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Jean Piaget

 

Jean Piaget, (Neuchâtel 1896 - Ginevra 1980), psicologo svizzero.

Fu allievo di E. Claparède, al quale succedette nella direzione dell'Istituto delle scienze dell'educazione dell'università di Ginevra. Dopo una giovanile formazione filosofica e logica, venne a contatto, alla scuola di Claparède, con gli scritti dei pragmatisti e soprattutto con l'opera di W. James. Ma i suoi interessi si rivolsero specialmente all'epistemologia, attraverso la mediazione di A. Lalande e L. Brunschvicg; e proprio per approfondire su base empirica la ricerca epistemologica egli si avvicinò alla psicologia (studiando fra l'altro il pensiero di A. Binet e di P. Janet, nonchè la psicoanalisi, che tuttavia non lo soddisfece sul piano metodologico), e in particolare alla psicologia dell’età evolutiva. Elaborata una propria originalissima metodologia di ricerca, Jean Piaget dimostrò non solo (in continuità col pensiero di Claparède) la differenza qualitativa fra il pensiero adulto e il pensiero infantile, ma anche l’esistenza di fasi differenziate dello sviluppo cognitivo, prima di lui solo genericamente intuite e non evidenziate dall'applicazione dei test mentali sul tipo della “scala Binet”. Razionalista convinto, Piaget lottò tutta la vita contro l'empirismo filosofico e l'associazionismo psicologico (contrapponendosi pertanto anche al comportamentismo) sulla base dell'assunto che l'attività cognitiva costituisce una struttura estremamente complessa, irriducibile alle leggi della natura fisica e biologica di tipo elementare. Per questo suo antiriduzionismo, per essersi opposto al vitalismo bergsoniano, e per aver avvicinato fruttuosamente la tematica logica e quella psicologica, Piaget può ben essere considerato il principale anticipatore dell'odierna psicologia cognitivista.
Il contributo piagetiano alla conoscenza scientifica appartiene solo in parte alla psicologia (dei cui problemi non relativi ai processi cognitivi Piaget non s'interessò affatto), e appartiene all'epistemologia in una prospettiva empirico-genetica che rompe con la tradizione epistemologica occidentale.

Le Opere psicologiche di Jean Piaget e quelle di epistemologia genetica sue e dei suoi collaboratori (circa sessanta, a partire dal 1936) possono essere tutte considerate come la realizzazione del programma di lavoro enunciato in un articolo del 1925: Psicologia e critica della conoscenza.

Fra le sue opere si ricordano: Introduzione all'epistemologia genetica (3 VOII., 1950), Logica e conoscenza scientifica (1967), Biologia e conoscenza (1967), Lo strutturalismo (1968), Saggezza e illusioni della filosofia (1968), Logica e psicologia (1968), Epistemologia delle scienze dell'uomo (in collaborazione con vari autori, 1972).
Scomparso Piaget, la sua opera è proseguita da B. Inhelder e altri presso il Centro internazionale e interdisciplinare di epistemologia genetica, fondato a Ginevra nel 1955 con l'aiuto della Fondazione Rockefeller.

 

fonte: Enciclopedia Garzanti di Filosofia - 1990

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