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di Patrizia Moschin Calvi  - indice articoli

 

Helena Petrovna Blavatsky

Di Bernardino del Boca

Maggio 2012

 

Articolo dedicato questo mese ad Helena Petrovna Blavatsky, passata al di là del velo di materia l'8 maggio 1891.
Proprio in questo giorno infatti, ogni anno, tutti i teosofi del mondo la ricordano, con pensieri di gratitudine per quanto da lei fatto nel promuovere la Fratellanza e la Tolleranza fra tutti gli Uomini.
Ma l'8 Maggio di ogni anno, per tradizione millenaria, si celebra in tutta l'India il giorno del Loto Bianco, il fiore lacustre assurto a simbolo di Gautama Buddha, l'Illuminato, la cui morte storica si fa appunto risalire all'8 maggio dell'anno 486 a.C.

 

   Patrizia Moschin Calvi

 

Helena Petrovna Blavatsky

Bernardino del Boca

 

Helena Petrovna BlavatskyDinnanzi ad una personalità spirituale così ricca e complessa ed insieme così forte ed integra come quella di Helena Petrovna Blavatsky, la riflessione critica avverte il pericolo che ogni punto di vista ch’essa assuma, per la sua analisi, sia sempre parziale ed inadeguato ad interpretare la varietà dei suoi aspetti ed a raggiungere quella sintesi che dia la misteriosa individualità della messaggera della fratellanza occulta.

Meglio cercare nei fatti e nell’opera sulla trama d’oro, il filo d’oro che mani occulte hanno tessuto guidandola attraverso le più disparate avventure. Ci troviamo di fronte ad una personalità che non possiamo comprendere; studiando anche soltanto i fatti provati ci si avvede come la sua libertà di movimento, il suo non attaccamento alle cose della vita non siano che la conseguenza della sua grande evoluzione che la portava ad essere in comunicazione con le sfere superiori di vita.

Di ciò lei solo raramente se ne rendeva conto. In questo sta il segreto dell’infinito risolversi e comunicarsi in un presentimento di ideale unità del mondo esteriore ed interiore che caratterizza la visione della Blavatsky, vi sta pure il segreto della sua comprensione e rivelazione assolutamente intuitiva dei mondi di cultura, delle loro forme, istituzioni, organismi. Ella nacque la notte del 31 luglio del 1831 ad Ekaterinoslav, nella Russia meridionale, da Helena Fadeeva, figlia della principessa Dolgorukova e dal colonnello von Hahn, ufficiale dell’esercito russo e discendente di una nobile famiglia germanica.

Fin dall’infanzia fu considerata un essere anormale per la ricchezza traboccante di una sensibilità acuta e vasta, delicata e profonda, che ne fece un facile strumento delle forze superfisiche e per l’aspirazione chiara e prepotente ad agire in un’orbita eccentrica nella quale la sua volontà, illuminata dai puri valori ideali, scrisse la legge costitutiva della sua personalità.

Nella sua infanzia vedeva sovente un corpo astrale che le appariva ogni volta che si trovava in pericolo; questo corpo astrale si fece sempre più distinto, e fu poi riconosciuto dalla Blavatsky nella figura dell’indiano che le comunicò il piano di fondazione della Società Teosofica.

Col crescere degli anni si fece una ragazza robusta e piena di vitalità, rivoluzionaria e strana nella vita, dalla quale pretendeva tutto ciò che la sua mente vasta cogitava.

Tutta la visione della Blavatsky è in questo infrangersi contro la vita, nel comparteciparsi degli opposti – natura ed anima, passato e presente – in una vita che nel rinnovarsi libero di esperienze e di passioni, in insospettate tensioni e tragici contrasti, attinge la fede in una più pura universale armonia. L’intuizione era in lei sviluppatissima, pareva quasi in certi casi che ella potesse attingere alla mente di tutta l’umanità.

I biografi non sono ancora riusciti a dare una continuità logica e chiara alla sua vita perché si fermano straniati davanti a ciò che per loro è incomprensibile, si fermano quando non trovano più una sola personalità, ma infinite personalità che nulla hanno in comune con l’intima struttura della personalità spirituale della Blavatsky.

Le entità che attraverso di lei si esteriorizzavano erano concepite da ella come un proprio assoluto destino, si elevavano in tale coscienza ad idea come rivelazione e affermazione dell’esistenza personale del problema stesso dello spirito e della vita; e le assumeva infine come missione rivolta a riportare fra gli uomini l’amore e la fratellanza, il concetto di unità e causalità universale, la legge del karma, la reincarnazione e la fede nell’assoluto vivente. A diciassette anni sposò il generale Blavatsky, governatore di una provincia della Russia, ma lo abbandonò dopo qualche mese di matrimonio.

Poco dopo il suo ritorno alla famiglia, fuggì a Costantinopoli ove si esibì come cavallerizza in un circo equestre. Qui conobbe l’allora celebre basso Mitrovich, il quale la sposò nonostante non fosse divorziata dal vecchio generale Blavatsky.

In questo periodo andò in Egitto, e secondo alcuni biografi, conobbe un vecchio copto che l’iniziò all’arte magica. In Egitto, al contrario, in circostanze molto strane, trovò l’appoggio di un membro dell’Osservatorio della Brotherhood of Luxur, fratellanza diretta da un comitato di sette illuminati, appartenenti al Gruppo Egiziano della Grande Fratellanza Mistica Universale.

La Blavatsky aveva scritto per periodici russi degli articoli che pare avessero attratto l’attenzione della misteriosa Fratellanza e venne così metaforicamente catturata.

Da giovane leggeva molti romanzi inglesi di cui aveva così bene assimilata la lingua che suo padre la condusse a Londra. Aveva allora quattordici anni e nel suo breve soggiorno londinese aveva studiato e letto moltissimo, specialmente i libri di un autore inglese che fu di una importanza straordinaria per la Blavatsky e per la sua opera: Edward Bulwer, Lord Lytton.

L’influsso di questo autore fu sovrano nell’opera letteraria e mistica della Blavatsky e gli articoli da lei pubblicati nei suoi giovani anni, seguono fedelmente le idee soprannaturali di fratellanza e di amore di Lord Lytton.

Fece in seguito l’entrata in Europa con il celebre medium Hume, e da Londra e da Parigi, oltre alle sedute medianiche, diede concerti come pianista. In questo periodo una forte corrente di materialismo si era imposta a tutti i rami della scienza e l’evoluzione spirituale si era arrestata sotto l’irruenza di questo movimento.

Alcune Fratellanze occulte tanto famose ed in auge in quei tempi, cercarono allora di arrestare questo movimento così nefasto alla evoluzione spirituale e resero nota al mondo l’esistenza dell’invisibile; l’esistenza di un mondo spirituale che può essere resa tangibile adoperando alcune forze latenti dell’uomo.

Si cominciò a preparare il mondo a ricevere questa lezione e a tal fine, sotto la direzione della Brotherhood of Yuc, filiale messicana della Comunione Occulta Universale, ebbero luogo sedute medianiche in America, in Inghilterra ed in Francia. Al medium Hume, che lavorava sotto la direzione della C. O. U., fu affidata la Blavatsky, la quale però l’abbandonò presto e si fece assumere come direttrice del Coro Reale del Re di Serbia, Milan.

I libri di Fenimore Cooper, che stavano allora invadendo l’Europa, fecero sì che ella si decidesse ad andare nell’America del Nord per vedere i pellirosse. Ogni decisione in lei era presa all’improvviso e lei stessa in una lettera afferma che eseguì sempre i comandi che le dava la sua anima.

In America fu a contatto con molte tribù indiane e si interessò specialmente delle loro pratiche magiche.

Di ritorno da questo viaggio andò a raggiungere il padre a Londra. Qui, mentre un giorno passeggiava con lui, vide un indiano di alta statura che riconobbe per la persona che lei vedeva sotto forma di corpo astrale da bimba.

L’indiano le fece segno di non parlare. Il giorno dopo la Blavatsky l’incontrò di nuovo ad Hyde Park e questa volta poté udire la sua voce. L’indiano le comunicò i piani di fondazione della Società Teosofica e la prese sotto la sua sorveglianza spirituale. Ella disse che da allora sentì sempre la sua presenza in lei come una seconda personalità.

La contessa di Wachtmeister, amica della Blavatsky, disse di aver visto un diario di questa, compilato in quegli anni, ove era scritto: “Notte memorabile. Strana notte con un chiaro di luna che si calava a Ramsgate. 12 agosto 1851, quando io incontrai il maestro dei miei sogni — il 12 agosto è il 31 luglio stile russo, giorno della mia nascita — venti anni” (C. Wachtmeister: H. P. B. och den hemliga läran pag. 54 e segg.).

Dal movimento spiritico erano derivate delle conseguenze spiacevoli nei riguardi della verità occulta e fu così che per neutralizzare la cosa, dato che la Porta del Gran Tempio era ormai socchiusa, non si poteva più chiudere, gli alti iniziati d’Europa e d’America in un Concilio Generale tenuto a Vienna decisero di neutralizzare l’azione dei medium.

Nacque così la missione della Blavatsky in quel periodo e in parte quello della sua Società.

La nascita di quest’ultima fu dovuta all’aiuto della Fratellanza Indù, che liberò la Blavatsky da molti suoi legami e ne fece la sacerdotessa del Grande Tempio. In inverno fece un viaggio in Egitto, poi si presentò improvvisamente a Parigi esibendo un documento che l’attestava addetta all’Osservatorio della Brotherhood of Luxur. Dalla loggia occulta alla quale si era presentata ricevette istruzioni e partì per gli Stati Uniti.

Nel 1856 fu di nuovo in Europa ove per il tramite di Mazzini e Garibaldi, dei quali era amica, fu messa in relazione con John Yarcker, Gran Maestro Generale del Rito di Swedenborg e dell’Ordine Orientale antico e primitivo di Memphis-Misraim dal quale ricevette poi l’aiuto per la fondazione della Società Teosofica.

In questo periodo (1856) si iscrisse a “La Giovine Europa” ed indossò la camicia rossa seguendo Garibaldi nel Trentino e a Mentana, ove fu ferita così gravemente da essere dimenticata come morta sul terreno. Ritornò in America ed in seguito in India ove si preparò alla grande opera. Nel 1858 ritornò in Russia presso i suoi. Qui conobbe il conte Witte, suo cugino, le cui relazioni sulla vita della Blavatsky sono le più attendibili e le più fedeli.

Ella aveva perso la sua bellezza, dice nelle sue memorie il conte (The memoirs of count Witte, London 1921, pagg. 5-11). Non curava l’abbigliamento, ma aveva degli occhi fascinatori che turbavano. Egli testualmente scrive: “Never in my life have I seen anything like that pair of eyes”.

La Blavatsky in Russia si dedicò anche alle sedute spiritiche con manifestazioni straordinarie, ove assisteva anche il cugino Witte. Mitrovich, il marito della Blavatsky, aveva ottenuto un posto all’Opera di Kiev, ma dopo un bisticcio con il Governatore Generale dovette fuggire ad Odessa con la moglie, ove la famiglia di questa si era ritirata dopo aver lasciato Tiflis. I coniugi Mitrovich vissero qui in una grande povertà. La Blavatsky si mise a creare fiori artificiali e a fabbricare inchiostro.

Il conte Witte andò molte volte a visitare la povera bottega e fu stupito di vedere come quella donna non fosse per nulla accasciata della misera posizione in cui si trovava: la trovò sempre occupata a studiare.

Era intelligentissima, dice il Witte, e faceva ed imparava tutto con grande facilità: lingue, musica, poesie, scriveva continuamente articoli per periodici ecc.. Mitrovich intanto ottenne lavoro all’Opera del Cairo e la Blavatsky col marito s’imbarcò per quel posto.

La nave fece naufragio sulla costa egiziana e solo la Blavatsky poté salvarsi. Dal 1867 al 1870 fu in India a terminare la sua istruzione occulta, avendo ormai appreso le lezioni che la vita le aveva imposto di imparare.

Per diversi anni non si ebbero sue notizie e sua zia scrisse a questo proposito: “Tutte le nostre ricerche erano fallite, e noi la credevamo morta, quando nel 1870 ricevetti una lettera dall’Essere che voi chiamate Koot Hoomi, lettera che mi fu recapitata nel modo più incomprensibile e misterioso in casa mia, da un messaggero che dall’aspetto sembrava un asiatico, e che svanì dinnanzi ai miei occhi.

La lettera era scritta su carta di riso della Cina e diceva: “I nobili parenti di H. P. Blavatsky non hanno ragione di menar cordoglio, la loro figlia e nipote non si è dipartita da questo mondo. Essa vive e desidera far sapere, a coloro che ama, che sta bene e che è molto felice nel lontano e sconosciuto ritiro che ha scelto. Le signore della sua famiglia si consolino. Prima che sorgano diciotto nuove lune essa ritornerà a casa””.

La promessa fu adempiuta poiché nel 1872 essa ritornò ad Odessa. Di qui si recò in Inghilterra ove cominciò a diffondere gli insegnamenti della Sapienza Orientale, o Teosofia, facendo argine al materialismo imperante ed alle pratiche spiritiche.

Tentò di fondare un Miracle Club ma poi, di nuovo messa in contatto con le alte gerarchie spirituali, annunciò la nascita della nuova Società. Nel 1873 andò in America ove conobbe il suo futuro collega, il colonnello Henry Steel Olcott.

Questo incontro in seguito ad una strana concatenazione di eventi mostra l’azione delle guide della Blavatsky.

Nel 1875 a New York fondò con il colonnello Olcott la Società Teosofica e rese così pubblico un tesoro immenso di vita. Le porte del Grande Tempio Occulto si erano aperte portando un mutamento totale nella politica del segreto seguita fino ad allora. Da quell’epoca si inizia il rinnovamento dell’occultismo contemporaneo. Nel 1875 la Blavatsky principiò a scrivere l’Iside Svelata che terminò nel 1877.

Opera monumentale nella quale espose la dottrina teosofica: libro che abbraccia tutte le scienze di tutte le età e addita all’umanità un cammino sicuro verso la superumanità, verso la comprensione che permetterà ad ogni chiesa di riconoscersi, di progredire e di vivere non più nella materia ma nello spirito.

Il Grande Maestro Generale dell’Ordine di Memphis—Misraim, John Yarcker, in seguito alla pubblicazione di quest’opera conferì alla Blavatsky il grado di principessa coronata che è il massimo grado di adozione di quest’ordine. Nel 1882 scelse Adyar (Madras—India) come sede generale della Società e nel 1884 andò a Londra dove si mise a scrivere la sua opera fondamentale La Dottrina Segretache è il più grande monumento della scienza occulta.

Il suo corpo fisico era però estenuato, una malattia grave l’avrebbe condotta in breve alla tomba. Non v’era più alcuna speranza.

La contessa di Wachtmeister che vegliava al suo letto racconta così nelle sue memorie: “Quando io aprii gli occhi alla prima luce del mattino, fui colta da una grande ansia che H. P. Blavatsky fosse morta mentre dormivo. Mi voltai spaventata e la scorsi calma e sorridente che mi guardava con i suoi chiari occhi grigi. “Contessa — mi disse — venite qui”. Io volai al suo fianco: “Che cosa è accaduto? Avete tutt’altro aspetto della notte scorsa!”. Essa rispose: “Sì, il maestro è stato qui e mi ha lasciato la scelta fra il morire subito e vivere e finire La Dottrina Segreta. Mi ha detto che dovrò soffrire orribilmente, sopportare molte avversità, ma quando ho pensato a tutti gli studenti a cui mi sarà concesso di insegnare ancora qualcosa ed alla Società Teosofica in generale, a cui ho dato tutto il sangue del mio cuore, ho accettato il sacrificio””.

Così il mondo ebbe la luce della sapienza antica. Scrisse ancora e lavorò fino alla fine per l’umanità e per portare ad essa quel seme di vita che fece nascere quell’opera spiritualistica del nuovo secolo. Depose il corpo fisico l’8 maggio 1891, giorno questo della Festa del Loto: gentile contributo alla sua memoria.

 

   Bernardino del Boca

 

Tratto dagli Scritti Giovanili, volume edito, in occasione del proprio centenario, dal Gruppo Teosofico di Novara nel 2004.

Ne La Dottrina Segreta e nell’Iside Svelata, entrambe composte da Helena Petrovna Blavatsky, vi sono dei riferimenti al simbolo del Loto, adottato da quattro sistemi religiosi: egiziano, indù, giudaico-cristiano e buddista: “Esso è il simbolo di Horus e Osiride, come quello di Brahma. Non c’è tempio in Tibet o Nepal che ne sia sprovvisto… il giglio che l’arcangelo offre alla Vergine Maria, nel dipinto dell’Annunciazione…. la madre di Gautama Buddha che ricevette l’annuncio della nascita del figlio da parte del Bodhisat (lo spirito di Buddha), che le apparve vicino al giaciglio con un fior di loto in mano… Ovunque il mistico fior di loto viene impiegato, esso significa l’emanazione dell’oggettivo dal celato, o soggettivo – l’eterna idea della sempre invisibile Deità che passa dall’astratto al concreto o forma visibile… Il Loto è il prodotto del fuoco (calore) e dell’acqua e quindi simbolo duale di spirito e materia” (da Iside Svelata, volume primo, Scienza).      - Patrizia Moschin Calvi -

Bernardino del Boca (1919 – 2001) teosofo, antropologo, artista, saggista. Fin da giovane intrecciò rapporti epistolari con vari spiritualisti come Jiddu Krishnamurti, Maurice Maeterlinck, George S. Arundale e Fabrizio Ruspoli duca di Salaparuta.


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