Chiediamolo all'Intelligenza Artificiale

Aperto da Luther Blissett, 14 Febbraio 2026, 21:10:02 PM

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fabriba

Citazione di: iano il Oggi alle 12:51:37 PMCondivido quanto scrivi, e tu ben lo sai, per cui più che come una critica, lo percepisco come  un modo per svicolare dalla questione che ho posto, e che adesso provo a precisare meglio, che è quella di un processo da riferire più all'umanità che all'individuo, dei quali solo quest'ultimo può dirsi libero.

Se vogliamo fare un confronto mirato con l'IA dobbiamo farlo a parità di condizioni, per cui se non possiamo ridurre la macchina alla libertà dell'individuo, possiamo ridurla però alla mancanza di libertà dell'umanità, perchè ad essa è più difficile attribuire libertà decisionale.
Il risultato di un insieme di diversi liberi processi decisionali possiamo infatti dirlo libero?
Se non possiamo dirlo tale, possiamo allora paragonarlo a quello altrettanto non libero dell'IA.
Questo volevo far notare, che le libere decisioni individuali somigliano molto ai pesi casuali usati dall'intelligenza artificiale, secondo la spiegazione che Koba ci ha dato, per quel che ci ho capito.
Mi spingo oltre:
quali decisioni libere?!  :D

Questa l'ho già citata, ma mentre stavano facendo training alle automobili con autopilota è emersa una questione tipo problema-del-carrello:
  • una automobile si trova in una condizione per cui non può salvare entrambi i pedoni sulla strada, può solo salvarne uno: o il vecchio o il bimbo.
La nostra "libera" scelta di salvare il bimbo è la scelta ovvia e libera di chiunque sia nato nell'ultimo secolo in una parte molto precisa del mondo dove la natalità è bassa e l'aspettativa di vita alta. 
Non c'è nulla di naturale ne libero in quella scelta, infatti nei paesi dove ci sono bimbi in surplus e si muore giovani, la tendenza è a investire il bambino per lasciare vivere il raro e preziosissimo anziano.
Questo ridimensiona molto la mia personale illusione di avere un libero arbitrio sulla questione, e mi riporta alla triste consapevolezza che la mia scelta libera è al 99% il prodotto del mio ambiente.

Morale? sta cosa non lo so com'è finita, ma è una storia che ormai va per i 5-10 anni, e le macchine che si guidano da sole non hanno fatto i passi da gigante che pensavamo avrebbero fatto, forse anche perché è risultato difficile fare capire i nostri valori a una Alien-Intelligence dopo esserci accorti che non li capiamo bene neanche noi.
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iano

Citazione di: fabriba il Oggi alle 15:33:57 PM
  • una automobile si trova in una condizione per cui non può salvare entrambi i pedoni sulla strada, può solo salvarne uno: o il vecchio o il bimbo.
La nostra "libera" scelta di salvare il bimbo è la scelta ovvia e libera di chiunque sia nato nell'ultimo secolo in una parte molto precisa del mondo dove la natalità è bassa e l'aspettativa di vita alta. 
Non c'è nulla di naturale ne libero in quella scelta, infatti nei paesi dove ci sono bimbi in surplus e si muore giovani, la tendenza è a investire il bambino per lasciare vivere il raro e preziosissimo anziano.
Questo ridimensiona molto la mia personale illusione di avere un libero arbitrio sulla questione, e mi riporta alla triste consapevolezza che la mia scelta libera è al 99% il prodotto del mio ambiente.
E' un dilemma a cui è difficile dare una soluzione, ma leggendo la tua, me ne è venuta in mente un altra.
Il vecchio potrebbe essere il nonno del bimbo, e per esso sarebbe minor dolore la propria morte.
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Lo stesso uomo non può bagnarsi due volte nello stesso fiume.

iano

#122
Citazione di: fabriba il Oggi alle 15:33:57 PMMorale? sta cosa non lo so com'è finita, ma è una storia che ormai va per i 5-10 anni, e le macchine che si guidano da sole non hanno fatto i passi da gigante che pensavamo avrebbero fatto, forse anche perché è risultato difficile fare capire i nostri valori a una Alien-Intelligence dopo esserci accorti che non li capiamo bene neanche noi.
Il punto è proprio questo.
Chi dice che la macchina non è intelligente, evidentemente crede di sapere cosa sia l'intelligenza, però, oltre a ribadire che lui è intelligente e la macchina invece no, in effetti  non sa dirci altro.
Una macchina non cosciente, il confronto con la quale   ci obbliga  a prendere coscienza.
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Lo stesso uomo non può bagnarsi due volte nello stesso fiume.

fabriba

#123
Citazione di: iano il Oggi alle 16:01:05 PMIl punto è proprio questo.
Chi dice che la macchina non è intelligente, evidentemente crede di sapere cosa sia l'intelligenza, però, oltre a ribadire che lui è intelligente e la macchina invece no, in effetti  non sa dirci altro.
Una macchina non cosciente, il confronto con la quale  ci obbliga  a prendere coscienza.
(enfasi mie)
Un punto alternativo che cercavo di fare era quello di:
Una macchina che distrugge il significato tradizionale di "coscienza", il confronto con la quale ci obbliga a riconsiderare seriamente la definizione stessa del termine (coscienza)
--- e non più -per citare @Lou fuori contesto- come una pippa mentale da filosofi che ci preclude il godimento della vita , ma come una necessità per comprendere davvero il mondo di oggi e ancor più quello di domani.

ovvero: chiederci se AI (un oggetto di ingegneria) sia cosciente o meno, ci costringe a definire la coscienza in modo ingegneristico (scientifico, deterministico, ripetibile), e i risultati di questo sforzo collettivo che siamo facendo* sono sotto gli occhi di tutti -risibili.

(* nel mondo, non in questo forum e basta... e comunque "stiamo": mi ci metto anche io tra i cooperanti)
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Lou

Citazione di: fabriba il Oggi alle 15:11:01 PM...
-- in definitiva la questione che ponevo (in buona parte provocatoria) era: fino a che punto è ragionevole il brain-shaming che si fa nei confronti della AI e del suo produrre significato in assenza di comprensione del significante? (ovvero: di essere in grado di produrre senso senza comprendere)
Faccio un esempio: tra provare dolore e parlare del dolore c'è differenza, uno scarto.
L'AI può fornire risposte coerenti, valide o persino persuasive sul dolore. Ed è intelligente perché può anche stimare parametri di quanto dolore stai provando se ti bruci un dito, se programmata per quello. È un'intelligenza prettamente funzionale.

Ma qui sta la differenza fondamentale: non c'è esperienza vissuta, non c'è coscienza di questo famigerato dolore.
L'AI genera strutture coerenti che noi interpretiamo come senso, ma non le vive. Non che sia stupidissima artificiale, ma è una intelligenza che funziona con i suoi limiti. Nell'uomo, invece, il dolore è esperito ed è ció che costituisce significato: il senso emerge dall'atto stesso di viverlo. Alla AI questo manca.

Non ha, caspita, il "nodo di carne" del dolore, mi viene da dire, che pur se non dici, provi.
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"La verità è brutta. Noi abbiamo l'arte per non perire a causa della verità." F. Nietzsche

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