Enciclopedia
Nam myoho renge kyo Tratto da: Felicità in questo mondo, edito dall' Istituto Buddista Soka Gakkai
Si pronuncia "Nam mioho renghe chiò". Nichiren Daishonin asserì che questa è la Legge della vita, la formula essenziale che racchiude il ritmo dell'universo; la pulsante e misteriosa energiache è alla base di tutti i fenomeni. L'inafferrabile essenza della realtà. Recitare Nam myoho renge kyo ci mette in comunicazione, in sintonia con tutto questo. Come un suono che fa vibrare una corda nascosta dentro di noi.
Nam deriva dal sanscrito, il resto è cinese classico. Per una traduzione approfondita ci vorrebbe un libro intero, perché ognuno dei sette caratteri che compongono questa frase ha un profondo significato filosofico. Qui ci basta accennare che a grandi linee significa: "Entrare in armonia con la Legge dell'Universo attraverso il suono".
In particolare, nam significa "dedicare", "offrire" la propria vita, "congiungerla" con il ritmico e armonioso flusso di energia vitale universale.
Due dei significati di myo sono "aprire" e "rivitalizzare". Cioè aprire la nostra vita, come un fiore che finalmente riceve l'acqua e la luce per sbocciare. Aprendo questa porta nascosta dentro di noi, e attingendo all'infinita energia rivitalizzante, possiamo influenzare positivamente, aiutare concretamente anche gli altri. Ho è ciò che si trasforma, il fenomeno visibile; myo è la forza invisibile che sta alla base e genera la trasformazione.
Myoho rappresenta il ciclo di vita e morte, l'eterno ritmico alternarsi della fase visibile e invisibile, manifesta e latente di ogni fenomeno; quella dimensione, quel funzionamento regolato da una legge misteriosa, che va al di là della nostra comprensione. E il punto di partenza del Buddismo: il misterioso ritmo del mutamento continuo di tutte le cose, della loro impermanenza. Il ciclo dove niente si distrugge, ma tutto si trasforma: un pensiero, un'emozione, noi stessi, le onde del mare, le foglie di un albero...
Scrive Nichiren Daishonin: "Concepire la vita e la morte come due realtà separate vuol dire essere presi nell'illusione di nascita e morte. E un modo di pensare illuso e rovesciato. Quando si esamina la natura della vita con perfettaIlluminazione, si scopre che non c'è nessun inizio a marcare la nascita e, quindi, nessuna fine che significa morte. Così concepita, la vita non trascende forse nascita e morte? La vita non può esser consumata dal fuoco, né può essere travolta dalle inondazioni. Non può essere tagliata dalle spade né trafitta dalle frecce. Può stare dentro un seme di senape senza che questo si espanda o che la vita si contragga. Anche se riempie la vastità dello spazio, questo non è troppo ampio ed essa non è troppo piccola".
Renge rappresenta la simultaneità della causa e dell'effetto. Il fatto che quel che siamo o quel che ci accade è sempre riconducibile a una causa che sta dentro di noi e che, proprio per questo, possiamo cambiare in meglio, una volta che si dispone del mezzo appropriato. La vita è nelle nostre mani, assicura ilBuddismo. Il "destino" lo creiamo noi stessi ponendo continuamente cause che prima o poi tornano sotto forma di effetti (quel che il Buddismo chiama karma). Questo significa che la soluzione a tutti i problemi è già pronta dentro di noi. Come in un seme sono già presenti tutte le caratteristiche di un grande albero.
Kyo rappresenta l'ordito di un tessuto. Un filo che attraversa la trama, tesse l'intreccio complesso dei fenomeni vitali nel cosmo. Ma kyo è principalmente il suono, la vibrazione, la sinfonia della vita universale. La musica impalpabile che è in grado di generare energia, sensazioni, emozioni concrete, felicità illimitata.
"Infiniti significati derivano da un'unica Legge", diceva Siddharta. Myo è quest'energia; ho sono i fenomeni, gli eventi visibili; renge è la dinamica del loro reciproco influenzarsi; kyo è il suono, la vibrazione che si dipana. Nam significa entrare in sintonia, vibrare all'unisono. Recitando Nam myoho renge kyo ci sintonizziamo con tutto questo; riportiamo l'armonia nel nostro ritmo vitale di base. E l'effetto si manifesta concretamente nei fatti concreti della vita quotidiana. Perché anche la nostra esistenza fa parte della rete universale.