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L'infinito in un attimo. La Meditazione a Diade nell'Intensivo di Illuminazione

Di Giacomo Bo e Nadia Damilano Bo. Jubal editore 2004

 

Esiste veramente una risposta, una risposta assoluta, definitiva e impersonale alla domanda:

 

Chi sono io?

 

Costantemente siamo di fronte, nel mondo che ci circonda, a risposte relative, a verità che sono vere solo in determinate circostanze e sotto precise ipotesi. Tutto ciò che è nel reame della mente è per sua natura transitorio ed illusorio. Le risposte che fornisce l'intelletto sono parziali e temporanee, e pertanto insoddisfacenti. Quante volte ci siamo ingannati pensando di possedere delle verità, credendo di avere certezze e sicurezze, per poi scoprire che queste si scioglievano come neve al sole.
L'intelletto prova e riprova costantemente; elabora modelli, trova postulati, crea interi sistemi filosofici senza però mai riuscire a sciogliere l'ultimo inquietante interrogativo, senza mai approdare ad una soddisfazione definitiva, ad una soluzione oggettiva, ad una verità assoluta.
La risposta in realtà non è una comprensione, non è un'idea, non è un'intuizione, non è qualcosa che possa essere letto o studiato, è inafferrabile per la mente e sfugge alle parole.
L'unico modo per conoscerla è sperimentarla, viverla direttamente, giungere cioè in prima persona all'Illuminazione: un istante fuori dal tempo e dallo spazio, al di là dei limiti della materia, dell'energia, delle emozioni e dei pensieri, in cui ogni apparente dualità viene trascesa, ogni percezione si dissolve in una consapevolezza impersonale e illimitata, in una pienezza e in una beatitudine intraducibile in significati.
Potremmo dire che la domanda stessa nasce dalla mente, quella domanda che mette in moto azione ed evoluzione e che non trova risposte fatte di significati, ma semplicemente cessa di esistere. Tutto il movimento interiore abituale, la pressione che la vita porta con sé, la complicata intelaiatura di correlazioni non trovano una graduale risoluzione, ma in un unico salto quantico della coscienza si rivelano illusori e vuoti.
La mente, l’intelletto, il pensiero logico, ma anche le emozioni e i sentimenti, nascono tutti dalla dualità apparente, dall’“Io”, quel punto della coscienza da cui sembra scaturire tutto. “Io penso”, “Io agisco”, “Io decido”- un’identità centrale su cui si costruisce tutta la mente e tutta la struttura umana.
Tale identità, nel corso della vita intera, non viene mai toccata, mai messa in discussione. La sua presenza nel tempo è tale da sembrare immortale, fuori dal tempo e dallo spazio. Sappiamo che la vita ha una fine, che la morte apparirà un giorno, tuttavia dentro di noi ci consideriamo immortali e senza tempo. Provate per esempio ad osservarvi allo specchio: noterete che negli anni il corpo è invecchiato. Riflettete ora sul vostro carattere, sulla personalità: noterete che siete cambiati anche in questo, probabilmente vi sentite maturati. Infine, sentitevi “dentro”, percepite quel senso di “Io” e chiedetevi se anche esso nel corso del tempo è cambiato. Scoprirete che “dentro” vi sentite sempre, sempre uguali, sempre al centro dell’universo.
È per tale motivo che nel corso della vita tentiamo tutto il tempo di evitare il confronto con la morte. In realtà la temiamo perché sappiamo, che con essa giungerà la fine dell’Io, della consapevolezza ordinaria di noi stessi, e questo per l'Io è terribile e angosciante. Tuttavia lo è soltanto perché non siamo capaci di sostituire all’Io apparente prodotto dalla mente la conoscenza della nostra Vera Natura. Conoscere il vero Sé significa riconoscere che la morte appartiene al corpo e alla mente, che "l’anima" - chiamando così la nostra vera natura - è realmente immortale poiché al di là di ogni legge dell’universo fisico.
La pratica spirituale dello Yoga è centrata sul concetto di Liberazione, intesa sia come completa libertà dell’anima dall’identificazione con il corpo e con la mente, sia come energia vitale totalmente liberata nel corpo. Come lo yoga, anche le altre vie spirituali e le grandi religioni contengono come apice del percorso una forma di liberazione dalla morte e sempre tale liberazione avviene con lo scioglimento dell’Io, dell’ego personale.
L’“Io” è quindi la barriera da abbattere per scoprire la verità di se stessi, per giungere su un piano assoluto laddove la dualità viene sostituita dall’Unione, dal contatto profondo con la divinità che è la verità nascosta in ogni essere umano e in ogni aspetto dell’universo intero. Questo si intende per Illuminazione: scoprire l’Assoluto e viverlo in completa unione.
Tale esperienza viene spesso considerata prerogativa di pochi, di individui speciali, fuori portata per gli altri, un'ambizione quasi presuntuosa, un sogno proibito. Così è stato fermamente creduto e affermato dalla maggior parte delle religioni nel nostro passato recente e remoto. All’alba del terzo millennio, si affaccia un dato nuovo, sintesi di una maturità più completa: l’Illuminazione non è altro che la scoperta della vera natura propria di ogni essere e pertanto è a disposizione di ogni ricercatore determinato e sincero.
La nuova concezione che pone l’Illuminazione alla portata dell’uomo comune si sviluppò intorno agli anni ’60 del secolo scorso quando sempre più persone, soprattutto giovani, affascinati dalla spiritualità orientale, si avvicinarono alla meditazione, allo yoga, allo zen. Vi furono effetti collaterali negativi, eccessi come l'uso di droghe, ma al tempo stesso furono raggiunti risultati eccezionali. Nacquero movimenti nuovi e fortemente ispirati, tra cui, come vedremo, l’Intensivo di Illuminazione, uno dei prodotti più straordinari della creatività umana e spirituale di quell’epoca, e a tutt’oggi un punto di riferimento fondamentale nella ricerca spirituale.
Il terzo millennio vede l’Occidente e l’Oriente avvicinarsi e scambiare le proprie culture; la tecnologia e il desiderio di benessere materiale ammaliano l'est, mentre nel mondo ricco assistiamo al fiorire di pratiche basate sulla respirazione, sulle posture del corpo, sulla meditazione, sull’attivazione dei centri energetici… L'esigenza di una sintesi più matura spinge chi ha tanto investito nel benessere materiale, nella scienza, nell'organizzazione sociale, a ricercare il fondamento spirituale, il significato dell'esistenza, il senso del sacro trovando in tal modo un equilibrio nuovo e più stabile.
Stiamo quindi assistendo ad una vera e propria rinascita spirituale dell’Occidente che ha nella ricerca dell’Illuminazione il fulcro e la meta ultima. Uomini e donne di ogni livello sociale, di ogni età e cultura, scoprono che esiste una realtà al di là della mente, e che tale realtà, ritenuta in passato illusoria di fronte alla concretezza del mondo scientifico materiale, paradossalmente risulta essere molto più reale e concreta e che invece è la mente, con ragionamenti e concetti, ad essere transitoria e irreale.
Il cambiamento radicale coinvolge ancora solo una piccola parte delle persone, ma la tendenza è inevitabile come il fluire dell'acqua in un fiume, poiché il bisogno, la mancanza, l'ignoranza e il dolore mettono in moto la ricerca fondamentale di ciò che trascende l'umano ed il relativo.

 

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