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Vecchio 28-04-2004, 21.41.46   #21
Dunadan
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Data registrazione: 19-11-2003
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Citazione:
Messaggio originale inviato da rdlea

Questa frase mi ha colpito. Ripeti il concetto due volte. Perché ritieni importante che il sogno fallisca?
Perchè rende il tutto realistico. Perchè se non fallisse vorrebbe dire che ha ragione e se HA VERAMENTE RAGIONE significa che la società è del tutto sbagliata.
Ma in realtà la Società è più forte di lui.
E' destinato a fallire perchè solitamente la sua ideologia è un'edeologia che nasce nella sua testa, una testa che si fa sue idee, sue interpretazioni, SI FA UN SUO MONDO. MA facendosi un suo mondo pur rimandendo nella normale società è destinato a soccombere, perchè una cosa sono le idee, un'altra la realtà.
(questo soprattutto nel caso particolare di Delitto e Castigo).

Ma anche Mattia Pascal si rende conto che non può vivere a quel modo, senza una vera identità... così deve affrontare la realtà....(ora non sto a svelare tutto)

Citazione:
Perché rende umano il protagonista o perché senti ristabilirsi un equilibrio?
Si, rende anche umano il protagonista, perchè IL SUPEROMISMO IDEALE NON ESISTE, è UN'IDEA.
Anche perchè si ristabilisce un equilibrio, i conti devono tornare, il protagonista deve confrontarsi con la società e se è andato fuori dalle righe dovrà pagare, pagare per ritrovare l'equilibrio.

Citazione:
E ancora: in fondo anche Indiana Jones è un eroe nello stesso senso, e non sono ancora riuscito a capire in modo "chiaro e distinto" perché suscita vibrazioni violente ma non emozioni particolari. Forse tu ci hai riflettuto?
Non saprei, in fondo Indiana Jones vince sempre le sue battaglie, non c'è una resa dei conti realistica finale, non ci sono poliziotti che lo arrestano per l'avere comunque ucciso decine di persone per catturare un diamante. (anche se sono dei cattivi, sono sempre persone).

Non saprei per le vibrazioni violente o particolari, spiegati meglio.

Ciao
Dunadan is offline  
Vecchio 28-04-2004, 21.54.16   #22
nicola185
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Data registrazione: 15-02-2004
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(anche se sono dei cattivi, sono sempre persone).

nicola185 is offline  
Vecchio 29-04-2004, 08.05.11   #23
rdlea
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Data registrazione: 23-06-2003
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Messaggio originale inviato da nicola185
X Dunadan

..."Il fu Mattia Pascal"... Le prime risposte alle mie domande ho cominciato a trovarle lì.

Posso chiederti quali risposte a quali domande cerchi in un libro?
rdlea is offline  
Vecchio 29-04-2004, 19.36.33   #24
nicola185
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Dipende da cosa leggo. In realtà non comincio un libro cercando delle risposte. Ci sono librii però, che mi aiutano a pormi delle domande o a darmi delle risposte. Fondamentalmente, comunque, attraverso i libri cerco di conoscermi meglio, di identificarmi. Ne "il fu Mattia Pascal" mi sono ritrovato molto e tuttora mi ci ritrovo. Credo che noi dovremo sempre porci la domanda "chi siamo", ogni giorno, e ci acccorgeremo che la risposta non sarebbe mai la stessa. Siamo troppo complessi per restare sempre gli stessi con lo scorrere del tempo. Quello che oggi vediamo bianco, domani lo potremo vedere nero e questa non si chiama incoerenza, si chiama umanità. Almeno secondo il mio pensiero
nicola185 is offline  
Vecchio 30-04-2004, 08.28.14   #25
rdlea
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Data registrazione: 23-06-2003
Messaggi: 13
Citazione:
Messaggio originale inviato da nicola185

(anche se sono dei cattivi, sono sempre persone).



E' vero. Una delle massime scritte nei manuali americani per gli scritori è che anche l'antagonista deve essere a tre dimensioni come il protagonista, con tutto lo stesso spessore.
rdlea is offline  
Vecchio 30-04-2004, 08.44.41   #26
rdlea
Ospite
 
Data registrazione: 23-06-2003
Messaggi: 13
Citazione:
[i]
Non saprei, in fondo Indiana Jones vince sempre le sue battaglie, non c'è una resa dei conti realistica finale, non ci sono poliziotti che lo arrestano per l'avere comunque ucciso decine di persone per catturare un diamante. (anche se sono dei cattivi, sono sempre persone).

Non saprei per le vibrazioni violente o particolari, spiegati meglio.

Ciao [/b]


Vedi, uno dei quesiti che mi pongo e che non ho ancora risolto è il seguente: Virginia Woolf, o David Foster Wallace, o Flaubert... indipendentemente da quando hanno scritto i loro libri, fanno a me l'effetto che sono sicuro fanno a te: torni a casa volentieri per andare avanti nella lettura. In fondo vuoi sapere come va a finire... non solo o non tanto in senso letterale, ma nel senso che vuoi sapere qual'è lo sbocco del percorso ideologico (per usare le tue parole) dei personaggi.
Bene, ma a me fa lo stesso effetto quando leggo un giallo commerciale (Deaver, Grisham etc.). In quel caso non mi attendo nessuna evoluzione interiore, ma semplicemente una serie di accadimenti: è un puro e semplice desiderio di vedere come va a finire.
Ma siamo sicuri che sia così? Non c'è qualcosaltro?
In fondo il problema che mi pongo è quale sia la specificità del cosiddetto genere letterario (voglio scrivere un romanzo che faccia storia) dal cosiddetto genere commerciale (voglio scrivere un romanzo che si venda).
Allora arriviamo alla domanda che qualunque scrittore alla fine si pone: siamo sicuri che non sia possibile scrivere una giallo alla Grisham che abbia anche un valore letterario? Quelli vicini a noi che ci hanno provato (Auster) non ce l'hanno fatta, ma Flaubert sì, Dumas sì, in certo senso anche il grande Dostoievskij ce l'ha fatta.
Come vedi ho più domande da porre che risposte da offrire.
Ciao.

rdlea is offline  
Vecchio 30-04-2004, 08.46.44   #27
rdlea
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Data registrazione: 23-06-2003
Messaggi: 13
Citazione:
Messaggio originale inviato da nicola185
Credo che noi dovremo sempre porci la domanda "chi siamo", ogni giorno, e ci acccorgeremo che la risposta non sarebbe mai la stessa. Siamo troppo complessi per restare sempre gli stessi con lo scorrere del tempo.

Posso chiederti se hai trovato le stesse caratteritische in altri romanzi/personaggi?
rdlea is offline  
Vecchio 03-06-2004, 11.52.10   #28
pennac
supreme being :O)
 
Data registrazione: 24-11-2003
Messaggi: 279
sono con te

su borges ... ma in un libro contenente l ' aleph ( la genialata più grande ) non puoi trovare superiore l ' immortale ... secondo me
pennac is offline  
Vecchio 15-06-2004, 13.58.04   #29
r.rubin
può anche essere...
 
Data registrazione: 11-09-2002
Messaggi: 2,053
Italo Calvino... uno stile lucido e ludico, maliconico e ironico, pieno di poesia, di quotidianità e sogno.... spettacolo! una perfezione stilistica, una bellezza di immagini e composizione, una capacità di accativarsi il lettore con la sua semplicità... un grande!

ho letto ultimamente Acid House di Irvin Welsh, racconti non solo di sesso droga e degrado sociale, ma sempre molto pungente, e carico di una fantasia notevole, a tratti non puoi non lasciar spuntare un sorriso e sentirti complice della sua ironia; un'autore che credevo un novello Charles Boukoski (ho letto storie di ordianaria follia, simpatiche, ma un pò sempre uguali), ma che mi ha stupito per la varietà dei suoi spunti e la profondità anche culturale nonchè umana della sua mente

Stefano Benni, e le sue raccolte di racconti come il "bar sotto il mare", piacevoli, leggeri, la freschezza di una cascata di idee multicolore, spunti comici esileranti!
r.rubin is offline  
Vecchio 07-08-2004, 18.16.20   #30
Gould
Ospite
 
Data registrazione: 27-04-2004
Messaggi: 25
Oceanomare: non permette di non amare il mare (a meno che non si abbia paura d'immergersi in mare aperto, ovvio), e, quindi, di non farsi amare. I miei continuano a sputarci sopra, dicendo sia "inutilmente complicato" e che non si può usare il mare, poiché non vorrebbe prestarsi a tanto stupidi fini. Io dico loro che forse hanno ragione: il mare non si può usare. Ma si può dire, e probabilmente Baricco è stato talmente stanco da riuscirci.

L'Antologia di Spoon River: credo sia l'unico specchio in grado di riflettere, ogni volta in cui cerchiamo in esso la nostra figura, tutte le anime del mondo, tranne la nostra.

Il piccolo principe: è un capolavoro. Se tutti i genitori lo adottassero come Bibbia per i propri pargoli, trasmettendo l'etica, l'altruismo e l'amore per la vita, certamente vivremmo in un mondo migliore.

Il giardino dei Finzi-Contini: uno dei pochi romanzi d'amore.

L'ultima lacrima: credo la raccolta più riuscita di Benni, ironica, dolce e spietata.

poi ci son tante poesie, troppe. Come ha scritto qualcuno prima, tutti questi scritti mi lasciano, ogni volta in cui mi c'imbatto, qualcosa di nuovo e diverso da ciò che m'hanno lasciato durante le letture precedenti: non so secondo voi, ma credo che solo in questo modo i testi possano entrare a far parte d'una letteratura; almeno, è esattamente ciò che io chiedo alla letteratura, e ciò che solo una letteratura sia in grado di darmi.
Gould is offline  

 



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