi, che come minimo comune moltiplicatore hanno il sangue innocente versato, ma dei quali si è parlato assai difformemente, in quanto a proteste e quantità di notizie divulgate.


Per le proteste in Iran

> non c'è attendibilità nel numero dei morti.

> Per quanto morti tragiche, obbiettivamente non sono state dettate da odio etnico radicato e volontà di rapina imperialista come quelle causate da Israele a Gaza, quindi non avrebbe molto senso parlare di "genocidio".

Di Nessun paese in cui c'è o ci sia stata in passato una feroce guerra civile o comunque una situazione insurrezionale pro o contro un regimo o un governo, pure con tanti e tantissimi morti, pure ingiustamente repressi o ammazzati, comunemente si dice o si diceva che quel paese o quel popolo, per il solo fatto dell'esistenza e dello svolgimento di quella guerra (civile interna), come paese si auto-genocida, o si sia in passato auto-genocidizzato: non lo diciamo e non lo abbiamo detto della Spagna, non lo diciamo della Russia, non lo diciamo dell'Italia, non vedo perché lo dovremmo (improvvisamente) dire dell'Iran.

Lo diciamo semmai del Ruanda, e parliamo di genocidio in Ruanda, perché nel furoreggiare di una loro guerra civile interna, per altro fomentata a distanza da interessi cinesi e occidentatli, a un certo punto tutti o quasi i pro governo, massacratori, erano di una certa data etnia, tutti o quasi gli anti-governo, o sospetti tali, erano di una certa altra etnia. Etnie che fino a quel momento, il momento del disastro avevano convissuto a stretto e strettissimo contatto più o meno pacificamente. Per questo diciamo che in Ruanda, a parte la guerra civile, ci fu l'elemento etnico necessario per parlare di "genocidio". Niente di simile è successo in Iran.

Io personalmente non parteciperò mai a "proteste", locali, organizzate nel mio paese intendo, strumentalizzate anche solo alla lontana da chi vuole un intervento armato americano, israeliano, francese, italiano o inglese in qualsiasi altro paese della Terra, fossero pure intrinsecamente le proteste per la causa più giusta del mondo, tipo contro gli autovelox.


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Ci hanno detto che potevamo scegliere tra la pace e il climatizzatore, non abbiamo ottenuto nessuno dei due.

Luther Blissett

In genere, quando qualcuno viene accusato di atteggiamento antisemita, si difende  precisando che si è antisionisti e non antisemiti.
Rinuncio alla tentazione di affrontare il tema "sionismo", poiché so già che non mi saprei frenare  e finirei per debordare.
Però mi limiterò a cogliere l'occasione per una spigolatura riguardante la rilevanza pratica che derivò dall'iniziativa specifica che fu compiuta da questo giornalista, aderente al sionismo:
https://it.wikipedia.org/wiki/Eliezer_Ben_Yehuda
 
Premesso che con  la dizione "era volgare" ci si intende riferire al sistema di datazione  che conta gli anni a partire da  Cristo, in altri thread avevo fatto notare come in Palestina la lingua ebraica che è utilizzata nella Bibbia,  già da qualche secolo prima dell'era volgare era divenuta una lingua morta, sostituita completamente dall'aramaico, e dai più eruditi anche dal greco.  (Filone Alessandrino, ad esempio, che era di casa a Gerusalemme ai tempi del Cristo, nei suoi scritti utilizzava il greco.)
Quindi, durante tutta questa cosiddetta era volgare presso gli ebrei l'ebraico sopravvisse unicamente presso i più acculturati e, logicamente, presso i rabbini che la utilizzavano nei loro riti.
Insomma era per gli ebrei quello che  il latino e il greco ecclesiastici erano per i cristiani.
Gli ebrei sparpagliati per il mondo parlavano le varie lingue del mondo.  Tra gli ebrei dell'Europa Orientale, nel corso dei secoli, era venuta formandosi una  lingua "mischiata", prodotto di fusione di varie lingue europee, a base prevalentemente tedesca: lo yiddish, che significa "giudeo" (Jüdisch in tedesco). I seguaci del sionismo, che verso la fine del secolo XIX propugnavano il recupero di una visione nazionale ebraica da concretizzare anche con un grande ritorno di massa degli ebrei verso la Terra promessa, dovettero affrontare il tema di come intendersi tra ebrei che parlavano in tutte le lingue del mondo, meno, paradossalmente, che in ebraico.
Lo yiddish era l'opzione che sembrava più pratica, di poter divenire la lingua nazionale di questo ritornato Israele, e ciò perché era una lingua viva, effettivamente parlata da qualche milione di persone.  Fu iniziativa soprattutto di questo giornalista russo, Eliezer ben Yehuda, di portare avanti l'opzione ebraico. Ben Yehudà  l'aveva adottato come lingua d'uso quotidiano nella sua famiglia, e lo utilizzava con tutti i suoi connazionali che incontrava, comunicando loro anche il suo personale entusiasmo che aveva per quella sua lingua.  Da filologo innamorato della sua lingua, riuscì a prelevare l'ebraico biblico, così com'era, apportando soltanto il minimo necessario di modifiche, semplificando dove possibile, e creando neologismi quando proprio indispensabili.
Oggi costui viene ricordato nella toponomastica della città di Gerusalemme: Ben Yehuda Street.
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