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Riflessioni sull'Esoterismo

di Daniele Mansuino   indice articoli

Un esperimento di esoterismo marxista

Agosto 2011
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Decisi di fare delle ricerche, che andarono avanti finché ne Il materialismo storico di Federico Engels di Mondolfo trovai : al posto della tabula rasa del sensismo materialistico, che riceve passivamente le sue tracce e dall’esterno trae quindi ogni alimento al suo progresso, noi ci troviamo innanzi una capacità interna (dell’uomo), una entelechia che tende all’atto ; ma che trova la resistenza passiva nella materia, nella limitazione che l’esteriorità le costituisce. Dinamismo finalistico al posto del materialismo meccanicistico, ecco la concezione della realtà spirituale umana, che in Engels tende a presentarsi allorchè egli muove dalla considerazione del processo storico e del suo progresso.

In altre parole : la fonte del processo dialettico risiede proprio nell’incapacità dell’uomo di far coincidere la potenza con l’atto. Mi venne in mente allora che anche Feuerbach c’era arrivato vicino, identificando nel bisogno la spinta allo sviluppo, e queste semplici considerazioni mi fornirono la chiave per una corretta trasposizione delle categorie di potenza ed atto nel pensiero di Marx, laddove la prassi non è altro che l’applicazione del ternario hegeliano all’azione umana sulla base delle seguenti corrispondenze :

 

condizioni storiche = tesi ;

bisogno = antitesi ;

azione rivoluzionaria = sintesi.

 

Per molti giorni l’acqua mi fece compiere la solita danza, facendola però seguire da un’operazione inconsueta : sull’Altare avevo disposto un portacenere di ceramica contenente due palline di gomma, una contrassegnata con la lettera P (potenza) e l’altra con la A (atto). Mi aveva spiegato :

 

Tu ora lavori nello spazio tra potenza e atto. Ti insegno a farli coincidere con una specifica danza.

Il dissenso politico è solo un aspetto dell’incapacità dell’uomo di attuare il suo desiderio di unificare potenza ed atto. L’energia che separa la potenza dall’atto è quella che bisogna trattare per forgiare un uomo che sia in grado di unificarli.
La potenza è la croce, l’atto è il quadrato. Ci sono 4 spazi tra potenza e atto, e devi imparare a riempirli con le energie adatte. Lenin lo sapeva fare.

 

Dopo alcuni minuti di danza (perlopiù in uno stato di trance stuporosa o profonda), come in sogno vedevo me stesso accostarsi all’Altare. Afferravo le due palline P e A con le due mani, le premevo fino a deformarle, poi con un elegante gesto a semicerchio le ponevo in contatto. Nell’attimo del contatto, mi scuoteva una scarica di energia talmente violenta che più di una volta finii con le gambe all’aria.

Non so per quanti giorni andai avanti ; poi, un pomeriggio, il potere dell’acqua mi informò che per il momento questa fase del rituale doveva considerarsi terminata. Mi fece riporre il contenitore con le palline e mi dettò quanto segue :

 

Lenin è uno sciamano di grande importanza, uno dei massimi di ogni tempo. Tutti i suoi scritti sono sciamanici, e per essere compresi devono essere suddivisi in quattro parti. Anche con un singolo suo scritto lo puoi fare. Va bene uno qualsiasi.

Prendi uno scritto di Lenin breve e mettilo su 4 fogli word diversi, cambiando foglio ad ogni suo punto a capo. Quando sei arrivato al quarto foglio, ricomincia dal primo.

Quando hai terminato questa operazione con i paragrafi, devi fare la stessa cosa con le singole frasi.

In questo modo, l’originario scritto di Lenin risulterà trasformato in quattro brani di prosa completamente nuovi, che avrai su quattro fogli diversi.

Devi usare il primo per evocare l’energia della Luna Nuova. Il secondo per la Luna Crescente. Il terzo per la Luna Piena. Il quarto per la Luna Calante.

In questo modo potrai imparare a padroneggiare le quattro energie che Lenin utilizzò per scatenare la Rivoluzione.

Dovendo scegliere uno scritto breve di Lenin per fare l’esperimento, spulciai per un po’ la mia rara edizione dell’opera omnia di Lenin stampata a Mosca per conto degli Editori Riuniti, di cui vado molto fiero. Dapprima mi orientai verso gli scritti della gioventù, i più limpidi sul piano teorico e quindi a mio giudizio i più adatti per un lavoro che prescinde dai contenuti semantici e dovrebbe condurre a risultati applicabili fuori dal tempo ; nessuno, però, fece scattare in me la molla che avrebbe dovuto spingermi a metterli su word e cominciare il lavoro di destrutturazione.

La molla scattò invece al decimo e ultimo capitolo di L’imperialismo fase suprema del capitalismo, intitolato Il posto che occupa l’imperialismo nella storia.

Ora, anche chi non abbia pratica di leninismo è in grado di capire da questi titoli che si tratta di argomenti tuttora di grande attualità ; questo però è appunto il problema, in quanto Lenin scrisse questo testo (tra Gennaio e Luglio del 1916) avendo in mente la situazione del suo tempo, mentre l’ideologizzazione dei suoi scritti portata dallo stalinismo determinò la tendenza a trasformare le sue affermazioni in verità assolute, applicabili anche a contesti storici del tutto diversi : una prassi che, nel corso del ventesimo secolo, portò più volte a risultati disastrosi.

E’ del resto un grave errore prendere a modello un qualunque testo marxista ponendolo al di fuori del contesto storico che l’ha espresso.

Il brano da me scelto era dunque un testo difficile, problematico e non guardato con particolare simpatia da molti teorici leninisti contemporanei, che lo considerano una sorta di dinamite da maneggiare con cura, proprio in virtù dei pericolosi equivoci che può creare.

Ma d’altra parte, quello che volevo fare io era destrutturarlo, il che significava neutralizzarne il senso logico ; qualunque testo di Lenin poteva prestarsi a tale scopo – come del resto il potere dell’acqua mi aveva chiaramente spiegato – quindi, non mi costava nulla seguire l’ispirazione.

Lo misi su word e lo destrutturai secondo le regole indicate, del tutto convinto – come probabilmente anche voi – che la lucida e attraente esposizione del testo originario si sarebbe trasformata in qualcosa di completamente insensato.

Giudicate voi : lo pubblico qui di seguito. Ho evidenziato col corsivo le poche modifiche (soprattutto nella Luna Nuova) che apportai laddove effettivamente risultavano carenze di senso logico.

Sarei modestamente del parere che il risultato è sbalorditivo : il discorso che ne fuoriesce fila alla perfezione, svelando una nuova dimensione del discorso di Lenin che nel testo originale risultava completamente occulta.

E comunque – vale ripeterlo ancora – non è per fornire ai comunisti nuovi oracoli che gli sciamani fanno lavori del genere. Il solo fine del Discorso delle Quattro Lune è fornire la chiave per risalire alle quattro energie corrispondenti. E’ un po’ come scavare nella mente di Lenin per mettere a nudo le scariche elettriche a bassissima frequenza che stavano alla base dei suoi processi neuronali, riprodurle in quantità industriale e utilizzarle anche noi.

 

 

 

Luna Nuova :

Abbiamo visto come l'imperialismo, per la sua natura economica, sia capitalismo monopolistico. Ai numerosi "antichi" moventi della politica coloniale, il capitale finanziario aggiunse ancora la lotta per le sorgenti di materie prime, quella per l'esportazione di capitali, quella per le "sfere d'influenza", cioè per le regioni che offrono vantaggiosi affari, concessioni, profitti monopolistici, ecc., e infine la lotta per il territorio economico in generale. Negli Stati Uniti lo sviluppo economico negli ultimi decenni è stato ancora più rapido che in Germania, ed appunto per tale circostanza i tratti parassitari del moderno capitalismo americano si sono manifestati con forza particolare. Come scrisse Saint-Simon: “L'odierna anarchia della produzione, derivante dal fatto che i rapporti economici si svolgono senza una regolamentazione uniforme, deve cedere il posto all'organizzazione della produzione.” Siamo ancor lontani dall'attuazione di questa sua predizione, ma siamo sulla via che conduce alla sua attuazione : è un marxismo diverso da quello che si raffigurò Marx, ma diverso solo nella forma.

Il monopolio sorse dalla concentrazione della produzione in uno stadio assai elevato di essa. Si formarono allora le associazioni monopolistiche di capitalisti : cartelli, sindacati e trust. Abbiamo già veduto quale enorme funzione essi compiano nell'attuale vita economica. I capitalisti di uno dei tanti rami industriali, di uno dei tanti paesi, ecc., raccogliendo gli alti profitti monopolistici hanno la possibilità di corrompere singoli strati di operai e, transitoriamente, perfino considerevoli minoranze di essi schierandole a fianco della borghesia del rispettivo ramo industriale o della rispettiva nazione contro tutte le altre. Non bisogna ingannarsi sul significato di un simile fenomeno : è un ottimismo nei confronti dell'opportunismo. Non vale certo come "confutazione" di Marx, se non a condizione di fare un passo indietro e, dalla rigorosa analisi scientifica di Marx, andare verso l'intuizione, bensì geniale, ma pur sempre intuizione, di Saint-Simon.

I monopoli condussero all'accaparramento intensivo delle principali sorgenti di materie prime, specialmente nell'industria più importante e più cartellata della società capitalistica, quella siderurgico-mineraria. Sarebbe erroneo credere che tale tendenza alla putrescenza escluda il rapido incremento del capitalismo: tutt'altro. A tale riguardo è molto istruttivo il fatto che le espressioni correnti degli economisti borghesi, che scrivono intorno al moderno capitalismo, sono : "intreccio", "mancanza d'isolamento" e così via ; le banche sarebbero "imprese che per i loro compiti e la loro evoluzione non hanno carattere economico puramente privato, ma vengono sempre più superando i limiti della regolamentazione puramente privata dell'economia".

I monopoli sorsero dalle banche. Riesser, l'autore di un'opera sulle grandi banche tedesche, così dice sulla rapidità dello sviluppo economico della Germania : "Il progresso tutt'altro che lento dell'epoca precedente (1848-1870) sta alla rapidità con cui progredì nell'attuale periodo (1870-1905) l'intera economia tedesca, e in ispecie il sistema bancario, su per giù nello stesso rapporto in cui la velocità delle diligenze postali del buon tempo antico sta a quella dell'odierna automobile, sì veloce da mettere a repentaglio la vita del tranquillo pedone che si trova a passare e perfino di chi vi è montato sopra". "Casualmente si vanno intrecciando" i possessi delle nazioni, i rapporti tra i proprietari privati.

 

 

 

Luna Crescente :
Al principio del secolo XX i monopoli acquistarono l'assoluta prevalenza nei paesi progrediti: e se i primi passi sulla via della cartellizzazione furono compiuti da paesi con alti dazi protettivi (Germania, America), tuttavia poco tempo dopo anche l'Inghilterra, con tutto il suo sistema di libertà commerciale, mostrava lo stesso fenomeno fondamentale: il sorgere dei monopoli dalla concentrazione della produzione. Questa tendenza è rafforzata dall'aspro antagonismo esistente tra i popoli imperialisti a motivo della spartizione del mondo. E' un ottimismo che serve a nascondere l'opportunismo.

Già questo solo fatto basta a determinare la posizione storica dell'imperialismo, giacché il monopolio, nato sul terreno della libera concorrenza, e propriamente appunto dalla libera concorrenza, è il passaggio dall'ordinamento capitalista a un più elevato ordinamento sociale ed economico. Quando per esempio le potenze europee occupavano con le loro colonie solo una decima parte dell'Africa, come era il caso ancora nel 1876, la politica coloniale poteva allora svolgersi in forma non monopolistica, nella forma, per così dire, di una "libera presa di possesso" di territorio. Ma, da un altro lato, il confronto, poniamo, della borghesia repubblicana di America con quella monarchica del Giappone o della Germania, dimostra che nell'epoca dell'imperialismo restano molto sbiadite le più forti differenze politiche, non già perché, in sé, esse siano senza importanza, ma perché in tutti questi casi si tratta di una borghesia con caratteri parassitari espressamente determinati. Non saranno più gli imprenditori isolati. indipendenti tra loro e ignari dei bisogni economici degli uomini, a dare la direzione e l'indirizzo alla produzione, ma ciò spetterà invece a una apposita istituzione sociale.

Il possesso monopolistico delle più importanti sorgenti di materia prima ha aumentato immensamente la potenza del grande capitale e acuito l'antagonismo tra l'industria dei cartelli e l'industria libera. Nell'età dell'imperialismo i singoli paesi palesano, con forza maggiore o minore, ora l'una ora l'altra di quelle tendenze. E lo stesso Riesser, cui si deve tale definizione, con la faccia più seria di questo mondo, dichiara che la "profezia" di Marx intorno alla "socializzazione", "non si è avverata"!

Le banche si trasformarono da modeste imprese di mediazione in detentrici monopolistiche del capitale finanziario. Che cosa significa la parola "intreccio"? Essa indica soltanto il carattere più appariscente di un processo che si va compiendo sotto i nostri occhi. Ma il substrato di questo intreccio, ciò che ne costituisce la base, sono le relazioni sociali di produzione che si vanno modificando.

 

 

 

Luna Piena :

Monopoli, oligarchia, tendenza al dominio anziché alla libertà, sfruttamento di un numero sempre maggiore di nazioni piccole e deboli per opera di un numero sempre maggiore di nazioni più ricche o potenti: sono le caratteristiche dell'imperialismo, che ne fanno un capitalismo parassitario e putrescente. In complesso il capitalismo cresce assai più rapidamente di prima, sennonché tale incremento non solo diviene in generale più sperequato, ma tale sperequazione si manifesta particolarmente nell'imputridimento dei paesi capitalisticamente più forti (Inghilterra).

Si devono distinguere particolarmente quattro tipi principali di monopolio o quattro principali manifestazioni del capitalismo monopolistico che caratterizzano il corrispondente periodo. Ma allorché furono occupati già nove decimi dell'Africa (verso il 1900), allorché fu terminata la divisione del mondo, allora, com'era inevitabile, s'iniziò l'età del possesso monopolistico delle colonie, e quindi anche di una lotta particolarmente intensa per la partizione e ripartizione del mondo. Schulze-Gaevernitz, l'entusiasta ammiratore dell'imperialismo tedesco, dice: "Se in ultima analisi la direzione di tutte le banche tedesche si trova affidata a una dozzina di persone, l'attività di costoro fin da oggi è assai più importante per il bene pubblico che non quella della Maggior parte dei ministri. [E' più comodo dimenticare l'"intreccio" tra gli uomini di banca, i ministri, i grandi industriali, i rentiers ... ] Un'autorità amministrativa centrale, in grado di osservare da un più elevato punto di vista l'ampio terreno dell'economia sociale, regolerà quest'ultima in modo utile a tutta la collettività ed assegnerà i mezzi di produzione a mani idonee, e segnatamente vigilerà con costante armonia tra produzione e consumo.

E' noto a tutti quanto il capitale monopolistico abbia acuito tutti gli antagonismi del capitalismo. Così sorge un legame tra l'imperialismo e l'opportunismo; fenomeno questo che si manifestò in Inghilterra prima e più chiaramente che altrove, perché ivi, molto prima che in altri paesi, apparvero certi elementi imperialistici. Di fatto, la particolare rapidità e il carattere particolarmente ripugnante dello sviluppo dell'opportunismo non ne garantiscono la sicura vittoria, così come la rapidità dello sviluppo di un ascesso purulento su un organismo sano non può far altro che accelerarne la maturazione e liberarne più rapidamente l'organismo.

Tre o cinque grandi banche, di uno qualunque tra i paesi più evoluti, attuarono l'"unione personale" del capitale industriale e bancario, e concentrarono nelle loro mani la disponibilità di miliardi e miliardi che costituiscono la massima parte dei capitali e delle entrate in denaro di tutto il paese. Essa dimostra semplicemente che l'osservatore vede i singoli alberi, ma non si accorge del bosco. Quando una grande azienda assume dimensioni gigantesche e diventa rigorosamente sistematizzata e, sulla base di un'esatta valutazione di dati innumerevoli, organizza metodicamente la fornitura della materia prima originaria nella proporzione di due terzi o di tre quarti dell'intero fabbisogno di una popolazione di più decine di milioni; quando è organizzato sistematicamente il trasporto di questa materia prima nei più opportuni centri di produzione, talora separati l'uno dall'altro da centinaia e migliaia di chilometri; quando un unico centro dirige tutti i successivi stadi di elaborazione della materia prima, fino alla produzione dei più svariati fabbricati; quando la ripartizione di tali prodotti, tra le centinaia di milioni di consumatori, avviene secondo un preciso piano (spaccio del petrolio in America e Germania da parte del "trust del petrolio" americano), allora diventa chiaro che si è in presenza di una socializzazione della produzione e non già di un semplice "intreccio"; che i rapporti di economia privata e di proprietà privata formano un involucro non più corrispondente al contenuto, involucro che deve andare inevitabilmente in putrefazione qualora ne venga ostacolata artificialmente l'eliminazione, e in stato di putrefazione potrà magari durare per un tempo relativamente lungo (nella peggiore ipotesi, nella ipotesi che per la guarigione... del bubbone opportunistico occorra molto tempo!), ma infine sarà fatalmente eliminato.

 

 

 

Luna Calante :

La più cospicua manifestazione di un monopolio è l'oligarchia finanziaria che attrae, senza eccezione, nella sua fitta rete di relazioni di dipendenza tutte le istituzioni economiche e politiche della moderna società borghese. Essa traduce servilmente il lato esteriore, casuale, caotico, e tradisce nell'osservatore un uomo che è sopraffatto dalla copia del materiale e non ne capisce più il significato e l'importanza.

Il monopolio sorse dalla politica coloniale. A sua volta il capitale finanziario, cresciuto così vertiginosamente, e appunto per questo, sarebbe ben desideroso di un possesso "più tranquillo" delle colonie, che potrebbe strappare, e non solo con mezzi pacifici, alle nazioni più ricche. Immaginando giunte al termine del loro svolgimento le tendenze evolutive da noi indicate, avremo il capitale liquido della nazione nelle banche; le banche a loro volta collegate in un unico cartello; il capitale della nazione, in cerca di investimento, espresso in titoli. Vi sono delle istituzioni che hanno introdotto fra i loro compiti quello di dare una certa organizzazione al lavoro economico, e sono le banche.

Basta accennare al rincaro dei prezzi e alla pressione dei cartelli. Questo inasprimento degli antagonismi costituisce la più potente forza motrice del periodo storico di transizione, iniziatosi con la definitiva vittoria del capitale finanziario mondiale. Alcuni scrittori, come per esempio Martov, si compiacciono di trascurare il fatto del legame tra l'imperialismo e l'opportunismo nel movimento operaio -fatto che salta, specialmente agli occhi in questo momento- per mezzo di ragionamenti "ufficiali ottimistici" (nel senso di Kautsky e Huysmans) di questo genere: la causa degli avversari del capitalismo sarebbe disperata se appunto il capitalismo avanzato conducesse a un rafforzamento dell'opportunismo, o se appunto gli operai meglio pagati fossero propensi all'opportunismo, ecc. Più pericolosi di tutti, da questo punto di vista, sono coloro i quali non vogliono capire che la lotta contro l'imperialismo, se non è indissolubilmente legata con la lotta contro l'opportunismo, è una frase vuota e falsa.

Sempre più netta appare la tendenza dell'imperialismo 'a formare lo "Stato rentier", lo Stato usuraio, la cui borghesia vive esportando capitali e "tagliando cedole". Da tutto ciò che si è detto sopra intorno all'essenza economica dell'imperialismo risulta che esso deve esser caratterizzato come capitalismo di transizione, o più esattamente come capitalismo morente.

 

 

 

L’inizio dell’operazione sulle quattro Lune venne fissato per l’11 Luglio 2010, che non era solo il giorno della finale dei Mondiali ma anche la Luna Nuova di Luglio, accompagnata da un’eclissi di Sole non visibile dall’Italia (per questo han giocato male).

Preparai un grosso foglio riportante il disegno della croce iscritta nel quadrato ; nei quattro spazi angolari tra croce e quadrato raffigurai le quattro Lune (non diversamente da come vengono rappresentate nei calendari) e lo disposi sull’altare del mio Tempio voodoo. Al centro della croce posi il recipiente di bronzo che contiene il potere dell’acqua, ed ero pronto a cominciare.

Purtroppo, il destino si mise di traverso : pochi giorni prima fui ricoverato improvvisamente all’ospedale per una operazione e ci restai per 17 giorni.

Al momento, non so quando le condizioni adatte per intraprendere il lavoro si presenteranno nuovamente. Nel frattempo sto dandomi da fare sui paralipomeni, applicando il metodo della suddivisione quaternaria ad altri passi di Lenin per meglio identificare l’esatta natura delle quattro energie lunari-rivoluzionarie e le loro corrispondenze esoteriche ; se ci saranno risultati interessanti, non mancherò di relazionare agli amici lettori.


   Daniele Mansuino

 

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