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Meditazione come osservazione della mente

Discorsi di Dharma

di Geshe Gedun Tharchin

Indice articoli

 

Insegnamenti del Venerabile Lama Geshe Gedun Tharchin, Lharampa. Incontri, lezioni e scritti su Dharma, Meditazione e Buddhisimo.

 

Le Quattro Nobili Verità:

2) Una Verità: “La Via di Mezzo”

- Febbraio 2020

 

La Via di Mezzo “Madhyamaka”, può essere intesa anche come definizione di Dharma; in termini buddhisti significa un modo di vita, non è una realtà da relegare soltanto nella spiritualità, al contrario permea ogni aspetto della vita, giorno dopo giorno.
Con una visione ampia si può percepire tutto come “La Via di Mezzo” e questa percezione è il Dharma. Anche il nirvana o stato di Buddhità è via di mezzo; la compassione, la bodhicitta, la rinuncia, la saggezza, sono tutti aspetti della via di mezzo, sono Dharma.
Il concetto di Dharma è più complesso, mentre è più facile comprendere la Via di mezzo, dobbiamo imparare a focalizzarci nel punto centrale rimanendo fermi nel mezzo, ci troveremo così in una posizione infallibile, in ciò che ha insegnato il Buddha.
Nella filosofia Buddhista, non c’è coercizione, non esiste il dovere di praticare il Buddhismo, il dovere di mettere in pratica il Dharma, ma solo la possibilità, offerta a tutti, di scegliere e praticare, o meno, questo percorso. Ognuno è assolutamente libero di intraprendere la via a lui più consona, di valutare ciò che ritiene maggiormente rispondente al suo modo di essere. Chi pensa che il Buddhismo gli sia di beneficio lo pratica, in caso contrario no, nessuno può obbligarlo.Questa è una delle vie, uno dei modi per raggiungere la felicità, la pace, ma non è l’unica strada. Persino all’interno del Buddhismo ci sono tre percorsi, Hinayana, Mahayana, Vajrayana, che volendo esemplificare potrebbero essere così rappresentati:

  • Hinayana è il piccolo mezzo, potrebbe essere paragonabile alla bicicletta;

  • Mahayana è un mezzo più potente, come ad esempio il treno;

  • Vajrayana è ancora più potente, diciamo l’aereo.

La scelta di quale mezzo utilizzare dipende da più fattori: in primo luogo dalle necessità di ognuno, poi dalle capacità, dalle possibilità economiche, dalla disponibilità a correre rischi. Tutti i tre mezzi sono idonei. Certamente l’aereo è più veloce, ma non è alla portata di tutti, possono esserci impedimenti di vario tipo, malattie, problemi economici, e oltretutto se l’aereo precipita si muore non arrivando a destinazione. Con il treno si viaggia abbastanza velocemente, ma sussistono sempre, anche se in forma minore, i problemi dell’aereo e può verificarsi un deragliamento con gravi conseguenze. Con la bicicletta invece, si impiega più tempo, ma non c’è il costo del biglietto e se si cade, pur ammaccati, ci si rialza e si è in grado di proseguire raggiungendo la meta. Ognuno deve valutare attentamente i rischi e i benefici del viaggio e scegliere il mezzo più consono alle sue possibilità ed esigenze.
Nella vita spirituale accade esattamente la stessa cosa, c’è un prezzo da pagare, quale? Il prezzo è la dedizione, è necessario conoscere quanta dedizione si è disposti ad impegnare, quali rischi si è pronti a correre. Questo è l’insegnamento del Buddha.
Buddha non ha mai detto “quello è il sentiero migliore, lo dovete seguire”, ha raccomandato invece: “Ci sono diversi sentieri, ciascuno scelga quello che corrisponde alle sue esigenze. Il sentiero migliore è il più adatto ad ognuno, è quello che ognuno sceglie per sé”.
Si commette un grossolano errore pensando: “Vajrayana è la via migliore, è il massimo, Mahayana è una buona via, va bene, Hinayana è una via inferiore”. Il Buddha ha insegnato che tutti i Dharma sono uguali, non c’è un Dharma superiore e uno inferiore, sono tutti ugualmente buoni perché hanno in sé la capacità di condurre allo stesso risultato.
Cristianesimo, Buddhismo, Islam e tutte le religioni sono ugualmente valide, è assolutamente scorretto pensare. “questa è migliore di quella, una è buona e l’altra no”, tutte indistintamente portano alla realizzazione dello stesso obiettivo.
È importante mantenere una visione pluralista e aperta, rispettare profondamente ogni percorso spirituale e seguire seriamente quello a noi più consono. Qualsiasi sentiero decidiamo di intraprendere incontreremo difficoltà e dovremo dedicarvi un profondo impegno personale.
Scegliere il proprio sentiero non implica affatto la negazione e l’esclusione degli altri, ma significa scegliere quello più adatto a sé nel rispetto di tutti gli altri. Questo è il modo corretto di percorrere la propria via spirituale.

 

   Geshe Gedun Tharchin

 

1) Attitudine all'Equanimità - 3) Le Quattro Nobili Verità

 

Indice dei Discorsi di Dharma

 

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