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Chi è superiore?
lettera inviata da Fabio
Quanta presunzione si cela dietro alla superiorità? Innanzitutto chi ha veramente il diritto di decidere chi o che cosa può essere considerato superiore e rispetto a che cosa possiamo stabilire, per contro, l'inferiorità? Esistono canoni istituiti da molto tempo, sequenze che si ripetono e nelle quali l'uomo può prevalere arrogandosi il diritto di giudicare, servendosi della storia come un baluardo per attestare il proprio potere. Se si volessero allora tracciare in natura alcune gerarchie balzerebbe all'occhio la più lampante e indiscussa di tutte che, "inequivocabilmente", dà ragione alla nostra razza: Uomo e Animale. La vittoria sulla scimmia, creatura incredibilmente somigliante all'uomo, ma capace di equivalerlo o addirittura combatterlo soltanto nei racconti cinematografici.
Chiudendo alcune bestie in fredde gabbie nelle città per far sorridere i nostri bambini, mostrando loro la finzione di una vera realtà che non può di certo essere contenuta da quattro sbarre di ferro, ci sentiamo liberi di far esplodere la nostra creatività, i nostri sogni, la nostra superiorità.
Stabiliamo obiettivi, sgomitiamo tra la folla per raggiungere le nostre mete, la nostra posizione per sentirci realizzati, appagati ad ogni costo. Non ci piace l'habitat in cui ci troviamo. ma siamo troppo impegnati per preoccuparci di cambiarlo, allora continuiamo ad arrancare verso quella salita che qualcuno prima di noi ha imposto al nostro futuro. Sazi di successo e potere continuiamo a riempire il calice dell'indifferenza, sacrificando quanto di buono una voce, ormai troppo lontana e soffocata, ha continuato a proporci. Nella nostra corsa senza fine rischiamo di tralasciare tante cose, dimenticare ciò che davvero dovrebbe avere valore per renderci superiori. Questa volta è quel bambino che non abbiamo ricordato davanti a quella gabbia, nei suoi occhi il riflesso delle fredde sbarre arrugginite, il corpo vecchio e curvo di quella bestia così incredibilmente simile all'uomo che, a fatica, si dirige verso la sua compagna di cella per consumare con lei quel frutto che soli non hanno mai potuto cogliere. Come il primo uomo arrivò ad un'importante conclusione osservando le creature che lo contornavano suggerendogli un profondo senso di solitudine, così quel bambino, ormai rigato in volto da una triste lacrima, sta ponendo domande alla sua piccola mente toccato profondamente da quella vocina che ancora non ha soppresso dentro di sé.
E' così difficile per noi riuscire a porci quella domanda, un'agghiacciante verità che mette in discussione la nostra superiorità su quell'essere che accarezziamo la sera sul nostro divano e del quale possiamo sbarazzarci con la freddezza di quelle sbarre.
Rinchiusa in quella cella la creatura si rifugia verso il suo simile, l'uomo nello spazio infinito dimentica persino ciò che è suo.
Chi è superiore? Colui che è guidato dall'istinto, ma che riesce a mostrare segni d'affetto o chi deliberatamente sceglie di non amare?
Fabio
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