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Del dott. Giacomo Bo   indice articoli

  

 

Crisi Globale, Salute e Felicità.
Come comprendere e affrontare i tempi difficili

Novembre 2008

 

Crisi Globale, Salute e Felicità Come comprendere e affrontare i tempi difficiliDa ormai alcuni mesi siamo giornalmente bombardati da cupe notizie sul futuro della nostra economia, e di conseguenza della nostra vita quotidiana.
Al momento in cui scriviamo, si prevede per il prossimo anno in Italia una diminuzione del P.I.L (Il Prodotto Interno Lordo, ossia quanto una nazione produce) dello 0,6%, il che significa in parole semplici che produrremo leggermente meno di quest’anno.
Il dato, preso così, non dovrebbe allarmare più di tanto. Anzi, sarebbe ora che producessimo un po’ meno, vista la quantità enorme di oggetti inutili e superflui che riempiono le nostre case. Produrre meno potrebbe addirittura contribuire ad un miglioramento della qualità della vita, perché disfandoci del superfluo ci concentriamo maggiormente su ciò che è veramente essenziale per le nostre vite.
Anche gli economisti, commentando questa crisi globale del settore finanziario, sostengono che grazie ad essa andremo nella direzione di un’economia più reale, dove il lavoro, la produzione, le aziende e così via riacquisteranno quel valore che in questi ultimi decenni avevano perso nei confronti di una finanza spregiudicata.
E allora, perché tutto questo panico? Perché quest’atmosfera di pessimismo che pervade ogni aspetto della vita quotidiana? Tutti ormai parlano di questa crisi come se fosse un evento catastrofico. I mass-media ci bombardano di notizie drammatiche con toni da Apocalisse. Espressioni del tipo: “La peggiore crisi finanziaria di tutti i tempi”, “Andremo in recessione”, “Sarà ancora peggio della Grande Depressione del ‘29” creano uno stato d’animo di panico, allarmismo e soprattutto pessimismo e depressione. Queste emozioni sono contagiose, perchè anche il miglior ottimismo cede di fronte a quest’onda negativa. Così l’infezione si diffonde piano piano tra le persone, contribuendo ad ingigantire il problema e soprattutto a creare instabilità e insicurezza.
L’effetto finale del contagio è il panico. Le persone perdono lucidità ed iniziano ad assumere comportamenti irrazionali ed illogici. Ad esempio, si corre in banca per riprendersi i propri soldi, si bloccano le spese correnti, non si fanno più investimenti. Venendo a mancare la fiducia per il futuro, tutto si riduce al mero presente e alla semplice sopravvivenza quotidiana. Questi comportamenti sono irrazionali, perché colpiscono aree vitali, senza le quali le conseguenze saranno più disastrose. Ad esempio, la salute: poiché essere in salute è costoso, si tagliano queste spese. Si risparmia sul cibo preferendo i discount ai negozi specializzati in prodotti di qualità, come quelli biologici. Si risparmia sulle cure e sui medicinali, sui corsi di crescita personale, sulla cultura e l’istruzione, e in linea generale su tutto ciò che potrà portare nel futuro un miglioramento di qualche tipo. Avviene così perché nelle situazioni di pericolo si perde l’orizzonte temporale e si rimane bloccati nel presente, in preda all’ansia per la sopravvivenza. Questa ansia condiziona le scelte e i comportamenti che divengono miopi ed egoistici, ma anche autolesionistici.
Difatti, così facendo tutto il sistema economico si blocca veramente, perché basato sulla libera circolazione dei beni e del denaro sotto forma di spese ma anche di investimenti, e se questi rimangono ‘sotto il materasso’ come ha consigliato qualche ‘brillante’ economista, allora veramente andremo in crisi globale e ci aspetteranno tempi molto cupi.
Come reagire quindi a questa situazione?
Prima di tutto occorre non farsi prendere dal panico e dare il giusto peso alle notizie che giungono dai mass-media. Una diminuzione del PIL dello 0,6% è come dire che la mattina quando salite sulla bilancia, avete perso lo 0,6% del vostro peso; non è il caso di allarmarsi e di pensare di essersi avviati verso l’anoressia! Quindi, niente parole come “Depressione”, “Recessione”, “Fallimento” ecc. perché a queste associamo emozioni pesanti e negative. Parliamo invece di un “momento di svolta, di cambiamento, di trasformazione” parole che portano con sé emozioni più leggere.
Secondo, continuare ad avere fiducia nel presente e nel futuro, dimostrandolo con azioni concrete, ossia investendo le risorse economiche ed energetiche nel creare un futuro migliore. Investite in aree critiche come la salute, il lavoro, la casa, la famiglia, l’amicizia; questi sono tutti beni durevoli che non temono crisi finanziarie e che da sempre sono la fonte della vera felicità.
Per decenni il PIL è cresciuto e ci siamo illusi che ciò avrebbe portato benessere e felicità. Purtroppo ora scopriamo che tutta questa crescita era illusoria, non solo perché i problemi del mondo sono rimasti tali, ma perché – presi da questa ‘febbre’ finanziaria – abbiamo perso di vista i veri valori dell’esistenza e non siamo divenuti più felici.

Variabili numeriche, come i tassi d’interesse, i titoli in borsa ecc. che fluttuano giornalmente non ci hanno portato quella felicità che cercavamo, quando invece poter contare su buoni amici, sull’amore dei propri cari, sulla salute e sulla solidità della propria casa ci avrebbe donato pace e serenità. Questi beni durevoli necessitano da parte nostra di grandi investimenti ed è questo il momento di occuparsene seriamente, lasciando perdere le brutte notizie dei mass-media che hanno solo lo scopo di deprimerci e di farci perdere la speranza di un futuro veramente migliore.

 

Nadia e Giacomo Bo
www.ricerchedivita.it


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