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Meditazione come osservazione della mente

Discorsi di Dharma

di Geshe Gedun Tharchin

Indice articoli

 

Insegnamenti del Venerabile Lama Geshe Gedun Tharchin, Lharampa. Incontri, lezioni e scritti su Dharma, Meditazione e Buddhisimo.

 

 

La meditazione è una forma d'arte dell'ascolto di sé stessi

- Agosto 2018

 

Il Buddha ci ha lasciato un messaggio importantissimo dicendo che il miglior maestro è quello interiore, ognuno è maestro di sé stesso nell’ascolto di sé, eppure gli esseri umani sono così ottusi che non prendono minimamente in considerazione questo fondamentale suggerimento, sono sempre alla ricerca dei maestri esterni, non hanno il coraggio, la capacità, la fiducia, di assumere la responsabilità in prima persona.

A causa di tale atteggiamento non diventiamo mai adulti, autonomi nella vita spirituale, preferiamo rimanere infantilmente dipendenti dal maestro esteriore, ma in questo modo non potremo mai avvicinarci all’illuminazione, il maestro definitivo è quello interiore.

Il maestro interiore non è la fotocopia di noi distinta dall’originale, è il nostro cuore vivo, lucido, che comunica con cognizione di causa, ma che noi ignoriamo del tutto mentre continuiamo a parlare e agire con immaturo automatismo, vogliamo restare fanciulli, delegare ad una figura genitoriale, il maestro esteriore, ogni nostra responsabilità.

Saper ascoltare il maestro interiore che ci accompagna in ogni istante significa incamminarsi sul sentiero che porta all’illuminazione.

Il maestro esterno è un valido supporto, un aiuto per realizzare l’indispensabile, definitivo maestro interiore che, risvegliato nella meditazione, ci istruisce nel silenzio, nella contemplazione, nella profonda riflessione, nei valori infiniti intrinseci alla meditazione stessa.

Meditare nella consapevolezza è essenziale, sia per lo stato di veglia, per la nostra vita cosiddetta “attiva”, che nello stato onirico che è un assaggio della morte. Il sonno è una piccola morte.

La meditazione sulla morte non significa concentrarsi su ciò che avverrà dopo il trapasso, il punto focale è la certezza dell’evento di cui però non si conosce né il modo né l’ora, può accadere in qualsiasi momento, anche adesso.

Molte persone impaurite e insicure impegnano molte energie nel predisporre tutti i dettagli per il momento della loro morte, chiedono ai Lama di essere presenti, scelgono con cura le preghiere adatte, tutto è organizzato per una bella morte tranquilla, benedetta, ma questo è assurdo, nessuno sa né quando, né come, né dove morirà.

La meditazione sulla morte è la realizzazione dell’impermanenza e ci mantiene svegli, pienamente consci della necessità di non dover sprecare nemmeno un minuto della vita. Questa è la vera preparazione alla morte, non un complicato cerimoniale al nostro capezzale. Chissà come moriremo? L’unica certezza è che questo avverrà, potremmo godere di ottima salute e tra un’ora essere già morti a causa di un incidente.

L’impermanenza è la base di ogni evento, si presenta su tre livelli: grossolano, medio e sottile. Ne sperimentiamo l’aspetto più evidente, tangibile, grossolano, negli eventi catastrofici quali terremoti, tsunami, alluvioni, uragani, bombardamenti, guerre, malattie improvvise, incidenti, morte.

La realizzazione dell’impermanenza però non avviene sul piano grossolano, bensì su quello sottile, impalpabile, invisibile, in costante mutazione, e questi continui cambiamenti a livello sottile sono la base su cui avvengono i grandi cambiamenti.

La realizzazione dell’impermanenza è la realizzazione della rinuncia a qualsiasi attaccamento ed entrambe sono determinanti nell’esistenza umana, l’unica vera preparazione alla morte.

Il grande yogi Sāntideva diceva: “Il mio essere impermanente come può attaccarsi ad altri esseri impermanenti, in modo definitivo?” “Il mio essere impermanente come può odiare altri esseri impermanenti, in modo definitivo?” In questo caso Sāntideva si riferiva a esseri umani, ma il concetto è estendibile a qualsiasi fenomeno, tutto è impermanente.

Gli antichi filosofi greci dicevano le stesse cose, purtroppo la società moderna se ne è completamente scordata.

 

   Geshe Gedun Tharchin

 

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