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Richard Avenarius

 

Richard Avenarius (Parigi 1843 - Zurigo 1896), filosofo tedesco. Studente e poi professore a Lipsia, fu chiamato nel 1887 all'università di Zurigo, dove insegnò fino alla morte. Avenarius si fece conoscere, oltre che attraverso la sua rivista "Vierteljahrschrift für wissenschaftliche Philosophie", con l'opera Filosofia come pensiero del mondo secondo il principio del minimo sforzo (1876), in cui si trova enunciata l'idea fondamentale secondo la quale il solo principio regolativo di tutti i fenomeni, fisici o psichici, é un principio di economia detto appunto «del minimo sforzo». La validità di questo principio é incompatibile con i dualismi, di soggetto e oggetto, pensiero e realtà, postulati dalla metafisica tradizionale, ma anche con l'idea spenceriana secondo cui i processi evolutivi vanno nel senso di un aumento della differenziazione e dell'eterogeneità: secondo Richard Avenarius, tutti i fenomeni tendono invece alla semplificazione e alla riduzione all'omogeneo. La conoscenza stessa é guidata da un principio di semplificazione e riduzione a unità, in vista di un migliore equilibrio tra organismo e ambiente. Queste idee furono rielaborate nella grande opera Critica dell'esperienza pura (1888-90), grazie alla quale Avenarius si guadagnò, soprattutto dopo la morte, il merito di aver anticipato teorie sviluppate indipendentemente da E. Mach e da W. Schuppe, e influì sulle discussioni gnoseologiche del primo Novecento, specialmente in Francia.
In essa é ripresa l'idea del valore economico, cioè pratico, della conoscenza e anche della scienza: i concetti attraverso cui le scienze descrivono la realtà non ne riproducono la struttura ultima, e quindi non hanno valore di verità, ma sono strumenti di riorganizzazione dell'esperienza, la cui funzione è di migliorare l'esecuzione del compito adattivo proprio dell'organismo umano. Reale in senso assoluto è solo l'esperienza pura, né soggettiva né oggettiva, né psichica né fisica: l'Io stesso non è che un aggregato, relativamente stabile, di elementi d'esperienza. Spetta alla filosofia ricuperare l'esperienza pura, attraverso la critica delle concrezioni concettuali, filosofiche e scientifiche che la occultano: la filosofia è critica dell'esperienza (di qui il nome di empiriocriticismo dato all'indirizzo di Avenarius), e in ciò continua a svolgere il compito in nome del quale si era in passato rivolta contro mitologie, religioni e metafisiche: le astrazioni filosofiche e scientifiche sono l'ultima metafisica da cui l'esperienza è imprigionata. La posizione di Avenanus consiste dunque in un positivismo radicale che rivolge alcuni assunti di fondo del positivismo (primato epistemico delle sensazioni, relativismo epistemologico, intento antimetafisico) contro qualsiasi concettualizzazione, anche positivistica, che non si dichiari meramente strumentale rispetto all'esperienza.

fonte: Enciclopedia Garzanti di Filosofia - 1990

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