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| Spiritualità Religioni, misticismo, esoterismo, pratiche spirituali. Sezione in modalità solo lettura |
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#1 (permalink) |
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Ospite
Data registrazione: 13-01-2004
Messaggi: 13
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deus absconditus
"C'è abbastanza luce per chi vuole credere e abbastanza buio per chi non vuole credere" (B.Pascal)
Dio di sè lascia intravedere, e non semplicamente vedere, quanto basta perchè l'uomo sia spinto a cercarlo... Dio, in questo, è estremamente discreto: infatti, se Egli si manifestasse costantemente con segni certi ed evidenti, quale sarebbe la libertà dell'uomo nel credere? E' chiaro che chiunque, dinanzi all'evidenza del segno o dell'apparizione, non potrebbe che credere in Lui...dunque verrebbe meno la componente fondamentale della nostra fede: la libera adesione al credo. Il nascondimento di Dio altro non è che un omaggio alla libertà dell'uomo, affinchè quest'ultimo, a partire dai piccoli segni e gesti che intravede attorno a sè nel quotidiano, scelga se credere o meno... Dolce discrezione di Dio... ![]() |
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#4 (permalink) |
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Perfettamente imperfetto
Data registrazione: 23-11-2003
Messaggi: 1,782
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A mio parere, l'ho gia espresso più volte:”meno vedi e più credi”.
Ma il credere é una sorta di vedere illusorio, ancora dualistico. VEDERE il continuo miracolo dell'Esistenza, in ogni istante, in tutta la sua terribile distruttività e meravigliosa creatività, implica, piuttosto, una capacità di concepire e sentire il Divino, come un qualcosa di cui siamo cocreatori e codistruttori. Invece, purtroppo, le menti sono identificate al condizionamento dell’ immagine fantasticamente autocreata, delle mitologie avulse e lontane, degli stereotipi del Divino Creatore trasmesse e recepite senza esperienza diretta. Da questo nascono i credi, teologie e fantasticherie spirituali varie. Tutto ciò porta la ragione ad avere quel senso legittimo di separazione, e di negazione, spesso di rifiuto, di ciò che,invece, gia ci compenetra, ci avvolge, ci assorbe; che abbiamo, sempre, davanti agli occhi e nel cuore, ma che facciamo fatica a Sentire e Vedere. E' questo concetto del Divino, fuori di noi, che si tende a rifiutare...perché imposto o mal posto. In una Spiritualià sana e evoluta, la scienza é compresa e ben accetta come ulteriore dono del Divino alle nostre esistenze. E, perciò, rifiutare quelle concezioni del Divino così innaturali, così irrazionali potrebbe anche essere, invece, un buon presupposto per far maturare una Spiritualità che non sia succube di superstizioni, paure ed inganni e infantilismi. Sono, probabilmente, i veli della nostre percezioni distorte dai concetti, dalle convenzioni descrittive, dai linguaggi furovianti, di alcune tradizioni spirituali, ormai ammuffite, che c'impediscono di vedere con gli occhi innocenti, con il cuore pieno di stupore il fantastico mondo nel quale siamo, e vivercelo e godercelo in piena accettazione, con gratitudine e senza dogmi e credenze superflue. A questo punto, possiamo chiamarlo come vogliamo, ma non possiamo dire che Dio sia nascosto e che ci sia ancora bisogno di credere. E qui ed ora! basta toccarlo: é dappertutto! Siamo solo noi che non sappiamo vederLO, perché preferiamo immaginarLo...e la testa va...e va...e crede.
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Il mio Blog Il senso della vita non sta in ciò che ci accade, ma in ciò che impariamo da quanto ci è accaduto. (Mirror) |
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