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Riflessioni sull'Alchimia

Riflessioni sull'Alchimia

di Elena Frasca Odorizzi   indice articoli

 

Il Gioco dell'Ouroboros.
Una reinterpretazione alchemica del gioco dell'Oca

Maggio 2010
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OuroborosCASELLA 20
Immagine: Nuvola con aria profumata di Rose
Nome della Casella: Est, Ariete
Simbolo Aggiuntivo: simbolo dell'Elemento Fuoco

 

Il Significato dell'Immagine: la Luce dell'Est ci investe con i suoi inebrianti colori e profumi primaverili, eccitando i sensi e l'istinto di tutti gli esseri viventi. In questo periodo i giovani e irruenti Arieti combattono tra loro in cerca di autoaffermazione, mentre le Nuove Piante si coprono di fiori variopinti, destinati a trasformarsi in frutti rigogliosi, grazie all'Opera paziente delle Api, degli Uccelli e del Vento. Allo stesso modo anche l'Alchimista, seguendo la Natura, continua a mettere alla prova se stesso, per sviluppare e perfezionare le sue conoscenze e la sua consapevolezza.
Il Nome della Casella: l'Equinozio di Primavera corrisponde astrologicamente al segno dell'Ariete e astronomicamente alla direzione Est collegata all'Alba, simbolo di rinascita.
Il Simbolo aggiuntivo: il segno zodiacale dell'Ariete è dominato dall'elemento Fuoco.

 

OuroborosCASELLA 21
Immagine: Porta del Mitreo delle Sette Sfere con il simbolo di Marte
Nome della Casella: 3a  Porta
Simbolo Aggiuntivo: Chakra: Centro dell'Ombelico
Abilità speciale: si perde un turno.

 

Il Significato dell'Immagine: in Natura l'attrazione tra due esseri si manifesta sotto forma di una sfida e il corteggiamento di un combattimento. Se durante questa contesa prevale il puro Amore, il risultato sarà un'armonica e proficua unione, ma se al contrario vince il desiderio egoistico ed effimero di conquista, l'incontro si trasformerà in uno scontro e ne deriveranno solo rivalità, tirannia (1) e distruzione. Nella fase alchemica influenzata dalla Sfera planetaria di Marte, il Seguace dell'Arte deve temprare e temperare il Dio della Guerra con l'azione equilibratrice della Dea dell'Amore (2),  se non vuole che la sua Operasi risolva in una fumata nera.
Il Nome della Casella: nei Mitrei la Porta di Marte era quella dedicata al grado del Miles, cioè del Soldato (3) di Mithra. Secondo le fonti antiche, l'Iniziato, una volta superate le prove necessarie a passare di livello, rinunciava alla corona che gli veniva posta sulla testa, per dimostrare che la sua volontà non era dominata dall'ambizione personale, ma dalla pura aspirazione a divenire un Compagno tra Compagni.
Il Simbolo aggiuntivo: il Chakra associato al Centro dell'Ombelico sichiama Manipura e corrisponde all'elemento Fuoco. Si trova nella regione del plesso solare e influenza la forza di volontà, il carisma e la capacità decisionale. Se funziona bene permette l'uso positivo dell'energia personale e l’assimilazione delle esperienze, gestendo l'emotività, il desiderio di autoaffermazione (aggressività), il livello di  sicurezza (ansia) e l'autostima dell'individuo.
Abilità speciale: poiché ogni Porta segnala l'avvenuto passaggio a un nuovo livello di ricerca (e quindi di consapevolezza), chi si attarda in una di queste stazioni, resta fermo un turno per meglio rifletter su lo cammino intrapreso.

 

OuroborosCASELLA 22
Immagine: Pugnale a 3 Punte. Manico Rosso e Lame Blu.
Nome della Casella: Pugnale

 

Significato dell'Immagine e Nome della Casella: nei rituali magici esiste un particolare tipo di coltello usato per incanalare e indirizzare le energie. A livello cosmico, il Dio Iranico dell'Alleanza, utilizzava quest'armaper rinnovare il Mondo (4), penetrando con il fallico pugnale di Marte, la tenera carne del Toro di Venere, il quale, morendo, eiaculava la sua semenza sulla Terra e generava spighe dorate dalla coda:

 

Quanto a Mithra, gli era subordinata una sede particolare in prossimità degli equinozi; perciò porta il brando dell’Ariete, segno di Ares, ed è portato dal Toro, (segno) di Aphrodite: ché Mitra, come il Toro, è demiurgo e signore della generazione (5).

Con lo stesso intento, l'alchimista agricoltore, aggioga il suo aratro all'influenza astrale del Segno Zodiacale del Toro espinge il Seme nell'utero/laboratorio della Natura, affinché l'Opera di metamorfosi abbia inizio. Il potere di questo pugnale non è, dunque, quello di dividere, ma di far comunicare la sfera psico-emotiva con il corpo fisico, perché è attraverso la Materia che l'Anima sente,  reagisce, conosce e agisce.
La forma Una e Triplice, rende quest'arma simile alla Folgore di Tinia (6), che feconda la Terra per far nascere al suo interno minerali e pietre preziose (7), e al Tridente di Nettuno, che manifesta il suo potere su tre Regni (8):

 

l'Anima (Acqua), lo Spirito (Fuoco) e la Materia (Terra). Per quanto riguarda la sua Natura, essa invece è Ermafrodita, perché come la Pietra Filosofale per tingere, deve essere tinta, allo stesso modo, l'Iniziato, per penetrare i Misteri spirituali, deve prima  lasciarsene penetrare. Le lame Blu e il manico Rosso ne ribadiscono le caratteristiche.

 

OuroborosCASELLA 23
Immagine: Rosa Rossa a 5 petali con 5 foglie verdi sormontata dai Simboli astrologici di Ariete, Toro e Gemelli.
Nome della Casella: 12 + 7 + 4
Simbolo Aggiuntivo: « Dat Rosa Mel Apibus »

 

Significato dell'Immagine: in questa immagine, la Pietra Filosofale è stata rappresentata come una Rosa circondata dalle benefiche influenze cosmiche, perché niente di buono può svilupparsi senza l'azione armoniosa delle forze universali. Si tratta di un chiaro riferimento al famoso emblema alchemico della Bussola dei Saggi, nel quale l'Ariete di Marte (il Re), il Toro (9) di Venere (la Regina) e i Gemelli di Mercurio (l'essere doppio figlio della coppia regale), unitamente ai 2 Luminari, ai 5 Pianeti e ai 4 Elementi, sovrastano la Pietra Filosofale rivelandone l'occulta Natura e influenzandone lo sviluppo:

 

[...] Dunque si accontenterà di vedere in questa figura come in uno specchio, il riassunto di tutta la filosofia segreta [...] Coloro che sono iniziati ai Misteri Filosofici comprenderanno subito e con facilità il senso occulto di questa figura, mentre coloro che non avranno codesti lumi dovranno qui considerare, in generale, una mutua corrispondenza tra il Cielo e la Terra [...] (10).

Riguardo all'importanza del Segno primaverile del Toro, che sovrasta la Pietra Filosofale, va detto che anche nell'Atalanta Fugiens del Maier «il filosofico infante» nasce da Tre Divinità che «unirono i loro semi in una pelle di bove (11)». Queste non sono solo allegorie di “Agricoltura spirituale”, ma hanno un loro fondamento nella pratica chimico metallurgica, in quanto la lamina d'oro, per essere prodotta, viene ancora oggi battuta ponendola tra pelli di bovino, che per azione degli aminoacidi, contenuti nelle parti proteiche, portano tra l'altro alla formazione di cianuri, usati come solventi dell'oro stesso (12).

Il Nome della Casella: addizionando i 12 Segni Zodiacali (le Case della Vita) ai i 7 Pianeti (le Forze) e ai 4 Elementi (13) (i Principi essenziali), otteniamo per totale 23, il Nome e il Numero di questa casella. Le strane storie, che circolano intorno a questa "magica" cifra, dipendono probabilmente dal fatto che essa esprime simbolicamente, non solo il Cosmo Filosofico, che abbiamo ereditato dalla Cultura Ellenistica, ma anche l'Opera stessa, la Quintessenza Alchemica.  Il numero 23 è dato, infatti, dalle cifre 2 e 3, che, per i Pitagorici, rappresentavano i principi costitutivi dell'Unità primordiale e divina del nostro Mondo:

 

«Il primo fra i numeri pari è il due, e il tre è il primo fra i dispari: dalla loro somma deriva il numero cinque, che partecipa di entrambi [...](14)»

Sommando il 2 e il 3 otteniamo una ierogamia aritmetica, che si manifesta nel sacro numero 5 chiamato assenza di contesa, perchéespressione matematica della Dea Armonia (15), frutto della conciliazione dei suoi opposti genitori (Venere e Marte):

 

«I Pitagorici chiamavano il cinque anche assenza di contesa [...], anche perché le due specie di numero assolutamente primarie e differenti [...], cioè il pari e il dispari, sono come conciliate e legate insieme dal numero cinque, perché questo è composto dalla loro unione [...] (16)» ; «Per i Pitagorici, il 5 era il numero nuziale, in quanto somma del primo numero pari o femminile e del primo numero dispari o maschile (17)»
Di 5 lati era composto anche il Pentalfa Pitagorico, sacra manifestazione geometrica del Numero Aureo e della Divina Proporzione, cioè dei rapporti matematici che si trovano ovunque in Natura, che gli Antichi applicavano intenzionalmente alle arti visive e a quelle architettoniche, nel tentativo di stimolare l'Umanità a perseguire la Via dell'Equilibrio per risonanza. Le proprietàdel Pentalfa sono già visibili durante la sua esecuzione, perché per disegnarlo è necessario iscrivere un pentagono in un cerchio, cosicché tutte le linee si intersechino e si scompongano «secondo il rapporto di 1,618, al quadrato e 1,618 al cubo, senza contare che il pentagono stellato con quello convesso [...] continuano ad esprimere questo rapporto (18)». La figura che ne risulta è, dunque, una Stella che ripete specularmente se stessa all'Infinito (19) mettendo in continua relazione le Parti con il Tutto, in una sorta di Universo Intercomunicante e Multidimensionale (20). Tutto ciò che può essere assimilato alla forma e al significato del Pentalfa, diventa automaticamente una sua immagine riflessa e quindi una espressione ridondante della perfetta integrazione tra il Macrocosmo e il Microcosmo, dell'Interiore con l'Esteriore, dell'Alto e del Basso e così via:

 

[...] entreremo nel Regno? Gesù rispose loro: - Quando farete in modo che due siano uno, e farete sì che l'interno sia come l'esterno e l'esterno come l'interno, e l'alto come il basso, e quando farete del maschio e della femmina una cosa sola, […] allora entrerete  - (21).

Simboli equivalenti al Pentalfa sono: la mistica Rosa Hermetica a 5 petali, attribuita alla Dea Venere, (in virtù dell'orbita pentacolare (22) del suo pianeta), la Pietra dei Filosofi, influenzata dalle 23 forze cosmiche, la Rosa Mistica, nella quale vivono i Beati di Dantee l'immagine dell'Essere Umano disegnato a braccia e gambe aperte, all'interno di un Pentagono (23).

Il Simbolo aggiuntivo: Dat Rosa Mel Apibus è una famosa frase che sovrasta la gigantesca Rosa (24)del Summum Bonum (25) dell'Alchimista Rosacrociano Robert Fludd. Il Miele, che la Rosa dà alle piccole Api, è la Conoscenza contenuta nella sua essenza distillata dal polline di millefiori. La minacciosa ragnatela (26)e le spine sul gambo, a forma di Croce, ci ricordano, invece, che il Processo Alchemico non è un'impresa priva di rischi e sacrifici, ma dopo che le Anime, «nate dai Buoi (27)», avranno prodotto e assaggiato il Cibo che risveglierà la loro consapevolezza, potranno decidere se andare, restare o tornare attraverso la Porta di Meridione:

 

[...] le api nascono dai buoi. E nate da buoi (chiamavano) le anime giunte nella generazione, e ladro di buoi il dio che ode nel secreto il divenire. [...] Né tuttavia dicevano indistintamente api tutte le anime che vanno verso la generazione, ma solo quelle che dovevano condurre una vita secondo giustizia e, compiute le opere grate agli dèi, nuovamente tornare. Perché questo vivente ama il ritorno, ed è giusto al massimo grado e sobrio: donde sobrie (si dicevano) anche quelle libagioni fatte col miele (28).
Nel Buddismo il raggiungimento dello Stato di Consapevolezza è chiamato  Bodhi ed è caratterizzato dalla profonda comprensione (o intuizione) della natura della realtà. Questa parola deriva dalla radice verbale budh, svegliarsi, accorgersi, sapere o capire e vuol dire «risveglio», ma dal XIX secolo si iniziò a tradurla impropriamente con il termine illuminazione, soprattutto negli ambienti intellettuali legati alla Società Teosofica. Chi ottiene il risveglio, può diventare Buddha o Arhat. Gli Arhat in alcune scuole Buddiste sono dei veri e propri Buddha, detti śrāvakabuddha, che rinunciano a proseguire il loro viaggio verso il Nirvana, facendo voto di continuare a rinascere innumerevoli volte come bodhisattva, cioé finché ci saranno nel mondo esseri senzienti, non ancora risvegliati:

 

Il brāhmana Dona vide il Buddha seduto sotto un albero e fu tanto colpito dall'aura consapevole e serena che emanava, nonché dallo splendore del suo aspetto, che gli chiese: – Sei per caso un dio?– No, brāhmana, non sono un dio. – Allora sei un angelo? – No davvero, brāhmana. – Allora sei uno spirito? – No, non sono uno spirito. – Allora sei un essere umano? – No, brahmana, io non sono un essere umano [...] – [...] E allora, che cosa sei? [...] – [...] Io sono sveglio. (Anguttara Nikāya - libro dei quattro - "Dona Sutta")


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NOTE

1) In Etrusco la Dea dell'Amore e della Concordia, identificata con Venere è Thuran. La radice del suo nome potrebbe avere a che fare con la parola greco Tyrannos. Vedi ARNALDO D'AVERSA, Dizionario della lingua etrusca, Brescia, Paideia Ediyrice, 1994, p 54.

2) Così come si vede nell'Ermetico dipinto Venere e Marte di Botticelli. Cfr. il mio saggio: Il pacifismo ermetico del Botticelli nel dipinto «Venere e Marte». Un messaggio moderno in un quadro antico. http://www.riflessioni.it/alchimia/botticelli-venere-marte-1.htm

3) Mancando completamente le fonti, è impossibile dire se e quanto la Milizia Iniziatica di Mithra,  possa aver agito da substrato per la nascita della Cavalleria Spirituale  Medievale.
4) Nei misteri mitraici l'uccisione del Toro, da parte di Mitra è vista come una impresa salvifica, ma in un testo mediopersiano intitolato La Creazione (Bundahishn), il Toro era ucciso dal Malvagio Arhiman.  «La sua anima sale in cielo e si lagna con Ohrmadz (Ahura Mazda) perché la terra è desolata, gli alberi secchi e non vi è più acqua. Ma Ohrmadz riesce a dare pace all'anima del toro: il suo seme viene affidato alla luna e filtrato. L'anima promette di nutrire tutti gli esseri e rinasce come creatura benefica.»  REINHOLD MERKELBACH, Mitra, Signore delle Grotte, Genova, ECIG, 1988, p. 119 .

5) PORFIRIO, Antro delle Ninfe, op. cit. , pp. 48-49, Capitolo XXIV.

6) Tinia è il corrispettivo etrusco dello Zeus greco e del Giove Latino.

7) Sul potere del triplice fulmine vedi GIOVANNI FEO, Miti, Segni e Simboli Etruschi, Roma, Stampa Alternativa, 2003, p. 58, il Fulmine.

8) Acqua, Cielo e Terra, quindi Anima, Spirito e Materia.

9) Nella Bussola dei Saggi, la Pietra Filosofale viene posta sotto l'influsso del Segno Zodiacale Primaverile del Toro. La Bussola dei Saggi  (Der Compass der Weisen , The Compass of Wise) pubblicata nel 1782 – 17999  in un libro di Adam Michael Birkholz è visibile in ALEXANDER ROOB, Il Museo Ermetico, Alchimia e Mistica, op. cit. , p. 185.

10) LIMOJON DE SAINCT DISDIER, Il Trionfo Ermetico, Roma, Mediterranee, 1974, p. 26 – 28. La prima pubblicazione dell'Emblema è del 1689.

11) MICHAEL MAIER, Atalanta Fugiens, op. cit., pp. 260-261,« De Secretis Naturae, "Infans Philosophicus tres agnoscit patres, ut Orion. (Il filosofico Infante, come Orione, riconosce i tre padri)".» ; « Narra la favola che Febo, Vulcano ed Ermete unirono i loro semi in una pelle di bove; Tre padri insieme ebbe il grande ORIONE, e altrettanti dicono n'abbia il Figlio della Saggezza: e infatti il SOLE è il primo, Vulcano il secondo e terzo l'uomo capace nell'arte.» Emblema e Epigramma XLIX. Nota: Orione come il Segno del Toro è rappresentato da 7 stelle, allegoria dei 2 luminari, più i 5 pianeti, ma anche delle Sette Fasi del Processo Alchemico. Se, dunque, in un emblema o in uno stemma, si incontra il simbolismo del segno del Toro, nella forma di 7 stelle, molto probabilmente ci troviamo in presenza di indicazioni alchemiche.

12) HELMUT GEBELEIN, (Iniziazione all')Alchimia, Roma, Mediterranee, 2006, p. 44.

13) Per gli Ebrei gli elementi sono 3.

14) PLUTARCO, Il tramonto degli oracoli, 35, 429b

15) Cfr. ESIODO, Teogonia, introduzione e note di Graziano Arrighetti, Testo greco a fronte, Milano, Bur, 2000, p. 123, vv.  933-937.

16) GIAMBLICO, Teologia aritmetica, 34

17) GUENON, La grande triade, Milano, Adelphi, 1980,  pag. 77

18) Castel del Monte, a cura di Stefano Mola, Bari, Mario Adda Editore,  1992,  pp. 71-72

19) Cioè al suo interno si forma un altro pentagono regolare e poi un altro ancora e così via.

20) Cfr. FRATER ACHAD, L'Anatomia del Corpo di Dio, Roma, Venezia edizioni, 2001.

21) I Vangeli gnostici, op. cit. , p. 9, Vangelo di Tomaso [22]

22) Venere, nella sua traiettoria, traccia una stella a cinque punte nelle sue apparizioni mattutine e una in quelle vespertine, il che matematicamente si esprime con 5 + 5 = 10 la Tetractis Pitagorica. « Diversamente dal sole e dalla Luna, il punto più luminoso nel cielo è Venere, la stella della sera e del mattino. E' il nostro vicino più prossimo e ci sfiora ogni 584 giorni mentre passa tra noi e il Sole. Ogni volta che si verifica questo sfioramento (in inglese Kiss, bacio, N.d.T.) il Sole , Venere e la Terra si allineano due quinti di cerchio più in là attorno al cerchio zodiacale stellare – in modo da disegnare un pentacolo di congiunzioni. [...] La natura quintupla della danza di Venere e della Terra si estende alle loro reciproche distanze maggiori e minori. In fondo alla pagina a fronte vediamo il perigeo e l'apogeo di Venere, definiti da due stelle a cinque punte.) »JOHN MARTINEAU, Armonie e Geometrie nel Sistema Solare, FC, Macro Edizioni, 2003, p. 30, Il Bacio di Venere.

23) «Tutta la misura del corpo può distendersi in cerchio e provenendo da questo, si riconosce che sempre vi tende. [...] Se poi intorno allo stesso centro si traccia un cerchio che racchiuda esattamente il corpo , atteggiato in modo che le braccia distese ne tocchino con la punta delle dita la circonferenza e che i piedi , divaricati tanto quanto le mani lo sono dal sommo del capo, riposino sulla stessa circonferenza, l’intera circonferenza viene divisa in cinque parti eguali che formano un pentagono perfetto e le estremità dei talloni , in rapporto all’ombelico , tracciano un triangolo equilatero.» ENRICO CORNELIO AGRIPPA, La filosofia Occulta o La Magia, edizioni Mediterranee, Roma , 1991, Vol II, pp. 89 – 101, Della proporzione della misura e dell’armonia del corpo umano. Vedi anche gli studi sull'Ingresso di Castel del Monte, dove il timpano che sovrasta il portone è un triangolo col vertice aperto a 108 gradi. In tale triangolo isoscele è racchiuso il numero aureo 1,618 , con il quale si può costruire, la Sacra figura del Pentagono. Nel libro vi è  una immagine molto suggestiva con un essere umano iscritto nel pentagono che si sovrappone alla porta del Castello di Federico II. Castel del Monte, a cura di Stefania Mola, Mario Adda Editore, Bari, Bari, 1991, pp. 63-72.

24) In questo  caso i petali sono 6. Il numero 5, indica la realizzazione dell'Armonia sul piano umano, il numero 6, indica,l'unione degli opposti, sul piano cosmico.

25) In Alchimia e Mistica, op. cit., p. 690

26) Cfr. l'immagine della Rosa con il gambo a forma di Croce piena di spine, (che ricorda la pungente corona del Cristo), con il Serpente Crocefisso, della settima figura del Libro di Abramo l'Ebreo di Nicholas Flamel.

27) Sulla Bugonia, la nascita delle Api dalla pelle del Toro (di Venere), cfr. il Libro IV delle Georgiche di Virgilio.
28) PORFIRIO, Antro delle Ninfe, op. cit. , Capitolo XVIII 

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