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di Patrizia Moschin Calvi  - indice articoli

 

Roerich teosofo

Di Edoardo Bratina

Luglio 2011

 

Quella del prof. Edoardo Bratina (1913-1999) è stata una vita totalmente dedicata agli studi ed al lavoro teosofico. Dopo un percorso scolastico diviso fra la passione per le matematiche e gli approfondimenti linguistici, inizia ben presto ad interessarsi di Teosofia ed entra a far parte, a Trieste, della Società Teosofica Italiana, presiedendo poi il Gruppo locale e venendo eletto nel 1971 Segretario Generale della S.T.I., carica che conserverà fino al 1995, promovendo l'attività teosofica in Italia con scritti, conferenze, pubblicazioni e dirigendo la Rivista Italiana di Teosofia.

 

 

Nikolaj RoerichPer completare l'interessante articolo (*) di Migi Autore sulla biografia di Nikolaj Konstantinovich Roerich (10.10.1870 - 13.12.1947) è opportuno mettere in evidenza i suoi rapporti con la Società Teosofica che risalgono ai suoi anni giovanili.
La sua prima grande opera intitolata "Il Messaggero" che gli valse la generale ammirazione ed il diploma dell'"Accademia delle Arti" di S. Pietroburgo, acquistato subito dal Museo di Mosca, gli fu ispirato da un episodio della vita di H.P. Blavatsky, che ebbe vasta risonanza nel 1885, specialmente in Russia, patria della Blavatsky stessa.
E' noto il fatto che H.P. Blavatsky disparve per due anni, tra il 1868 ed il 1870, rifugiandosi in un monastero del Tibet, senza inviare notizie ai suoi congiunti.
La zia Fadejeff, alla quale era particolarmente affezionata, scrisse allora: "Tutte le nostre ricerche risultarono vane, eravamo ormai rassegnati nel ritenerla morta, quando.....ricevetti una lettera da Colui che ritengo chiamare K.H. portatami nel modo più incomprensibile e misterioso da un messaggero di apparenza asiatica, il quale poi disparve davanti ai miei occhi....".
La lettera era scritta in francese con la calligrafia nota in seguito come quella di K.H. dalla corrispondenza con il giornalista anglo indiano A.P. Sinnett.
La lettera era del seguente tenore: "All'onorevole Signora Nadjejda Andrejevna Fadejeff, Odessa.  I nobili congiunti di Madame H.P. Blavatsky non hanno ragione di preoccuparsi.  La loro figlia e nipote non ha abbandonato questo mondo.
Essa vive e desidera far sapere a coloro che ama che si trova bene e molto felice nel distante e sconosciuto ritiro che si è scelta.  Era molto ammalata, ma non lo è più poichè sotto la protezione del Signore Sangyas (Buddha, n.d.t.) ha trovato amici devoti i quali la curano sia fisicamente che spiritualmente.
Le signore della sua casa perciò devono stare tranquille.  Prima che sorgano 18 lune nuove essa ritornerà in famiglia".
La lettera non era firmata ma, come detto, compilata con la calligrafia caratteristica di K.H. nella corrispondenza con A.P. Sinnett negli anni 1880-1884, conservata nel Museo Britannico.
A margine di questa lettera vi è l'annotazione in russo di N. Fadejef "Ricevuta a Odessa il 7 Novembre 1870, probabilmente dal Tibet".
Questa lettera (ora conservata ad Adyar) fu riportata sul "Rapporto Annuale della Società Teosofica dell'Anno 1885" come prova che una lettera del Mahatma con la stessa calligrafia è pervenuta 10-15 anni prima di quelle lettere che H.P. Blavatsky fu accusata, da parte del famigerato rapporto di R. Hodgson della Società per le Ricerche Psichiche di Londra, di contraffare.
Il fatto narrato ebbe allora una risonanza mondiale, particolarmente in Russia a causa delle personalità coinvolte, ma a nulla valsero le proteste di H.P. Blavatsky e dei suoi amici, protratte per molti anni, fino a quando la Società per le Ricerche Psichiche, riconoscendo la labilità del rapporto di R. Hodgson acconsentì, dopo un secolo, a rivedere la perizia stessa da parte di Vernon Harrison, massimo esperto britannico delle falsificazioni, il quale nella perizia intitolata "J'Accuse", accusa lo stesso R. Hodgson d'aver voluto accusare H.P. Blavatsky malgrado ogni prova contraria.
Comunque è un fatto certo che Roerich si ispirò alla scena del "messaggero di apparenza asiatica", come risulta dal suo dipinto che gli valse tanta fama e fortuna.
In ricordo di ciò, nella celebrazione del cinquantenario della fondazione della Società Teosofica, volle portare personalmente una replica del dipinto "Il Messaggero" ad Adyar, come dono per tale ricorrenza.
Per l'occasione "Brahamavidyaashram" di Adyar nel 1925 pubblicò un libro con la riproduzione del quadro "Il Messaggero" con sette articoli di eminenti studiosi contenenti apprezzamenti per le opere di Roerich.
Nella seconda pagina della copertina si precisa che il ricavato dell'opera stessa sarà devoluto al "Museo Blavatsky" di Adyar, dove è conservato il quadro stesso.
Si ricorda che "Brahamavidyaashram" fu istituito ad Adyar nel 1923 da James Cousin e da J. Krishnamurti.
Contrariamente a quanto si ritiene, Roerich fu un socio attivo della Società Teosofica, come risulta dall'annuario "The International Theosophical Yearbook" del 1937 (p. 233) nel capitolo "Who is Who in the Theosophical Society" dove è riportata una sua breve biografia e la data di iscrizione, 14.6.1920 a Londra, dove giunse esule dalla Russia, dopo la rivoluzione.
In seguito si trasferì negli Stati Uniti dove collaborò con altri membri della Società Teosofica tra i quali con Claude Bragdon, prendendo varie iniziative come il "Master Institute of United Arts" di New York che volle fondare il 17 Novembre 1921.
Così pure il "Roerich's Museum", un edificio di 29 piani che conserva oltre mille opere di Roerich, istituito il 17 Novembre 1923 e nello stesso giorno del 17 Novembre si trasferì con la famiglia in India.
Varie altre iniziative Roerich intraprese sempre nelle date fatidiche della storia della Società Teosofica.
Notoriamente Roerich fu un sostenitore dell'idea del ritorno del Signore Maitreya (noto anche con altri nomi) e molti dei suoi dipinti alludono a tale evento.
Egli organizzò una spedizione nel Tibet e nella Mongolia della durata di cinque anni alla ricerca dei Mahatma ed anche delle vestigia della presenza di H.P. Blavatsky nel Tibet.
Con tale ispirazione pubblicò una serie di articoli su "The Theosophist", tra i quali nell'Ottobre 1914 con il titolo "Ispirazione", ma particolarmente sul "Herald of the Star" ("Araldo della Stella") pubblicato anche nell'edizione italiana come periodico dedicato all'annuncio del ritorno del Cristo.
Tra questi articoli ricordiamo "Il Sentiero della Beatitudine" (1922), "La Bellezza dell'azione e dell'amore" (1923), "Il Portale della Bellezza", ecc.
Molti altri articoli ispirati dalla Teosofia furono pubblicati dalla rivista americana "Flamma" dell'Associazione per il Progresso della Cultura.  In questi articoli sono frequenti le citazioni tratte dalle "Lettere dei Mahatma", "Voce del Silenzio", "Ai Piedi del Maestro", ecc.
Numerosi sono i saggi di Roerich pubblicati su molte riviste nelle principali lingue del mondo, ma anche varie monografie e la serie dello "Agni Yoga" in russo consistente in tredici volumi, ritenuti ispirati alla consorte di Roerich dal Mahatma M., consorte alla quale si deve anche la traduzione in russo della "Dottrina Segreta" di H.P. Blavatsky, ristampata ad Adyar in 5.000 copie e distribuita alle principali biblioteche in Russia per iniziativa di Radha Burnier.
Massimo Introvigne nell'opera "Le Nuove Religioni" (p. 283) cita la "Agni Yoga Society" e mette in rilievo che i temi trattati derivano dalla Teosofia e dall'Arte, ma anche dalla "mitologia slava centrata sul "fuoco" di cui il russo Roerich è sempre rimasto attento cultore".
Claude Bragdon definì l'arte di Roerich come il "sentiero di un iniziato" ed in una recensione scrive: "Nella storia delle belle arti, appaiono di tanto in tanto grandi uomini dei quali l'opera ha una qualità unica di misticismo e si differenziano dai loro contemporanei, rendendo impossibile di classificarli nelle categorie già note…
Tali furono Leonardo e Rembrandt.....ed in altri campi Beethoven e Balzac.  Roerich nella sua vita, per il suo carattere e per la sua arte si rivela un membro della Fratellanza.
Per trentacinque anni percorse il mondo, l'Europa, l'Asia, l'America… con pellegrinaggi in luoghi remoti ovunque spargendo saggezza e piantando semi di bellezza…".
Il suo motto preferito era: "Voi amate i vostri nemici?  Avete torto se non lo fate!".

 

 

   Edoardo Bratina

 

(*) L'autore si riferisce a "Roerich, la Teosofia e le Rune di Bellezza", apparso nella raccolta delle relazioni presentate sul tema  dell'82° Congresso Nazionale della Società Teosofica Italiana "Teosofia ed Archetipo della Bellezza", svoltosi a Perugia nel Giugno del 1996.

 

BIBLIOGRAFIA
N. Selivanova, "The World of Roerich", Ediz. Corona Mundi, New York, 1923;
K.P. Padmanabhan Tampy, "Nicola Roerich", Travancore Humanitarian Society, Trivandrum, 1935;
AA.VV., "The Messenger", Ediz. Brahamavidyaashram, Adyar, Madras, 1925;
"Flamma" rivista n. 3-4, 1938, Ediz. Associazione per il Progresso della Cultura, Liberty, Indiana, U.S.A.;
C. Rapicavoli, "Il Profeta del XX° Secolo", Ediz. "Il Mondo", Roma, Agosto 1922;
V. Harrison, "J'Accuse", nel "Journal of the Society for the Psychical Research", Londra, vol. 53, n. 803, Aprile 1986;
The Theosophical Year Book, 1937, p. 233;
The Report of the Theosophical Society, 1885;
C. Jinarajadasa, "Letters from the Masters of the Wisdom", (seconda serie), Ediz. Adyar, Madras, 1925, T.P.H.;
Idem (prima serie) T.P.H., Adyar, 1919.

 


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