La ( non ) origine dell'universo.

Aperto da iano, 14 Aprile 2026, 21:32:20 PM

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iano

Il big bang potrebbe essere oppure no l'inizio dell'universo, ma sicuramente è una fase della sua evoluzione, e una fase la si può riguardare come causa delle altre, ma non come causa  della sua creazione, perchè questa dovrebbe essere stata esterna all'universo, e una di queste cause potrebbe essere stata appunto un Dio creatore.
Ma perchè dovremmo cercare questa causa, se un oggetto unico, così come potremmo riguardare l'universo, non è di nulla causa e di nulla effetto?


 
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Lo stesso uomo non può bagnarsi due volte nello stesso fiume.

Jacopus

Argomento interessante Iano. Per prima cosa occorre dichiarare che il big bang è dimostrato sia avvenuto, esattamente 13,8 miliardi di anni fa. la scoperta fu fatta nel 1964 da Penzias-Wilson, due astronomi e come accade spesso, avvenne per caso. Infatti si resero conto che c'era una interferenza nell'antenna che stavano usando per esperimenti radioastronomici, ma dopo aver escluso ogni altra causa si accorsero di avere a che fare con il fondo cosmico a micronde (Cosmic Microwawe Background), cioè la traccia acustica fossile della esplosione iniziale. Detto anche rumore di fondo cosmico, proviene da tutte le direzioni ed ha la stessa intensità da qualunque parte della terra venga misurato.

Detto questo il big bang è l'espressione di un problema che in fisica si chiama "singolarità", ovvero un avvenimento che scarta dalle leggi fisiche "normali" ed impone nuove leggi. Un pò come una sorta di nemesi della teoria dei paradigmi di Kuhn, però applicata direttamente dalla materia, senza bisogno di epistemologi ed ermeneuti. Interessante.

Giustamente, una volta accertata l'avvenuta esplosione iniziale (inimmaginabile in termini di potenza) ci si chiede cosa c'era prima. Alcune ipotesi tendono a ricostruire una sorta di armonia da Grande Orologiaio, per cui l'Universo si espanderebbe e si contrarrebbe ritmicamente, ma in realtà non abbiamo nessuna prova di questa possibile contrazione. L'universo (ovvero "Ciò che è volto tutto verso una stessa direzione") continua ad espandersi e le galassie si allontanano le une dalle altre sempre più
 velocemente.

Nella cultura umana, in molte culture umane, la nascita dell'Universo viene descritta come l'avvento di un ordine ad un precedente disordine: Il Kosmos si impone al Chaos. Ma in realtà forse dovremmo descrivere il Chaos precedente all'apparente ordine successivo al big bang in un modo diverso, ovvero non tanto come disordine ma come un "ordinatissimo vuoto".

La teoria inflazionistica dell'universo prende le mosse dal concetto di vuoto a livello di microfisica, laddove particelle infinitesimali si muovono secondo la teoria dell'indeterminazione e rilasciano sempre la stessa energia che accumulano, mantenendo la stessa situazione di vuoto nel corso del tempo. Se trasferiamo questo concetto di "vuoto", all'intero Pre-Universo, ecco allora che potremmo assistere ad un sistema che non è un universo, ma è qualcosa di completamente differente, è un vuoto privo di spazio e di tempo, dove le microparticelle si compensano sempre e non possono evolvere.

Ecco allora che in questa situazione, la teoria inflazionistica teorizza che per un tempo sufficiente, una microparticella ha deviato da questa regola di compensazione ed ha iniziato ad accumulare energia sufficiente per creare una fase di scompenso nel sistema del Vuoto pre-esistente al Big Bang e da lì in modo spaventosamente esponenziale è nato l'Universo dove viviamo.

Da un PreUniverso vuoto all'Universo "materiale" che ha preso vita 13,8 miliardi di anni fa, in cui per passi successivi (durati un periodo infinitesimo di tempo) le forze fisiche fondamentali si sono divise per sempre, forza nucleare forte, forza nucleare debole, forza elettromagnetica e forza di gravità.

Per chi volesse approfondire, sono informazioni che ho tratto da libro di Guido Tonelli, intitolato "Genesi".
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Homo sum, Humani nihil a me alienum puto.

iano

Citazione di: Jacopus il 14 Aprile 2026, 23:13:15 PMNella cultura umana, in molte culture umane, la nascita dell'Universo viene descritta come l'avvento di un ordine ad un precedente disordine: Il Kosmos si impone al Chaos. Ma in realtà forse dovremmo descrivere il Chaos precedente all'apparente ordine successivo al big bang in un modo diverso, ovvero non tanto come disordine ma come un "ordinatissimo vuoto".
In effetti, richiamando ciò, hai messo in evidenza una mancanza logica del mio post.
Se cause ed effetti si hanno esclusivamente fra diversi oggetti, prima dell'universo, nell'ipotesi della creazione divina, c'era un solo ''oggetto'', Dio, che non potrebbe essere stato quindi causa di alcunché.
Tanto è vero che Dio ''crea'' a partire dal Chaos, e più che creare quindi Dio è causa della trasformazione del Chaos in Kosmos.
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iano

#3
Citazione di: Jacopus il 14 Aprile 2026, 23:13:15 PMMa in realtà forse dovremmo descrivere il Chaos precedente all'apparente ordine successivo al big bang in un modo diverso, ovvero non tanto come disordine ma come un "ordinatissimo vuoto".
A furia di cercare di convincere con gran fatica gli altri, ma prima ancora me stesso, che l'universo non coincide con nessuna descrizione possibile, e che perciò ne ammette diverse, adesso almeno non faccio più fatica (perchè in effetti l'ho fatta prima  :) ) ad accogliere descrizioni alternative, come quella di un ''ordinatissimo vuoto'',  e aggiungerei  ''oggettivo''  , a quella del Chaos primordiale, le cui tracce però ( non si inventa mai nulla di veramente nuovo) permangono in forma di caso.
Comunque, detto col senno di poi, le antiche cosmologie non mancavano di vista lunga.
Certo, possono apparirci fantasiose, ma, detto in senso positivo, quelle di oggi non  sono da meno, per quanto ognuna basata sui fatti noti nelle loro rispettive epoche.
Certo, per chi si basa sui fatti, credendo di poter restare a quelli fermo, appariranno come fantasticherie.
Se l'universo non è stato creato le sue descrizioni invece si, e le abbiamo create nel tempo noi.
Se un Dio c'è, e se io ci credessi, lo ringrazierei per questo potere di creare che ci ha concesso, per cui l'universo può essere unico, ma non potendoci apparire nella sua verità, non ci sembrerà mai banale.


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Koba

#4
La difficoltà a trattare la questione dipende da una certa ambiguità filosofica su come intendere esattamente l'enunciato scientifico secondo cui "X miliardi di anni fa vi è stata un'esplosione ecc.".
L'ambiguità sta in questo: da una parte il significato dell'enunciato intende indicare cosa è successo realmente nei primi istanti dell'Universo, dall'altra chi legge quell'enunciato, se possiede un minimo di consapevolezza filosofica, aggiunge subito "per noi", cioè per noi osservatori umani, con le nostre forme conoscitive.
Insomma, quelle cose sono realmente accadute oppure no?
È il cosiddetto argomento ancestrale che Quentin Meillassoux pone all'inizio di un libro di vent'anni fa in cui cercava di attaccare il correlazionismo per fondare un nuovo realismo (per correlazionismo si intende ogni filosofia che si basa sul principio kantiano secondo cui l'oggetto è sempre percepito e conosciuto da un soggetto, non può essere conosciuto in sé, ma solo all'interno del rapporto con il soggetto, il quale si costruisce così un'immagine del mondo che risulta legata necessariamente al modo che ha di organizzare la conoscenza).
Com'è possibile che un soggetto umano possa pretendere di fare affermazioni scientifiche su un tempo in cui non esisteva ancora l'uomo, cioè quel soggetto con forme conoscitive specifiche attraverso le quali si relaziona al mondo?
Certo, risponderemmo: ma benedetto Meillassoux, non vedi che stai confondendo il tempo descritto nell'ipotesi scientifica con quello in cui avviene la costruzione dell'ipotesi stessa? È nel tempo presente che io leggo certi fenomeni fisici tramite le mie strutture a priori, e così, senza che la cosa mi metta tanto in crisi, faccio ipotesi su quel tempo ancestrale.
E lui: bravo! Davvero niente male! Mostri di esserti conformato al paradigma dominante, così non rischi di essere definito "ingenuo" dai filosofi del nostro tempo. Ma dimmi allora: il big bang è accaduto veramente oppure no? Perché non mi è ancora chiaro quanto tu prenda sul serio gli enunciati della scienza... Sarai mica filosoficamente psicolabile? Realista quando giochi con la scienza, correlazionista quando ci rifletti su un po'...

[Notare che l'obiettivo del progetto filosofico di Meillassoux era quello di stabilire un nuovo assoluto non metafisico su cui mostrare la non pensabilità del religioso, cioè un assoluto  attraverso cui far tacere ogni fideismo che ha la forma classica post-moderna del "siccome non abbiamo alcun fondamento sicuro allora forse Dio, gli angeli ecc.".
Non un attacco al teismo, contro cui è sufficiente il lavoro anti-metafisico di criticismo e post-criticismo, ma contro quel residuo religioso che spesso si mimetizza nel discorso scettico stesso, e che lo usa per aprirsi una via rivelando poi i veri obiettivi del suo attacco ai fondamenti della conoscenza.]
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Jacopus

Facendo seguito alla teoria inflazionistica si potrebbe recuperare una teoria della ciclicità dell'universo nei seguenti termini.
Accettando la legge finora non falsificata del continuo e progressivo allontanamento delle galassie fra di loro, si può ipotizzare che lo spazio verso cui si espandono, sarà così vasto e il progressivo deterioramento delle
forze generali della fisica (nucleare F/D, elettromagnetica e gravitazionale) farà in modo che si riproduca, dopo eoni di tempo la stessa situazione di vuoto e di microparticelle in un non-luogo, dove il tempo e lo spazio sarebbero di nuovo annullati fino ad un nuovo ipotetico evento singolare. Quindi piuttosto che il ciclo big-bang/big-crunch, si potrebbe ipotizzare il ciclo big-bang/big-vacous.
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Homo sum, Humani nihil a me alienum puto.

Jacopus

#6
CitazioneCom'è possibile che un soggetto umano possa pretendere di fare affermazioni scientifiche su un tempo in cui non esisteva ancora l'uomo, cioè quel soggetto con forme conoscitive specifiche attraverso le quali si relaziona al mondo?
Si chiama scienza e lo fa da qualche secolo, con riscontri niente male. Basti pensare come le scoperte paleontologiche (di tempi in cui non esisteva l'uomo) siano state confermate dalla genetica. Ci sono analisi come quella al radiocarbonio o come la misurazione della luce assoluta e variabile delle stelle che ci danno informazioni precise su fatti avvenuti quando noi non c'eravamo. La stessa curvatura del tempo ci permetterebbe di vedere cosa accadeva 10 milioni di anni fa su un pianeta lontano dieci milioni di anni luce (basterebbe avere telescopi superpotenti e non è escluso che ciò possa avvenire posizionando entro questo secolo dei telescopi ai confini del sistema solare.)

Direi che la filosofia, affinché possa dirsi davvero tale deve prendere atto anche della scienza, senza innalzarla a culto ma neppure relativizzarla per partito preso. Entrambe le posizioni non sono filosofiche.
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Koba

Citazione di: Jacopus il 15 Aprile 2026, 08:26:53 AMSi chiama scienza e lo fa da qualche secolo, con riscontri niente male. Basti pensare come le scoperte paleontologiche (di tempi in cui non esisteva l'uomo) siano state confermate dalla genetica. Ci sono analisi come quella al radiocarbonio o come la misurazione della luce assoluta e variabile delle stelle che ci danno informazioni precise su fatti avvenuti quando noi non c'eravamo. La stessa curvatura del tempo ci permetterebbe di vedere cosa accadeva 10 milioni di anni fa su un pianeta lontano dieci milioni di anni luce (basterebbe avere telescopi superpotenti e non è escluso che ciò possa avvenire posizionando entro questo secolo dei telescopi ai confini del sistema solare.)

Direi che la filosofia, affinché possa dirsi davvero tale deve prendere atto anche della scienza, senza innalzarla a culto ma neppure relativizzarla per partito preso. Entrambe le posizioni non sono filosofiche.
La difesa o l'attacco alla scienza non c'entrano niente con il mio intervento.
Il disagio psicologico che esprime l'argomento ancestrale e tutto il ragionamento che ne segue è un po' più sottile e riguarda il conflitto che sorge nell'analizzare lo statuto dell'enunciato scientifico, non la sua verità.
Chi non ha mai veramente attraversato la "rivoluzione copernicana" di Kant e i suoi travagliati conflitti con idealismo e filosofia post-moderna, può tranquillamente starsene nel suo realismo ingenuo e pensare che ogni discorso filosofico sulla conoscenza scientifica sia riducibile ad attacco o difesa dogmatica.
Le cose sono un po' più complesse. 
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Jacopus

Koba. Sei in grado di replicare senza fare
Reductio ad hominem? Sei in grado dall'alto della tua visione complessa a fronte della mia ingenuità infantile e stupida spiegare cosa intendi? E soprattutto sei in grado di rispettare le argomentazioni altrui senza scadere nel giudizio personale? Grazie.
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iano

#9
In un certo senso possiamo rilevare al presente ciò che è avvenuto milioni di anni fa, essendo l'evento  ancora in corso, perché le onde che giungono fino a noi di quell'evento sono parte.
A noi il compito di ricostruire l'evento a partire da una sua parte, cosa non così' difficile  come risalire alla proboscide partendo dalla coda dell'elefante , essendo che la parte pervade l'evento per intero, prendendosi tutto lo spazio e il tempo che ci vuole.

Per quanto riguarda invece la rivincita che il vuoto sembra essersi presa sul pieno , la cosa è spiegabile considerando che parliamo di termini che perderebbero di senso in mancanza del loro contrario, per cui il nulla non può essere da meno di qualcosa ...come volevasi dimostrare.
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Lo stesso uomo non può bagnarsi due volte nello stesso fiume.

Koba

@Jacopus.
Certo che sono in grado di replicare. Non so perché la stai prendendo sul personale. Il mio intervento precedente introduceva una questione filosofica, una difficoltà generale che si vive quando si cerca di tenere insieme i contributi della scienza da una parte e la riflessione filosofica dall'altra.
Ti invito, senza alcuna animosita', a rileggere quello che ho scritto all'inizio. Non so, forse mi sono espresso male...
Realisti ingenui lo siamo tutti quando studiamo scienza. Lo sono io quando rileggo il mio amato manuale di biologia molecolare. Tuttavia la riflessione filosofica da Kant in poi ci spinge a problematizzare questo approccio naturale.
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Lou

#11
Citazione di: iano il 14 Aprile 2026, 21:32:20 PMIl big bang potrebbe essere oppure no l'inizio dell'universo, ma sicuramente è una fase della sua evoluzione, e una fase la si può riguardare come causa delle altre, ma non come causa  della sua creazione, perchè questa dovrebbe essere stata esterna all'universo, e una di queste cause potrebbe essere stata appunto un Dio creatore.
Ma perchè dovremmo cercare questa causa, se un oggetto unico, così come potremmo riguardare l'universo, non è di nulla causa e di nulla effetto?
 
Tempo fa lessi il libro di Max Tegmark, L'Universo matematico.
In un certo senso elimina il problema della causalità: se la struttura dell'universo è matematica, le equazioni non causano nulla: semplicemente relazionano il tutto e non fanno "accadere" qualcosa. Certo per sostenere questo occorre considerare la matematica non una descrizione dell'universo, ma la sua struttura ultima e la causalità  il nostro modo (umano intendo) di leggere relazioni.
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"Quanti più occhi, occhi diversi, noi impegniamo per una cosa, tanto più completo sarà il nostro 'concetto' di quella cosa, la nostra 'obiettività'" F. Nietzsche

iano

#12
Citazione di: Lou il 15 Aprile 2026, 12:28:43 PMTempo fa lessi il libro di Max Tegmark, L'Universo matematico.
In un certo senso elimina il problema della causalità: se la struttura dell'universo è matematica, le equazioni non causano nulla: semplicemente relazionano il tutto e non fanno "accadere" qualcosa. Certo per sostenere questo occorre considerare la matematica non una descrizione dell'universo, ma la sua struttura ultima e la causalità  il nostro modo (umano intendo) di leggere relazioni.
Forse quello che dirò non c'entra col tuo post, ma credo che tutto ruoti intorno alla nostra comprensione delle cose, o meglio al doverne riconsiderare il ruolo, da quando la meccanica quantistica ci ha dato quella che io ritengo una lezione di filosofia che non possiamo ignorare: ''la comprensione delle cose non è necessaria''.
Un altra lezione che invece da più tempo la fisica ci da è l'aver sottolineato a più riprese il carattere simmetrico della realtà, o quantomeno delle sue descrizioni.
Ora, se pure ci rassegnammo a non comprendere, resta da risolvere comunque, e in subordine, una asimmetria, che sta fra le cose che potremmo accettare di non comprendere e quelle che comprendiamo.
Se non la si può risolvere portando a comprensione certe cose, si può provare a fare il contrario, per vedere l'effetto che fa.
Riuscire a ridurre le cose comprensibili a quelle incomprensibili, ci potrebbe aiutare quantomeno a ''comprendere'' cosa sia la comprensione. o meglio, fuori dalle virgolette, ad evidenziare i meccanismi del processo di comprensione.
Per farlo possiamo pescare a caso nella storia della scienza.
Prendiamo ad esempio la forza di inerzia.
Oggi non la consideriamo più una forza, e la chiamiamo semplicemente inerzia.
Apparentemente abbiamo corretto un errore di interpretazione, per cui non è vero che un corpo per muoversi deve essere spinto da una forza, la quale interviene solo per cambiare il suo stato di moto naturale, che nella fisica di Newton è il moto rettilineo uniforme ( andamento ''dritto'' a velocità costante).
In sostanza questo moto non ha causa alcuna, a meno che non consideriamo ''una causa'' la mancanza di cause.
Provo a dirlo in altro modo, meno paradossale.
Lo spazio Newtoniano è omogeneo e simmetrico. e questo comporta che se non interviene un altra causa, un corpo non ha ''motivo, di andare a destra piuttosto che a sinistra, ed è perciò che va dritto.
Se lo spazio Newtoniano non fosse omogeneo e simmetrico non potremmo giustificare perchè il corpo vada dritto.
Lo spazio Newtoniano è dunque causa di ciò?
Ma lo spazio Newtoniano è fisico o matematico? In effetti nella nostra percezione questa ambivalenza rimane. Eistein però non lo usa, e questo non sembra essere un problema. Al suo posto ne usa un altro dove l'ambivalenza sparisce, o comunque rimane più sbilanciata verso  la matematica.
Questo sbilanciamento crescente verso la matematica è una costante nel progresso scientifico.
La sparizione di ogni ambivalenza dovremmo considerarla come una cosa positiva, ma le cose non vanno così in effetti per noi, e io direi che è solo una questione di forma mentis, che ha una sua inerzia, e quindi permane, finche una causa , l'esperienza, non la muta.
Perchè, voglio dire, se lo spazio che diciamo fisico è invece  puramente matematico, un analogia con lo spazio mentale non sembrerà azzardata.

Non sono un filosofo, e tantomeno un filosofo della scienza.
Quelli che lancio sono spunti di riflessione, contenenti probabilmente imprecisioni, ma non tali credo di invalidare il discorso.
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PhyroSphera

#13
Citazione di: Jacopus il 14 Aprile 2026, 23:13:15 PMArgomento interessante Iano. Per prima cosa occorre dichiarare che il big bang è dimostrato sia avvenuto, esattamente 13,8 miliardi di anni fa. la scoperta fu fatta nel 1964 da Penzias-Wilson, due astronomi e come accade spesso, avvenne per caso. Infatti si resero conto che c'era una interferenza nell'antenna che stavano usando per esperimenti radioastronomici, ma dopo aver escluso ogni altra causa si accorsero di avere a che fare con il fondo cosmico a micronde (Cosmic Microwawe Background), cioè la traccia acustica fossile della esplosione iniziale. Detto anche rumore di fondo cosmico, proviene da tutte le direzioni ed ha la stessa intensità da qualunque parte della terra venga misurato.
E' una notizia falsa, che assomma rilevazione reale e illazione aggiunta, a causa di interpretazione sbagliata.
Il fondo che tu dici non è una eco del passato dell'universo, la retrospettiva non è scienza, solo congettura. In questo forum già dicevo che il "Big Bang" è meno che un modello, è una rappresentazione non scientifica intromessa nella scienza. Infatti i suoi sostenitori, te compreso, dopo aver detto di origine dell'universo dicono di un prima.

Citazione di: Jacopus il 14 Aprile 2026, 23:13:15 PMDetto questo il big bang è l'espressione di un problema che in fisica si chiama "singolarità", ovvero un avvenimento che scarta dalle leggi fisiche "normali" ed impone nuove leggi. Un pò come una sorta di nemesi della teoria dei paradigmi di Kuhn, però applicata direttamente dalla materia, senza bisogno di epistemologi ed ermeneuti. Interessante.

Giustamente, una volta accertata l'avvenuta esplosione iniziale (inimmaginabile in termini di potenza) ci si chiede cosa c'era prima. Alcune ipotesi tendono a ricostruire una sorta di armonia da Grande Orologiaio, per cui l'Universo si espanderebbe e si contrarrebbe ritmicamente, ma in realtà non abbiamo nessuna prova di questa possibile contrazione. L'universo (ovvero "Ciò che è volto tutto verso una stessa direzione") continua ad espandersi e le galassie si allontanano le une dalle altre sempre più
 velocemente.

Nella cultura umana, in molte culture umane, la nascita dell'Universo viene descritta come l'avvento di un ordine ad un precedente disordine: Il Kosmos si impone al Chaos. Ma in realtà forse dovremmo descrivere il Chaos precedente all'apparente ordine successivo al big bang in un modo diverso, ovvero non tanto come disordine ma come un "ordinatissimo vuoto".

La teoria inflazionistica dell'universo prende le mosse dal concetto di vuoto a livello di microfisica, laddove particelle infinitesimali si muovono secondo la teoria dell'indeterminazione e rilasciano sempre la stessa energia che accumulano, mantenendo la stessa situazione di vuoto nel corso del tempo. Se trasferiamo questo concetto di "vuoto", all'intero Pre-Universo, ecco allora che potremmo assistere ad un sistema che non è un universo, ma è qualcosa di completamente differente, è un vuoto privo di spazio e di tempo, dove le microparticelle si compensano sempre e non possono evolvere.

Ecco allora che in questa situazione, la teoria inflazionistica teorizza che per un tempo sufficiente, una microparticella ha deviato da questa regola di compensazione ed ha iniziato ad accumulare energia sufficiente per creare una fase di scompenso nel sistema del Vuoto pre-esistente al Big Bang e da lì in modo spaventosamente esponenziale è nato l'Universo dove viviamo.

Da un PreUniverso vuoto all'Universo "materiale" che ha preso vita 13,8 miliardi di anni fa, in cui per passi successivi (durati un periodo infinitesimo di tempo) le forze fisiche fondamentali si sono divise per sempre, forza nucleare forte, forza nucleare debole, forza elettromagnetica e forza di gravità.

Per chi volesse approfondire, sono informazioni che ho tratto da libro di Guido Tonelli, intitolato "Genesi".

Il raggio di azione limitato delle léggi fisiche è detto solo impropriamente singolarità, nel tentativo di sottrarsi a critiche filosofiche e teologiche. Non esiste singolarità nelle considerazioni scientifiche, la parola è inserita per fare cattiva retorica e sottrarsi ad altre competenze.
Cosmo e caos - li si indichi pure in varie accezioni verbali e non solo verbali - non sono riferimenti comprensibili su base della scienza, anche se ne attraversano le espressioni.
La domanda su un'origine dell'universo indica ciò che è oltre l'oggetto di scienza non come ulteriorità ma alterità, implicando ciò il riferirsi a ordini superiori a quello scientifico. Neanche la filosofia può tutto se si deve identificare quell'origine.
Quindi riflettendo sullo statuto della domanda entrano in campo assieme alla filosofia anche mitologia e teologia, cosmogonia oltre che cosmologia. Il divenire dell'universo è tanto più vasto della dinamica fisica, fino al punto che per avvicinarne l'origine bisogna alluderne con un mito, non credendo alle favole ma cercando di capire che cosa indicano diversamente nella mitografia. Ma per sapere non solo che si stia domandando qualcosa ma di che cosa si stia domandando, si devono considerare le allegorie della fede, il dir altro non nascostamente, quell'assoluto Altro dall'universo... Sennò ci si rimbambisce a dire di inizi con un prima, il che elude la domanda sulla  o r i g i n e !

Quanto alla conoscenza scientifica:
Nel tuo messaggio hai inserito elementi "standard" di quelli ritenuti plausibili e creduti da sprovveduti o illusi diretta traduzione di dati scientifici.
In realtà con la fisica delle particelle e la scoperta di un bosone da cui dipende il persistere della massa (detto di Higgs) i "modelli standard" si sono palesemente rivelati costruzioni non solo esterne alla scienza ma del tutto insostenibili anche esternamente, dato che è accertato che la gravitazione dipende dai movimenti quantici, indeterminati delle particelle e quindi nessuno standard si è rivelato significante (se non c'è base determinata, non c'è da fissare nessuno standard). L'ipotesi di un campo fisico (detto pur esso di Higgs) da cui dipendano le masse delle particelle, viene incluso nei nuovi tentativi "standard", ma costituisce la fine di questi assurdi e supponenti doppioni (tutti dimostratisi sbagliati e si sa che nella scienza teorie e ipotesi sono distinte): perché tale campo - come già osservato da grandi e riconosciute autorità del settore - non ha niente di standardizzabile tanto vasta e imprecisabile sarebbe la sua realtà; perché esso, nonostante si dica maldestramente che "conferisce massa" scambiando i nessi linguistici della ipotesi per i nessi fisici ipotizzati, è solo quello che è: un campo, non un'altra materia attorno e allora se un bosone ha funzione gravitazionale, questa non sta fuori di esso.

Il voler trovare nei linguaggi scientifici specchio della realtà è assurdo; il linguaggio scientifico è convenzionale e deriva dalle riflessioni filosofiche. Perciò mettersi dietro i falsi informatori che scambiano la cosmologia per una fisica aggiornata descritta in tutti i punti principali è un disastro per filosofia, poi anche per la scienza. La scienza non indica la realtà allo stesso modo della poesia, ove espressione e oggetto dell'espressione sono uniti.



MAURO PASTORE
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iano

#14
Citazione di: PhyroSphera il 15 Aprile 2026, 21:11:33 PME' una notizia falsa, che assomma rilevazione reale e illazione aggiunta, a causa di interpretazione sbagliata.
Il fondo che tu dici non è una eco del passato dell'universo, la retrospettiva non è scienza, solo congettura. In questo forum già dicevo che il "Big Bang" è meno che un modello, è una rappresentazione non scientifica intromessa nella scienza. Infatti i suoi sostenitori, te compreso, dopo aver detto di origine dell'universo dicono di un prima.
Non metto in dubbio la tua buona fede nel darci questa falsa notizia, ma appunto la falsa notizia ce la stai dando tu..
Le cose sarebbero potute andare in effetti come dici,  che cioè a seguito di una rilevazione della radiazione di fondo si fosse poi ragionato sulla causa che avesse potuto generarla, giungendo al modello del big bang ,  ma in effetti le cose non sono andate così.
Il modello del big bang è precedente alla rilevazione della radiazione cosmica di fondo, e la radiazione di fondo è stata ricavata come conseguenza dal modello, e quindi gli scienziati sono andati alla ricerca di quella radiazione per avvalorarlo.
Ma il fatto che una previsione del modello sia stata confermata non significa che si tratti di una rappresentazione vera, perchè nella scienza, per suo statuto, di rappresentazioni vere non ce ne sono, ma solo rappresentazioni discutibili.
Quindi, una volta ristabilita la verità storica, se vuoi , del modello del big bang ne possiamo anche discutere.
Tuttavia questa discussione non verte propriamente sul modello del big bang, ma sulla necessità o meno di dover ipotizzare una origine per l'universo.
Quindi, tornando in tema, tu cosa ne pensi?

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