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Non credenteReligioni?
Il mondo di NonCredo

di Paolo Bancale   indice articoli

 

I nostri primi 10 anni

Gennaio 2018

 

Si, dieci anni fa, decidemmo di offrire al mercato dell’editoria italiana una pubblicazione non esistente ancora, che parlasse, in chiave alta e multidisciplinare, di cultura laica e a-confessionale a tutti coloro che “non credono” e che vogliono anche respirare un’aria laicamente liberale nel solco del grande pensiero illuminista, ove si pensa e non si crede, ove si persegue la cultura della ragione e del dubbio, come enuncia la nostra sottotestata. Insomma una voce legittima, democratica, tollerante, colta, razionalista e chiaramente identitaria per tutti i noncredenti che ancora oggi si riconoscono nell’Illuminismo.
In questa Italia contemporanea, cripto-clericale e sciatta, ove campeggiano l’analfabetismo risorgimentale, la latenza di  memoria storica e la sordità totale al senso dello Stato, ove passa in completo silenzio l’atto storico culminante della nostra Unità, conclusasi con Roma capitale in quel famoso XX settembre che è la nostra Pentecoste, ebbene ci dà gioia che il mondo della cultura, da quello accademico  a quello libertario, fino all’uomo della strada, ci abbia accolto, da quando esistiamo, con condivisione di pensiero,  di aspettative e fedeltà di lettura.
Guardando indietro posso assolutamente testimoniare che questi anni hanno rappresentato un entusiastico e sinergico lavoro di squadra, inseguendo un ideale politico-culturale quale è la laicità della Repubblica italiana e delle sue istituzioni nell’ambito di una visione del mondo religions-free, la stessa denominazione della Fondazione che è il nostro editore.
Voglio oggi, all’insegna dell’inizio del nostro decimo anno, rendere omaggio con animo immensamente grato a tutti coloro che in questi lunghi anni hanno dato il loro contributo ai contenuti culturali di NonCredo. Non potendo nominarli tutti, molti dei quali, peraltro, pèrsisi nel frattempo per strada, li ritengo rappresentati dall’attuale storico pacchetto di mischia ricco di veterani, con presenza pressoché continua, alcuni dei quali datano la loro collaborazione dal nostro n.1.
E così, in ordine alfabetico, invio con gratitudine un abbraccio a questi pilastri di NonCredo, la nostra compagine attuale, che i nostri lettori ben conoscono:
Aloi, Blasco, Carcano, Cattania, D’Arpino, De Fazio, Donati, Ellena, Fulvi, Galavotti, Lodi, Morelli, Pocar, Primiceri, Salvatore, Serafini, Tamagnone, Toniollo, Tulli e, sul piano grafico e redazionale, Patti, Villotti e Pinna.

 

└ tout seigneur, tout honneur

 

Paolo Bancale
Dalla rivista NonCredo

 

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Toponomastica

Il bimestrale NonCredo, edito da dieci anni dalla Fondazione Bancale, dopo mesi di lavoro redazionale, sta pubblicando uno studio statistico approfondito, e fino ad oggi inedito in Italia, sull'impressionante scarsità del livello di laicità e senso dello Stato in Italia, usando come rilevatore statistico la toponomastica in atto di strutture strettamente pubbliche. Una giungla di siti (da ministeriali a comunali) ed elenchi ufficiali, scrupolosamente investigati (anche superiori alle 51.000 voci) mostra come migliaia tra ospedali, scuole, comuni, stadi, carceri e altro, tutti evidenziati e documentati, portino ancora nomi di santi e prelati, seppure di proprietà pubblica, invece di nominativi culturalmente identitari della storia e dei valori nazionali, come è diffusa regola negli altri Paesi.
Il primo dei 4 articoli di cui si compone l’indagine è edito e documentato nel volume n.51 di novembre 2017; gli altri seguiranno nei tre volumi successivi.

 

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Oltre 300 articoli come questo, ma inediti, in 600 pagine all’anno, a casa tua, con l’abbonamento a NonCredo, per meno di un caffè al mese:
Pdf € 17,00 e cartaceo € 32,90.

 

Religioni? Il mondo di NonCredo NonCredo rappresenta l'unica pubblicazione culturale italiana totalmente dedicata alla informazione e documentazione dei NonCredenti, cioè di quei cittadini che, nel primato della laicità dello Stato, per qualsivoglia motivo NON SI RICONOSCONO IN ALCUNA RELIGIONE, ma soltanto nel rispetto delle leggi, di un'etica condivisa e nella solidarietà, optando in termini culturali per la cultura del dubbio contro ogni dogmatismo, per una consapevole autonomia della coscienza e per la più totale libertà della conoscenza e del pensiero.

 

 

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