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Ricerca dell'Equilibrio (RDE)

Teoria per la fondazione del nuovo Umanesimo Scientifico del Terzo millennio

Di Francesco Pelillo - Giugno 2011
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  • Premessa

  • Nascita dell'universo dal tutto

  • Big start dalla massima entropia agli stati locali

  • Evoluzione degli stati dopo il big start

  • Interdipendenza di tutti gli stati della realtà

  • Sovrapposizione degli gli stati della realtà nella visione ondulatoria frattale

  • Realtà ondulatoria frattale e formazione delle sensazioni mentali

  • Funzione della memoria per la formazione della coscienza

  • Esempio della formazione della coscienza attraverso la conoscenza

  • Libero arbitrio e compensazione

  • Compensazione delle sensazioni mentali nell’arco dell’esistenza individuale

  • La neurosfera per la partecipazione dell’umanità alla rde universale

  • Conclusioni e proposte

NOTA
In queste pagine non troverete né note né citazioni dei grandi scienziati e filosofi che ci hanno portato fino all'attuale visione del mondo con il loro diavoletti e i loro gatti nella scatola o i loro sillogismi. Lo ho deciso per due buone ragioni. La prima è che ho ritenuto che gli "addetti ai lavori" sarebbero stati in grado di riconoscere nelle affermazioni che faccio a supporto delle mie tesi il riferimento a questa o quell'opera di questo o quell'autore. La seconda è che ho voluto dare la possibilità ai semplici "appassionati" di condividere o meno le mie idee liberamente e senza rimandi che le rendano più autorevoli.

 

“La cultura è come un fiume, scorre e rende fertili i terreni che incontra, e non c'è bisogno di ricordare il nome di ogni torrente che vi confluisce per trarne vantaggio e per godere della sua bellezza.”

 

© 2011 – FRANCESCO PELILLO
La  riproduzione anche parziale su qualsiasi supporto comprese pagine WEB è consentita indicando il titolo dell’articolo e il nome dell’autore, previa comunicazione a francesco.pelillo@tin.it

 


PREMESSA

 

Per quanto riguarda le faccende umane, da sempre cerchiamo una spiegazione alle incongruenze e alle ingiustizie di questo mondo. Le disparità ci appaiono così macroscopiche e inconciliabili con il nostro senso di equità, da averci costretto a introdurre i concetti di premio/punizione nell'aldilà o di fortuna/sfortuna e di reincarnazione nell'aldiquà. A me queste giustificazioni non sono mai bastate, quindi, ho sempre cercato di scoprire le "necessità" che determinano gli accadimenti, per trovare una legge che garantisse la giustizia, già qui in questa dimensione, alla conclusione di ogni esistenza. In questa ricerca, che dura da quasi cinquant'anni, ho provato ad analizzare tutti gli accadimenti della mia vita e di quelle di chi mi circondava, spogliandoli da tutte le valenze sociali e culturali del momento e del luogo in cui avvenivano, per valutarne l'effetto soggettivo nella mente di coloro che li vivevano e con un metodo, diciamo così, di riduzionismo psicologico sono arrivato alla conclusione che tutte le sensazioni umane, fisiche e psichiche, provocate dall'ambiente esterno o dal nostro agire e pensare, siano classificabili, con maggiore o minore intensità, come negative o positive. A questo punto rimaneva da capire come fare a calcolarle oggettivamente così da poter trovare le prove del loro stato di equilbrio al momento del decesso di ognuno, e la giustizia avrebbe trionfato. Dopo aver cercato invano di trovare risposte univoche nei fiumi di parole delle ricerche umanistiche mi sono rivolto alla scienza e mi sono ritrovato a cercare una legge universale che regolasse con "giustizia" l'attuazione e la dissoluzione di tutti gli stati della realtà, compreso quello mentale, e confermasse la mia intuizione. Ora sono certo di averla trovata ed eccola qui descritta in queste pagine. Non essendo uno scienziato, la espongo come mi compete, in forma "narrativa", con la speranza che gli specialisti interessati, con un atto di fede, che è sempre necessario per lavorare sulle intuizioni plausibili (che siano o no le proprie), trovino in questa teoria, i minimi elementi necessari per dedicarvi il loro tempo, e stabilire se possa contribuire alla costruzione di quella "Teoria del Tutto" (non solo fisica) da sempre auspicata.
Quanto a coloro che non prendono in considerazione una teoria sulla realtà in toto se non è formulata o formulabile matematicamente, sono la prova vivente che gli assetti neuronali, quando sono assuefatti ad un solo linguaggio, limitano la loro “Ricerca dell’Equilibrio” nei circuiti di quelle stesse strutture che lo producono, e mi dispiace per queste persone, poiché sono costrette a vivere senza poter conoscere e utilizzare le proposizioni di migliaia di uomini che hanno contribuito e contribuiscono ancora allo sviluppo dell'umanità pur avendo usato e continuando a usare solo le parole (magari accompagnate da qualche disegno...).

 

Nascita dell'universo dal tutto

 

È impossibile descrivere una situazione in cui sono distribuite in modo omogeneo due forze uguali e contrapposte poiché da questa situazione non può scaturire nessuna informazione, anche se potenzialmente contiene energia e informazione infinite. Solo introducendo una differenza di potenziale tra le due forze comincia ad essere possibile la descrizione di un luogo e di un tempo in cui questa differenza si è verificata e dare avvio alla conoscenza della situazione stessa. Cioè alla formazione di quella che chiamiamo realtà.
Anche un software composto da una sequenza ininterrotta di 0 e di 1 non svolge alcun compito. Se togliamo un solo 0 cominceremo ad avere l'informazione che da qualche parte esiste una coppia di 1 e che dividendolo la sequenza in due metà, queste non sono più uguali.

Comunque, all'inizio c'era il Tutto ed era fatto di queste due forme di energia che si trovavano nello stato di massima entropia. Le due forze uguali e contrapposte saturavano in modo regolare e costante l'universo e, sempre attratte una dall'altra, formavano un plasma, una entità continua biunivoca e per noi incommensurabile e quindi non descrivibile. Per comodità queste due forze le chiameremo Negativa e Positiva. Questo era il Tutto e non il nulla come si asserisce da secoli. L'unica cosa ad essere nulla era l'informazione. In questa situazione di massima entropia non potevano accadere fatti, quindi, non essendo quantificabili in relazione a nessun avvenimento, non potevano esistere né tempo né spazio.
L'unico modo che abbiamo per rappresentarci quel plasma è di scomporlo in particelle di energia che, pur non corrispondendo alla realtà magmatica iniziale, consentono di visualizzare la distribuzione costante in tutte le direzioni delle due forze.

Ora, date queste premesse, per l’innesco del processo di formazione dell’universo che conosciamo, possiamo a fare a meno della teoria del Big Bang che presuppone l’esplosione di un “quid” in un “non luogo” e faccio un’altra ipotesi.

 

Nel Tutto energetico descritto sopra si è creata una asimmetria che, grazie alla condizione di entanglement tra le due forze che lo costituivano, ha provocato l’immediato cambiamento di stato di tutto il sistema. Da allora, essendo apparsi il tempo e lo spazio a grazie all’avvenimento, è iniziato il processo di Ricerca dell’Equilibrio (RDE) che ha portato all’evoluzione dei vari stati della realtà che ci appare costituita da un susseguirsi di eventi necessari distribuiti in tutto l'universo. Questo io lo chiamo Big Start. Ma non allarmiamoci, non c'è da buttare via nulla di quanto è stato fatto fin qui dai cosmologi e dai fisici teorici e sperimentali. Infatti, io ritengo che molte delle prove che sembrano confermare il Big Bang possano confermare anche il Big Start, compresa la necessità delle altissime temperature che si possono raggiungere anche con l'agitazione spasmodica e contemporanea di particelle energetiche alla RDE, e non solo a causa di una esplosione. Come provano, ad esempio, gli esperimenti di annichilazione tra particelle che, con un percorso a ritroso, ci riportano alla formazione di energia, o i fenomeni di riscaldamento dei gas nell’universo.

 

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