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Le finestre dell'anima di Guido BrunettiLe Finestre dell'Anima

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Guido Brunetti premiato a Viareggio

Di Anna Bianchi   - Settembre 2014

 

 

Nel corso di un evento che si è svolto a Viareggio il 16 giugno 2014 nel noto locale “Balena 2000”, è stato consegnato al professor Guido Brunetti, di Roma, un premio assegnatogli dalla locale “Associazione Juventus, Scuola calcio Marcello Lippi” per “lo straordinario, appassionato e nobile impegno profuso - si legge nella motivazione - a beneficio delle persone anziane e dell’ Istituto Sacro Cuore” della città della Versilia, un’ antica e gloriosa struttura che da anni attraversava una grave crisi economica e rischiava la chiusura definitiva.Guido Brunetti premiato a Viareggio

A consegnare il prestigioso riconoscimento all’ illustre ospite è stato Marcello Lippi, commissario tecnico della Nazionale di calcio campione del mondo 2006, il quale ha espresso a Brunetti sentimenti di gratitudine e di apprezzamento per la sua forte e determinata opera umanitaria. Una bella e dura battaglia avviata dal mese di agosto del 2013 finalizzata a promuovere una gara di solidarietà e sensibilizzare e coinvolgere il maggior numero di persone e di istituzioni pubbliche e private, a cominciare dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, al Papa, alla Regione Toscana, al sindaco e alle organizzazioni industriali ed economiche della Versilia.

“L’ obiettivo - ha dichiarato Brunetti - era soprattutto quello di assicurare a quelle splendide persone anziane, che conoscevo da anni, uno stato di serenità e di tranquillità interiore e non aggravare la già triste condizione della vecchiezza, il malessere esistenziale, le malattie, la devastante solitudine psicologica e le afflizioni della vita quotidiana”.

“Una società che abbandona gli anziani - ha aggiunto -  spezza le sue radici culturali e valoriali e offusca il suo avvenire. E’ il tramonto della civiltà. I silenzi di fronte alla sofferenza, là dove si trova soprattutto l’ umanità più fragile e ferita - ammalati, anziani, emarginati - sono una violenza psicologica e morale, un atto di rifiuto e di arroganza, che offende e mortifica”.

“In un mondo desertico e degradato, dobbiamo assumerci il rischio di essere protagonisti di un nuovo umanesimo, di un nuovo progetto pedagogico e morale e non chiuderci in posizioni di fuga o difesa egoistica. Occorrono gesti concreti di solidarietà, un’ azione continua nel prendersi cura degli altri contro l’ indifferenza e la liturgia di parole vacue, ipocrite, predicatorie e consolatorie”.

“L’ uomo privo di progettualità etica - ha concluso Brunetti – non è un uomo, è il nulla, un non-essere. Sta di fatto che prendersi cura degli altri è un fattore fondamentale per l’ evoluzione e la stessa sopravvivenze della specie, come dimostrano le meravigliose scoperte delle nuove neuroscienze”.

“Curare dunque anzitutto - come già affermavano Socrate e Platone - l’ anima, poiché in essa vivono il bene e la virtù”.

Guido Brunetti, esperto di neuroscienze, scrittore, ha tenuto lezioni nelle Università di Roma, Lecce e Salerno. Da anni frequenta con la sua famiglia Viareggio, città che ha definito “terra di ferina bellezza” e alla quale è legato da profondi sentimenti affettivi. Una targa recante una sua poesia intitolata “Ode a Viareggio” è stata posta dal Comune sulla parete di una scuola cittadina.

 

   Anna Bianchi

 

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