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Piccadilly Circus

di Michele Medici

 

Le insegne luminose di Mac Donald’s, Coca Cola e altre multinazionali svettano in alto quasi guardassero le sorti di noi umili mortali dal loro invalicabile tempio consacrato al Dio Dollaro. Scolpite nel neon quel giorno seguivano attente la lite tra due mortali; un padre e un figlio. “Sei una persona povera” urlo rivolgendomi a mio padre che mi segue a distanza, poi io mi chiedo perché non sono andato in vacanza con i miei amici? Sempre meglio di Londra... Mentre gli dei sono già schierati chi con il padre, chi con il figlio... C’è chi promette una dura contesa come, Coca Cola che sta dalla parte del figlio contro TDK, schieratasi con il padre... C’è chi propone una soluzione più accomodante come Mac Donald’s che opta per un "cheese burger" della concordia. "Non capisci un cazzo, non hai mai capito un cazzo" continuo... Con sempre mio padre che mi segue da distanza come se avesse a che fare con uno degli assassini peggiori. Sono sempre più convito che avrei dovuto andare a "rizzione" (ndr. Riccione), con secchiello e paletta e le sue ondine giocose. Effettivamente dovevo urlare tanto; perché anche i mitici bobby inglesi si erano fatti avanti con aria minacciosa che ricordava vagamente quella di un mastino inferocito. Ormai gli dei a stelle e strisce erano totalmente presi da quello spettacolo che avrebbero voluto non finisse mai. Era ancora meglio e più veritiero di tutti i reality show che avessero visto sino ad allora.
Ma poi, "Milo..." Quando mio padre diceva Milo con quel modo significava che voleva chiarire, parlare con me... Abbiamo parlato, nonostante la mia reticenza iniziale e ci siamo chiariti. Abbiamo sotterrato tutto il nervosismo che avevamo riappacificandoci definitivamente. E alla fine Londra non era poi tanto male...
Tutti: Coca Cola, TDK, e Mac Donald’s si erano bloccati e non capivano come mai quei due omuncoli avessero finito di litigare. Volevano vedere ancora quell’astio che a loro piaceva tanto e si erano anche risentiti, poiché se a loro una cosa divertiva doveva continuare a divertirli non concedevano pause. Allora per protesta...
"Guarda, papà..." Avevano spento tutte le loro luci lasciando al buio una parte della città, brulicante d’anime. Quella sera gli Dei del Dollaro avevano assistito alla vita vera, intricata piena di scontri incontri che mai nessun reality show avrebbe potuto riprodurre. Adesso se ne stavano nel loro buio effimero, com’era effimera la scritta che portavano addosso.
Lo spettacolo che volevano vedere era finito; Ma la vita vera continuava a scoppiettare nonostante tutto...

Michele Medici

 

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