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Filosofia Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.

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Vecchio 06-11-2008, 20.13.13   #21 (permalink)
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Riferimento: il dramma di essere al mondo

Citazione:
Originalmente inviato da arsenio
La redenzione è l'amore e la libertà di pensiero per accettare la propria condizione, per uscire dal nostro egocentrismo e realizzare il nostro essere profondo ( è questo, secondo me l”essere”, e non quello dei metafisici) Il dolore si domina guardandolo in faccia, realizzandosi nell'ottenere ciò che è ragionevole, conoscendosi con lucidità, evitando i facili consensi.
Quello che hai descritto è una verità metafisica..dunque perché contrapporsi ai metafisici che non dicono nulla di diverso?
Per il dolore:se si tenta di dominarlo, questi non può che aumentare. Osservarlo non significherà mai sfidarlo ma accoglierlo con tutto noi stessi,non rifiutando nulla. Solo l’amore (verso noi stessi innanzitutto) può solvere il dolore.
__________________
...e chi non vive di credenze non ha bisogno di dubitare
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Vecchio 06-11-2008, 20.15.12   #22 (permalink)
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Riferimento: il dramma di essere al mondo

Citazione da Arsenio.

Come già detto altrove l'esistenza è dolore e ognuno usa le misure che gli sono più congeniali per difendersene.

Gentilissimo Arsenio, nonostante i miei sforzi,non riesco assolutamente a condividere questa sua affermazione. Le sarei molto grato se volesse spiegarmi le basi o le cause che la inducono ad esprimersi in codesto modo.
Per ora riesco solo a pensare che sia l'esternazione di una persona molto provata dalle avversità della vita,solo con questo pensiero riesco a giustificarla,rammentandole comunque che non si può fare di tutta l'erba un fascio. Il dolore deve esserci, per giustificare l'esistenza della gioia,se vogliamo condividere la teoria della relatività, ma poi spetta a noi,usufruendo di quel purtroppo tanto condizionato Libero Arbitrio,e dando ascolto a quella buona dose di spiritualità che alberga dentro ad ognuno di noi il dover agire in modo corretto,superando ogni dolore e ragguingere il migliore grado di felicità e di benessere spirituale e materiale. La mia esperianza di vita condotta con consapevolezza mi fà esprimere in questo modo.
un amichevole saluto
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espert37
se vuoi conoscermi meglio, visita il blog:
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Vecchio 07-11-2008, 12.27.36   #23 (permalink)
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Riferimento: il dramma di essere al mondo

Citazione:
Originalmente inviato da ameobi
"Per vivere,per poter anche solo respirare dobbiamo fare lo sforzo insensato di credere che il mondo o i nostri concetti racchiudano un fondo di verita'. Non appena ricadiamo in quello stato di pura indeterminazione qualsiasi affermazione ci sembra azzardata o degradante,come pure qualsiasi negazione.E' indubbiamente strano non meno che pietoso arrivare a tal punto quando per anni ci si e' applicati con discreto successo a vincere il dubbio e a guarirne. Ma e' un male di cui nessuno si sbarazza completamente se lo ha provato sul serio."

Il rischio è essere prigionieri di “verità” precostituite, come chi ignora le varie”verità” di una realtà poliedrica. Essendo il presente forum filosofico, le verità assolute sono ormai superate da tempo in tale disciplina. Dogmi, verità indiscutibili, certezze,convinzioni non sono oggetto di discussione. Anche perchè si deve tenere conto della mutevolezza storica, della verificabilità,ecc.. Le verità dell'uomo sono quelle che emergono in collaborazione attraverso il confronto e il dialogo; è un concetto moderno ma che risale a Socrate. Altra cosa è crearsi alcuni valori personali in cui credere e da cui ricavare sicurezze, da continuamente verificare, reinquadrare, senza mai avere certezze definitive.



benvenuto
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Vecchio 07-11-2008, 12.28.56   #24 (permalink)
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Riferimento: il dramma di essere al mondo

Citazione:
Originalmente inviato da Noor
Quello che hai descritto è una verità metafisica..dunque perché contrapporsi ai metafisici che non dicono nulla di diverso?
Per il dolore:se si tenta di dominarlo, questi non può che aumentare. Osservarlo non significherà mai sfidarlo ma accoglierlo con tutto noi stessi,non rifiutando nulla. Solo l’amore (verso noi stessi innanzitutto) può solvere il dolore.

Il saper esser contrapposto all'avere e all'apparire (cfr. Fromm) non è metafisico, fino a prova contraria. Con l'essere profondo, intendo soprattutto approfondire conoscenze, anche poche,piuttosto che sfiorare con superficialità molti argomenti.: così insegna pure Schopenhauer.
E' vero che rincorrere la felicità rende ancora più infelici. Ma il dolore va elaborato, sublimato, appunto con azioni che rinforzano l'Io e l'”essere” senza affezionarvisi e crogiolarsi in esso. Ma ho già precisato l'accezione dell'essere metafisico, ma se qui non si distinguono alcuni concetti chiave della filosofia, non ne ho colpa.
L'”essere” qui, ora, senza imprigionarsi in verità metafisiche precostituite.
Potresti leggere pure le risposte per expert, che credo abbia qualche dubbio in comune con i tuoi.

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Vecchio 07-11-2008, 12.30.17   #25 (permalink)
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Riferimento: il dramma di essere al mondo

Citazione:
Originalmente inviato da espert37
Citazione da Arsenio.

Come già detto altrove l'esistenza è dolore e ognuno usa le misure che gli sono più congeniali per difendersene.

Gentilissimo Arsenio, nonostante i miei sforzi,non riesco assolutamente a condividere questa sua affermazione. Le sarei molto grato se volesse spiegarmi le basi o le cause che la inducono ad esprimersi in codesto modo.
Per ora riesco solo a pensare che sia l'esternazione di una persona molto provata dalle avversità della vita,solo con questo pensiero riesco a giustificarla,rammentandole comunque che non si può fare di tutta l'erba un fascio. Il dolore deve esserci, per giustificare l'esistenza della gioia,se vogliamo condividere la teoria della relatività, ma poi spetta a noi,usufruendo di quel purtroppo tanto condizionato Libero Arbitrio,e dando ascolto a quella buona dose di spiritualità che alberga dentro ad ognuno di noi il dover agire in modo corretto,superando ogni dolore e ragguingere il migliore grado di felicità e di benessere spirituale e materiale. La mia esperianza di vita condotta con consapevolezza mi fà esprimere in questo modo.
un amichevole saluto

L'esistere è dolore per ogni pensiero,laico o religioso che sia. Essere gettati nel mondo, essere per la morte; dolore per gli antichi greci che temevano Giove quando estraeva il male dall'otre del dolore per destinare la sorte degli uomini; dolore per i cristiani che ne sono responsabili per il peccato originale,colpa che risale ad Adamo ed Eva ;male buddistico, quando Budda a trent'anni si accorge della malattia, morte, vecchiaia e abbandona ogni bene e si mette a predicare, ecc. ecc.La religione ci distingue dagli animali perché loro non sono ossessionati dall''angoscia di morte (origine della religione), che l'uomo ritiene il male maggiore, ecc.ecc.

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Vecchio 07-11-2008, 18.09.14   #26 (permalink)
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Riferimento: il dramma di essere al mondo

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Originalmente inviato da arsenio
Con l'essere profondo, intendo soprattutto approfondire conoscenze, anche poche,piuttosto che sfiorare con superficialità molti argomenti.: così insegna pure Schopenhauer.
E' vero che rincorrere la felicità rende ancora più infelici. Ma il dolore va elaborato, sublimato, appunto con azioni che rinforzano l'Io e l'”essere” senza affezionarvisi e crogiolarsi in esso.
Ah beh certo..se per essere profondo intendi ciò..son d'accordo con te..
Non confonderei comunque la superficialità con la sintesi non discorsiva ..
Ribadisco che il dolore per essere elaborato dev'essere innanzitutto riconosciuto,ciò non significa nè crogiolarvisi,nè attaccarvisi,nè dominarlo,quanto produrre il calore dell'accettazione,per questo parlavo di amore..e ciò presuppone quella maturazione dell'Io a cui tu accenni.
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Ultima modifica di Noor : 07-11-2008 alle ore 18.22.56.
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Vecchio 08-11-2008, 12.39.10   #27 (permalink)
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Originalmente inviato da arsenio
L'esistere è dolore per ogni pensiero,laico o religioso che sia. Essere gettati nel mondo, essere per la morte; dolore per gli antichi greci che temevano Giove quando estraeva il male dall'otre del dolore per destinare la sorte degli uomini; dolore per i cristiani che ne sono responsabili per il peccato originale,colpa che risale ad Adamo ed Eva ;male buddistico, quando Budda a trent'anni si accorge della malattia, morte, vecchiaia e abbandona ogni bene e si mette a predicare, ecc. ecc.La religione ci distingue dagli animali perché loro non sono ossessionati dall''angoscia di morte (origine della religione), che l'uomo ritiene il male maggiore, ecc.ecc.


Carissimo Arsenio, questa mia, vuole essere solo una constatazione seguita da critica costruttiva; Io non mi limito ad esprimere letteralmente ciò che hanno pensato e detto gli altri, bensi, ascolto,recepisco,analizzo confrontando il tutto con il mio pensiero,quindi dopo mia personale elaborazione,confrontando il tutto con le realtà de me esperite. ne trasmetto i risultati. Credo sia questo un modo giusto per proseguire in una ricerca.
Probabilmente è questa la causa che non mi permette di condividere la titolazione del presente argomento. Come potrei chiamare dramma ciò che per me, nella chiara realtà è una grazia?
Amichevolmente espert37
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Vecchio 08-11-2008, 18.40.08   #28 (permalink)
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Riferimento: il dramma di essere al mondo

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Originalmente inviato da arsenio
L'esistere è dolore per ogni pensiero,laico o religioso che sia. Essere gettati nel mondo, essere per la morte; dolore per gli antichi greci che temevano Giove quando estraeva il male dall'otre del dolore per destinare la sorte degli uomini; dolore per i cristiani che ne sono responsabili per il peccato originale,colpa che risale ad Adamo ed Eva ;male buddistico, quando Budda a trent'anni si accorge della malattia, morte, vecchiaia e abbandona ogni bene e si mette a predicare, ecc. ecc.La religione ci distingue dagli animali perché loro non sono ossessionati dall''angoscia di morte (origine della religione), che l'uomo ritiene il male maggiore, ecc.ecc.


Anch'io mi unisco a Espert. Capisco ciò che intendi quando sostieni ciò che cito da te. Ma quello che vorrei tu ci/mi spiegassi è perchè è SOLO dolore, ALLA FINE dolore e tutte queste espressioni che sembrano cogliere un'essenza della vita che sta sotto le sue presunte apparenze. Cioè perchè Espert può dire ciò che dice della vita, nonostante l'essenza che ne ricavi tu?

A me ad esempio non basta, come fai tu, trovare il dolore come un aspetto mai assente nella vita, per determinarne l'essenza in questo senso.
__________________
E' difficile sapere una cosa, e fare finta di non saperla.

L. Wittgenstein
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Vecchio 08-11-2008, 22.35.18   #29 (permalink)
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Originalmente inviato da odos
Anch'io mi unisco a Espert. Capisco ciò che intendi quando sostieni ciò che cito da te. Ma quello che vorrei tu ci/mi spiegassi è perchè è SOLO dolore, ALLA FINE dolore e tutte queste espressioni che sembrano cogliere un'essenza della vita che sta sotto le sue presunte apparenze. Cioè perchè Espert può dire ciò che dice della vita, nonostante l'essenza che ne ricavi tu?

A me ad esempio non basta, come fai tu, trovare il dolore come un aspetto mai assente nella vita, per determinarne l'essenza in questo senso.

Difatti ,secondo me,è sufficiente una sola testimonianza per confutare tutta la letteratura sul dolore (ma è questa filosofia,o lo è invece l'esperire la vita,piuttosto che il pensarla come dice Espert?)
Non esiste il dolore (intendiamo non quello fisico,)come oggettività:è come osservare il cielo ed io vederlo azzurro e l'altro verde..
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