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Riflessioni sulle scienze

Riflessioni sulle Scienze

di Alberto Viotto    indice articoli

 

Ricchezza e debiti – due facce della stessa medaglia

Agosto 2014

  • La ricchezza degli italiani

  • L'origine dei soldi

  • Una miniera d'oro

  • Gigi e Gianni

  • Uscire dai debiti

  • Equilibrio instabile

 

La ricchezza degli italiani

La ricchezza finanziaria degli italiani è di 3716 miliardi(1) di euro, pari a circa 60.000 euro a testa. Da dove arrivano tutti questi soldi? Come si “producono”? I soldi non sono un bene dalla provenienza chiara, come il petrolio, che si estrae, o i prodotti agricoli, che si coltivano, ma da qualche parte devono pur arrivare.

 

L’origine dei soldi

In uno stato economicamente sovrano i soldi sono prodotti dalla Banca Centrale, che può fisicamente stampare le banconote (da decenni, ormai, senza nessun rapporto con il poco oro custodito nei suoi forzieri). Per i paesi che utilizzano l’euro questa funzione è demandata alla Banca Centrale Europea. Il valore di tutte le banconote in euro circolanti è di 1000 miliardi di euro(2), circa 3000 euro a testa per ognuno dei 300 milioni di abitanti della zona.(3) Dal momento che l’economia italiana corrisponde a circa un sesto di quella europea, si può stimare che 150 miliardi di euro in banconote siano in mano ad italiani. Ma da dove arrivano gli altri 3500 miliardi?

 

Una miniera d’oro

La risposta è semplice: non sono soldi ‘veri’, ma debiti di qualcuno che il creditore considera come se fossero soldi suoi. Ad esempio, lo Stato italiano ha un debito pubblico superiore ai 2000 miliardi di euro. Questo significa che ci sono 2000 miliardi di titoli di Stato, in buona parte in mano ai risparmiatori italiani, che così sono più “ricchi” di 2000 miliardi Allo stesso modo le obbligazioni societarie sono debiti riconosciuti dalle aziende, che sono considerati come ricchezza dai risparmiatori che le possiedono. Anche i soldi depositati in banca in realtà sono soldi prestati, perché la banca non li tiene fermi ma li utilizza per fare dei prestiti. Anche in questo caso, ad un debito corrisponde una “ricchezza”.

 

Gigi e Gianni

Qualche lettore si chiederà come nel mondo ci possano essere debiti (e crediti) di un valore molto più alto del denaro "vero" in circolazione. Come possono prestare dei soldi che non ci sono? In realtà, anche senza scomodare meccanismi complessi come la riserva frazionaria, è certamente possibile.

A questo scopo facciamo un semplice esperimento mentale. Immaginiamo che nel mondo esistano solo 100 euro e che appartengano a Gigi il negoziante. Gigi li presta a Gianni, che li spende nel negozio di Gigi. A questo punto Gianni li chiede di nuovo in prestito a Gigi, il cui credito arriva a 200 euro, poi li spende ancora e chiede un altro prestito, e così via per venti volte. Alla fine Gianni ha un debito di 2000 euro e Gigi ritiene di possedere 2000 euro, anche se in tutto esistono soltanto 100 euro 'veri'.

Gigi è un po' imprudente? Certamente, ma a ben vedere è quello che succede comunemente: i crediti, considerati come 'ricchezza', valgono almeno 20 volte il denaro 'vero' in circolazione.

 

Uscire dai debiti

Ma c’è qualche speranza che Gianni riesca a non avere più debiti? Dove potrebbe prendere i 2000 euro da dare a Gigi (nel mondo esistono solo 100 euro)? L’unica soluzione è che Gigi acquisti qualcosa da Gianni per un valore di cento euro, e ripeta questo acquisto per venti volte. Alla fine, però, se Gianni non avrà più debiti, Gigi non potrà più avere 2000 euro; al massimo, avrà i 100 euro ‘veri’. Non è possibile che Gigi sia senza debiti ed allo stesso tempo Gianni sia ricco come prima.

Considerando le cose a livello di sistema globale, in che modo tutti coloro che sono così pesantemente indebitati (ad esempio gli Stati) potrebbero uscirne e ripagare i loro debiti? Nel sistema non esistono i soldi per farlo, a meno di prenderli a chi ne possiede la stragrande maggioranza, e cioè ai loro creditori. Perché ci siano dei “ricchi”, ci devono essere persone indebitate. A meno, naturalmente, che si ‘crei’ moneta, come le banche centrali possono fare stampando banconote. Il rischio è che il denaro valga sempre meno, ma solo in questo modo ci potranno essere dei ricchi senza che ci siano persone indebitate.

 

Equilibrio instabile

E’ evidente che entrambe le ipotesi sono piuttosto improbabili, sia che i ricchi acconsentano a perdere buona parte dei propri soldi, sia che si accetti il rischio di aumentare la massa monetaria. Molto probabilmente si continuerà con questo sistema in equilibrio instabile, in cui la stragrande maggioranza del denaro in circolo proviene da prestiti.

Tutto questo giro di soldi non ha alcuna relazione con la ricchezza reale, è solo un gioco; che ci siano in giro miliardi o fantastiliardi, la ricchezza reale è la stessa. Purtroppo questo gioco sottrae molte risorse: ci sono persone che ottengono denaro senza fare niente, se non prestare i loro soldi, o magari dandosi tantissimo da fare ma senza creare ricchezza reale, come tutti coloro che lavorano nel settore finanziario. Parte della ricchezza generata da chi fa un lavoro utile va a loro, e questo è un serio ostacolo al buon funzionamento dell’economia.

 

   Alberto Viotto

 

Se qualche lettore trovasse questo articolo interessante o ne volesse discutere, all'autore farebbe piacere ricevere delle e-mail all'indirizzo: alberto_viotto@hotmail.com


Altri articoli di Alberto Viotto

NOTE
1) www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-08-19/ricchezza-famiglie-para-colpi

2) www.ecb.int/euro/banknotes/circulation

3) A questa cifra si dovrebbero aggiungere i depositi presso la BCE, ma ciò non modifica significativamente l’argomento.


 

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