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#1 (permalink) |
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Data registrazione: 30-03-2002
Messaggi: 251
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Noi siamo alla ricerca dei modi con i quali l'anima possa procedere con equilibrio e armonia, essere in pace con se stessa e soddisfatta del suo stato.
Le emozioni sono malattie dell'animo che sconvolgono l'individuo, lo separano dalla società facendogli preferire la solitudine. E' possibile vivere senza soffrire? Che cosa rende l'uomo sempre inquieto e inappagato? ?!?! |
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#2 (permalink) |
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Nuovo iscritto
Data registrazione: 03-04-2002
Messaggi: 1,322
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noto....
con piacere che anke tu usi la tavolozza dei coloribacio!!
Mi spieghi perchè dici che le emozioni sono malattie dell'animo che sconvolgono l'individuo, lo separano dalla società facendogli preferire la solitudine? Personalmente le mie emozioni vengono proprio da ciò che provo stando insieme agli altri, quindi non vedo come queste possano definirsi malattie e tantomeno indurmi al preferire la solitudine. L'irrequietezza e l'inappagabalità secondo me nasce da una insoddifazione personale, ma non la vedo in senso negativo anzi, se la nostra irrequietezza la mettiamo al lavoro nella ricerca del perchè della nostra insoddisfazione è probabile che poi ci si senta anche appagati. Ho fatto un peniero un pò contorto, non sò se mi sono spiegata, confido nella tua buona capacità di traduzione. ![]()
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Non si insegna quello che si sa o quello che si crede di sapere: si insegna e si può insegnare solo quello che si è. Jean Jourès |
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#3 (permalink) | |
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Data registrazione: 30-03-2002
Messaggi: 251
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Re: noto....
Citazione:
Perchè spesso chi non ha una forte personalità, certe emozioni possono portare l'individuo ad uno stato depressivo tale, fino a fargli preferire la solitudine, separandolo in fine dalla società. PS perchè dici di avere scritto un pensiero contorto? se così fosse, visto che mi è facile comprenderlo, significa che io sono contorta o ragiono così braccine bacio!! |
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#4 (permalink) |
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Nuovo iscritto
Data registrazione: 03-04-2002
Messaggi: 1,322
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sò de coccio
le emozioni di cui scrivi ovviamente dovranno essere tristi, perhè non avrebbe senso isolarsi dagli altri, ma se vivi un momento di tristezza è solo un momento, è uno stato d'animo che ci porta cmq a voler stare per conto nostro, e non solo la tristezza, ma anche particolari periodi difficili della ns. esistenza ci portano ad isolarci. Insomma non lo vedo chiaro. Non riesco a concepire "stati emozionali che portino all'isolamento" se non come momenti di riflessione e introspezione di noi stessi.
P.S. stavolta non ti mollo, sono arrivata all'inizio di una discussione e, per dio, voglio arrivare fino alla fine!bacio!!
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#5 (permalink) | |
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Nuovo ospite
Data registrazione: 30-03-2002
Messaggi: 9
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Re: Inquietudine
Citazione:
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#6 (permalink) |
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Ospite abituale
Data registrazione: 05-04-2002
Messaggi: 135
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Chissà se esiste l'equilibrio che cerchiamo forse è proprio la capacità di accettarci senza equilibrio.
Non è possibile vivere senza soffrire fa parte della vita. Dovremmo imparare ad accetarci e ad amarci per come siamo, con la nostra personalità, con la vita che ci ruota attorno, con le nostre emozioni, con le nostre contraddizioni.Per me sbagliamo a porci troppe domande perchè ci complicano la vita senza senso.
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La vita ed i sogni sono fogli di uno stesso libro. Leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare. Arthur Schopenauer |
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#8 (permalink) |
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Nuovo iscritto
Data registrazione: 03-04-2002
Messaggi: 1,322
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cambiare?
nn credo si possa cambiare, ma migliorarsi sì certo.
acettarsi nelle ns. potenzialità e nei ns. limiti è già una crescita. Il chiedersi sempre il perchè delle ns. azioni o emozioni fa parte della ns. crescita evolutiva, la ricerca della ns. anima. attravero la quale conosceremo noi stessi e le ns. capacità.
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#10 (permalink) |
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Nuovo iscritto
Data registrazione: 03-04-2002
Messaggi: 1,322
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e chi lo dice?
accettare i propri limiti non vuol dire essere inferiori ad altri o non avere le capacità di evolversi.
Se non hai la struttura di un king kong, hai voglia di provare ad evolverti! Siamo sempre e solo noi, con la ns. curiosità, la ns. voglia di crescere, di aver sempre voglia d'imparare qualcosa di nuovo a far sì di non rimanere sempre uguali, ma il cambiare il proprio modo di essere è ben difficile. Ad es.: se una persona è arrogante, cinica, ignorante, cafona, e chi più ne ha più ne metta, potrà solo migliorare aspetti del suo carattere, ma mai del tutto cambiarli. Non sò è come fare per vent'anni lo stesso lavoro e non aver mai avuto la curiosità o la voglia di imparare a far qualcosa di più, ma a volte nn te ne danno la possibilità.
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