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Strategie per trovare nuovi punti di vista

Di Alberto Oliverio

- Marzo 2019

Da L'arte di pensare di Alberto Oliverio, BUR SAGGI, 2001, RCS Libri S.p.A, Milano.

 

Strategie per trovare nuovi punti di vista

 

Guardare alla stessa realtà in modo diverso e intravedervi nuovi risvolti significa cambiare le nostre strutture mentali “tipiche”, quelle strutture che ci portano a interpretare ciò che percepiamo attraverso un'ottica usuale e ripetitiva, il che fa sì che tendiamo a essere monotoni e legati al contesto, imprigionati in schemi consolidati. Un esempio di come una percezione mutata possa produrre una soluzione nuova ci viene dall'arte: il pittore impressionista Claude Monet, che aveva dipinto la cattedrale di Rouen in differenti ore del giorno, voleva indicare con questa serie di dipinti come la realtà potesse mutare se inquadrata attraverso un'ottica diversa. Monet diede un'ulteriore riprova del rapporto tra percezione e creatività artistica nel corso della sua vecchiaia in quanto, col passare degli anni, la sua vista si affievolì sempre più a causa di cateratte bilaterali: malgrado ciò egli dipinse la serie delle “ninfee”, delle opere quasi astratte in cui la nuova “visione del mondo” legata al problema visivo è stata rivisitata in modo estremamente creativo, con uno stacco rispetto al suo stile precedente.
Anche senza essere Monet, si può cambiare atteggiamento mentale per individuare aspetti nuovi in problemi vecchi o per produrre alternative: abbiamo già visto alcune delle strategie per produrre soluzioni creative, dal pensiero laterale all'uso di analogie.
Queste strategie sono in genere praticate da una singola persona. Molto spesso è invece necessario o utile prendere decisioni di gruppo: in tal caso, una delle strategie o tecniche utilizzate è quella del “brainstorming” (che in italiano significa grosso modo “tempesta cerebrale”). Questa tecnica implica che un gruppo generi numerose idee in una situazione informale, rilassata, senza costrizioni, e che si giunga a un consenso di gruppo su una possibile decisione, dopo aver vagliato e scartato quelle opzioni o scelte che si rivelano impraticabili o meno interessanti.
Le tecniche di brainstorming permettono di ascoltare il parere di tutti i componenti di un gruppo, indipendentemente dal loro ruolo, in un'atmosfera libera: non soltanto sono utili per coinvolgere i collaboratori in una decisione ma anche per produrre idee nuove e generare alternative a un problema che altrimenti potrebbe essere inquadrato in modo ripetitivo, nell'ambito dell'usuale “solco” del pensiero di un gruppo, aziendale o familiare che sia. Il brainstorming viene gestito da una persona che rompa il ghiaccio, che cioè faciliti le interazioni e gli interventi e che tenga una traccia delle idee, mentre i diversi partecipanti non devono tanto criticare le idee degli altri, anche se apparentemente ingenue o fuori tema, quanto produrre metafore o associazioni mentali che potrebbero rivelarsi interessanti. Perciò un'idea o un concetto che appaiono bizzarri non devono essere riveduti e corretti dagli altri ma possono servire per passare a un’idea che ha dei lati in comune, oppure complementari. Immaginate di fare una riunione in famiglia per decidere dove trascorrere le vacanze, come ristrutturare il giardino, il terrazzo o la casa e di dar voce a ogni componente della famiglia: se la riunione avviene in forma giocosa non soltanto coinvolge tutti intorno a un progetto, evitando futuri mugugni, ma anche può dar luogo a idee nuove che, ovviamente, devono poi essere passate al vaglio di criteri diversi, ad esempio il costo, la disponibilità di risorse, il tempo necessario, ecc...
Oltre a queste strategie ne esistono altre che consentono di inquadrare una determinata situazione in modo diverso, al di fuori dell'ottica usuale: una si fonda sul cosiddetto rovesciamento dei ruoli e consiste nel ribaltare le regole di un gioco usuale, violando delle convenzioni o degli assunti in modo da produrre un piccolo shock negli altri, costretti a considerare un problema sotto un'ottica totalmente diversa.
Questo espediente viene utilizzato molto spesso in campo pubblicitario: ad esempio, un'azienda che deve assumere nuovi manager non fa un'inserzione pubblicitaria per cercare delle persone dotate di un particolare profilo professionale e umano, ma si mette in vetrina di fronte a possibili candidati, indicando quali siano le proprie realizzazioni, particolarità, successi. È l'azienda a proporre al candidato di “adottarla”: con questa strategia vuole sottolineare la propria plasticità, la sua attenzione verso le risorse umane, la mancanza di concezioni burocratiche eccetera.
Un'altra azienda, che vende prodotti di abbigliamento per giovani “liberi e irrequieti”, non parte dal prodotto per dire che chi lo indossa è appunto “libero e irrequieto” ma cerca invece di “vendere” questo concetto, attraverso un'opportuna campagna pubblicitaria centrata esclusivamente sui concetti quali “libero”, “focoso”, “non convenzionale”, “spregiudicato” e via dicendo. In tal modo l'azienda - o meglio i pubblicitari responsabili della campagna -, induce un “effetto alone” (proiezione di un particolare concetto su un altro) sulla propria immagine aziendale che viene giocata sottotono, con la sola presenza del logo aziendale in un contesto provocatorio, come ad esempio nelle tanto discusse campagne pubblicitarie di Oliviero Toscani per una nota marca di abbigliamento.

 

Alberto Oliverio

Da L'arte di pensare di Alberto Oliverio, BUR SAGGI, 2001, RCS Libri S.p.A, Milano.

 

Alberto Oliverio lavora nel campo delle basi biologiche del comportamento, è emerito di psicobiologia nella Sapienza, Università di Roma. Ha lavorato in numerosi istituti di  ricerca internazionali. Dal 1976 al 2002 ha diretto l'Istituto di Psicobiologia e Psicofarmacologia del Consiglio Nazionale delle Ricerche e dal 2007 al 2009 il Centro di Neurobiologia "Daniel Bovet" della Sapienza, Università di Roma. Fa parte del comitato editoriale di numerose riviste scientifiche e collabora al Corriere della Sera, al Messaggero ed alla rivista Mente e Cervello, ha organizzato e partecipato a numerosi congressi nel campo delle neuroscienze e della biologia del comportamento e, più in generale, dei rapporti tra scienza e società. E' autore di oltre 400 pubblicazioni scientifiche, di saggi professionali, didattici e di divulgazione.

Vi invitiamo a leggere Intervista ad Alberto Oliverio presente su questo sito nella rubrica Riflessioni sul Senso della Vita.

 

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