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Il tempo, una dimensione della coscienza o della realtà attuale?

Di Kurt Dressler - Dicembre 2013
Traduzione dalla rivista francese "Troisième millénaire" a cura di Isabella di Soragna.

 

 

"Inizio" e "fine" sono dei concetti inventati dalla nostra coscienza limitata nel tempo.

 

I fisici non attribuiscono una realtà indipendente agli oggetti, ma li considerano come parti di un Tutto indivisibile.

 

Qualche pensiero di Kurt Dressler, professore all’Istituto Federale Svizzero di Tecnologia a Zurigo, da una conferenza all’assemblea generale dei membri del'"Scientific and Medical Network", nel luglio del 1999.

 

Kurt Dressler sottolinea l’assenza di contraddizione tra, da una parte le esperienze del transpersonale e i fenomeni parapsicologici e d’altra parte, la comprensione del tempo che ci offre la fisica quantica.

 

Numerose esperienze suggeriscono di considerare il tempo:

  1. non come una dimensione della realtà che esista oggettivamente;

  2. ma piuttosto come una via limitata nella quale la nostra coscienza di veglia ordinaria puo’ percepire l’insieme schiacciante della Realtà nella sua Presenza senza tempo.

  3. Esperienze dirette di unificazione con la Presenza che ci circonda (negli stati alterati di coscienza)

  4. Fenomeni di inversione del tempo (l’effetto che precede la causa) osservati in parapsicologia

  5. Dispositivi quantici che trascendono il tempo(onde avanzate, olismo temporale): queste esperienze ed altre ancora suggeriscono che ‘’uno sfondo ’’olistico’’ non-locale o a-temporale potrebbe nascondersi dietro la realtà del mondo esteriore.

Il tempo esperimentato è contenuto in una totalità che trascende il tempo.

La coscienza allo stato di veglia ritaglia la realtà in una successione di istanti che si estendono in una sequenza temporale: è la nostra esperienza abituale del tempo.
Pertanto negli stati di unione mistica gli intervalli di tempo separati sembrano riuniti nella Presenza indivisa. Passato, presente e futuro si rivelano come totalità indivisibile. Questo sembra essere l’esperienza piu’ profonda e veramente piu’ convincente di una realtà accessibile alla coscienza umana.

‘’Prima che Abramo fosse, Io sono.’’(Giovanni,8:58)

 

Amrit Sorli (1) mi ha fatto recapitare un articolo nel quale  si parla di “una via pratica verso uno stato di coscienza non-dualistico” dove il “soggetto (lo sperimentatore) e “l’oggetto”(la cosa sperimentata) diventano Una cosa sola e dove afferma che “il passato, il presente ed il futuro non esistono come realtà fisica, ma solo come una parte razionale della mente.

 

Esempi di inversione del tempo: quando gli “effetti precedono le cause”.

  1. Il dottore americano Larry Dossey a pubblicato i suoi studi sull’effetto della preghiera sulla salute e anche gli effetti sulla salute che precedono la preghiera! Cita Isaia: “Prima di essere invocato, io rispondo’’(65:24)

  2. Nelle trasmissioni mentali d’informazioni, i messaggi a volte sono ricevuti prima di essere inviati. Ecco un esempio classico: si sceglie un’immagine a caso tra centinaia. La persona che trasmette si concentra sull’immagine durante una mezz’ora circa, mentre la persona che riceve in un posto molto lontano si concentra ugualmente e comincia a disegnare, non appena comincia a vedere l’immagine. Più tardi chi riceve verrà a sapere che ha disegnato l’immagine giusta, prima ancora che l’immagine a caso fosse stata scelta! Tutto questo si svolge in maniera molto rigorosa.

  3. Dei dati registrati in passato ma non ancora studiati coscientemente, possono essere cambiati da un’attività mentale. In certe esperienze una lunga lista di numeri aleatori, sono generati e registrati senza essere consultati immediatamente. Poi questi dati vengono sottomesi all’influenza mentale di una persona o di un animale e si costata, seguendo criteri severi, che questi numeri perdono il loro carattere aleatorio. E’ come se la mente agisse sul passato. Possiamo anche pensare che la sequenza di tempo che comprende questi avvenimenti (generazione dei numeri aleatori, la loro registrazione, utilizzazione in un’ulteriore esperienza e cambiamento in seguito all’attività mentale) rappresenta una totalità indivisa e al di fuori del tempo. La Totalità è frammentata unicamente quando un atto cosciente di percezione entra nel processo. (2 e 3)

Il passato è aperto alla modificazione di cio’ che non è stato ancora visto coscientemente.

Per illustrare questo, ecco la famosa esperienza de ‘’il Pollo e il Robot’’di cui parla Peter Fenwick nel numero di Network del dicembre 1996.

Il cammino aleatorio di un robot è retto da un codice generato in modo aleatorio e registrato senza osservarlo. Sei mesi dopo, si rifà l’esperienza alla presenza di un pollo. Questi vuole assolutamente attirare il robot presso di sé: il robot allora cessa la sua marcia aleatoria e, al contrario, compie un cammino piu’ lungo per raggiungere il pollo, piuttosto che per allontanarsene. Il codice aleatorio qui utilizzato, come quello registrato per uso di controllo, sono studiati dopo l’esperienza e si nota come la sequenza utilizzata con il pollo mostri delle strutture non-aleatorie, mentre la sequenza aleatoria resta sempre tale. Ecco le osservazioni; esaminiamo ora le interpretazioni e possibili implicazioni.

 

Interpretazione A
Lo stato emozionale del pollo agisce a ritroso nel tempo; influenza la generazione della parte del codice aleatorio utilizzato in avvenire per spostare il robot, che da allora non seguirà piu’ il codice usato per il controllo. E’ come se il generatore dei numeri aleatori fosse sotto l’influenza del pollo che si verificherà sei mesi dopo. E’ un’inversione del tempo: l’effetto (la generazione anormale di un codice aleatorio) precede la causa (l’attività mentale del pollo).

 

Interpretazione B
L’effetto della concentrazione mentale è abbastanza forte da modificare il codice o il cammino del robot, anche se il codice è stato studiato prima della sua utilizzazione e presentava un carattere perfettamente aleatorio. Questo costituirebbe un caso forte d’interazione tra lo spirito e la materia che non necessita alcuna anomalia temporale.

 

Interpretazione C
Non ha senso parlare di avvenimenti separati nel tempo prima che la coscienza del pollo e dello sperimentatore entrino in scena. Il periodo completo di sei mesi (generazione, registrazione e utilizzazione del codice, movimento del robot e preghiera del pollo) rappresenta un tutto indivisibile. Durante tutto questo periodo, parlare di un codice aleatorio fissato prima, non ha senso. Il codice si manifesta solo in modo definito quando l’azione di una coscienza lo interroga. E’ una visione olistica del mondo: le separazioni temporali sono generate quando la coscienza divide il tutto in sequenze temporali.
Le esperienze di questo tipo come quelle della fisica atomica e della relatività, mostrano che la Realtà ha delle proprietà che contraddicono la logica abituale e la ragione. Contraddicono ugualmente la nostra intuizione basata sulla logica e la ragione.

 

Il tempo è forse generato dalla nostra coscienza?

 

Nella sua vera essenza la Realtà ultima non conosce che un Tutto indivisibile e una Presenza assoluta. Per la nostra coscienza essa si svolge in una successione temporale.

 

Il tempo fisico è relativo

La teoria della  relatività di Einstein (1905) predice che degli orologi che si spostano rapidamente sembrano rallentare. Questa predizione è confermata quotidianamente migliaia di volte nei laboratori di fisica. La vibrazione di un oggetto che si sposta appare rallentata anche se resta  regolata sulla sua frequenza propria che è costante.
(n.d.t.: è un po’ come quando si è su un treno in corsa ed un altro treno, che abbia una velocità simile, appare sul binario vicino, esso  sembrerà fermo).

 

La simultaneità è relativa

Due avvenimenti simultanei possono succedere a momenti diversi per un osservatore in movimento; due avvenimenti separati possono apparire in un ordine temporale inverso per un osservatore in movimento: questo osservatore potrà vedere l’ultimo avvenimento antecedente al primo. Non c’è ordine assoluto che vada dal passato al presente e al futuro. Quello che vediamo come una sequenza ordinata di una causa seguita da un effetto, un osservatore che si sposti in modo molto rapido lo vedrà in un ordine inverso. Per lui l’effetto precede la causa; il nostro tempo scorrerà per lui all’incontrario.

 

Conclusione in seguito alla teoria della relatività

“Il mondo oggettivo semplicemente è: non appare. Solo nella nebulosa della mia coscienza, serpeggiando lungo la linea della vita (o dell’universo) del mio corpo, una sezione di questo mondo sorge alla vita come un’immagine effimera in uno spazio che continuamente muta nel corso del tempo.” (4)
“L’universo sarebbe forse in maniera strana “indotto ad esistere” dalla partecipazione di chi vi vive? L’atto vitale è, in questa visione, l’atto di partecipazione. La partecipazione è il nuovo concetto inevitabile della Meccanica Quantica; cambia il termine “osservatore” della teoria classica, l’uomo che sta ritto al riparo di uno spesso vetro e osserva cio’ che avviene senza prendervi parte. La Meccanica quantica afferma che cio’ è impossibile.  Anche con un modesto elettrone bisogna partecipare prima di poter dare un qualsiasi significato alla propria posizione e impulso. Questo risultato ben stabilito è forse la parte nascosta di un gigantesco iceberg? Il senso dell’universo deriva forse dalla “ partecipazione”?” (5)

 

La realtà fisica è compresa in una Totalità che trascende lo spazio-tempo

Alcune esperienza dirette di unità sia interiore sia con il mondo esterno, trovano un parallelo con la natura olistica della realtà fisica. Le proprietà delle molecole e delle onde luminose rivelano che la realtà fisica è un Tutto e non è composta di parti separate. Chris Clarke ha interpretato delle esperienze destinate ad approvare questa proprietà (6). E’ come se degli oggetti molto lontani “conoscessero” il loro comportamento reciproco, senza che dei segnali fisici qualsiasi potessero essere inviati reciprocamente  per scambiare informazioni.

 

Interpretazioni

Per poter dare una spiegazione a questi fenomeni, i fisici non attribuiscono una realtà indipendente ai singoli oggetti, ma li considerano come parti di un Tutto indivisibile. E’ come se le parti fossero guidate da una “conoscenza comune” senza tempo che non necessita segnali da un posto all’altro né da un avvenimento all’altro. Alcune parti molto lontane l’una dall’altra si “conoscono” simultaneamente.

 

Il futuro è, di fatto, aperto. Ma anche il passato!

La maggior parte delle persone, pur ammettendo che il futuro è aperto, pensano che il passato sia fissato e che un’azione o un pensiero presente o futuro non possano cambiarlo.
Tuttavia diverse esperienze e osservazioni suggeriscono che il passato non è assolutamente fissato.
- In psicoterapia, quest’idea puo’ liberare molta forza utile per la salute; (n.d.t. sono note le ‘regressioni’ di avvenimenti dolorosi sepolti, che ‘rivissuti’ e accettati totalmente, cancellano la parte emozionale dell’avvenimento e dunque ‘cambiano’ (il substrato emotivo) del passato).

  • In fisica pure, alcuni aspetti del passato, o quello che noi pensiamo essere passato, restano aperti. Restano sempre liberi di manifestarsi in diversi modi, particolarmente quando non sono stati ancora osservati o classificati.

  • Il passato, il presente ed il futuro non sono mai veramente separati. Quello che noi pensiamo puo’ cambiare il risultato degli avvenimenti che sembrano essere stati predeterminati nel passato.

  • Il passato si mescola intimamente al presente e al futuro. Non c’è separazione definitiva tra il passato (fisso) e il futuro (aperto). E’ solo nella registrazione cosciente che la realtà è forzata a scegliere una via definita tra quelle aventi la possibilità di realizzarsi.

Conseguenza: non sottovalutare mai la non-località, il senza-tempo e il potenziale del pensiero.

 

Prima dell’inizio: il senza tempo. E, prima dell’inizio? Domanda errata!

 

All’inizio vi era l’Unità in seno alla quale la pluralità delle forze coscienti dell’energia e dello spazio-tempo erano intimamente riunite.

 

“L’Unità era e non era all’inizio: poiché il tempo non esisteva – vi era solo l’Eternità, la Presenza assoluta.” (7)

 

Tutte le domande inerenti a un “aldilà” temporale o spaziale non  hanno alcun senso. All’inizio, non c’è né spazio né tempo, ma l’Unità – solo  l’Unità nella quale è contenuta tutta la ricchezza della diversità infinita dell’universo. E’ lo scopo della scienza di fornire a quest’idea un’interpretazione matematica e fisica: questo progetto non ha raggiunto lo scopo finale, ma dà alla ricerca una direzione sensibile.

 

Quale sarà la fine?

 

“Inizio” e “fine” sono concetti inventati dalla nostra coscienza limitata nel tempo.

“Il tempo è una dimensione dell’anima non del mondo esterno.” (8)
I discepoli dissero a Gesu’:”Raccontaci come sarà la nostra fine. Gesu’ rispose:”Avete dunque scoperto l’inizio per chiedere sulla fine? Poiché là dove si trova l’inizio si troverà anche la fine. Beati coloro che si terranno all’inizio; conosceranno anche la fine e non gusteranno la morte. (9)

 

Chi vive coscientemente nella Presenza partecipa all’Eternità e si risveglia nel suo Essere Essenziale senza tempo.

 

Lo scorrere del tempo è troppo lento per chi aspetta,
Troppo rapido per chi ha paura,
Troppo lungo per chi è afflitto
Troppo corto per chi gioisce
Ma il tempo è eternità per chi Ama.   (Anonimo)

 

   Kurt Dressler


Kurt Dressler
si laurea nel 1955 all’Università di Basilea in Fisica sperimentale e teorica, matematica e chimica. Ricercatore in spettroscopia molecolare presso il Consiglio Nazionale delle Ricerche del Canada, Ottawa. Nel 1959 ricercatore presso l'US National Bureau of Standards a Washington, DC. Ricercatore e docente di fisica atomica e molecolare e astrofisica fino al 1968 presso la Princeton University Observatory. Lavora nel team per la progettazione e la costruzione dell’osservatorio astronomico orbitante "Copernico", lanciato nel 1972. Fino al 1994, cattedra di Spettroscopia Molecolare presso l'Istituto Federale Svizzero di Tecnologia (ETH) di Zurigo. Docente e ricercatore in fisica quantistica molecolare. Molte le sue lezioni e seminari sulle connessioni tra religione, filosofia, psicologia, ricerca sulla coscienza, fisica quantistica, astronomia e cosmologia.


NOTE

  1. Amrit Sorli: Hidden logic of Zen and non-dualistic approach in psychotherapy

  2. Larry Dossey: Healing words (Harper 1993) Prayer is Good Medecine (Harper  1996)

  3. Dean Radin :The conscious universe (S. Francisco 1997)

  4. Hermann Weyl:Philosophy of mathematics and Natural Science (Princeton University Press 1949)

  5. C.W. Mismer. K.S. Thorne, J.A. Wheeler :Gravitation, (Freeman N.Y. 1997)

  6. Chris Clarke: Reality through the looking glass ( Floris - Edinburgh 1996) e Introduction to Quantum Theory, in :Wider Horizons, Scientific and Medical Network (1999)

  7. Herbert Pietschmann: Die Welt die wir uns schaffen/eine Vision (Vienna 1984)

  8. S. Agostino: Le mie confessionilibro 11

  9. Vangelo di Tommaso: Logion 18

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