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Riflessioni sulla Tecnosophia di Walter J. Mendizza

Riflessioni sulla Tecnosophia

di Walter J. Mendizza - indice articoli

 

Tecnosofia e fumo

Marzo 2017

 

Innanzitutto è importante fare una premessa fondamentale: in questo articolo non si fa alcuna apologia del fumo, e tantomeno affermo che fumare faccia bene. Ritengo sia importante precisarlo perché non vorrei che l’articolo venisse travisato o “riconvertito” in quello che non è. Premesso questo, ci facciamo la seguente domanda: da dove viene il divieto di fumare? Ve lo siete mai chiesti? Molti rispondono che il fumo fa male, cioè danno per scontato quello che ci viene detto da sempre ed è talmente acquisito (ci sono innumerevoli prove cliniche che lo dimostrano) che ormai è pacifico non mettere in dubbio tale affermazione.

 

Altri fanno un passo avanti e, acquisito il paradigma che il fumo faccia male, aggiungono che curare le patologie legate al fumo costa una barca di soldi ed è questo il motivo per il quale viene dichiarata la guerra al fumo. Tuttavia quest’ultima affermazione non è vera: lo Stato, com’è noto, con il fumo ci guadagna nonostante il costo delle cure: spende circa 7,5 miliardi di euro l’anno per curare patologie attribuibili al fumo, laddove gli incassi annui dalla vendita di sigarette e affini tocca i 15 miliardi di euro. Dunque lo Stato ottiene un utile netto di circa 7,5 miliardi di euro l’anno dalla vendita di tabacco.

D’altra parte, pensare che lo Stato ci tenga alla nostra salute sarebbe ingenuo in quanto ci sono migliaia di cose molto più pericolose per le quali i nostri governanti non fanno alcunché. Le questioni che a continuazione sollevo sono in gran parte ricavate dal blog “Mundo desconocido” di José Luis Camacho dove il blogger cerca di mostrare che il divieto di fumare altro non è che un esperimento sociale di sottomissione della popolazione dovuto al fatto che chi fuma pensa di più. Vediamo come argomenta questa tesi.
Innanzitutto bisogna aver presente che alcuni studi hanno dimostrato che i fumatori di solito sono mediamente più competenti dei non fumatori. Ciò è dovuto al fatto che i fumatori in qualche modo dopano il loro cervello. Altri studi ancora hanno mostrato che farmaci con elevato contenuto di nicotina sono utili contro l’Alzheimer. E allora, si chiede il blogger, come la mettiamo? Una grande quantità di articoli scientifici dicono che la nicotina aiuta ad attivare la creatività giacché con la nicotina si favoriscono le cellule nervose a ricevere, trasmettere ed elaborare gli stimoli interni ed esterni del corpo attraverso gli assoni che sono filamenti presenti nei neuroni che servono per ritrasmettere l’informazione nervosa giunta al corpo cellulare verso l’esterno. Senza nicotina circa il 35% dei messaggi inviati attraverso le cellule cerebrali raggiungono la corteccia, applicando la nicotina agli assoni, invece, l’indice di successo praticamente si raddoppia, cioè i messaggi che raggiungono la corteccia arrivano quasi al 70%. In pratica ciò significa che la nicotina raddoppia l’efficienza dei nostri pensieri.
Se questi studi fossero veri, i motivi per i quali chi è al potere vuole che smettiamo di fumare sarebbero molto più prosaici: si vuole abbattere la nostra immunità alla manipolazione e alla pubblicità che è direttamente proporzionale al controllo che possiamo esercitare al di sopra delle reazioni emozionali istantanee programmate dai corpi amigdaloidei (le amigdale) che gestiscono le emozioni. Quindi i motivi per i quali si producono sforzi enormi affinché la popolazione non fumi ha una sola risposta: evitare che il popolo bue si svegli e incominci a pensare razionalmente. Processare informazioni complesse potrebbe essere il risultato delle attività coordinate tra molte parti del cervello collegate tra loro attraverso pacchetti di assoni che migliorano i trasferimenti utilizzando la nicotina come mezzo dopante. Viceversa, se le varie aree del cervello non comunicano bene tra di loro possono sorgere problemi cognitivi.
Una conferma indiretta a tale tesi la possiamo trovare anche nella storia della guerra al fumo poiché i divieti esercitati dai regimi despotici e totalitari nel corso dei secoli rappresentano un esempio eloquente di vera e propria guerra al fumo giacché ci sono stati regimi nella storia che addirittura hanno previsto la condanna a morte dei fumatori. Vediamo questa guerra al tabacco come si è svolta storicamente:
1575 – Messico – la prima registrazione di legge che proibisce il fumo. Accade quando la Chiesa Cattolica fa approvare una legge che vieta di fumare in qualsiasi posto sacro delle colonie spagnole.
1600 – In tutto il mondo i papi vietano il fumo nei luoghi santificati. Il papa Urbano VIII tra il 1623 e 1644 minaccia di scomunicare tutti coloro che fumano in luoghi considerati sacri.
1612 – l’imperatore cinese vieta l’uso e la coltivazione del tabacco. In Mongolia chiunque infranga la legge rischia la pena di morte.
1620 – è la volta del Giappone che vieta l’uso del tabacco.
1623 – Negli Stati Uniti si registra il primo divieto quando nel Massachusetts si introduce un divieto di fumare negli spazi pubblici.
1633 – Turchia – il sultano dell’impero ottomano Murad IV credeva che il decadimento del suo popolo fosse colpa del lassismo morale, perciò bandì alcolici (già vietati dalla religione musulmana), tabacco e caffè perché considerava queste sostanze come sintomi di depravazione. Sembra che furono assassinate 18 persone al giorno per aver infranto le sue regole e qualora fossero stati i suoi soldati a infrangerle, procedeva Murad IV in persona alla loro esecuzione con la sua stessa spada.
1634 – Russia – lo zar Alexis proibì di fumare e a coloro che infrangevano il divieto la prima volta veniva tagliato il naso ed erano esiliati in Siberia. Chi infrangeva per la seconda volta veniva condannato a morte.
1634 – Grecia – la Chiesa vieta l’uso del tabacco dicendo che fu il tabacco a intossicare Noè (!?).
1638 – Cina – l’uso e la vendita del tabacco diventa un crimine castigato con la decapitazione.
1639 – Stati Uniti – il governatore di New Amsterdam (dopo diventata New York) vieta di fumare.
1640 – Bhutan – il fondatore del Bhutan Shabdrung Ngawang Namgyal (1594-1651) è il primo ad introdurre una legge contro il tabacco negli edifici pubblici.
1647 – Stati Uniti – alle persone in America viene concesso di fumare soltanto una volta al giorno e viene proibito di fumare in pubblico nel Connecticut.
1650 – in Italia il Papa Innocenzo X emette un decreto contro il fumo a San Pietro.
1657 – Svizzera – si proibisce il fumo in tutta la Svizzera.
1674 – Russia – si introduce la pena di morte per chiunque fumi in tutta la Russia.
1683 – Stati Uniti – si approvano le prime leggi di divieto nei luoghi pubblici nel Massachusetts, gli segue Filadelfia con l’introduzione di pesanti multe a coloro che infrangono la legge.
1693 – Inghilterra – si registrano le prime leggi antitabacco introducendo il divieto di fumare in alcune aree del Parlamento.
1719 – Francia – si proibisce di fumare in tutta la Francia salvo alcune provincie.
1818 – Stati Uniti – si vieta di fumare nelle strade di Lancaster (Pennsylvania). Curiosamente il Sindaco della città fu multato in quanto diventò il primo cittadino a violare la legge.
1840 – Stati Uniti – si fa divieto di fumare in Boston.
1893 – Stati Uniti – nello stato di Washington si introduce una legge che vieta l’uso e la vendita di sigarette.
1898 – Stati Uniti – idem per lo stato del Tennessee.
1904 – Stati Uniti – un giudice di New York manda in galera per 30 giorni una donna che fumava davanti al figlio.
1905 – Stati Uniti – nell’Indiana si introduce un divieto totale delle sigarette.
1907 – Stati Uniti – Viene approvata a Washington una legislazione che vieta la manifattura, la vendita e  lo scambio di sigarette e anche delle cartine per rollare il tabacco.
1914 – Stati Uniti – Si fa divieto di fumare nel Senato.
1922 – Stati Uniti – In 15 stati vengono approvate leggi che vietano la vendita, la manifattura, il possesso e l’uso delle sigarette.
1934-1945 – Germania - Hitler era un proibizionista accanito votato alle cause antitabacco; ha fatto ricerche sui danni provocati dalle sigarette e le scoperte lo hanno aiutato a dare supporto alla tesi che il fumo era un demonio dal quale doveva essere liberata la razza ariana. Molti degli studi fatti dal III Reich sono alla base degli argomenti utilizzati nell’attualità per imporre il proibizionismo. Lo stesso Hitler affermava che il tabacco era la furia dell’uomo rosso contro l’uomo bianco. L’ufficio contro alcol e tabacco venne istituito nel 1939, e a questo seguì nel 1942 l’Istituto contro i danni provocati dal tabacco. I nazisti furono i primi che coniarono il termine “fumatore passivo”. La Luftwaffe (l’aviazione militare tedesca, parte integrante della Wehrmacht) vietò di fumare nel 1938. Anche le poste tedesche introdussero il proprio divieto, poi venne esteso nei posti di lavoro, uffici del governo, ospedali e case di riposo. Il capo delle SS Heinrich Himmler vietò l’uso del tabacco a tutti gli ufficiali delle SS e alla polizia. Hermann Goering vietò ai soldati di fumare nelle strade e anche quando erano a riposo. Si vietò anche il fumo in tutti i bar e ristoranti e la vendita di sigarette alle donne. Nel 1943 il divieto venne esteso a tutti i minori di 18 anni e nel ’44 in tutti gli autobus e i treni.
1973 – Stati Uniti – Arizona diventa il primo Stato nel dopoguerra che reintroduce il divieto di fumare in luoghi pubblici. Da quel momento in poi la lista di divieti diventa lunghissima e si estende dappertutto. A New York cercano di vietare che i genitori fumino in macchina; a Los Angeles vogliono il divieto nei parchi municipali, In Malaysia possono essere candidati soltanto i non fumatori, la catena di hotel NH vieta il fumo nei suoi bar e ristoranti; gli olandesi vietano il fumo nelle caffetterie. La WHO (World Health Organization) vuole che si estenda il divieto in tutte le aree pubbliche, a Beverly Hills vogliono che il fumo venga vietato anche in luoghi aperti e a Pechino il divieto si estende nelle Aree Olimpioniche. Adesso si vuole estendere il divieto durante la guida e Belmont, il piccolo sobborgo californiano situato nella baia di San Francisco, potrebbe essere il primo posto al mondo dei tempi moderni dove il divieto vuole essere totale e dappertutto, anche a casa propria.
Ecco, questo è il racconto dei fatti proveniente dal blogger José Luis Camacho, l’intera trasmissione si trova all’indirizzo YouTube:  https://www.youtube.com/watch?v=WBQ4xc7pX5Y
Le considerazioni che fa José Luis Camacho sono interessanti e fanno pensare, il divieto di fumo che si voleva introdurre nella UE è miseramente fallito per il fatto che i parlamentari europei si sono rifiutati di essere loro stessi oggetto del divieto. Da notare come ogni qualvolta si proibisce qualcosa si ricorre sempre all’uso della parola “free” (che significa “libero”, ad esempio si vuole costruire una Unione Europea “libera” dal tabacco). Alcuni studi che dimostrano che fumare protegge dal Parkinson vengono opportunamente nascosti. Gli studi, avallati scientificamente, stanno cercando di capire il perché. La rivista scientifica americana Archives of Neurology, ipotizza che il monossido di carbonio e la nicotina esercitino un effetto protettore e promuovano la sopravvivenza di neuroni che producono la dopamina la quale permette ai muscoli di muoversi appropriatamente laddove essa è assente nei casi di Parkinson. Inoltre, le sigarette potrebbero in qualche maniera prevenire lo sviluppo di sostanze tossiche che interferiscono con l’appropriato funzionamento neurologico. Si è scoperto che la nicotina protegge dai sintomi di depressione e inoltre gli scienziati hanno trovato aree del cervello dove la nicotina migliora l’attenzione e altre facoltà cognitive, ecc. ecc. Ma allora, potrebbero esserci categorie di persone per le quali il fumo aiuta a prevenire certe malattie?

 

A scanso di equivoci, riprendo l’incipit di questo articolo: in nessun momento si vuole insinuare che fumare faccia bene. Alcuni dicono che il rischio di cancro è 10 volte più elevato per i fumatori rispetto ai non fumatori, altri dicono che sia 20 volte di più … nessuno ha mai detto (né tantomeno dimostrato) che il rischio sia minore. Il tabagismo, oltre al catrame che si deposita nei bronchi e nei polmoni causando il cancro, è causa di molti altri problemi quali l’ictus, l’osteoporosi, la bronchite cronica, l’ulcera dello stomaco, il deterioramento delle gengive, ecc. Inoltre, è dimostrato che fumando si assorbono migliaia di sostanze tra cui l’arsenico e i derivati dal cianuro, l’acetone, la formaldeide, ecc. Quindi è chiaro che questo articolo non vuole essere indulgente verso il tabacco.
Tuttavia credere che le campagne proibizioniste sono fatte per proteggerci e che coloro che stanno al governo desiderano il nostro bene e vogliono mantenerci in buona salute, è una ingenuità. Ci sono migliaia di morti dovuti a incidenti stradali e nessuno ha mai pensato di vietare le automobili; molti scienziati dicono che il cellulare con le sue microonde è dannoso al cervello ed è causa di innumerevoli patologie, eppure il cellulare viene utilizzato dappertutto, a casa, al lavoro, nei luoghi pubblici, per strada, ecc. Anche coloro che sono vittime “passive” del cellulare altrui, non dicono niente, inoltre vediamo genitori che avvicinano il cellulare ai propri figli in tenera età… eppure tutti subiscono l’effetto dell’irraggiamento delle microonde. Non accade così con il fumo, provate ad accendere una sigaretta dove è vietato fumare e vedrete che in pochi secondi si avvicina qualcuno per farvelo notare.
La guerra al fumo ha fatto i suoi proseliti ma a chi giova?

 

   Walter J. Mendizza

 

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