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Enciclopedia
Fenomenologia    >> páginas en Español


Movimento filosofico contemporaneo. Storicamente la fenomenologia (nel senso più ampio del termine per cui a esso si ascrivono pensatori come E. Husserl, M. Scheler e N. Hartmann) si pone in antitesi al neokantismo: la fenomenologia fa valere come sua parola d'ordine il "ritorno alle cose stesse" (i dati immediati dell'esperienza interiore ed esteriore, ma anche le oggettività di ordine più alto, come lo Stato, il diritto, l'eticità, ecc.). Il pensiero deve sforzarsi di riviverle nel loro momento originario, mettendo da parte ogni pregiudizio aprioristico. Perciò M. Scheler caratterizza la fenomenologia come "una tecnica della coscienza intuitiva che esige un nuovo e vivente contatto del pensiero e intuizione con i fatti e oggetti della filosofia", e M. Heidegger osserva che essa è anzitutto un metodo. Per la fenomenologia il fenomeno è ciò che è immediatamente dato alla coscienza e quel che essa esige dal filosofo è che egli lo descriva onestamente invece di darne interpretazioni fantastiche. Accanto ai fenomeni empirici vi sono però fenomeni essenziali che vengono appresi da "una seconda vista" puramente intellettuale; a ciò il filosofo giunge quando sia riuscito a "mettere tra parentesi", secondo l'energica espressione husserliana, quanto vi è di contingente e di esistenziale nell'oggetto e a liberare l'atto intuitivo dalle particolari accidentalità psico-fisiche del soggetto che lo compie. L'atto attraverso cui si colgono le essenze è chiamato da Husserl "intuizione eidetica", il procedimento con cui si giunge a esso "riduzione eidetica". Rilevare queste essenze è appunto compito della fenomenologia, intesa come dottrina dei fenomeni essenziali e come tale distinta dalle scienze che hanno per oggetto i fenomeni empirici, che in essa possono trovare il loro intimo fondamento. Mentre M. Scheler fa coincidere "riduzione fenomenologica" e "riduzione eidetica", affermando che nell'intuizione fenomenologica ci è dato l'essere assoluto e che "l'essere assoluto è conoscibile evidentemente e adeguatamente in ogni sfera del mondo esterno e interno", Husserl distingue la riduzione eidetica (che fa capo alle essenze) da quella fenomenologica, come raggiungimento di quel piano di sapere assoluto, privo di presupposti e base di ogni altro sapere, che egli pone nella coscienza trascendentale. M. Scheler svolgerà così la fenomenologia in senso realistico, impegnandosi, anche a contatto con altre correnti di pensiero (filosofia della vita e agostinismo teologico), in problemi etici e religiosi. Husserl invece cercherà sempre più di approfondire il problema gnoseologico e quello della fondazione della scienza nella varietà delle sue dimensioni, insistendo sul radicamento delle ragioni essenziali nell'orizzonte della coscienza trascendentale e sforzandosi di mostrare come si costituisca in base a essa il mondo dell'oggettività e dell'intersoggettività. Proprio quest'ultima fase del pensiero husserliano, che lo trova impegnato a mostrare come a partire dalla coscienza si costruisca il mondo e a cercare di render conto dell'intersoggettività e storicità in cui esso ci è dato, costituisce oggetto di studio e di vivo dibattito da parte dei filosofi contemporanei.


vedi anche dizionario Filosofico Fenomeno