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| LettereOnLine Indice articoli rubrica |
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#1 (permalink) |
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Ospite abituale
Data registrazione: 08-04-2002
Messaggi: 2,990
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Esiste la vera libertà o siamo tutti schiavi? (di Marco Zulian)
Ci sono lettere interessanti nella rubrica Lettere Online. Questa, da cui stralcio un pezzetto, è di Marco Zulian e si intitola: - Esiste la vera libertà o siamo tutti schiavi? –
....... la schiavitù, ora, è divenuta, interiore. La nostra coscienza è proprietà di coloro che controllano le televisioni, le pubblicità, i mezzi di comunicazione di massa che, lentamente e consapevolmente, tentano di unificare tutti gli ideali, tutte le menti al solo fine di vendere e guadagnare. Seneca ci aveva avvisato: si può perdere la libertà esteriore, ma non bisogna mai divenire schiavi interiormente, perché perdere la propria coscienza significa perdere noi stessi. Come aveva ragione, il vecchio filosofo romano! Lo si può sperimentare girovagando per i vicoli delle nostre città: vedi tante anime vuote, insipide, che ragionano, parlano, discorrono nella stessa maniera. Le osservi: sono incatenate, dipendenti alla tecnologia, alla moda, ai milioni di servizi che la società le offre. Un legame che diventa indissolubile solo quando tu decidi di lasciar che la corrente di parole inutili ti travolga e si impossessi di te. Esiste un rimedio a questo processo, che si è profondamente radicalizzato nella società moderna? Dal mio punto di vista, non vi è soluzione. L'unico deterrente, forse, che permette di fronteggiare e difendersi da un mondo che vuole costringerti a diventare un ignavo, come diceva Dante, è usare l'arma della ragione. Bisogna sapersi ascoltare, essere in grado di analizzare e selezionare gli impulsi esterni e, soprattutto, porre un proprio punto di vista originale: quando la mente sarà libera di giudicare, anche tu sarai veramente libero.Leggi la lettera .....L'unico deterrente, forse, che permette di fronteggiare e difendersi da un mondo che vuole costringerti a diventare un ignavo, come diceva Dante, è usare l'arma della ragione....... Quoto ed applaudo! ![]()
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Ma io sono fiero del mio sognare di questo etrno mio incespicare.... fare l'amore, tirare tardi, la fantasia ..... da "Quattro stracci" di Francesco Guccini |
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#2 (permalink) |
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Nuovo ospite
Data registrazione: 03-11-2005
Messaggi: 1
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Ciao a tutti... Sn l'autore del testo, quindi magari posso sentirmi più adatto a rispondere.
Come giustamente hai notato, le tre frasi, apparentemente, non hanno nulla di concreto. Ma proviamo a riflettere: cosa significa concretamente sapersi ascoltare, oppure porre un proprio punto di vista? Facciamo un esempio. La TV ci mostra continuamente come far successo nell'età moderna: sesso, droga, saper mostrare sederi e fianchi, far calendari, partecipare a reality-show o fare il calciatore. Tutto per finire, in pratica, nelle prime pagine dei giornali. Più quotidiani si vendono, più soldi entrano nelle tasche dei magnati delle comunicazioni. E quale cosa non può attirare di più l'animo umano, se la curiosità? Mi sono sempre chiesto perchè non mostrano mai scienziati all'opera, non trasmettono mai programmi in cui filosofi discutono di problemi d'attualità. Forse perchè non attirano la gente comune. Invece sono loro le persone da ammirare e, magari, tentare di emulare. Già così hai creato un tuo punto di vista, diverso da molte altre persone. Pensiamo, per esempio, al razzismo: perchè essere razzisti, se la scienza ha dimostrato che, dal punto di vista biologico, siamo tutti uguali? Non hai creato un tuo punto di vista? Questo vuol dire avere la mente libera di giudicare: avere la possibilità di riflettere autonomamente, di essere tu a decidere quali sono i tuoi valori morali e principi, non la famiglia o i mezzi di comunicazione. |
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#3 (permalink) |
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Nuovo ospite
Data registrazione: 31-10-2005
Messaggi: 2
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Sulla Libertà
Vorrei sottolineare l'aspetto creativo della libertà, spesso dimenticato.
Oltre a quanto già detto, Libertà è anche creatività: una mente libera può vagare liberamente in tutte le direzioni del Sapere, non ha vincoli o meglio li supera con facilità e da questa esplorazione coraggiosa mediante la Ragione, può giungere a nuovi lidi... Purtroppo sovente concordiamo, ci allineamo, ci mettiamo in coda perchè la libertà, il ragionare e il coraggio sono sforzo,fatica e la paura del giudizio riesce ad uccidere le idee sul nascere..
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"The only benefit of my ignorance is that my mind is almost empty, dark: the only existing light is my fixed reasoning on Consciousness and on fruits that my thought produces." Lucia S. |
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#4 (permalink) | |
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Ospite abituale
Data registrazione: 08-04-2002
Messaggi: 2,990
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Re: Sulla Libertà
Citazione:
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Ma io sono fiero del mio sognare di questo etrno mio incespicare.... fare l'amore, tirare tardi, la fantasia ..... da "Quattro stracci" di Francesco Guccini |
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#5 (permalink) |
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Ospite abituale
Data registrazione: 15-03-2004
Messaggi: 75
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Come scrivo anche altrove, la libertà è il coraggio di esprimersi, di prendere una posizione al di là del pensiero comune, al di là della maggioranza. E' il coraggio di porsi al di là di qualsiasi moda... E per questo come è stato osservato è certamente creazione.
Quanto dico può sollevare un problema però. E' possibile o necessario porsi al di là di qualsiasi moda, al di là della maggioranza, al di là di quello che a me piace chiamare "pensiero pre-fabbricato" (vedi homepage, argomento sull'identità)? La pena sembra essere l'esclusione dalla società. Le regole della società devono essere rispettate per rimanere inclusi nella società. Il nostro grado di relazionalità scenderebbe alquanto in basso se per esempio smettessimo di lavarci, o ci mettessimo a girare per la città nudi... (Ho fatto esempi un po' estremi per rendere l'idea). I nostri ragionamenti, tutti i nostri pensieri non possono evitare di tener conto del mondo che ci circonda, dell'altro, della cultura in cui viviamo, dei nostri particolari usi e costumi... e così la questione libertà o schiavitù è di difficile interpretazione. Perché se effettivamente da una parte è giusto che io usi la mia testa per ragionare e formulare giudizi, e non quella degli altri, è pur vero che questi "altri" non possono essere ignorati, ed inoltre formulano loro stessi giudizi. Ed è in base a determinate regole di società che un giudizio alla fine prevale su un altro, risulta in qualche modo "migliore". Ma che cosa vuol dire "migliore"? Si può forse far coincidere il "migliore" pensiero, con quello accettato dalla maggioranza delle persone, che mi sembra un po' il caso della nostra cultura, ciò che accade nella nostra società. Un individuo allora dovrebbe adattarsi alla maggioranza, pena l'esclusione dalla società? Ricordo - per essere concreto - gli anni di scuola media. Io non sono mai stato attaccato, per natura, per carattere, alla moda vestiaria e all'apparenza esteriore. Lasciavo che fossero i miei genitori ad acquistarmi i vestiti, le scarpe... Per me sono solo perdite di tempo le ore passate a fare shopping, a scegliere gli indumenti, per non parlare di quelle che passano cert'uni, e specialmente cert'une, a prepararsi, truccarsi, cercare la camicia intonata con i pantaloni, la borsetta intonata con il maglione... La mattina mi sveglio, apro l'armadio e prendo la prima camicia che mi capita, il primo pantalone che trovo, i primi calzini... Non sto a farmi troppe seghe mentali per scegliere i vestiti da indossare. Non mi sono quasi mai messo il gel o altre cose varie... (ora devo ammettere che le cose sono un po' cambiate, comunque non impiego mai più di 10 al max. 15 minuti per prepararmi). Insomma venendo al sodo i miei compagni erano un po' stupiti di questo mio atteggiamento. Mi dicevano: "Perchè non compri le scarpe di questa marca? Perchè non ti metti il gel? Perchè questo? Perchè quest'altro?" Ammetto di essere un po' particolare, ma la cosa che odio di più è quando qualcuno vuole impormi qualcosa. Per me che sono un "liberale" la forzatura, l'imposizione è la cosa che mi fa incazzare più di tutte. Mi si può dire tutto, ma non quello che devo fare, perchè quello lo voglio decidere io e da solo. Anzi, è proprio quando qualcuno cerca di impormi di fare una cosa che non la faccio più. Se sbaglio pazienza, sbaglio io, affaracci miei. Mi davano davvero fastidio e talvolta mi hanno fatto saltare pure i nervi quel genere di domande. Scusate lo sfogo, ma a volte ci sta. W la libertà.
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"Perché ho accolto l'invito dell'amico Giorgio Rochat a raccontare quegli anni terribili? Perché ho voluto rivivere il mio fascismo, la mia guerra fascista, la mia guerra partigiana? Perché credo nei giovani. Perché voglio che i giovani sappiano". Nuto Revelli, Le due guerre. "Alla fine mentre ricostruivamo il passato (traversato da continui moniti a non dimenticare perché non succeda più) ci siamo resi conto che quel che ascoltavamo come esecrabile racconto del passato lontano era presente e vicino, continuava ad avvenire sulla scena del mondo. Così quelle memorie marginali sono oggi ancora dolorosamente al centro della scena della guerra, e della morte che ci accompagna e che segna anche il futuro, le nostre vite, quelle delle democrazie occidentali, quelle dei nostri nipoti, apocalissi quotidiane, il passato si è fatto futuro, ascoltando donne e uomini dimenticati ci siamo trovati nella frontiera più attuale del mondo". Pietro Clemente, Postfazione. A ora incerta. In "Poetiche e politiche del ricordo. Memoria pubblica delle stragi nazifasciste in Toscana", Carocci editore, Roma, 2005. |
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#6 (permalink) |
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Ospite abituale
Data registrazione: 15-03-2004
Messaggi: 75
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P.S.: Questo non significa che rifiuti i consigli. I consigli sono ben diversi dalle imposizioni e al contrario delle imposizioni sono da me ben accetti.
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"Perché ho accolto l'invito dell'amico Giorgio Rochat a raccontare quegli anni terribili? Perché ho voluto rivivere il mio fascismo, la mia guerra fascista, la mia guerra partigiana? Perché credo nei giovani. Perché voglio che i giovani sappiano". Nuto Revelli, Le due guerre. "Alla fine mentre ricostruivamo il passato (traversato da continui moniti a non dimenticare perché non succeda più) ci siamo resi conto che quel che ascoltavamo come esecrabile racconto del passato lontano era presente e vicino, continuava ad avvenire sulla scena del mondo. Così quelle memorie marginali sono oggi ancora dolorosamente al centro della scena della guerra, e della morte che ci accompagna e che segna anche il futuro, le nostre vite, quelle delle democrazie occidentali, quelle dei nostri nipoti, apocalissi quotidiane, il passato si è fatto futuro, ascoltando donne e uomini dimenticati ci siamo trovati nella frontiera più attuale del mondo". Pietro Clemente, Postfazione. A ora incerta. In "Poetiche e politiche del ricordo. Memoria pubblica delle stragi nazifasciste in Toscana", Carocci editore, Roma, 2005. |
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#7 (permalink) |
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Ospite abituale
Data registrazione: 11-01-2005
Messaggi: 881
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Quella Tv che alfabetizzò il belpaese e fece conoscere la letteratura italiana ed europea tramite gloriose trasposizioni televisive era statalista e monopolista!
Oggi abbiamo più opzioni: le tv commerciali! Wow!Se l'immondizia genera profitto perchè non usarla, seguendo la legge di mercato? Sarete mica comunisti? Il rincoglionimento di massa è un trascurabile sottoprodotto della moderna società mercantile. Volete negare lo svago al proletario stanco riproponendo la Corazzata Potionkin (3 ore, senza sonoro e in bn)? Bestie! ![]()
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Il sapere è quella parte della nostra ignoranza che abbiamo ordinata e classificata. (Ambrose Gwinnett Bierce) |
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#8 (permalink) |
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Utente assente
Data registrazione: 21-07-2004
Messaggi: 1,567
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Esiste la vera libertà o siamo tutti schiavi?
"La mia libertà finisce dove comincia la vostra..." MLK La libertà è un qualcosa di ambiguo... ![]() Osservando la frase di King lo si può capire perfettamente... Cos'è la VERA libertà? Una libertà assoluta del singolo individuo NON esiste... Quindi? Cosa si intende con VERA? E quando è che la libertà sarà assoluta? Lo chiedo a voi... e a chi ha letto Zulian e conosce il suo pensiero... Elia P.S.: La verità ci farà liberi... (Gesù) ![]()
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Si difende la verità non facendo soffrire l'avversario, ma prendendo la sofferenza su di sé. (Mahatma Gandhi) Ultima modifica di Elijah : 26-11-2005 alle ore 11.44.04. |
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#9 (permalink) |
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Ospite abituale
Data registrazione: 12-10-2007
Messaggi: 129
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Riferimento: Esiste la vera libertà o siamo tutti schiavi? (di Marco Zulian)
Siamo schiavi della cultura e stereotopi di realtà e verita,perennemente bombardati da messaggi guida che inquadrino le nostre menti in modo da creare armonia all'interno di una società oramai in fallimento,lontana anni luce da una possibile verità e reale armonia.
Il significato di liberta é soggettivo,la vera libertà é pura vibrazione,essenza intuitiva che crea armonia chimica nel proprio corpo...non esiste una libertà comune,o quanto meno se esiste penso di esserne molto lontano...non é della nostra epoca,ma forse sono negativo...
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vivi e lascia vivere |
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#10 (permalink) |
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Ospite abituale
Data registrazione: 27-06-2007
Messaggi: 78
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Riferimento: Esiste la vera libertà o siamo tutti schiavi? (di Marco Zulian)
buonasera a tutti,
che bella discussione questa, complimenti! allora vorrei aggiungere ai vostri preziosi contributi, un mio umile pensiero. una frase che ho sentito o letto non mi ricordo dove, scusate. " nasciamo liberi, muoriamo schiavi!" penso che la "schiavitù", l' acquisiamo nel corso della vita. ma abbiamo una cesoia potente per tagliare le catene della schiavitù, sta a noi usarla o meno. non sempre liberando un uccellino dalla gabbia gli si dà la libertà, se non sa volare , nella libertà incontrerà la morte. la libertà vera secondo me, è quella dell'anima, quella non legata ai beni materiali. cordiali saluti daria |
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