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Vecchio 30-04-2003, 18.05.07   #1
irene
Ospite abituale
 
Data registrazione: 19-11-2002
Messaggi: 474
L'arte del Romanzo

Non riesco più a leggere la narrativa contemporanea.
Seguo,compro,conosco le opere di tutti gli autori di punta del panorama internazionale.Ma,dopo poche pagine,l'impressione del solito deja vu,il disinteresse,la noia,mi inducono a chiudere il libro.
L'ultimo autore che ho amato quasi incondizionatamente è stato Kundera.Ma i suoi libri più recenti non sono riuscita a terminarli.
L'ultimo romanzo che ho letto fino in fondo è stato "Che tu sia per me il coltello" di David Grossman.Non mi è dispiaciuto,ma non posso nemmeno dire che mi sia piaciuto.Ci sono delle belle pagine,ma anche parecchia zavorra (essenzialmente da ricondursi alla solita e scoperta ipertrofia dell'ego)
Insomma,a farla breve,penso di poter dire questo.
Amo moltissimo il Romanzo dell'800(inglese,francese e russo...mia personale e sacra Trimurti letteraria!)per la voracità espressa ed inespressa di vita che interpreta,per la sua capacità di sprofondare a piene mani nei forzieri scintillanti ed inesauribili del Sogno,della Fantasia,della Visionarietà.
Tutto il romanzo contemporaneo (tutto) è attraversato da un disincato cupo e respingente,in cui io senz'altro mi riconosco,ma che appunto per questo non riesce a destare il mio appassionato interesse.
Ne ho abbastanza di protagonisti indolenti e malmostosi (nipotini e pronipotini viziati dei personaggi dostoevskijani)che guardano al mondo con la protervia inerte di chi non ha (più) voglia di mettersi in gioco,di sfidare ad armi pari la vita,guardandola (anche)nel suo aspetto di fiammeggiante e seduttiva chimera.
La letteratura ha bisogno di linfa vitale da attingere alle sorgenti cristalline della gioia...della speranza...di un eros finalmente libero dai sensi di colpa,e non punitivo...di una tensione utopica...
E' diventato davvero così brutto vivere?
Perchè,ad esempio,le sorelle Bronte,pur vivendo in una desolata ( seppure amatissima) brughiera,in una solitudine quasi totale,non precipitarono nel pessimismo più improduttivo ma seppero prestare la propria folle e geniale visionarietà a personaggi e opere in grado di sfidare i secoli?
Perchè noi non ne siamo più capaci?Perchè la letteratura è diventata solo lo specchio delle nostre nevrosi,e non più dei nostri sogni?
Eppure,sognamo.
Direi che ci manca il coraggio dell'ingenuità,della freschezza,dell'ottimismo.
E direi,anche,che tutto ciò mi sembra molto grave.

Ultima modifica di irene : 30-04-2003 alle ore 18.10.02.
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Vecchio 30-04-2003, 20.41.59   #2
ObyWan
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Letteratura contemporanea

Mio figlio mi ha prestato un libro:

"A me le guardie", di Terry Pratchett. E' un libro leggero (forse), umoristico, ma potrebbe (senza penetrare l'insondabile abisso della mente umana) ridarti fiducia in chi scrive oggi.

Ciao!
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Vecchio 01-05-2003, 14.57.56   #3
loren
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Messaggi: 14
di Terry Pratchet ho letto "il popolo del tappeto". È molto divertente.
Irene, capisco quel che dici, e forse lo condivido.
io mi considero, da alcuni anni, una snob (in senso dispregiativo, ovviamente) della lettura. Continuo a leggere: è un vizio quotidiano. Da tre o quattro anni, però, il numero di libri nuovi è molto scarso. Per lo più rileggo. sul mio comodino girano sempre gli stessi: il diario di Jane Sommers, Jane Eyre, Pavese,Ayla figlia della terra. A seconda della stagione leggo l'uno o l'altro; e poi riempio con Simenon.
poche novità, e soprattutto legate al mio mestiere di insegnante. Ecco: quando si tratta di scegliere i libri per gli adolescenti, allora ho ancora il senso della novità... perché per loro è tutto nuovo!
forse il problema è proprio questo: il nostro sguardo. Abbiamo letto troppo? pensato troppo? oppure non "troppo": semplicemente ,abbastanza. L'umanità, i suoi problemi, vuoti risposte ecc., sono sempre gli stessi, da Omero a Manzoni.
non so...
loren is offline  
Vecchio 01-05-2003, 19.08.02   #4
visechi
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Ciao Irene, io quel libro l’ho letto… a dire la verità, l’ho letto quasi tutto, l’ho dovuto abbandonare perché, se pur piacevole nella lettura, intrigante come racconto e piacevole in termini di emozioni evocate, mi è apparso sovrabbondante… quasi che l’autore volesse a tutti i costi raggiungere un certo numero di pagine che alla lunga mi hanno stancato.
Non condivido in pieno la tua analisi sconsolata sulla letteratura contemporanea… io ho amato moltissimo Marquez e i suoi ‘cento anni’ (ma non solo… leggi pure L’autunno del patriarca’ e tanti altri)… Hesse non mi disgusta, anzi… Musil lo apprezzo molto… Kafka non mi fa vomitare… Saramago non lo trovo scontato, anzi… degli italiani Pavese mi pare abbia acquisito una levatura internazionale… Pirandello, anche se lo preferisco nella sua veste di novelliere e nel teatro rivoluzionario che ha saputo proporre, non dovrebbe mai essere dimenticato… la deledda, ma qui per motivi quasi ovvi, mi affascina… chissà quanti ne sto’ scordando…
Ultimamente ho letto un romanzo che mi si è imposto per la sua originalità e gran capacità espressiva in un intrigo emotivo fra amore, amicizia, attesa e destino…. “Le braci” di Sandor Maraj… prova a leggerlo, poi, se non ricordo male, fra i thread del forum dovresti trovare una mia ‘recensione’…

Benvenuto ai nuovi e un saluto ad Oby Wan... ci si rilegge


Vi rincontro tutti, e quest’incontro mi procura piacere
visechi is offline  
Vecchio 01-05-2003, 19.48.43   #5
irene
Ospite abituale
 
Data registrazione: 19-11-2002
Messaggi: 474
Ciao Oby,ciao Loren,e ciao Visechi.
Che dire...Pirandello (soprattutto,a mio parere,per le sue novelle)...la Deledda(l'ho sempre adorata)...Hesse (uno dei miei autori favoriti,in assoluto)...Kafka(per me una sorta di fratello maggiore,a tal punto lo sento vicino!)...Musil,Pavese....Non si discutono.Sono,e continueranno ad essere,punti di riferimento capitali per me e per chiunque ami la letteratura.
Ma io li definisco autori "moderni" (non contemporanei)
E,tra i moderni che apprezzo in modo particolare,faccio rientrare anche Dino Buzzati,che oggi mi sembra assai ingiustificatamente caduto nell'oblio.
E poi,ancora...Elsa Morante.

Ritorniamo ai "contemporanei".
Tu citi Marquez e Saramago.
Io,se devo sceglierne due tra tutti,dico senza esitazione Saul Bellow e Philip Roth.
Ma il problema è che non so aggiungerne altri...
Alcuni hanno grandi qualità,pesantemente scompensate però da altrettanti difetti.Ad es.Gunther Grass.Ottima capacità affabulatoria,grande fantasia...ma insopportabili,e autocompiaciute,cadute di stile e di gusto nella volgarità più becera.
Per concludere questa veloce,e ahimè incompiutissima carrellata di autori,una menzione speciale a una donna meravigliosa e a una scrittrice di rara finezza,da pochi anni scomparsa.Che è Annamaria Ortese.Incredibilmente vicina al mio modo di essere,di pensare,e di sentire.

Ultima modifica di irene : 01-05-2003 alle ore 19.52.51.
irene is offline  
Vecchio 03-05-2003, 20.04.15   #6
visechi
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Data registrazione: 05-04-2002
Messaggi: 1,150
Benvenuta Loren

Hai ragione, ho interpretato male, parlavi di contemporanei e io ho accumunato ad essi quelli che giustamente hai definito moderni ('gnurant)… ho temuto li volessi escludere…. Parli di Roth… mi hai riportato alla memoria un altro autore, non so se sia da annoverare fra i moderni o i contemporanei, non mi va di cercare le date: Joseph Roth, l'autore di Giobbe, del Re Pescatore, della Cripta dei Capuccini. Ho amato tutti e tre i romanzi citati (nel gradino più alto Giobbe che ho riletto di recente e in combinazione con l'altro Giobbe, quello della Bibbia). Uno scrittore sconsolato, ma che nella sua mestizia trasmette sensazioni, forti e dolci allo stesso tempo.

Riprendo Marquez, perché scordarlo? Mi sono immerso nel ritmo caldo, tipicamente sudamericano, delle descrizioni del 'Generale nel suo labirinto'. Ho avvertito il sudore, la stanchezza dell'eroe e il suo triste destino. Sensazioni, queste che non ho potuto far a meno di trascrivere su un foglio.
Mi sono piacevolmente perso nei labirintici meandri della saga dei Buendia, avvolgendomi di pagine surreali. Grazie a Gabo (se non l'ho trascritto male, è il suo nomignolo) ho visitato le piantagioni di banane e ho patito le fatiche di una vita difficile, che sembra infinita.
Ho scrutato i segreti della tirannia, così magistralmente e terribilmente raccontati in ' L'Autunno del patriarca'. Ne ho percepito l'essenza attraverso la lettura di pagine complesse (per la struttura letteraria prescelta), dolorose e allo stesso tempo affascinanti che s'impongono volta per volta, man mano che si scorre il romanzo (quello a cui era più affezionato… si comprende anche il perché lo fosse), non alla ragione ma ai sensi… è una lezione che ho acquisito non con la mente ma con l'intimo, si è intrufolata in me senza che ne avvertissi l'azione insinuante, ed ora è lì, indelebile che fa parte di me.
Ho gustato fino in fondo l'azione del Fato di 'Cronaca di una morte annunciata' e la scorrevolezza di un racconto povero di parole ma ricco di emozioni.

Hai mai letto qualcosa di Vargas … a me (mi) piace, amo i colori e il calore dei latini.

Fra gli autori contemporanei italiani vorrei segnalare anche Sebastiano Vassalli e i suoi romanzi inseriti in epoche storiche… belli, appassionanti, storici, realistici, veritieri e fantasiosi… nonché scorrevoli. Ho amato soprattutto il mistero che trasuda da uno degli ultimi, se non ricordo male (sono troppo pigro per andare a controllare), 'Dell'infinito numero'. Il suo [il mio, quello del lettore] viaggio surreale in compagnia del novello Virgilio alla ricerca delle radici degli Etruschi… affascinante… anche in questo caso non sono riuscito a trattenere la mia smania di scriverci sopra qualcosa… che brutto vizio, lo sto' perdendo.

Qualcuno mi racconti di Bulgakov e del suo 'Maestro e Margherita'… forse è un moderno, non ricordo bene, ma è un moderno fantastico… in tutti i sensi.

Gunter Grass, ho letto Il Tamburo di latta, l'ho concluso, un mattone epico, illegibile, non mi è piaciuto e non l'ho capito… racconta, se vuoi.


Saramago mi ha donato sensazioni ed emozioni forti con Cecità… che *******, anche qui ci ho perso del tempo a trasferirle su un foglio.

Che dire? Forse sei troppo severa.. parli ed esalti un periodo letterario che è stato sicuramente uno dei più floridi in termini d'ingegno e fantasia, innegabile ed indimenticabili i vari autori… anche quelli italiani, anche se ad un livello sicuramente inferiore… ma quel periodo si è srotolato nel corso di tanti anni, oltre un secolo che abbraccia la fine del settecento e gli inizi del secolo scorso. E' vero, forse il secondo dopoguerra, eccettuati alcuni grandi, la strada della letteratura ha subito una sorta di involuzione, ma converrai con me, non era affatto agevole tener botta a quei signori che tanto ammiri… comunque i 'sei personaggi' di Pirandello rappresentano per me una sorta di trait d'union fra i fasti di allora e l'aridità di adesso… che sia il riposo di un'arte, il necessario ritrarsi in sé necessario per ricaricare la molla… vedremo… cosa c'è all'orizzonte?
Io amo Dario Fo… seppur poco letterario, rappresenta pur sempre una grandissima novità: il teatro popolare, che deve trovare nuova linfa e tornare a germogliare… su questo versante, qualcosa di apprezzabile si vede… encomiabile, sotto questo punto di vista, l'immane fatica di uno dei più genuini autori/attori che calcano il palcoscenico… Beppe Barra e l'immortale cultura partenopea.
Come mio solito sono riuscito ad incasinare tutto… fa nulla

Ci siamo lasciati in dieci e ci ritroviamo in venti… bene … eppure qualcuno manca ancora all'appello… aspetteremo
visechi is offline  
Vecchio 04-05-2003, 22.21.26   #7
irene
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Spigolando qua e là....

...tra le care e non effimere "presenze" della mia libreria (caos primordiale ed irreversibile...Sartre a braccetto con I racconti di Canterbury...Banana Yoshimoto cheek to cheek con Sant'Agostino e le sue Confessioni....)a caccia di autori moderno/contemporanei da salvare da un'ipotetica apocalisse editoriale...Ne ho rintracciati alcuni assolutamente di prim'ordine (un nome su tutti,per ora :Kawabata...che molti peraltro non amano per il suo estenuato lirismo).
Ma ora,qui,voglio rendere omaggio a tre grandi Dame che hanno scandito tre momenti ben precisi della mia vita:infanzia,adolescenza,ingr esso nell'età (sigh) adulta.

Astrid Lindgren:
"Pippi Calzelunghe"...."Emil"...."Vac anze all'isola dei gabbiani"...
Come dimenticare questa scrittrice incantevole,e questa donna coraggiosa...che,lo sanno in pochi,al primo ingresso editoriale di "Pippi Calzelunghe" scandalizzò la pur tollerantissima e libertaria Svezia,per la vocazione anticonvenzionale di cui questa ragazzina si faceva precocissima portatrice?
Karen Blixen:
altra donna stupenda.Vita avventurosa,e scrittura sospesa tra realtà e sogno,in atmosfere lievi e incantate entro cui si fa strada sempre l'eco di una sapienza dolente ed arcana....
Colette:
o meglio,la mitica ,l'affascinante Colette.
Claudine (personaggio largamente autobiografico) che,sullo sfondo di una Belle Epoque consegnata alla nostra lettura in tinte nitidissime,prende a morsi la vita con femminilità insieme raffinata e selvaggia,è la donna a cui tutte vorremmo (almeno un po') assomigliare....

Ultima modifica di irene : 04-05-2003 alle ore 22.27.49.
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Vecchio 05-05-2003, 13.47.44   #8
Fragola
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L'avvocato del diavolo...

Ciao Irene
butto lì un'idea mia. E se i problema non fosse ciò che si scrive oggi ma ciò che si PUBBLICA oggi?
Pubblicare è diventato difficilissimo. Nessuna casa editrice accetta di rischiare pubblicando qualcosa che potrebbe non avere il dovuto successo commerciale. In italia si scrive tantissimo, basta girare nei siti dedicati alla scrittura creativa per capirlo. Ci sono sicuramente, nei cassetti di molte persone, romanzi bellissimi che non vedranno mai la luce.

Ci sono, è vero, piccole case editrici che pubblicano anche esordienti, che scommettono sulla qualità e non sul nome già affermato. Ma sono poche e non possono garantire ai loro autori pubblicità e distribuzione capillare. Ed anche queste non rischiano davanti ad un testo ... "difficile".

Questo da un lato. Da un altro vedo, come te, la tendenza ad una scrittura priva di eros. (dove, sia chiaro, per eros non si intende sesso ma passione per la vita) La cosa è anche teorizzata da alcune correnti contemporanee di poesia.
Ma fintanto che l'editoria premia solo ciò che risponde ai canoni commerciali, vedere un cambio di tendenza il libreria sarà veramente difficile.


Ciao
Fragola is offline  
Vecchio 05-05-2003, 15.48.52   #9
irene
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Cara Fragolina,
innanzitutto,bentrovata!
Concordo su tutto quello che dici,e aggiungo solo una cosa.
L'Eros(inteso,appunto,nel suo significato più ominicomprensivo di passione per la vita) é il Grande Assente della società occidentale in toto.Imbavagliato...calpestato ...e mortificato dai molteplici e tristissimi cloni che,quasi ovunque,ne usurpano il nome e ne scimmiottano goffamente la forza rivoluzionaria.
E il mercato editoriale,ormai perfettamente allineato alle logiche puramente economiche che creano l'offerta basandosi sulla domanda,non fa un passo per restituire al dio vilipeso gli onori e i fasti che merita.
irene is offline  
Vecchio 05-05-2003, 16.57.54   #10
Fragola
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Su questo non ci piove!!

Ben ritrovata anche a te, Irene.
Sì, sono assolutamente d'accordo.
Eros pare proprio assente.
Pure, è impossibile che esista creatività senza Eros. Forse contorto, malato, involuto. Ma comunque qua e la, timidamente, si manifesta. Certo non attraverso i canali ... "ufficiali". No, lì non si può. In una società che rimuove la morte (e quindi la vita) Eros sarebbe veramente troppo sconvolgente e trasgressivo.

un bacione
Fragola is offline  

 



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