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L'autoerotismoPregiudizi sul Sesso

di Davide Ragozzini   indice articoli

 

Sesso occasionale

Settembre 2013

 

Uno dei risultati dell’emancipazione sessuale non è andare a letto con tutti, ma andare a letto con tutti quelli che ti piacciono.

Questa è una frase che dissi ad una ragazza che frequentavo un po’ di anni fa.

Lei era molto restia a lasciarsi andare e aveva la fastidiosa tendenza a giudicare i comportamenti e i gusti altrui e a definire con termini dispregiativi i transessuali e tutti quelli che flirtano con loro, gli scambisti, gli adulteri, insomma, tutti quelli che non vivevano la sessualità come lei.

Affermò di aver votato Berlusconi.

Non so cosa potesse averla spinta a frequentare uno come me, che per lei rappresentavo proprio il mondo che non capiva, perché mi occupavo di erotismo, perché scrivevo erotismo, perché vivevo la mia sessualità molto liberamente.

Sta di fatto che quando le dissi quella frase, le lessi negli occhi un’apertura.

L’avevo scossa. Tacque.

Ci riflettette sopra alcuni secondi poi mi invitò a sedermi al suo fianco sul mio divano; poco dopo stavamo facendo l’amore.

Forse il significato della nostra brevissima relazione sta tutto dentro alla possibilità che ho avuto di pronunciare quella frase.

Lo spero davvero tanto, se può essere servito a liberarla anche solo un minimo e magari anche a riflettere un po’ meglio a chi dare il proprio voto.

Io sono apolitico, non anarchico e intellettualmente rivoluzionario.

Dante mi farebbe bruciare in mezzo agli ignavi ma Dante apparteneva ad un’epoca dove si sentiva il bisogno di una strutturalizzazione sociale politco-economica.

Io appartengo ad un’epoca dove si sente il bisogno di una destrutturalizzazione di schemi obsoleti, inutili, pericolosi e ampiamente sperimentati.

Io sono seguace di un movimento che forse non ha ancora delle alternative concrete ma sta iniziando a guardare OLTRE nella ricerca di un flusso di energia positivo basato sull’amore, la condivisione, l’uguaglianza (in termini di diritto alla diversità).

Io e voi siamo gli spettatori e i protagonisti dell’avvento di una nuova Era.

Stiamo uscendo dal segno dei pesci e stiamo entrando in quello dell’acquario.

Io con questo libro mi auguro di riuscire a dare un contributo all’apertura mentale necessaria a questi tempi e a questi cambiamenti.

La chiusura mentale e la conservazione favoriscono la guerra.

Non mi sono ancora stancato di ripeterlo, qua e là in questo libro, perché ne è la sua più pura essenza.

(TMNews) Lo psicologo Terry Conley ha realizzato uno studio presso l'università del Michigan (Teoria del piacere) attraverso il quale afferma che: “Le avventure di una notte non sono una prerogativa soltanto maschile. Anche le donne amano il sesso occasionale e lasciarsi andare con uno sconosciuto”.

Con questa pubblicazione si vuole forse sfatare il mito che la donna sia più restia a concedersi in avventure ma viene spiegato con il fatto che quando si verifica tale rifiuto è perché non hanno la certezza di essere soddisfatte sessualmente.

Quindi, in soldoni, l’unica differenza tra uomo e donna, in merito secondo Conley, è che la donna si concede di vivere un’avventura solo se istintivamente sente che il partner possa soddisfarla.

Siamo tutti o quasi d’accordo che anche le donne (ma vi assicuro non tutte e molte di voi lo confermeranno) amano il sesso occasionale ma io penso che la prima cosa a cui le donne pensano, invece, sia: quanta probabilità c’è che si sparga la voce nell’ambiente in cui vivo così da diventare un’occasione di giudizio?

Perché checché se ne dica la donna è ancora vittima della paura dell’opinione che la sua comunità possa avere di lei, sopratutto in una realtà piccola.

È qui che interviene la sua attenzione alla possibilità o meno di essere soddisfatta, mettendo in relazione i due concetti per poi valutare il rischio, al limite.

Nella scelta di lasciarsi andare o meno in un’avventura influisce anche molto il livello di fiducia nei confronti del partner, in relazione alla sua capacità di essere riservato.

Questo è un retaggio che la nostra società si porta faticosamente dietro, una zavorra che ancora non riusciamo a staccarla del tutto e i responsabili maggiori sono ancora i maschi con la loro rapidità di giudicare, di commentare e di etichettare donne dal libero comportamento sessuale.

È un costume che ha contagiato anche le donne stesse, divenendo così un problema sociale.

Esistono ancora molti maschi convinti che le donne “per bene”, peraltro secondo questi molto rare, devono non solo trattenersi ma addirittura non avere appetiti sessuali fuori da rigidi schemi.

Tuttavia siamo in un momento dove regna ipocrisia perché il pensiero del maschio può essere sintetizzato da questo motto: “sei libera di fare come ti pare, tanto noi ti diamo della puttana lo stesso.”

Ma le sue puttane il maschio, continua a desiderarle, in questa discutibile divisione tra puttane e spose perché senza puttane non gode.
È la puttana che sta dentro ogni donna che ci fa godere. Più una donna è libera da tabù e da vecchi schemi e più è in grado di avvicinarsi ai nostri desideri riuscendo a farci vibrare di piacere.

Un tempo i maschi si sposavano una vergine, pretendevano sesso da lei senza minimamente occuparsi del suo piacere e poi cercavano altro piacere nei bordelli.

Oggi non crediate che questo schema si sia dissipato del tutto. Ce ne sono ancora fastidiosi strascichi ma fortunatamente ogni generazione ne cancella un po’.

La libertà sessuale delle donne ha sempre impaurito il maschietto perché lei per lui ha sempre rappresentato la preda e una preda libera che preda é?

Bisogna controllarla e se non si può più fisicamente, con cinture di castità o crudelissime segregazioni in altissime torri di castelli, si può controllarla con il giudizio e la punizione di essere etichettata una “poco di buono” ed emarginata dalla società “per bene”.

L’uomo ha bisogno della donna più di quanto creda.

Il suo è un attaccamento morboso, la vuole e la deve possedere, controllare. Tant’è vero che in letteratura e anche in moltissimi manuali sessuali scritti e stampati fino a qualche anno fa, si rappresentava con il verbo “possedere” l’azione di un maschio che penetra una donna.

Quindi deve tenerla sott’occhio perché ha paura che se gira l’angolo e la perde di vista possa abbandonarsi tra le braccia di un altro uomo.

È una paura atavica perché lei è l’energia sessuale, lei è la madre creatrice da cui arriva il nutrimento, lei è fonte di vita. Ci si potrebbe spingere ancora oltre nel cercare i motivi che spaventano il maschio in merito alla libertà sessuale della donna, ce ne sono anche di origine psico-biologiche perché essendo la madre dei nostri figli dobbiamo assicurarci che questi siano davvero i nostri e che non si distragga troppo dall’essere una buona madre mentre noi conquistiamo il mondo.

Molti studi mettono a confronto il sesso occasionale con il sesso in un rapporto stabile e alcuni addirittura lo fanno chiedendosi quale sia il migliore. Come abbiamo già visto, se il sesso occasionale piace sia agli uomini che alle donne, ci sono comunque differenze nella scelta del partner.

L’uomo ha molte meno esigenze e si accontenta di un’avventura anche se non prova un’attrazione incredibile, le donne invece sostengono che quella è una caratteristica fondamentale.

A mettere un po’ sotto accusa il sesso occasionale, sono stati studi canadesi che hanno messo in relazione la qualità del sesso in un rapporto occasionale con la qualità del sesso in un rapporto stabile dove la complicità, il grado di conoscenza del partner, sapere come arrivare contemporaneamente al piacere sono caratteristiche che portano ad una  perfetta alchimia che solitamente si trova solo con un partner “fisso”.

Io credo che non servisse tanto studio per arrivare a simili conclusioni che sono ovvie a tutti.

Martina Braganti, curatrice di una rubrica su Girlpower in un articolo dice che: “I rapporti “one night” molto spesso fanno sentire (ed in particolare questo accade nelle donne) meno rilassati e di conseguenza raggiungere l’orgasmo diventa più complicato.

Un’avventura mordi e fuggi può essere un qualcosa di eccitante; tuttavia a volte ci si cimenta in storie occasionali solo per dimostrare qualcosa a se stessi. E’ come se si volesse dimostrare di essere in grado di conquistare tutti: ma l’insicurezza non si supera in questo modo.

Proviamo a concentrarci su una sola persona, a conoscerla e a non dare mai nulla per scontato; prestiamo attenzione anche alla quantità (non che dobbiamo diventare sex addicted, ma facendo più volte l’amore anche la passione aumenterà) e non solo alla qualità.”

Sono d’accordissimo che se la ricerca di un rapporto “mordi e fuggi” è sollecitata da insicurezze, siamo di fronte ad un comportamento compulsivo, ma dobbiamo fare attenzione a non confondere le cose: un comportamento compulsivo ha un’origine patologica.

Anche affondare un cucchiaio dentro un vasetto di Nutella ogni cinque minuti è un comportamento compulsivo ma non tutti quelli che affondano un cucchiaio dentro la Nutella di tanto in tanto, soffrono di qualche disturbo come chi ogni tanto fuma una sigaretta non è un fumatore e chi ogni tanto beve un grappino non è alcolizzato.

Da mettere a fuoco non è mai l’azione in sé ma il modo e le cause che la determinano.

Martina Braganti avrebbe dovuto specificare che il sesso occasionale in sé non è né la conseguenza di disturbi né tanto meno ne diventa la causa, perché anche se non dice il contrario esplicitamente, lo insinua e molti lettori potrebbero assimilare questo concetto.

Il suggerimento di provare a concentrarsi su una persona sola è ottimo ma nel suo articolo sembra essere un’alternativa al sesso occasionale ma io credo che, se lo intende veramente così, sia una visione limitata perché sono due cose completamente diverse.

Mettere in relazione questi due aspetti è assurdo e inutile, si può fare un confronto sulla qualità del piacere che queste due dimensioni possono offrire, come abbiamo già visto, ma ha la stessa utilità che dire: un pic-nic all’aria aperta è migliore in una giornata di sole che in una di pioggia.

Ma non convinceremo mai nessuno che un pic-nic in una giornata di pioggia non possa riservare molto divertimento ugualmente.

C’è un’altra cosa che sento di dover specificare. Per avere il massimo da un rapporto a due, bisogna essere innamorati davvero.

Ancora una volta viene forse dato per scontato ma ci sono tantissime coppie che stanno insieme per motivi che alla base hanno le stesse insicurezze che Martina Braganti imputa, giustamente, a molti casi di sesso occasionale.

I disagi psicologici formano una base che soggettivamente influenzano i comportamenti in direzioni molto diverse tra loro e anche opposte come in questo caso.

L’immagine idilliaca del rapporto a due stabile e duraturo, non va mai presa come modello assoluto perché molto spesso tra i due individui c’è un collante che è tutto tranne amore.

Stare insieme in un rapporto solido non significa assolutamente non avere problemi.

La coppia in sé non rappresenta l’equilibrio, questo è un mito da sfatare.

Quindi consigliare di “concentrarsi su una persona sola” deve essere anticipato dalla domanda: siete sicuri davvero, fino in fondo, sulla base della vostra personale e profondissima conoscenza di voi stessi e che niente delle vostre convinzioni e del vostro vissuto vi stanno influenzando, che state avendo un rapporto con la persona giusta per voi?

Il fatto che molti di voi potrebbero rispondere SI’ non significa assolutamente che sia vero.

Io odio le statistiche ma la percentuale delle coppie che si sfasciano, è un dato che conferma la mia affermazione.

La dottoressa Giuliana Proietti, psicologa-psicoterapeuta e sessuologa, responsabile Scientifico del Sito:  http://psicolinea.blogspot.com, in un articolo sul sito http://ilsessoelamore.it , dice che :

Il sesso è ovunque: su Internet, nella moda, nella musica, nella pubblicità.

Oggi, ovunque c’è un implicito messaggio sessuale e questo ha ormai “normalizzato” il sesso, lo ha reso banale, come un qualsiasi altro bene di consumo.

Negli anni settanta, al tempo delle comuni hippies, il sesso libero c’era, ma era anche accompagnato da speranze per il cambiamento della società ed altissimi valori umani, come il pacifismo, l’uguaglianza delle donne, l’essere anziché l’avere, ecc.; il sesso che si pratica oggi è un sesso occasionale, distratto, consumistico e utilitaristico, fatto per trovarvi dei piaceri personali e non per mettersi in relazione con l’altro, per cercare piaceri condivisi.

Dov’è finito quell’ideale?

Credo che un po’ la dottoressa Proietti abbia ragione, io sono nato negli anni settanta per cui non posso dare in formazioni dirette come farebbe un testimone ma “gli anni settanta” si possono studiare.

Io parto dal presupposto che una generazione passata non possa essere migliore di quella futura, la tendenza è comunque a migliorare e per me, in merito, vige la regola che il male di oggi era un germe nelle generazioni passate.

Quindi cosa è successo, divenendo adulti, ai giovani degli anni settanta?

E sopratutto come mai non hanno avuto la forza di trasmettere quei valori ai loro figli per i quali molti di loro hanno lottato?

Cioè a quelli che oggi rappresentano la mia generazione.

Io credo che la risposta sia ancora una volta da ricercare nel potere.

È solo una tesi, ed è personalissima, ma credo che chi deteneva e detiene il potere, negli anni settanta, abbia percepito la forza di un movimento nuovo, rivoluzionario ma pacifista, con una carica talmente positiva che si è diffuso velocemente in tutto il mondo.

Ad esempio in oriente l’influenza della moda, della musica e di molto del pensiero occidentale, è arrivata proprio grazie a questo flusso positivo negli anni settanta.

Contemporaneamente si assisteva allo sviluppo economico, tecnologico e la ricchezza aumentava un po’ ovunque: case più belle, auto più moderne, denaro a sufficienza per poter viaggiare...ecc.

Chi deteneva, e detiene il potere, si è semplicemente accorto che elargendo un po’ di benessere, la rivoluzione si sarebbe sedata spontaneamente.

I giovani degli anni settanta sono stati letteralmente “comprati” dal sistema economico che in quel momento saliva alle stelle.

La maggior parte erano studenti e sono diventati i perni su cui oggi gira il sistema. Qui sta, tra virgolette, il germe di cui parlavo poco fa: si sono lasciati sedurre, più che dai potenti, da un benessere che è sempre stato controllato dai potenti.

Ingenuamente, forse, e comunque non acquisendo la consapevolezza che un concetto e un ideale valgono più di un’auto nuova e, ancora e forse soprattutto, che un’emozione può riempire la vita e l’anima ancor più di un concetto.

Il benessere strumentalizzato che sfocia nel consumismo, offre solamente l’illusione di un’emozione.

Ecco dove si è persa quella carica positiva degli anni settanta.

Le emozioni autentiche sono state sostituite da emozioni artificiali.

Ecco forse, come potrebbe essersi trasformato l’approccio al sesso occasionale; abbiamo perso di vista i così ben nominati valori, ma non oggi, negli anni settanta, quando da una parte c’era la rivoluzione e dall’altra progrediva il progresso e, diventando adulti, quei giovani, hanno fatto la loro scelta.

Il potere è da aborrire, ma non prima di sapere che tutti noi ne siamo complici.

La dottoressa Proietti continua dicendo che:

“Tra i giovani, i rapporti d’amore sono sempre meno presenti ed è ben difficile che essi trascorrano una serata insieme solo per conoscersi, corteggiarsi, senza avere un approccio anche fisico”.

Io non credo proprio; non credete a catastrofismi simili che ci vengono propinati quotidianamente, sono complici dell’aridità che tutti noi vogliamo combattere.

Focalizziamoci invece sugli aspetti positivi e alimentiamoli, sopratutto con l’esempio.

L’umanità non perderà mai completamente la voglia e la capacità di amare perché è di questo che siamo fatti.

Anche nel più buio inferno, brillerà sempre anche solo un lumino, e questo avrà sempre il potere di trasformarsi in una luce capace di illuminare ovunque.

I giovani si cercano si desiderano e si amano come è sempre successo a tutte le generazioni.

Hanno semplicemente i loro usi e costumi che sono propri del loro tempo e lo studioso attento deve saper distinguere atteggiamenti moderni da pericoli concreti e puntare a creare gli strumenti per sviluppare e diffondere quelli positivi piuttosto che impegnarsi ad elencare quelli negativi.

Se negli anni settanta il progresso è stato un’alternativa ai veri valori umani, oggi, ai giovani, mostriamogli un’alternativa a questo progresso e a questo sistema economico che ci schiavizza e che peraltro non si regge neanche più in piedi.

Ora è il momento di intervenire per riprendere là dove i giovani degli anni settanta si sono persi.

Ad ogni modo il pensiero largamente diffuso sul sesso occasionale lo definisce sesso senza amore, ed io non sono assolutamente d’accordo con una opinione che vuol tradurre tutto in superficialità e aridità sentimentale.
Allora il sesso in un matrimonio degenerato nella noia, nell’insofferenza e nella perdita di complicità è da definirsi sesso con amore perché non è occasionale?

Basta, vi prego basta! Non se ne può più.

Parliamo di amore e non sappiamo neanche cosa sia.

Queste sono le false “verità”, gli equivoci delle parole, e a volte gli strumenti usati da chi ha interesse a creare confusione. Si può amare molto di più uno sconosciuto in una notte che un marito o una moglie in trent’anni di matrimonio.

Certo è che per capire questo concetto dobbiamo sapere cosa sia davvero fino in fondo l’amore e sopratutto come, quando, e dove si manifesta e tutti i suoi livelli e sopratutto smettere di credere che un matrimonio o un’unione “stabile” sia sinonimo di amore.

Volete capire che queste sono le convinzioni che ci sono state imposte?

Il sesso occasionale non ha niente che non va se lo viviamo con le persone che ci piacciono davvero, ma davvero, al nostro essere più vero, non a quello che crediamo di essere o a quello che ci hanno fatto credere che siamo.

 

Ancora una volta vediamo cosa ne pensa la gente sul web:

 

POST

1) http://forum.alfemminile.com/forum/teenfilles/__f7106_teenfilles-Sesso-occasionale.html

 

mikyfatina:
Mi sono appena lasciata da un rapporto abbastanza lungo e ora mi dedico un po' a conoscere ragazzi e se succede qls bene se no pace..
Sn stata molto delusa e almeno x qst estate mi voglio sl divertire!!
Voi ke ne pensate?
E un altra domanda:
Conoscereste un ragazzo su internet sl x un avventura e basta?

 

bosie84
Non c’è niente di male nel divertirsi e nel conoscere ragazzi. Lasciati trasportare, fai bene! L'importante è che tutto sia molto naturale e spontaneo. Quando si è giovani sinceramente penso che sia la cosa miglio e, impegnarsi in un rapporto fisso è troppo limitante e comunque quando finisce ci si rimane troppo male a quell'età.
Io non sarei attratta da un rapporto su internet, penso che ci siano troppi pervertiti. E poi non c'è nessuna assicurazione: penso che per conoscere davvero una persona bisogna incontrarsi e guardarsi negli occhi.
E' estate, conoscerai una valanga di gente in spiaggia, in discoteca, fatti presentare amici di amici! Molto meglio così! ;) Le occasioni non mancheranno...

 

2) http://it.answers.yahoo.com/question/index?qid=20061004084019AA3gKA2

 

Bice Reni:
Per le ragazze single: riuscite a fare sesso occasionale senza problemi? Si tratta di una forma di libertà o è qualcosa che non lascia niente? l'ho data con fin troppa parsimonia finora...e da quei pochi non ne hanno saputo fare buon uso. Solo che sono troppo problematica per diventare di colpo "leggera"...ma mi piacerebbe, e molto! la mia linea di condotta? se conosco uno che mi fa tanto, ma proprio tanto sesso, e basta, ci vado, ovviamente. Ma in generale ho bisogno di qualcosa di più, il sesso di per sè non mi realizza più di tanto.

 

claudior...:
 ...io dico che darla via senza ragione è sbagliato. Invece se si trova una ragione forte, anche se occasionale, è giusto. L'importante è fare le scelte per dei motivi. Io ho fatto sesso occasionale quando ho trovato situazioni che mi piacevano moltissimo, sicuramente non banali; insomma..... il ricordo c'è ancora. Il fatto che io sia un uomo piuttosto che donna, nel mio modo di vedere non significa nulla, perchè, al contrario di quanto espresso in una domanda qualche giorno fa su answers...per me non esiste l'uomo scopatore e la donna tro.ia.... siamo tutti uguali, pari diritti, pari giudizi.

 

CICCIO R:
 sono un uomo e consiglio se è la prima volta non farlo con il primo che ti capita..... ma con una persona che trasmetta amore, effettivamente il sesso occasionale è bello per un solo  rapporto fisico

 

MORPHEUS ®:
Non sono una ragazza single ma vorrei rispondere, penso che il sesso occasionale non lasci niente di niente

 

pit267:
Altra domanda che differenzia i sessi, anche se leggo femmine evolute e attuali. Credo che  nn esista nulla di più eccitante che incontrare una ragazza e piacersi a prima vista. Bando alle ipocrisie, ci piaciamo facciamo subito l'amore. In auto a casa in ufficio, dietro un albero, ovunque. Un tempo piccolo di dolcezza e piacere, una sola volta o per molto tempo. Che differenza fa?

 

Sandy:
Quando ero single mi è capitato, ma solo con ragazzi VERAMENTE interessanti,...

 

*Linda*:
Può essere intenso e piacevole ma non lascia mai tanto come fare l'amore con la persona ke si ama

 

greta:
 Sono troppo timida, non ci riuscirei mai.
quando ero single non riuscivo nemmeno a sostenere lo sguardo dei ragazzi, perchè arrossivo!  figurati se potessi mai...! ma non giudico chi lo fa

 

?:
Quando ero single.. ho provato... per capire e poter dire come
la penso....
allora lui molto ma molto bello.....conosciuto una sera a un pub...seconda uscita... e vai... proviamoci.....
dopo?
beh nn c'è nulla.... lui voleva uscire ancora con me a distanza di 3anni m scrive ancora sms....addirittura quando poi s è fidanzato m cercava che voleva gli facessi da amante... ma
ovviamente non c sono mai piu' uscita.... cosa m è rimasto?
beh il giorno dopo avevo tutti i dolori del mondo.. e nn perchè avessi fatto chissa' che... mi viene anche da ridere nn m ha lsciato nulla a parte l'esperienza fatta per poter dire:
L'HO FATTO UNA VOLTA, MA NON LO FAREI DI NUOVO.

 

monica yeye :
No, perchè rispetto il mio corpo.

 

prometeo:
Le donne che fanno sesso occasionale sono piu belle

 

elmediod...:
Non c'è niente di male , del resto da un avventura di sesso puo nascere una vera storia d'amore.

 

frik:
Se una persona è single non ci trovo niente di male..

 

Neronott...:
Parto dalla verità indiscutibile che le donne come gli uomini hanno delle necessità fisiche quindi... avere rapporti occasionali può essere gratificante fisicamente per il mentale...ognuno ha il suo modo di vivere!

 

ilaria:
Si..se sei single puoi farlo quando e come vuoi..senza farti scrupoli!!Se una persona ti piace perchè no?Magari poi può nascere qualcosa no? :0)

 

luand:
Non faccio mai sesso occasionale. preferisco conoscere bene la persona, ma non giudico chi lo fa .

 

wossap:
Penso che non c'e' niente di male se sei single.... e poi se non assaggi come fai a sapere se e' buono

 

lyla:
Sono un'ex single ma ricordo con piacere il periodo delle storie occasionali! Certo, questo non significa che ti devi fare il primo che ti capita a tiro. Ovviamente il tipo deve piacerti sia fisicamente sia mentalmente. Con uno antipatico non ci sarei mai andata. Non la considero una forma di libertà ma semplicemente una scelta, un modo di fare, che può essere per un periodo o per sempre. Finiamola con 'sta menata che noi donne andiamo solo con chi amiamo veramente per tutta la vita. Cenerentola ormai è sparita!

 

   Davide Ragozzini

 

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