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di Daniele Mansuino   indice articoli

 

Mami Wata, la Dea della Fine del Mondo

- Seconda parte
di Daniele Mansuino

Gennaio 2026


Gli spiriti acquatici di Mami Wata hanno la capacità di sopravvivere per circa un miliardo di anni terrestri senza invecchiare, perché possono modellare il loro corpo a proprio piacimento.

Molti di essi hanno le debolezze e i difetti degli umani, nonché il libero arbitrio. Essi scorgono negli esseri umani l’opportunità di nutrire il proprio ego, ed accettano da loro sacrifici e preghiere, godendo del potere che gli viene attribuito.

Quando si incarnano tra noi, lo fanno per godersi il piacere della propria sfrenata superiorità.

I Tritoni e le Sirene sono in grado di caricare con la loro energia monete, ciondoli o ogni sorta di piccoli oggetti, che abbandonano in giro come se fossero stati smarriti.

Prima o poi una persona ne raccoglie uno, e a partire da quel momento lo spirito comincerà a possederlo.

Questa vena di morbosa possessività è sempre presente nei rapporti tra le Sirene, i Tritoni e gli umani - anche se va detto, per obiettività, che opera in entrambi i sensi.

Può essere spiegata non solo con i tratti caratteriali degli spiriti cui ho appena accennato, ma anche con una sorta di trance continuativa che colpisce l’essere umano quando stabilisce il contatto con l’energia di quegli esseri: accade allora come se una parte di noi si dedicasse a contemplare la loro energia incessantemente.

Da sempre, gli esseri umani che sono riusciti ad ottenere un intercorso cosciente con Tritoni e Sirene sono rimasti sbalorditi dalle loro prodigiose facoltà.

Si tratta di entità interdimensionali capaci di attraversare a loro piacimento le barriere che separano il mondo acquatico da quello terrestre.

A causa del fascino irresistibile e dell’elevato magnetismo sessuale che emanano, è pressoché inevitabile che gli umani aventi con loro un intercorso diretto se ne innamorino follemente, desiderando più di ogni altra cosa di installare con loro un rapporto continuativo; questo sebbene lo spirito dell’acqua esiga da loro la più assoluta fedeltà sessuale (offrendo, peraltro, in cambio una vita ricolma di lusso e abbondanza).

Qualora gli esseri umani che si candidano a stipulare patti con Sirene o Tritoni non riescano a procurarsi le formule necessarie per evocarli, è loro consentito di farsi assistere da un fedele di Mami Wata già esperto.

La competenza di questi specialisti è leggendaria, e quasi sempre gli incontri con gli esseri acquatici da loro propiziati sono accompagnati da prodigi ed effetti speciali.


Nota - nel 1995, accadde anche a me di essere testimone della potenza di uno spirito dell’acqua, come ho narrato nel finale dell’articolo Tuvalu. Laggiù, gli stregoni che hanno il dono di ospitare nel proprio corpo questo genere di esseri vengono chiamati tino faivelakau.


L’esperto prescriverà al candidato quali offerte dovrà portare con sé per centrare l’obiettivo che si propone. Andranno poi insieme alla spiaggia, e qui spalmerà il corpo del candidato o della candidata con unguenti magici; dopodiché lo inviterà a gettare le sue offerte in acqua, mentre lui pronuncerà incantesimi sottovoce.

Infine si allontanerà, per fare il modo che l’incontro del suo cliente con la Sirena o il Tritone sia coronato dalla dovuta riservatezza.

Allora le acque cominciano a scuotersi con sempre maggiore violenza, ed ecco un serpente gigantesco emergere alla superficie. Strisciando cautamente, avvolge la persona, che - in piedi da sola sulla spiaggia, fissando l’acqua come se fosse ipnotizzata - lo guarda arrivare.

A questo punto, il serpente si sfrega contro il suo corpo, come per saggiarlo; poi se ne stacca, e dopo essersi portato a distanza di qualche passo assume forma umana.

Comincia allora la trattativa, non differentemente dal caso del rituale che si compie da soli.

Va detto che le pretese degli spiriti dell’acqua nei nostri confronti possono essere, in certi casi, davvero insostenibili. Viene richiesto non solo di non avere rapporti sessuali con nessun altro, ma anche di rinunciare ad ogni genere di discendenza, non importa se acquisita o adottiva; oppure viene richiesto di rasarsi i capelli tutti i giorni, o di vestirsi sempre di bianco (o di un altro colore); o ancora, si pretende che la persona rinunci a ore, giorni, mesi o talvolta anni di vita, o che sacrifichi un parente, o che rinunci a una parte del corpo - un dito, un occhio …

Anche nella ritualità collettiva di Mami Wata - come in quella individuale, che abbiamo esaminato il mese scorso - è presente una notevole tradizione di rituali sulla spiaggia, come quello che nel 1953 venne ripreso a Shana (Ghana) dal documentarista Jean Rouch (1917-2004): il sacrificio di un bue, per ottenere una buona pesca.

La cerimonia venne celebrata alla presenza del re del villaggio, abbigliato di bianco, e si concluse con l’invocazione Génie du Pra River, Mami Water, nous te donnons du sang, donnez-nous le pardon de la mer.

Sul fatto che il sangue rappresenti, per così dire, la valuta corrente per trattare con il Regno Sottomarino le testimonianze sono concordi, come sul fatto che il sangue umano sia molto più apprezzato del sangue animale.

Vedremo più avanti come la conquista del sangue, e talvolta la sua importazione nel Regno, possa essere considerata la principale attività di supporto della Grande Opera (la chiamano proprio così) portata avanti da Mami Wata con il genere umano.

Il capo del Regno Sottomarino è Mami Wata stessa, nella sua manifestazione che viene chiamata la Regina della Costa.

Il Re della Costa suo marito ha nome Acram-Mojes, ma è detto anche Ben Adam, che viene tradotto non come Figlio di Adamo, bensì come Secondo Adamo (con nomi molto simili viene cultuato in varie discipline, sia juju che voodoo).

Mentre la Regina si occupa soprattutto degli affari esteri, cioè umani, Acram-Mojes regna sui clan dei Tritoni e delle Sirene.

L’appartenenza ad un clan è certificata da un tatuaggio sulla pelle di tutti i membri; ma questo non vale per l’unico clan gestito dalla Regina, lo Xin-Adam, che deve operare con gli esseri umani terrestri, e quindi in segreto.

In termini guenoniani, potremmo dire che il Regno Sottomarino è uno stato dell’essere, o in termini castanediani un mondo di sogno.

Il lettore può immaginarlo come un mondo abitato da dei e dee, nel quale la magia e il potere si respirano nell’aria come un aroma inebriante; o, più tecnicamente, come un piano di realtà che è, sì, alternativo a quello della realtà oggettiva, ma è anche accomunato a quest’ultimo da un elevato livello di oggettività - il che vuol dire che i due mondi esistono contemporaneamente e nello stesso spazio, essendo separati da un velo sottile che li nasconde l’uno dall’altro - ed è questa la ragione per cui chi abbia il potere di farlo può trasferirsi dall’uno all’altro con una certa facilità.

I Tritoni e le Sirene usano trasportare nel Regno Sottomarino le persone sulle quali la Regina ha messo gli occhi per farne i suoi nuovi seguaci (e più avanti, coloro che scelgono di proseguire nel cammino impareranno facilmente ad andarci da soli).

Un essere umano può rimanere nel Regno Sottomarino per giorni, mesi o persino anni; e quando fa ritorno sulla terraferma è dotato di capacità magiche, chiaroveggenza e altri poteri.

Dalle sue numerose città, tanto immense quanto super-moderne, emana una bellezza ineffabile. I suoi palazzi sono edificati con un materiale a noi sconosciuto, più splendido dell’oro e più lavorabile del marmo; e si estendono colossali, in schiere successive, a perdita d’occhio, attorniati da giardini di alghe e da branchi di pesci multicolori.

Molti visitatori hanno affermato che preferirebbero continuare la loro vita in quel luogo meraviglioso, dove non ci sono fame, o dolore, o malattia, né molti altri dei mali che affliggono la nostra dimensione; e la cosa più importante è che non c’è neanche il tempo, per cui si può viverci eternamente, conservando l’età di quando si è arrivati.

I rituali che consentono di raggiungere il Regno Sottomarino sono numerosi. Quelli ad personam devono essere eseguiti a mezzogiorno o a mezzanotte, quelli collettivi alle tre del mattino.

Uno dei riti individuali prevede che il viaggiatore si spogli nudo, ed entri in un barile riempito a metà di acqua. Quando egli chiude gli occhi, lo spazio nel barile si espande; appare allora un demone nella forma di un enorme serpente, che lo inghiotte per vomitarlo a destinazione.

In un altro, alcuni incantesimi devono essere eseguiti a mezzanotte, nel punto di innesto tra la costa e l’estuario di un fiume. Da quel luogo, un sentiero si apre magicamente nelle acque, diventando poi un tunnel dal quale una vettura guidata da un Tritone viene a raccogliere il viaggiatore, consentendogli di proseguire il viaggio subacqueo in automobile.

In uno dei riti collettivi, ciascuno degli aspiranti viaggiatori deve indossare una veste di rafia intrecciata; e con questa parte per una lunga camminata nella foresta, fino a raggiungere la radura designata per il raduno, che non dovrà essere molto lontana da un fiume.

Nella radura, ciascuno dei partecipanti rimane in trance per due giorni, senza assumere cibo; poi, trascorso questo tempo, si spalmano l’un l’altro di calce, mentre le sacerdotesse di Mami mormorano incessanti invocazioni.

In quello stato di grande stanchezza, si trascinano poi fino al fiume, dove una piroga li attende e li prende a bordo. Raggiunto il centro del fiume, dove le acque sono profonde e la corrente vorticosa, si gettano in acqua.

Sotto la superficie, una forza indefinibile li afferra, consentendo loro di nuotare veloci come siluri; i loro corpi non si bagnano, non sentono freddo, possono respirare sott’acqua.

Poi la luce si attenua e scompare, e il viaggiatore si sente vincere da una fortissima sonnolenza. Si risveglierà nella casa che è stata preparata per lui nel Regno Sottomarino, comodamente sdraiato su un soffice e confortevole letto (una tesi di laurea sostiene che Tolkien - nativo sudafricano - si sarebbe ispirato a questo mito per il risveglio di Frodo a Gran Burrone).

La prima formalità per il visitatore che giunge nel Regno è un prelievo di sangue. Il sangue prelevato sarà destinato a fare parte di un’emoteca di enormi dimensioni, che è uno dei supporti prediletti della Regina della Costa per l’esecuzione dei suoi riti.

Per i visitatori che intendono visitare il Regno rapidamente, sono a disposizione capsule-taxi che si spostano rapidamente sott’acqua.

Per gli ospiti di riguardo, il protocollo vuole che il soggiorno cominci con una visita al Palazzo Reale.

Quando si arriva al Palazzo Reale, è di solito la Regina a svolgere gli onori di casa con i visitatori, sempre accompagnata da una corte di ragazze molto belle ed eleganti.

Viene offerto da bere sangue umano.

L’etichetta vuole che la Regina non si mostri, in queste occasioni, particolarmente interessata a garantirsi la sottomissione dell’ospite, ma piuttosto si comporti con grandissima urbanità: per esempio, si informa sulle sue attività terrestri dell’ospite, ed a mo’ di consiglio gli suggerisce la possibilità di accordi volti a migliorarle.

Prendono parte a questi colloqui informali soprattutto uomini d’affari e commercianti, riducibili grossomodo a tre categorie:

1 - i petrolieri, ai quali la Regina garantisce il buon funzionamento delle piattaforme, ed in cambio di favori importanti segnala anche nuovi punti del mare in cui trivellare;

2 - i commercianti di pesce, le cui fortune sono nelle mani della Regina, perché tutte le creature sottomarine le sono sottoposte;

3 - coloro che sono interessati a diffondere sulla terra le merci prodotte nel Regno, nel quale sono attivi un gran numero di aziende e di impianti industriali.

Sono prodotti nel Regno Sottomarino veicoli a motore, apparecchi elettronici ed elettrodomestici, ma soprattutto articoli destinati al consumo femminile: cosmetici, gioielli, abiti, unghie finte, ciglia finte e parrucche - queste ultime, derivate dalle magnifiche chiome che le Sirene ostentano con orgoglio.

Se confrontato al processo di produzione come avviene nel mondo degli uomini, nel Regno c’è un passaggio in più: in ogni oggetto finito viene magicamente innestato un demone assetato di sangue, destinato a trasmettersi alla persona che lo acquisterà.

Assetato di sangue non è, in questo caso, un modo di dire: infatti, come ho già accennato, il sangue è la sostanza più bramata nel Regno, e quotidianamente ne viene importata una gran quantità. Quindi i demoni collocati nei prodotti industriali sono anche addestrati a prelevare sangue dagli occupanti della casa che li ospita, soprattutto dai bambini.

Va detto che non tutti i gioielli, i vestiti e i cosmetici prodotti nel Regno sono destinati al mercato: infatti, una parte di essi viene affidata - in comodato d’uso - tanto alle sirene del clan Xin-Adam quanto alle ragazze terrestri che intrattengono rapporti con il Regno, allo scopo di aumentare il loro potere di seduzione.

In verità, moltissima cura viene investita per favorire l’azione di queste ragazze, che vengono spesso fornite anche di automobili lussuose e di denaro illimitato; e anche la Regina della Costa, ovvero Mami Wata in persona, certe volte le accompagna nei loro raid.

Chi l’ha incontrata in forma umana, la descrive come la donna più bella che si sia mai vista.

Nella capitale della Repubblica Democratica del Congo (ex-Zaire), Kinshasa, il culto di Mami Wata è esogeno ed è arrivato tardi, dovendo fare i conti con tradizioni locali venerabili e radicate, ed anche con quel proverbiale moralismo che è sempre stata una parte integrante dell’anima congolese.

Il risultato della miscela è stato esplosivo: infatti, i giovani della città si sono dimostrati molto inclini ad apprezzare l’aspetto di Mami Wata intesa come apportatrice di ricchezze, ed il suo culto ha riscosso un gran numero di adesioni soprattutto tra i ricchi (commercianti, uomini d’affari) ed aspiranti tali.

Ancora più esplosivo si è rivelato l’impatto sulle giovani donne, molte delle quali sono entrate a far parte del clan Xin-Adam, ed hanno adottato i modelli più provocanti della moda occidentale, per invadere i locali notturni e dedicarsi alla prostituzione di alto bordo (vengono dette kamoke sukali, o in francese petites sucrée).

Coloro che le hanno conosciute attribuiscono loro eccezionali poteri magici: in primo luogo una grande competenza nella Magia dello Specchio, oltre alla capacità di trasformarsi in Sirene.

Più o meno negli stessi anni, la stessa cosa avveniva anche nelle grandi città della Nigeria, e nel sud-est del Paese; dove, però, le adesioni al clan Xin-Adam riguardarono soprattutto la fascia più disagiata della popolazione.

Qui le giovani auto-dedicatesi a Mami Wata vennero associate ad una figura preesistente nella tradizione magica locale, i cosiddetti ogbanje o bambini che ritornano: bambini ai quali è stata diagnosticata una predisposizione all’invasamento da parte degli spiriti, e sono stati per questo ripudiati dalle famiglie.

Esattamente come loro, le ragazze Xin-Adam parevano muoversi in una dimensione parallela; e per questo vennero chiamate onje ogbanje mmili, o bambine ogbanje dell’acqua.

Il principale compito delle ragazze Xin-Adam è ammaliare partner umani tramite i demoni contenuti nel loro abbigliamento, o mostrando loro i tatuaggi diabolici che portano sul corpo - e anche attività più specialistiche, quali introdurre nell’alimentazione dei prescelti piccole quantità di sangue o di carne umana, o mostrare loro i propri poteri, promettendogli doni.

Ai partner considerati più affidabili vengono svelate arti come l’uso degli specchi magici, che tanto le Sirene quanto le migliori Xin-Adam sono in grado di materializzare semplicemente battendo una mano sulla parete di una stanza.

Di essi, i prescelti potranno servirsi a scopo di divinazione; ma nello stesso tempo, le loro attività saranno sorvegliate e influenzate costantemente dal Regno.

Altre arti magiche loro svelate dalle Sirene, ed usate talvolta anche dalle Sirene stesse, possono forse sembrare puerili: così per esempio la magia delle candele, alla quale ho già accennato nell’articolo del mese scorso.

Si tratta, invece, di tecniche molto potenti. Le candele verdi vengono usate per appropriarsi dei beni di una persona; quelle bianche, per proteggere sé stessi; quelle blu, per far prigioniere le anime; quelle nere, per uccidere o fare impazzire; quelle rosa, per incantare le donne.

Un compito in cui eccellono le Sirene sulla terraferma è trasmettere a una persona di loro scelta il potere della seduzione (lo fanno, si intende, solo con uomini che hanno scelto come collaboratori, ma di cui non sono gelose); e la potenza del loro fluido è tale che le persone così preparate si rivelano in grado di sedurre fino a 10-15 donne al giorno. Le sirene preparano i loro succubi in questo modo perché alla base della loro forza magica sulla terraferma c’è la nutrizione fluidica; e quando, alla sera, il seduttore fa ritorno a casa, esse possono nutrirsi e ritemprare le proprie energie semplicemente fiutandolo.

Ancora, sono in grado di provvedere i loro succubi di quelli che, nella magia della Regina della Costa, sono detti Il Seme del Serpente e Il Seme della Lumaca.

Si tratta di due embrioni occulti che il succube trasferirà a tutte le donne con cui avrà rapporti, avviando il processo che le farà schiave della Regina.

Merita due parole in più Il Seme del Serpente. Si tratta di un demone-serpente a due teste, che una volta cresciuto nel corpo della donna si posiziona con le teste ai lati dell’orifizio vaginale, mordendo in modo inavvertibile ogni pene dal quale ella venga penetrata, e garantendosi in questo modo il proprio processo di diffusione (qualora la persona da lui morsa opponga troppa resistenza alle seduzioni della Regina, il suo destino - al quale qui non voglio accennare - non sarà bello).

Inoltre, se il Serpente morde un bambino intanto che viene partorito, ci saranno per lui soltanto due possibilità: o che muoia, o che diventi un seguace della Regina.

Le Sirene operanti sulla terraferma uccidono le donne alle quali hanno deciso di sottrarre il partner o il marito. Lo fanno per mezzo di un coltello sul cui manico sono incisi dei geroglifici: basterà loro colpire la vittima designata nello specchio magico, e dovunque si trovi cadrà, come colpita dal fulmine (e dallo specchio colerà il suo sangue, che verrà raccolto ed inviato nel Regno).

Nel Regno Sottomarino sono le Sirene a scegliersi i mariti, che possono essere sia Tritoni che umani.

I Tritoni, devono accettare di essere scelti dalle Sirene, ma hanno diritto a scegliersi le mogli umane.

Nel Regno, ogni maschio (sia Tritone che umano) può giungere ad avere più di venti mogli.

Qualora il consorte scelto da una Sirena o da un Tritone sia umano, gli verrà chiesto di pagarsi il privilegio di vivere nel Regno con il sacrificio di un suo simile (gli si domanderà di scegliere come vittima un parente stretto).

Dopo che si sarà conquistato in questo modo il diritto alla cittadinanza, potrà non solo vivere nel Regno, ma anche continuare la sua esistenza sulla terraferma tramite un doppio dotato di poteri magici sviluppatissimi, in grado di procurarsi senza difficoltà ogni genere di ricchezza (è costume che i doppi maschili si impegnino soprattutto nello smercio dei gioielli prodotti nel Regno).

Quando il soggiorno di un essere umano nel Regno si prolunga, la percezione dell’acqua tende gradualmente a sparire, finché sembra alla persona di trovarsi in una qualsiasi città terrestre, molto bella e moderna.

Nel Regno si dedica grande cura all’incremento dei poteri magici dei visitatori, Vengono loro donati catene, bracciali o indumenti, espressamente caricati dalla Regina o da specifici demoni, allo scopo di massimizzare le capacità di seduzione, di guadagno o di comando; o per nuocere ai nemici, trasmettendo loro malattie con un semplice contatto.

A questo proposito, ci sono case nelle quali sono conservate le copie, magicamente create, degli organi fisici dei nemici: vengono tenuti in gabbie che ne risucchiano l’energia vitale, e ne determinano il cronico malfunzionamento.

In quelle stesse case vengono portati gli specchi entro i quali le persone da colpire sono state fatte guardare, e le loro immagini sono rimaste imprigionate. Ponendosi di fronte allo specchio, l’operatore ha la possibilità di dipingere sulla fronte della figura un sigillo, che determinerà sulla persona gli effetti desiderati: per esempio, fare in modo che non trovi lavoro, o che muoia in una data stabilita.

Si dice che questi specchi vengano usati per costringere al celibato un uomo del quale una devota della Regina si sia innamorata.

È da notare che un marchio tracciato in questo modo è invisibile ai profani; ma se la persona incontra un devoto della Regina, egli lo vedrà.

Ci sono nel Regno ampie prigioni contenenti persone che sono state rapite sulla Terra, e sostituite con demoni incaricati di svolgere compiti specifici, che sono stati accolti dalle famiglie degli scomparsi senza nulla sospettare.

Vi sono anche detenuti gli esseri umani che hanno tradito la Regina, o che hanno fallito nell’adempiere a missioni di particolare importanza.

Ogni prigione non è dotata di una semplice sala di tortura, bensì un intero edificio dedicato alla tortura vi è annesso. Macchine di concezione analoga a quelle usate sulla terraferma per il confezionamento dei salumi servono a decapitare, nonché ad estrarre dai cadaveri acqua, grasso e sangue.

L’acqua estratta in questo modo viene usata come ingrediente nei riti magici, il grasso nella produzione degli incensi, e le teste - macinate - per i talismani; riguardo invece ai genitali, gli arti e ad altre parti del corpo, il loro impiego non è sostanzialmente dissimile da quello praticato nella magia nera della terraferma.

La Grande Opera della Regina della Costa, alla quale l’attività magica del Regno Sottomarino è consacrata, prevede l’affondamento dell’America e dell’Europa sotto le acque oceaniche, sostituendole con la riemersione di Atlantide e Mu; ed a partire da questi nuovi continenti, una nuova e sconosciuta stirpe di demoni-ciclopi si spargerà sulla Terra.

Si ibrideranno con gli umani, e la loro stirpe avrà il potere di causare terremoti, eruzioni e catastrofi, fino ad addivenire al completo rimodellamento della superficie terrestre.

Il nostro pianeta cambierà il percorso della sua rotazione, essendo invaso da piogge di meteoriti che cancelleranno la vita; si avranno modifiche sul funzionamento dapprima del sistema solare, e poi dell’intero Universo.

Una buona parte delle cosiddette profezie della Regina è stata concepita per essere ritrasmessa alle élite dell’occidente.

La sua novità consiste nell’ampliamento del campo d’azione: il teatro dei riti non è più il cerchio magico, ma il campo di battaglia.

Si insegnano le tecniche per suscitare le guerre; per trasformare i comuni spargimenti di sangue in potenti sacrifici; per orientare l’esito dei combattimenti; per vincere le guerre; per usare le guerre al fine di procurarsi combustibili, oro e materie prime.

Grandi riunioni, o meglio rituali magici collettivi, a cui partecipano tutti gli abitanti del Regno Sottomarino, vengono indetti dalla Regina per l’attuazione della sua Grande Opera.


Daniele Mansuino

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