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Max Scheler

Max Scheler, filosofo tedesco (Monaco 1874 - Francoforte sul Meno 1928). Studiò a Jena e vi insegnò per breve tempo, passando poi a Monaco, Colonia e Francoforte. Scrittore geniale e versatile, ha però nel suo pensiero profonde oscillazioni, che rappresentano un tributo pagato alle varie correnti culturali di cui subì l'influsso. Profondi sono i nessi che legano Scheler alla fenomenologia husserliana, ma a differenza di Husserl egli rivolge il suo interesse ai problemi morali. Pur non negando Kant, afferma che per superare i presupposti metafisici dell'etica non è necessario dare a essa un carattere formale (Der Formalismus in der Ethik und die materiale Werthethik, 1927, Il formalismo in etica e l'etica materiale del valore), ma basta estendere il sistema fenomenologico alla sfera dei sentimenti per scoprire in essa un'"intenzionalità emotiva", che porta all'intuizione di valori pari per evidenza alle "essenze ideali" di Husserl. L'intuizione del valore è un "sentire puro", che ha come espressione un atto di attrazione o di repulsione, che però non è definitivo perché porta a un "atto preferenziale" per cui si antepone un valore all'altro. I valori così preferenziati appaiono alla nostra mente in forza di un'intuizione a priori già disposti in una precisa graduatoria. Max Scheler nega ai valori ogni dipendenza dalla volontà, cioè l'uomo vuole una data cosa perché la intuisce come un valore, ma non la considera un valore perché la vuole. Siamo all'antisoggettivismo. Eppure Scheler mette la persona al centro della sua ricerca. Questo perché egli non considera la persona come soggetto che ragiona e vuole, ma come portatrice di valori, anteriore ai valori stessi, a priori dei valori. A questa scoperta ci porterebbe l'atto d'amore, che ci muove verso la persona quale sostegno di tutti i valori. E qui il distacco dalla fenomenologia è ancor più evidente e appare aperta la via all'esistenzialismo: la persona umana è unità concreta che vive nelle singole azioni che compie, ma non si esaurisce in esse; quindi non è conoscibile per questi singoli atti, ma nell'atto d'amore. L'individuo si sente attratto verso gli altri individui dalla simpatia (che non è amore) e si costituisce una "comunità sociale", che raccoglie le persone individuali in una "persona collettiva"(siamo alla "sociologia filosofica" in contrapposizione a quella empirico-positivista). La solidarietà fra gli uomini, cementata dalla simpatia, porta a un ordine universale, che associa le singole comunità in una comunità superiore (Wesen und Formen der Sympatie, 1923; Essenze e forme della simpatia). Da questo "ordine universale" Max Scheler introduce Dio quale persona infinita e assoluta, presente nel divenire dell'universo. È l'evoluzione ultima di Scheler, lontano ormai dalla fenomenologia e in sostanziale adesione al pensiero cristiano. Altre opere: Die transzentale und psycologische Methode (1901; Il metodo trascendentale e il metodo psicologico), Vom Ewigen in Menschen (1921; Dell'eterno nell'uomo), Philosophische Weltanschauung (1928; Visione filosofica del mondo).

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