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Scrittura e vita, simbiosi perfetta

Scrittura e vita, simbiosi perfetta di Matilde Perrieradi Matilde Perriera

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La Favorita: i bagliori della speranza.

Febbraio 2019

 

LA FAVORITA(1), nei coinvolgenti 119 Minuti, fa salire a galla un’intensa commedia umana che si snoda, principalmente, tra le mura dell’Hatfield House, la villa di campagna sita nel grande parco del Great Park, in Inghilterra, notevole esempio di architettura giacobiana e ideale location scelta da Fiona Crombie e Alice Felton(2) per questo splendido affresco storico.
La FavoritaChi è la vera protagonista del film che, distribuito in Italia da 20th Century Fox, avvince gli animi sin dal primo trailer diffuso il 9 luglio 2018 e dalla prima uscita del 24 gennaio 2019 nelle sale cinematografiche? È la fragile Anna I^ di Bretagna dalla tormentata sensibilità, insicura, nevrotica, capricciosa, indolente, volubile, bisognosa di amore, costantemente frustrata nel suo desiderio di maternità? O la machiavellica stratega Lady Sarah Churchill, avola del famoso primo ministro Winston Churchill e del ramo Spencer da cui discenderà la principessa Diana, perspicace nobildonna abilissima nel gestire gli impegni politici? O la palpitante Abigail Hill, sorridente e affabile arrampicatrice sociale titanicamente protesa a calpestare ogni forma di morale per tornare al proprio rango dopo decenni di abusi e prepotenze subiti? O, a raggio costantemente ampliato, tutto il XVIII secolo dominato dal lusso e dalla lussuria, dai piatti speziati e dai calici stimolanti, da fango, vomiti, corruzione? Moltissime le sfumature che Yorgos Lanthimos(3) ha coniugato con competente maestria, intersecando seduzione, vendetta, passione, desiderio di emancipazione, egoismo, sopraffazione, prestigio, brama di potere.

 

LA FAVORITA prende spunto da una storia vera ambientata nel mondo mascherato della regina Anna, l'ultima e meno nota discendente della casa regnante britannica degli Stuart. Il primo tassello risale a una bozza di sceneggiatura del1998 firmata da Deborah Davis. La storica aveva trovato “Un triangolo di potere, invidie, gelosie e affetti”(4), una fonte biografica monumentale sul suo avo, il Duca di Marlborough, scritta, prima di diventare Primo Ministro, da Winston Churchill; incalzata dalla fitta corrispondenza epistolare tra la Regina e Lady Sarah, era desiderosa di scoprire i reali rapporti tra le due donne. La sua idea su un film in costume era apparsa retriva e l’iniziativa non aveva avuto seguito. Nel 2009, invece, Yorgos Lanthimos si è interessato al soggetto e, parlandone con Tony McNamara, ha dato il via alla grandiosa sceneggiatura del 2018 dall’ordito originalissimo. LA FAVORITA, infatti, con dieci candidature agli OSCAR, dodici candidature agli eminenti Premi BAFTA e dieci nomination ai BRITISH INDEPENDENT AWARDS, forse per lasciare l’impronta della narrazione storica, presenta una struttura suddivisa in otto capitoli denominati atti, ognuno dei quali con un titolo appropriato, spiegato nel corso delle sequenze.

 

1702-1714. Tre guerre, una esterna tra Inghilterra e Francia, l’altra tra le ostilità del palazzo con lo scontro fra i Whigs e i Tories, l’ultima, forse più destabilizzante, tra l’intraprendente duchessa di Malborough e “il mostro che diverte i bambini”. Sono gli anni della contrapposizione fra il Lord Gran Tesoriere, rappresentato da James Smith incarnato da Sidney Godolphin, e il Cancelliere dello Scacchiere, il più giovane e ambizioso Robert Harley, primo conte di Oxford e conte di Mortimer, rappresentato dall’affascinante Nicholas Hoult. Olivia Colman è il personaggio cardine del film, “una delle più grandi attrici viventi, non si sarebbe mai pensato a nessun’altra per la parte da lei riprodotta. Solo lei sarebbe stata così complessa, divertente e commovente allo stesso tempo”(5) perché dà luce a tutta la contraddittorietà del suo personaggio attraverso “un attento lavoro sui movimenti e sugli sguardi di una donna fragile alla ricerca spasmodica di affetto”. Una figura grottesca provata dalle malattie, è bulimica, miope, afflitta dalla porfiria, che le provoca intensi dolori addominali spesso associati a nausea, vomito e costipazione, e dalla gotta, che le cagiona attacchi di infiammazione dolorosa nelle articolazioni e la condanna alla sedia rotelle. Il suo male più grave è la sindrome autoimmune di Hughes che, negli anni, le ha procurato una serie impressionante di aborti spontanei e figli nati morti o infanti; i diciassette conigli bianchi, che tiene in gabbie sistemate nella sua stanza in memoria dei 17 figli mai tenuti in braccio, sono l’unico suo conforto. Anna I^ di Bretagna, figlia del duca Francesco II, nella realtà, era rimasta incinta almeno diciotto volte, ma, a causa dell'associazione tra aneurismi multipli delle arterie polmonari e la trombosi venosa periferica, aveva patito ricorrenti interruzioni di gravidanza e alterazioni cerebrali; le erano rimaste solo due figlie nate dalle terze nozze con Luigi XII di Francia, Claudia di Francia e Renata di Francia, per cui, con sua la morte a soli trentasette anni, si estinse la casata degli Stuart che aveva regnato sulla Scozia dal 1371 e dal 1603 su Inghilterra, Galles e Irlanda.

Afflizione, ipocondria, disturbi neurologici e psicologici fanno sì che, rintanata nella sua sfarzosa camera da letto piena di pasticcini divorati avidamente e poi vomitati, Anna di Bretagna sieda sul trono solo formalmente e senza nessun tangibile ascendente; è Rachel Weisz(6), invece, che, alternando brutale onestà e lusinghe amorose, ne condivide il letto, ne presiede ogni gesto, ne condiziona persino il vestiario e il trucco, talvolta umiliandola, come quando la incontra nei lunghi corridoi del palazzo e la fa tornare in camera a struccarsi, perché, così conciata assomiglia a un tasso. Sarah, instancabilmente a favore dei Whigs, rappresenta  la borghesia mercantile; vorrebbe continuare la guerra contro la Francia, detta decreti e discorsi della Corona, governa il paese, promulga le leggi, infierisce contro la Nazione, sacrifica il popolo che, oggetto passivo di storia, obbedisce ma non decide e a cui tenta, da tesoriera del regno, di raddoppiare le tasse. L’astuta nobildonna, inoltre, sfrutta la propria intimità con la sovrana per favorire sia la carriera militare del marito John Churchill, che, istoriato da Mark Gatiss, guida l'esercito di Inghilterra nella guerra contro la Francia, sia il suo alleato Godolphin. Lady Sarah, amica della sovrana sin dalla tenera infanzia, però, sarà messa in ombra  dall'affascinante Emma Stone(7) che, inizialmente, è del tutto all’oscuro delle manovre di palazzo, ma, in seguito, incoraggiata dall’ala protettiva della Sovrana, potrà concretizzare tutte le sue ambizioni; a differenza della duchessa, Abigail è per l’armistizio e stringe una sorta di alleanza spirituale con Harley, il capo dell'opposizione Tory che, in quanto espressione dell’aristocrazia terriera, desidera prendere il posto di Godolphin. Niente e nessuno, a questo punto, nemmeno il marito, potranno intralciare la strada nella tensione verso la vertiginosa scalata alle gerarchie di palazzo a quella ragazzina giunta a corte inaspettatamente, contornata dalle mosche che le succhiavano dal viso il fango e lo sterco con cui si era sporcata quando era stata scaraventata dalla carrozza nella pozzanghera di letame. Il tessuto connettivo de LA FAVORITA scintigrafa un mondo di uomini effeminati che, agghindati da Nadia Stacey(8), indossano enormi parrucche e si infiorettano con trucchi eccessivamente vistosi; tali cicisbei galanti sono perennemente esitanti tra interventisti e non, rappresentati dai due partiti storici inglesi proprio allora emergenti, i Whigs & i Tories. I Lord, dimentichi del loro ruolo, si crogiolano in fatue corse di anatre, o si distraggono con maldestri tiri al piccione, o tempestano con lanci di arance gioiosi eunuchi; la macchina da presa del regista si sofferma al rallentatore sui volti eccitati di questi manichini senza spina dorsale e sottolinea implicitamente come tali passatempi bizzarri interagiscano negativamente distruggendo, in anticlimax, la loro immagine. In tale panorama, figura maschile di spicco è Robert Harley, l’ambizioso leader politico dei Conservatori che, grazie alla presenza di Abigail e in netta opposizione con Rachel, orienta le scelte di Anna invitandola a frenare il cinismo congenito nelle lotte per il potere, a interrompere il dispendioso conflitto e a contrattare la pace anche per evitare l'insurrezione del popolo ormai esautorato. Altro co-protagonista tra gli interpreti maschili, anch’egli sul red carpet alla Mostra del Cinema di Venezia, è Joe Alwyn, “totalmente immerso nella mente di Lanthimos”(9). Respirando il clima innovativo del regista greco, è stato, per lui, obiettivo prioritario ”entrare in questa sceneggiatura, fresca, divertente e torbida nei panni del barone Samuel Masham(10). Grandiosa è la sua performance nella scena del ballo della polka, in cui il cortigiano britannico, in coppia con Sarah, si sfrena in coreografie spettacolari costruite con movimenti celeri delle mani esperte e piroette vertiginose, quasi sottesa reazione al gelido cerimoniale aristocratico e sotto lo sguardo infuriato della Regina visibilmente gelosa. Più debole, invece, Joe Alwyn appare con Abigail; egli, con la sua altezzosa albagia, crede di poter scherzare con il cuore della ragazza, ma la calcolatrice scaltra e senza remore, “sempre adorabile anche quando il suo personaggio fa cose terribili”(11), si mette subito in azione per indurlo al matrimonio d’interesse.

La cinepresa si sofferma con più interesse sugli atteggiamenti delle piovre tenaci che non si tirano mai indietro, “assumono atteggiamenti comportamentali prettamente maschili come indossare i pantaloni, sparare ai piccioni, andare a cavallo, sedurre uomini nei boschi”(12). Sono due donne intelligentissime e alquanto determinate, prive di scrupoli nel conquistare con malizia e perversione i favori dell’infelice monarca, “il loro corpo è la merce di scambio”(13) per renderle potenti a corte. In un crescendo di tagliente spietatezza femminea, le due antagoniste si osteggiano palesemente in un ping pong di battute frenetiche … Se non te ne andrai, ti prenderò a calci e non mi fermerò! Non resterò a guardare mentre mi distruggete! …  Le manovre di questa “catfight in crinoline, corsetti e abiti da sogno”(14) diventano sempre più incalzanti, ma, tra le due donne, “se Sarah appare dapprima come un’algida dominatrice, la si vede, poi, traballante nella paura e nella rabbia di perdere il suo ruolo”(15)Vedo che avete legato molto con Abigail … Abigail è una vipera! … Dovete dirle di andarsene! … , caduta in basso, costretta a dimettersi immediatamente, a restituire la chiave d'oro, simbolo della sua autorità all'interno della famiglia reale, e bandita”(16)… Eppure, quando vede arrivare gli squadroni, sempre attenta e lucida, esce di scena con estrema dignità perché, da rodata donna di governo, lo sa … il favore è un vento che cambia sempre direzione, all'improvviso ci si ritrova a letto con un'oscena banda di puttane! … A signoreggiare sul palcoscenico resta Emma Stone “che fa suo il personaggio e lo spazio circostante, muovendosi come se fosse veramente Abigail Masham”(17)Devo prendere il controllo della mia condizione. Io sono dalla mia parte ... sempre! … e riesce a farlo. Una scena madre, da cui, metaforicamente, si anticipa la prevaricazione di Emma Stone su Rachel Weisz, è quella del tiro al piccione; le due cugine-rivali sembrano esaltare il reciproco desiderio di rivalsa, Sarah sembra più esperta, ma il sangue del piccione che schizza sul viso della primadonna ne anticipa l’epilogo con l’allontanamento dalla corte e dall’Inghilterra. La baronessa Masham sa essere ferocemente disumana come quando, per spingere la regina a prendere decisioni a suo favore, a differenza di Lady Malborough che li ignora volutamente, assume un atteggiamento amorevole verso i 17 conigli, li prende in braccio, li accarezza, li fa giocare con una tenerezza infinita che cattura Anna; la sua è, però, una dolcezza ambigua perché, quando nessuno la vede, infilza nel collo dei “piccoli” il suo tacco appuntito.  “Il buio – dichiara YORGOS -  è attorno a noi: tutto è, a suo modo, violento”(18). Inquietante resta il suo comportamento nei confronti di Anna e di Samuel.  La giovane, per creare i presupposti accattivanti e garantirsi, con il matrimonio, i target prefissati volti al rientro a pieno titolo nello status sociale perduto, tenta di avvelenare Sarah, si insinua nel letto e nel cuore della Regina con affettuose frasi adulatorie e ipocrite …  Siete così bella! I suoi capelli sono bellissimi, glieli invidiano tutti a palazzo … Se fossi un uomo, abuserei di voi! …, finge di comunicarle quella comprensione che possa lenirle il dolore del fisico e del cuore, ma, in effetti, si serve della Sovrana che le mette a disposizione, come dote, una rendita di 2000 sterline per farla sposare da Samuel. Raggiunto lo scopo, con arida fermezza, sin dalla prima notte di nozze, ignora il giovane barone Masham, lo umilia e lo fa apparire ridicolo in pubblico. La relazione amorosa, in ogni caso, si rivela un fallimento per entrambi anche se, a tal proposito, le fonti non sono chiare: alcune parlano di un figlio che sarebbe nato “da Abigail e Samuel, un dissoluto morto come il nonno materno dopo numerosi fallimenti e, senza figli, avrebbe estinto la linea di successione della favorita”(19); secondo altre posizioni, la baronessa Abigail Masham si  sarebbe ritirata a vita privata assieme al marito Samuel e sarebbe morta a 64 anni, “senza aver concepito alcun erede”(20).

Le ragioni del successo della pellicola sono affidate anche al validissimo supporto di personalità di grande respiro come quella di Johnnie Burn(21), per la colonna sonora, “le cui musiche passano da una specie di rintocco funebre di archi e piano, che scandisce la tensione in lunghe sequenze, al tipico movimento largo delle sonate barocche nei momenti più tragici”(22) … O di Deborah Davis e Tony McNamara(23), impegnati in una puntuale ricerca di costumi e arredamenti inseriti in scenografie sontuosissime; ogni minuziosa inquadratura dei saloni immensi e dei lunghi corridoi illuminati dalla tremula luce naturale delle candele pare nascere dal fluire organico degli eventi con estrema naturalezza tra il tripudio di pareti attrezzate, soffitti a cassettoni, divani, specchiere, arazzi, porcellane, baldacchini, mobili istoriati, tende pregiate, broccati, fregi dorati e tutti i dettagli minuziosi degli oggetti … o di Robbie Ryan(24) che, con la resa fotografica, attraverso un gioco di luci e ombre, immortala, ingigantendole, personalità di marmoree figure desiderose di recitare in ruoli “nei quali devono completamente trasformarsi, in una sfida con sé stesse, riuscendo a far scomparire l’attore e far emergere il personaggio”(25) O di Sandy Powell(26) per i migliori costumi … o di Yorgos Mavropsaridis(27)  per il miglior montaggio … o di Dixie Chassay(28), che si è rivelata director eccellente perché ha costruito un casting ben congegnato nell’indispensabile complementarietà dei ruoli. “L’importante è, dunque, scegliere l’attore giusto per la parte e fare in modo che egli si diverta. A quel punto, chiunque è capace di fare cose che non ci sarebbe mai aspettati. Nel caso de LA FAVORITA, sono state programmate due settimane di prove prima dell’inizio delle riprese e gli attori hanno imparato a conoscersi tra loro … Grazie a quel periodo di assoluta libertà, ciascuno di loro ha messo nel proprio personaggio sfumature che sulla carta non c’erano”(29). La volontà di armonizzarsi, in effetti, si è subito riscontrata, per esempio, nella professionalità di Olivia Colman, Rachel Weisz ed Emma Stone che, animate dall’esigenza “di creare la giusta intesa fra i loro personaggi, hanno trascorso, prima di cominciare le riprese, tre settimane insieme e il loro viaggio prosegue, adesso, verso la notte degli Oscar del 24 febbraio, in cui hanno già ricevuto una nomination a testa”(30)

L’attrattiva de LA FAVORITA si registra anche dalla locandina italiana. In alto, rispettivamente a sinistra e a destra, due giudizi che sintetizzano l’afflato complessivo del film … “Sontuoso, pungente, ipnotico”(31) e “Una maestosa pagina di cinema”(32), espressioni lapidarie che dipingono anni di violenze perpetrati come mentalità come pratica di vita. La figura centrale cattura lo sguardo spingendo lo spettatore a scoprire dettagli e particolari pregnanti sul triangolo formato da Anna, Sarah e Abigail. La Regina, schiava delle sue fragilità psico-fisiche, in primo piano, distesa su uno sfondo color tortora, con il candido manto di ermellino di cui, però, non si vede il lungo strascico, i capelli e il trucco ben curati, gli orecchini preziosi e la pesante corona sormontata dalla croce. Scruta. con lo sguardo sbigottito le due antagoniste che si contendono prestigi e protezione. Sara, seduta sulle sue labbra, le impedisce di parlare al Paese e, con il suo carattere di ferro, pretende di restare il motore di ogni azione pure in politica internazionale. Abigail Hill sembra più conciliante e dimessa, ma la conchiglia che sta poggiando sulle palpebre di Anna dimostra la spregiudicata volontà di rivendicare dei diritti per insediarsi per sempre come Favorita della regina anche a costo di macchinazioni diaboliche.

 

Entusiastica attesa, perciò, per la 91ª edizione della cerimonia degli Oscar al Dolby Theatre di Los Angeles il 24 febbraio 2019, con la segreta speranza che la giuria dell’Academy Awards ritenga il film di Yorgos Lanthimos meritevole delle prestigiose statuette già anticipate. Come ignorare, infatti, le lusinghiere indicazioni della critica più intransigente e del pubblico più scaltrito sul pluripremiato Kolossal che, con un ritratto di una nobiltà in pieno disfacimento psicofisico, mette lo spettatore di fronte a uno scorcio epocale demistificante? Sì, LA FAVORITA è un’opera stupenda che “riproduce fedelmente questa danza umana eseguita nei momenti di grande empatia artistica con quanto si sta osservando”(33), una “coreografia terrena”(34) capace di conquistare i cuori di tutto il mondo grazie alle stellari interpretazioni delle tre attrici protagoniste e a tutte le componenti che hanno reso magistrale questa tragedia più attuale di quanto si possa pensare. Lo scorrere dei fotogrammi in alta definizione, infatti, denunzia, attraverso un’analisi retrospettiva, una condizione di fiacchezza e di estenuazione spirituale insita nella contemporaneità. in cui domina un’esasperata quanto vana ricerca, nel silenzio e nell’ombra, di una nuova spontaneità del sentimento. Se, però, le immagini conclusive di questa grande sinfonia scoprono più nitidamente le piaghe connaturate nel rapporto fra potere e sentimenti, una rilettura più profonda di tale microcosmo si trasforma in formidabile strumento conoscitivo, vigoroso richiamo interiore, forza propulsiva che ribalta immediatamente la pars destruens e, dando spessore alla pars costruens, affila le armi per ricostruire l’hic et nunc.

UN SENTITO EVVIVA, dunque, a Yorgos Lanthimos che, “esulando da copioni rigidi, non scappa da atteggiamenti, frasi, scene di solito tagliate né impone caratterizzazioni rigide a cui gli attori devono attenersi”(35) … E UN SENTITO PLAUSO al regista che, coniugando moltissime gradazioni di questa satira feroce, interroga, si interroga e, indirettamente, sollecita a rigenerare i bagliori di speranza in una vita più alta, gli unici valori in grado di riscattare dalla violenza brutale della storia.

 

      Matilde Perriera

 

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NOTE

1) PER IL MIGLIOR FILM:, Candidatura Oscar 2019, Golden Globe 2019 Leone d'argento, Gran premio della giuria, Gotham Independent Film Awards, British Independent Film Awards 2018, Satellite Award  2019, American Film Institute  2018, British Academy Film Awards 2019

2) FIONA CROMBIE - Per la migliore scenografia: Candidatura Oscar 2019, British Independent Film Awards 2018, Satellite Award  2019 e ALICE FELTON - Candidatura per la migliore scenografia: British Academy Film Awards 2019
3) YORGOS LANTHIMOS - Per il miglior regista: Candidatura Oscar 2019, British Independent Film Awards 2018, Satellite Award  2019

4) JESSICA SILVANI, La Favorita, movies.gamesource.it, 23/01/2019

5) YORGOS LANTHIMOS, Intervista, /www.rollingstone.it, 24/01/2019

6) RACHEL WEISZ - Per  la migliore attrice non protagonista: Candidatura Oscar 2019, Candidatura Golden Globe 2019, British Independent Film Awards 2018, Satellite Award  2019, British Academy Film Awards 2019

7) EMMA STONE - Per  la migliore attrice non protagonista: Candidatura Oscar 2019, Candidatura Golden Globe 2019, British Independent Film Awards 2018, Satellite Award  2019, British Academy Film Awards 2019

8) NADIA STACEY - Miglior trucco e acconciature: British Independent Film Awards 2018, British Academy Film Awards 2019

9)  JOE ALWYN, Intervista, Mostra del Cinema di Venezia, 24/01/2019

10) JOE ALWYN, Intervista, Ibidem

11) YORGOS LANTHIMOS, Intervista, /www.rollingstone.it, 24/01/2019

12) La Favorita, Tre donne, le passioni e il potere che logora, www.ecodelcinema.com, 24/01/2019

13) CRISTINA PICCINO, La favorita della regina nel meccanismo immutabile del potere, www.mymovies.it, 31.08.2018

14) TAYLOR SWIFT, La Favorita è assolutamente fenomenale, news.mtv.it, 23/11/2018

15) GABRIELLA AGUZZI, La Favorita, www.quartopotere.com, 24/01/2019

16) YORGOS LANTHIMOS, Intervista, www.quartopotere.com, 24/01/2019

17) RICCARDO CAREDDU, La favorita: un seducente duello nelle stanze della regina, www.artwave.it, 30/01/2019

18) YORGOS LANTHIMOS, Intervista, www.rollingstone.it, 24/01/2019

19) GABRIELLA AGUZZI, La Favorita, www.quartopotere.com, 24/01/2019

20) FILIPPO ZORATTI, La Favorita: il triangolo no, non l’avevo considerato, www.cinematographe.it, 26/01/2019

21) JOHNNIE BURN - Candidatura per il miglior suono  : British Independent Film Awards 2018

22) LUIGI ABIUSI, La favorita, l’idiozia tragicomica del potere alla corte d’Inghilterra, www.ilmanifesto.it, 2, 9.01.2019

23) DEBORAH DAVIS E TONY MCNAMARA - Per la migliore sceneggiatura originale: Candidatura Oscar 2019, Candidatura Golden Globe 2019, Gotham Independent Film Awards 2018, British Independent Film Awards 2018, Satellite Award  2019, British Academy Film Awards 2019

24) ROBBIE RYAN - per la migliore fotografia: Candidatura Oscar 2019, British Independent Film Awards 2018, Satellite Award  2019, British Academy Film Awards 2019

25) NICHOLAS HOULT, Intervista nelle sale dal 24 gennaio dopo il debutto alla Mostra del Cinema di Venezia

26) SANDY POWELL - Per i migliori costumi: Candidatura Oscar 2019, British Independent Film Awards 2018, Satellite Award 2019, British Academy Film Awards 2019

27) YORGOS MAVROPSARIDIS - Per il miglior montaggio: Candidatura Oscar 2019, British Independent Film Awards 2018, British Academy Film Awards 2019

28) DIXIE CHASSAY - Miglior casting  : British Independent Film Awards 2018

29) YORGOS LANTHIMOS, Intervista, /www.rollingstone.it, 24/01/2019

30) LUCA FONTÒ, La favorita: tutte le curiosità sul film candidato a 10 Premi Oscar, www.sorrisi.com, 22/01/2019

31) ANNA MARIA PASETTI, Il Fatto Quotidiano, 31/8/2018

32) STEFANO LO VERME, Eva contro Eva alla corte d’Inghilterra, movieplayer.it, 30/8/2018

33) RICCARDO MUZI,  tre donne, le passioni e il potere che logora,  www.ecodelcinema.com, 24/01/2019

34) RICCARDO MUZI,  Ibidem

35) JOE ALWYN, Intervista, Mostra del Cinema di Venezia, 24/01/2019

 

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