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Riflessioni sulla Semplicità

Riflessioni sulla Semplicità

di Alberto Viotto    indice articoli

 

Semplificare le banche

Maggio 2017

  • Carte di credito

  • La Banca Universale

  • Uffici territoriali e call center

  • Il ridimensionamento delle banche

  • I proventi della finanza

  • Guadagni privati e perdite comuni

 

Semplificare le banche

 

Pagare qualcosa può essere difficile, tanto che alcuni esercizi si sentono in dovere di precisare che da loro si può fare un determinato tipo di pagamento:

 

Semplificare le banche

 

Ogni pagamento però si può ridurre ad una modifica di dati nei computer delle banche. Il numero associato al nome di chi paga diminuisce, il numero associato al nome di chi viene pagato aumenta dello stesso valore. Il bonifico (che chi ha un conto online può eseguire in pochi secondi dal proprio computer) è esattamente questo, e tutte le transazioni potrebbero essere ridotte al bonifico. Per individuare per cosa si sta pagando c’è il campo ‘causale’.

Il creditore deve specificare le proprie coordinate bancarie ed indicare in che modo compilare la causale - e dovrebbe essere obbligato a farlo per ogni richiesta. Ogni altra forma di pagamento, MAV. RAV, F24, bollettini postali, etc. potrebbe sparire.

Per il bollo auto, ad esempio, dovrebbe bastare un bonifico con il numero di targa come causale – senza bisogno dell’emissione di tagliandi che possono essere facilmente contraffatti. Individuare chi non ha pagato sarebbe facilissimo.

Anche il pagamento delle bollette può essere effettuato con un bonifico, e, se ci si fida di un fornitore, si può dare disposizione alla propria banca di effettuare un bonifico per l’importo richiesto alla scadenza di ogni bolletta (la ‘domiciliazione’).

 

Carte di credito

Per i pagamenti spiccioli si è consolidato il sistema delle carte di credito. Il possesso di una carta di credito (e, a volte, la conoscenza di un codice) garantisce l’identità di chi paga. Una volta al mese il totale dei pagamenti effettuati con carta di credito viene detratto dal conto. Le frodi sono una minima percentuale delle transazioni (meno dello 0,02%(1)).

 

La Banca Universale

Il nucleo del sistema bancario italiano è molto efficiente, come quello di ogni altro Paese sviluppato. Un trasferimento di soldi da un conto di una banca a quello di un’altra (un bonifico) avviene in giornata e non si perde mai una transazione. Le bollette domiciliate e gli addebiti della carta di credito sono pagati con precisione il giorno della scadenza. Se vogliamo conoscere il dettaglio di un movimento di denaro negli ultimi 5 anni, la banca ce lo può fornire immediatamente.

Se si ha un conto online si può godere di tutti questi vantaggi da casa, fare un bonifico o controllare il conto senza muoversi dalla scrivania, mentre per prelievi e versamenti di contanti si può ricorrere ad uno dei 50.000 sportelli automatici diffusi in ogni angolo d’Italia. Normalmente i conti online sono completamente gratuiti, mentre i conti bancari ‘classici’ hanno costi salati e per ogni operazione si deve passare da una filiale, con un notevole costo indotto (le spese di trasporto e la perdita di tempo).

Per chi ha un conto online sembra una situazione ideale, ma si deve considerare che questo servizio per la banca ha un costo, che non riversa sui clienti perché guadagna su altri aspetti, ad esempio facendone le vittime designate dei ‘promotori finanziari’ che cercano di vendere ‘prodotti finanziari’ molto vantaggiosi per la banca. In prospettiva, i conti online dovrebbero avere un costo.

Se invece di tante infrastrutture ce ne fosse una sola il costo per utente sarebbe più basso e l’efficienza maggiore. A questo scopo lo Stato potrebbe creare una ‘Banca Universale’ gratuita, in cui associare al codice fiscale di ogni persona la cifra del suo saldo permettendo tutte le operazioni bancarie effettivamente utili. Chi lo volesse potrebbe trasferire in questo conto i soldi depositati in altre banche. I pagamenti dello Stato (pensioni, stipendi degli statali) sarebbero effettuati esclusivamente su questa banca.

Ogni correntista della Banca Universale potrebbe fare e ricevere bonifici (come quello dello stipendio), domiciliare bollette e carte di credito, versare e prelevare contanti. Si potrebbero acquistare e comprare senza spese titoli di stato ‘recupero inflazione’, azioni o obbligazioni emesse dalle imprese.

 

Uffici territoriali e call center

L’accesso ordinario sarebbe da Internet, ma ci sarebbe una rete di uffici territoriali, (ad esempio uno ogni 30.000 abitanti, circa 2.000 in tutto), per ricevere le chiavi di accesso dietro identificazione con documento di identità (come già avviene per chi vuole aprire un conto corrente bancario) e per chi non potesse operare da Internet. Presso questi uffici si potrebbe effettuare qualsiasi operazione con l’assistenza di un addetto, dietro pagamento di un ticket (ad esempio 1 euro ad operazione). Per i piccoli comuni che non disporranno di un ufficio territoriale queste funzioni potrebbero essere svolte da uffici postali delegati.

Ci sarebbe anche un call center (con circa 5000 addetti). Le chiamate sarebbero gratuite in caso di effettivi problemi, soggette a ticket in caso di semplici richieste di aiuto.

 

Il ridimensionamento delle banche

Le banche tradizionali si ridimensionerebbero, perché ogni cittadino disporrebbe di un conto presso la Banca Universale con tutte le funzionalità necessarie e non sentirebbe la necessità di altri servizi. Le banche potrebbero trasformarsi per sfruttare la loro unica funzione effettivamente utile, la valutazione di chi è adatto a ricevere soldi in prestito, perché li userà per attività imprenditoriali ‘buone’ che gli permetteranno di restituirli.

Chi ha dei soldi da investire e vuole ottenere un rendimento maggiore di quello che può ricevere da obbligazioni o azioni societarie potrebbe prestare i propri soldi alle ‘nuove banche’ perché li usino per erogare prestiti. Però, mentre i soldi presso la Banca Universale sarebbero in ogni caso garantiti, chi li depositasse presso altre banche a scopo di investimento lo farebbe a suo rischio e pericolo.

 

I proventi della finanza

Le principali fonti di guadagno del settore finanziario sono le spese addebitate ai clienti (commissioni su operazioni, tenuta conto, consulenze) e gli interessi sui prestiti (le banche prestano i soldi depositati sui conti correnti ad interessi più alti di quelli pagati ai correntisti). Una buona parte dei guadagni deriva dai titoli di Stato, per gli alti interessi garantiti in assenza di rischio (in particolare in Italia) e per le commissioni di collocamento.

La creazione della Banca Universale annullerebbe la prima fonte di guadagno, mentre la riduzione dei prestiti dovrebbe passare dall’educazione economica delle persone e dalla maggiore disponibilità di denaro. I titoli di Stato non dovrebbero essere più emessi, ed il rimborso di quelli già esistenti stampando moneta favorirebbe la disponibilità di denaro. L’enorme liquidità che si verrebbe a creare potrebbe essere drenata emettendo titoli che garantiscono il pieno recupero dell’inflazione senza interessi, ma senza tasse o commissioni.

 

Guadagni privati e perdite comuni

Tutte le attività speculative, come le attività sui derivati, sono vere e proprie scommesse. Dovrebbe essere un gioco a somma zero, non si crea ricchezza ed i guadagni devono essere uguali alle perdite. Il sistema finanziario invece globalmente ci guadagna perché, in caso di perdite, si richiede allo Stato di ripianarle. Le banche che hanno perso in modo consistente e rischiano di fallire sono ‘salvate’ con soldi pubblici perché in caso contrario non potrebbero restituire ai correntisti i loro soldi; si calcola che a questo scopo gli stati europei abbiano trasferito al settore finanziario 800 miliardi di euro tra il 2008 ed il 2014(2).

Se la gestione ordinaria fosse affidata alla Banca Universale ed i soldi dati alle banche private fossero un investimento a rischio come ogni altro, cesserebbe il potere di ricatto delle banche: se una banca presta soldi a soggetti non in grado di restituirli, oppure li perde in speculazioni come quelle sui derivati ne devono soffrire coloro che le hanno affidato dei soldi a scopo di investimento.

Se guadagni e perdite delle attività speculative (che ovviamente si compensano) restano all’interno del settore finanziario, quest’ultimo diventa ininfluente per il mondo reale, come una gigantesca lotteria che non danneggia chi non partecipa.


   Alberto Viotto

 

Se qualche lettore trovasse questo articolo interessante o ne volesse discutere, all'autore farebbe piacere ricevere delle e-mail all'indirizzo: alberto_viotto@hotmail.com

 

NOTE

1) www.dt.tesoro.it/Rapporto_SIPAF_No_4_2014.pdf

2) www.ilfattoquotidiano.it/2015/09/17/salvataggi-banche-bce-leurozona-ha-speso-800-miliardi-restituito-solo-il-40/2044619/

 

 

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