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Psicologia - Processi mentali ed esperienze interiori.
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Vecchio 31-08-2006, 15.55.11   #1
Uno
ospite sporadico
 
Data registrazione: 05-01-2004
Messaggi: 2,103
Super Partis

No... non ho sbagliato sezione, non è politica.... intendo parlare della umana possibilità di essere oggettivi nelle situazioni.
La concezione comune è che bisogna essere fuori delle parti per essere oggettivi... ma quello che sta fuori completamente come fa a vedere come funzionano le cose?
Conoscete la storiella dell'elefante e dei ciechi, i quali sentono chi la coda, chi le orecchie, chi la coscia etc etc?
Per ognuno di loro quello è l'elefante ed ognuno di loro percepisce oggettivamente un particolare.... ma se anche uno di loro si spostasse e non toccasse nulla dell'elefante rimanendo però cieco.... sempre avrebbe la sua visione soggettiva... l'elefante (che quindi può rappresentare ogni cosa, anche un problema per esempio) non esiste per lui
Thread dedicato ad un amico....

Ci vediamo più in là amici, parto per un virtuale viaggio


P.s. sopra è come lo spazio aereo.... sopra ma non fuori
Uno is offline  
Vecchio 31-08-2006, 17.16.44   #2
tammy
Nuovo iscritto
 
L'avatar di tammy
 
Data registrazione: 03-04-2002
Messaggi: 1,287
Riferimento: Super Partis

Bisogna essere dei buoni critici o severi critici. La storiella in sè dimostra che non si può avere una "verità" se non si ha una conoscenza del "tutto".
Trovo sia possibile essere critici esterni ad una situazione che ci vede coinvolti come super partis solo se chi interroga ha fatto in modo di farci vedere, comprendere e sentire il "tutto" della situazione.
Penso, inoltre, che sia tanto possibile quanto più conosciamo le persone in causa e il loro animo.
Essere a conoscenza di una sola parte di verità e tentare un giudizio critico lo trovo arduo e superficiale.

P.S. ma quale viaggio virtuale? n'dò vai????
tammy is offline  
Vecchio 03-09-2006, 08.55.19   #3
LelianaBrindisi
Ospite abituale
 
Data registrazione: 18-01-2006
Messaggi: 54
Riferimento: Super Partis

Carino questo topic...
Comunque, secondo me è possibile essere oggettivi quando si riesce a collezionare il maggior numero di versioni possibile. Chi ne è fuori assume apparentemente il ruolo dell'osservatore glaciale e cinico...d'altra parte chi ne è protagonista,dominato dalle passioni, difficilmente riesce a ragionare in modo lucido.
Se due persone sono coinvolte in un misunderstanding, è necessario ascoltare le due persone e cercare di mettersi nei loro panni. A questo proposito, io non riesco quasi mai a sbilanciarmi perchè spesso riesco a capire il perchè delle loro azioni..E' molto dura.

Comunque...chissenefrega della scientificità di quello che accade..ognuno ha la sua impressione, che bisogna attentamente filtrare in base alla personalità del relatore!
LelianaBrindisi is offline  
Vecchio 03-09-2006, 16.20.24   #4
Marynella
Ospite
 
Data registrazione: 08-08-2006
Messaggi: 35
Riferimento: Super Partis

Una curiosita'.....anche ammesso che sia possibile raggiungere uno stato mentale in cui si riesce ad essere oggettivi, a cosa serve?
Voglio dire, essere oggettivi, significa essere migliori?
Oppure significa essere piu' capaci?
Oppure non so, magari piu' svegli e lucidi rispetto alle cose?
Ma poi quello che prova il se', l'io, dove va a finire?
Come vive una persona assolutamente oggettiva, in un mondo di persone che rispondono in maniera soggettiva?
Mi viene in mente che forse, essere oggettivi ci aiuta a sbagliare di meno, a soffrire di meno, a comprendere di piu'....pero'...non so...c'e' qualcosa che mi suona in maniera strana....quello che noi sentiamo vero, dentro di noi, non e' proprio cio' che abbiamo imparato anche dai nostri errori?
Qual'e' lo scopo dell'essere oggettivi?
Non si rischia di negare a se' stessi il proprio diritto (liberatorio e non necessariamente ottenebrante) d'essere un soggetto unico, diverso, imperfetto?
L'oggettivita' mi piace se e' una linea di orizzonte che noi inseguiamo per migliorare, ma se diventa qualcosa di raggiungibile, oltre la quale non si puo' andare, che succede? Secondo voi, cosa ne rimane di noi?
Grazie...a chi vorra' rispondere....
Marynella is offline  
Vecchio 03-09-2006, 17.51.18   #5
LelianaBrindisi
Ospite abituale
 
Data registrazione: 18-01-2006
Messaggi: 54
Riferimento: Super Partis

Citazione:
Originalmente inviato da Marynella
Una curiosita'.....anche ammesso che sia possibile raggiungere uno stato mentale in cui si riesce ad essere oggettivi, a cosa serve?
Voglio dire, essere oggettivi, significa essere migliori?
Oppure significa essere piu' capaci?
Oppure non so, magari piu' svegli e lucidi rispetto alle cose?
Ma poi quello che prova il se', l'io, dove va a finire?
Come vive una persona assolutamente oggettiva, in un mondo di persone che rispondono in maniera soggettiva?
Mi viene in mente che forse, essere oggettivi ci aiuta a sbagliare di meno, a soffrire di meno, a comprendere di piu'....pero'...non so...c'e' qualcosa che mi suona in maniera strana....quello che noi sentiamo vero, dentro di noi, non e' proprio cio' che abbiamo imparato anche dai nostri errori?
Qual'e' lo scopo dell'essere oggettivi?
Non si rischia di negare a se' stessi il proprio diritto (liberatorio e non necessariamente ottenebrante) d'essere un soggetto unico, diverso, imperfetto?
L'oggettivita' mi piace se e' una linea di orizzonte che noi inseguiamo per migliorare, ma se diventa qualcosa di raggiungibile, oltre la quale non si puo' andare, che succede? Secondo voi, cosa ne rimane di noi?
Grazie...a chi vorra' rispondere....

Cara Marinella, la penso esattamente come te! Viva gli errori, viva chi segue le proprie pulsioni, viva chi si lascia andare!
Che palle l'oggettività!
LelianaBrindisi is offline  
Vecchio 03-09-2006, 19.40.21   #6
Marynella
Ospite
 
Data registrazione: 08-08-2006
Messaggi: 35
Riferimento: Super Partis

Cara Leli sicuramente trapela dalle mie precedenti parole il senso dei miei dubbi sulla reale vivibilita' in questo mondo come esseri umani oggettivi, pero' io le domande le ho fatte sul serio....

Voglio dire, non era ironia, io credo negli stimoli necessari al nostro miglioramento, ma temo anche che l'idealizzazione di questi stimoli, la convinzione che essi siano veramente raggiungibili nella loro interezza (o che si debbano raggiungere per riuscire ad ottenere il premio ultimo), l'elevazione degli stimoli all'ennesima potenza, possa essere deviante, disumanizzante piuttosto che edificante per noi.

Secondo me non e' nella natura umana essere oggettivi nel significato piu' oggettivo del termine.
Non e' nella natura umana, e nemmeno negli scopi umani, elevarsi verso vette talmente alte da essere completamente soli o isolati dalle cose umane.
Noi siamo fatti per viverci in questo mondo.
Insomma credo che avere un'auto che supera i 1.000 km orari, per dover viaggiare su strade in cui ci sono limiti molto al di sotto sia assolutamente inutile. Ai fini della comunicazione, della relazione, della vita come comunita' a cosa serve essere oggettivi al punto tale da non riuscire piu' ad accettare la soggettivita' degli altri e peggio ancora la propria??
Perche' chi si sforza di diventare assolutamente oggettivo, necessariamente cozza contro sia la soggettivita' altrui sia contro la propria, secondo me.

La conoscenza, in termini generali, dovrebbe aiutarci a vivere meglio, ad illuminare i sentieri della nostra coscienza, deve essere uno strumento che ci aiuta a vivere in maniera piu' consapevole e meno meccanica...fermo restando che siamo "anche" meccanici e limitati e imperfetti e vivaddio questo puo' essere un sollievo e non un'afflizione.

Se la conoscenza non e' strumento da usare, ma strumento che ci usa? Noi, dove andiamo a finire? In quale buco nero?
Insomma, anche se il mio scetticismo trapela, io queste domande le ho fatte nella speranza di comprendere meglio....
Marynella is offline  
Vecchio 03-09-2006, 20.46.42   #7
LelianaBrindisi
Ospite abituale
 
Data registrazione: 18-01-2006
Messaggi: 54
Riferimento: Super Partis

Marinella,ti assicuro che ero serissima!
Ho capito cosa stai dicendo,ma non riesco del tutto a farlo mio perchè io non cerco di essere oggettiva,nè conosco alcuna persona che cerchi di esserlo.

Penso che si possa essere oggettivi in alcune situazioni,ma non in generale nella vita.
Secondo me,essere oggettivi nella vita sarebbe impossibile (nel senso di non-capacità dell'uomo) e nocivo per se stessi.
L'uomo è fatto di sentimenti,istinti vitali, necessità,bisogni, che verrebbero repressi se si seguisse la via dell'oggettività,comportandosi in maniera OGGETTIVAMENTE ineccepibile.

Secondo me un comportamento di questo tipo porterebbe solo a frustrazione
e non ad una crescita.

Scusa se non ti sono stata utile...
LelianaBrindisi is offline  
Vecchio 03-09-2006, 21.31.01   #8
tammy
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personalmente ho capito poco o niente di quel che dite e mi pareva......che fosse un discorso molto dioverso. L'oggettività sì, super partis, il che significa che sei oggettivo, obiettivo, critico, nella visione del tutto o quanto basta per esserlo, puoi giocare quanto ti pare con le parole e non arrivare a nulla (soggettivo). Essere soggettivi Non aiuta in una situazione che richiede "obiettività" (oggettivo).

ok. notte
tammy is offline  
Vecchio 03-09-2006, 21.40.56   #9
Marynella
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Messaggi: 35
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Al contrario Leli, in qualche modo hai confermato parte di cio' che penso....non volevo affatto dire che il tuo intervento non fosse utile, solo temevo che si scambiasse il mio per pura ironia e non per un reale chiedermi qualcosa
Marynella is offline  
Vecchio 04-09-2006, 00.02.38   #10
LelianaBrindisi
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Citazione:
Originalmente inviato da tammy
personalmente ho capito poco o niente di quel che dite e mi pareva......che fosse un discorso molto dioverso. L'oggettività sì, super partis, il che significa che sei oggettivo, obiettivo, critico, nella visione del tutto o quanto basta per esserlo, puoi giocare quanto ti pare con le parole e non arrivare a nulla (soggettivo). Essere soggettivi Non aiuta in una situazione che richiede "obiettività" (oggettivo).

ok. notte

Ciao Tammy!
Io,e penso anche Marinella, ho capito qual è il succo del topic proposto da uno, ma -invogliata da Marinella- ho preso consapevolmente una strada differente,che presenta altre sfaccettature.

Marinella,in sintesi,si chiede se è possibile essere oggettivi nella vita, ovvero seguire dei percorsi che siano oggettivamente ineccepibili e condivisi.

Prova a rileggere il tutto in questa nuova chiave di lettura..
e se non ti torna il discorso,be'...io ho fatto del mio meglio.

Ciao ciao
LelianaBrindisi is offline  

 



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