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Vecchio 02-08-2002, 12.22.37   #1
mauropitta
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Smile

Visto che una foto vale più di mille parole e che ho troppo poco tempo per dirvi qualcosa di me, invito chi fosse interessato a visitare il sito http://www.picture.com e a digitare nella schermata iniziale il mio nome (Pittaluga Mauro) per poter vedere alcune mie foto e capire qualcosa in più del mio carattere, ma anche a quelli a cui questo non interessasse, ma desiderassero vedere qualche bella foto, sono i benvenuti.
Questa non è pubblicità in quanto non ho nessun tipo di beneficio dal numero di visite alle mie foto: solo desiderio di dividere con voi, subito, qualcosa che mi rappresenta.
Se poi ci fossero commenti "psicologici", la cosa si farebbe estremamente interessante in quanto, come avrete capito, a me piace mettere in campo i miei sentimenti e le mie emozioni, oltre alle idee, per confrontarmi su temi reali, personali e non totalmente astratti o spersonalizzati.
Malgrado tutto, sono "obbligato" ad essere il mio sole se non posso o voglio brillare di luce riflessa.
Un abbraccio a tutti !
Il vostro nuovo amico
Mauro
mauropitta is offline  
Vecchio 06-08-2002, 16.49.09   #2
Claudio
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Molto belle. Complimentissimi!



Me le sono scaricate tutte!!!

Anche a me piace moltissimo fotografare. Conosci le immagini di Franco Fontana?

Cla
Claudio is offline  
Vecchio 08-08-2002, 15.17.54   #3
mauropitta
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foto

Ciao Claudio e grazie per il commento positivo che hai dato all'espressione dei miei sogni, trasferiti su pellicola!
Sono contento che le mie foto ti siano piaciute e spero ti abbiano trasmesso almeno una picoola parte delle emozi0oni che ho provato io immaginandole e realizzandole.
Come avrai avuto modo di vedere, sono solo un autodidatta e il mio equipaggiamento seppur a suo tempo "buono" è ben lungi dalla perfezione tecnica, ma trovo che a volte, quest'ultima, pèossa "limitare" lo slancio creativo del "vedere" qualcosa che si vorrebbe esistesse realmente.
Nelle mie foto, avrai notato, non c'è solo la riproduzione della realtà, ma uno stravolgimento della medesima per cercare di "caricarla" ulteriormente di emozioni.
Ma certo questo lo avrai percepito.
Non conosco Fontana, e se hai qualche indirizzo sarò ben felice di guardare alcuni suoi lavori.
Per il mio modo di vivere e fotografare, mi sento molto "vicino" a Shinzo Maeda, un giapponese famoso per alcune monografie fotografiche tra le quali "Kamikochi" (Le alpi giapponesi) dove la ricerca della perfezione tonale è quasi esasperata e la stampa laser ne evidenzia ogni più piccolo dettaglio.
Se non lo conoscessi, te lo consiglio. Non è emozionalmente carico, ma riproduce la realtà in un modo così bello e perfetto da fare apparire questo povero mondo immensamente dolce e questo, in fondo, è quello che io desidero credere.
A presto.
Mauro
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Vecchio 12-08-2002, 15.36.01   #4
Claudio
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Thumbs up FFontana

Cerco di risponderti in breve online anche se volevo fare un certo discorso elaborato.
Nell'immagine ci sono una miriade di emozioni. L'immagine in sé la esprime, ma anche il fotografo le può esprimere, anche se l'immagine non aveva niente da dire. Non intendo essere discriminante, ma ci sono due poli che individuo nell'espressione fotografica:
I documentaristi..., sono fotografi che sanno cogliere quello che un paesaggio può suscitare
e i "pittori", sono fotografi che possono far suscitare emozioni anche se il paesaggio in sé non suscita quello ad una visione comune.
Come avere a disposizione una tavolozza di colori, così il fotografo ha a disposizione il mondo e le sue lici/ombre, la realtà è solo un pretesto per esprimere il proprio mondo interiore, come i colori per il pittore, perché ciò che è presente dentro di noi è presente anche là fuori, da qualche parte.
Franco Fontana fotografa anche cose che sono alla portata di tutti i nostri sguardi e li vede con i suoi occhi, con quello che ha dentro. Fa emergere ciò che c'è anche dentro di noi, perché il linguaggio è come quello della musica, universale.
Le nostre emozioni, le nostre paure, i nostri sguardi distratti e fuggevoli, è tutto presente anche là fuori...

Se cerchi FF lo trovi da un qualunque motore di ricerca.
Comunque questo è un esempio:
http://www.lacostieraamalfitana.quot.../fontana/5.htm
Ciao e grazie

Claudio is offline  
Vecchio 12-08-2002, 23.17.20   #5
mauropitta
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Tante emozioni

Ciao Claudio e grazie per la risposta.
Sono andato a vedere i Lavori di Fontana e mi sono piaciuti molto, specialmente i "paesaggi immaginari".
Certa la fotografia può essere una forma d'arte, perchè pur esistendo qualcosa da fotografare, pur adottando varie tecniche di ripresa, tu "scegli" sempre il particolare, l'inquadratura ed evidenzi a volte solo una parte di un tutoo, poi lo "illumini" forse diversamente da quella che è la sua illuminazione e poi lo fissi in un dato modo, per cristallizzare sulla pellicola quello che tu avevi già immaginato nella mente.

Per me la fotografia è come un cocktail:
una parte di realtà
tre parti di immaginazione
una parte di tecnica
due parti di luce
tre parti di colore
molto coinvolgimento emotivo
un pizzico di soffice decadenza
e prospettiva a volontà

E' evidente che i soggetti che fotografi, producono emozioni diverse e che c'è un "momento emotivo" per ogni soggetto e occorre che entrambi, il soggetto e il fotografo, siano nel modo giusto per scambiare emozioni ed è per questo che odio le riprese temporizzate dove non c'è la possibilità di conoscere i modelli e osservarli per un po' di tempo in maniera da riuscire ad avere emozioni che portano una "visione" di certi atteggiamenti che a livello professionale vengono totalmente cancellati.

Quello che odio è il reportage, specialmente di guerra o di attualità, dove alla ricerca della bellezza o dell'armonia, viene sostituita la ricerca del raccapricciante, della violenza, della rovina con, secondo me, il falso pretesto di informare.

Niente in contrario all'informazione, ci mancherebbe, ma puoi dire che uno è saltato si di una bomba ed è morto e puoi fotografare il tizio a brandelli.
E' chiaro che la "comunicazione" di una fotografia, specie se cruda, ottiene un'attenzione immediata e lascia un segno profondo, catturando l'attenzione e moltiplicandola poi, attraverso le nostre paure e fobie, insediandosi nella parte più profonda e nascosta del nostro cervello, pronta a sbucare quando meno ci se lo aspetta.
Lo sa bene Toscani che di questo ha fatto il suo cavallo di battaglia.

Comunque, spesso, il messaggio emotivo che è "dentro" una foto, non è ugualmente recepito in maniera simila da tutti e anzi, a volte, può evocare emozioni contrastanti in diversi osservatori.

Io dico che un opera d'arte è sempre e solo possesso del creatore... tutt'al più, altri la possono "gurdare", traendone emozioni probabilmente diverse da quelle che aveva provato l'artista quando l'aveva concepita o "vista" ma nessuno mai, credo riuscirà a "vivere" un'opera come chi l'ha fatta.

La mia piccola provocazione di adombrare emozioni che sorgevano alla vista delle mie foto, abbinandole a caratteristiche del mio carattere, voleva essere non tanto una forma esasperata di megalomania quanto una specie di test per conoscere gli altri amici del forum, al di là delle parole.

Ma mi sto dilungando troppo e sto andando fuori tema.

Spero che scambieremo ancora opinioni, perchè, trovo parecchia affinità con le tue idee, ma ora devi farmi vedere qualcosa di tuo: se la cosa ti va, naturalmente:

A presto.

Mauro
mauropitta is offline  
Vecchio 13-08-2002, 09.38.58   #6
Willow
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Fotografare. Che emozione!

Caro Mauro le tue foto mi sono piaciute moltissimo e capisco cosa intendi quando dici che le emozioni che hai provato scattando una foto saranno diverse da chi le guarderà. Perchè in quel momento non c'è solo il riquadro inquadrato, ma ci sono i suoni, gli odori, la fame, il caldo, il freddo, la sete, la posizione scomoda...
tutto questo fa si che quella foto sia "quella" foto, ed è difficile far cogliuere tutto questo a un osservatore esterno.
Credo che fotografare sia come scrivere: lo si fa solo per se stessi.Lo si fa per rubare un'emozione alla vita e racchiuderla in un piccolo spazio del nostro cuore.

Anch'io amo la fotografia, al punto che mi sono diplomata prorpio in questo. Ovviamente non serve una scuola per saper fare belle foto, ma la cosa positiva era la possibilità di sperimentare. Sai bene quanto il materiale fotografico sia tutt'altro che economico e non tutti possono avere programmi come fothoshop, ma a scuola il materiale era gratuito e mi sono potuta sbizzarrire.

Io amo fare ritratti in b/n, creare l'atmosfera, il momento aggiustare le luci, entrare in empatia con il soggetto e poi fare clik.

A Torino esiste la Fondazione per la fotografia, e ritengo ce ne possa essere una in ogni grande città. Oltre a poter ammirare mostre fotografiche esiste la possibilità di lasciare lì il proprio book fotografico, con la possibilità che venga organizzata un mostra. Il book è inoltre in visione ai fotografi professionisti, che possono avere bisogno di una collaborazione per un lavoro.

Ora ti saluto, il pupo incalza
Willow is offline  
Vecchio 13-08-2002, 15.25.45   #7
Claudio
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Exclamation Premetto...

...che non ho ancora letto le ultime due risposte (quella tua e di Willow), solo di sfuggita. Provvederò immediatamente dopo il collegamento. Ultimamente mi collego di corsa,... ma mi ero preparato questo:

Fra la soggettività e l'oggettività non trovo una netta distinzione, anzi direi che nulla può essere considerato oggettivamente, proprio perché ogni considerazione è in sé una rielaborazione della realtà. La realtà, ciò-che-é, non può essere espressa o "raccontata" fedelmente, dato che anche una fredda e imparziale macchiana fotografica riprende da un solo punto di vista. Solo la realtà, l'originale ciò-che-é, esprime sé stesso fedelmente.


Allo stesso modo però non ignoro il detto "nulla di ciò che è umano è a me estraneo" (qualcuno lo ha usato come saluto finale. Vero 784?).
Così mi immergo in quel mondo fatto di sogni, di bellezza, di ricerca di colore e di gioia o di profondità e di riflessione, che un mio simile mi può trasmettere con la sua visione del mondo con un linguaggio universale come fotografia.
Ho apprezzato le tue foto per la poesia che riescono ad evocare. Sono comunque dell'avviso che solo vedendole più e più volte, nell'arco della giornata puoi cogliere le più svariate sfumature espressive di certe immagini, in pratica sarebbe opportuno appenderle a parete. In questo caso non si tratta di abbellire una stanza, ma di "vedere in maniera completa" un'opera. Noi stessi possiamo vedere in mille modi la stessa cosa, a volte apparentemente in maniera distratta, altre in maniera attenta, ma tutti sono importanti per gustare pienamente ciò che l'immagine fa riecheggiare dentro di noi.
Il mondo dell'immagine è un tesoro tutto da scoprire, io mi accosto ad essa un po' come un bambino che apre una enorme scatola di giocattoli e ancora non ci ha giocato con tutti, magari perché mi sono soffermato tanto su alcuni...
C'è stato un tempo che apprezzavo e ricercavo moltissimo il dettaglio, così acquistavo pellicole a bassa sensibilità, 50, 25 ASA, proprio per poter vedere i minimi particolari di un'immagine. (Ma quanto sono belle quelle giornate limpidissime, terse, dove non sai dove girarti per goderti la bellezza dei colori, l'azzurro/blu del cielo... tutto brilla e ti pare che sia più vivo che mai ?! A Venezia mi piacerebbe trovarmi in una di quelle giornate.)

Ora, nonostante apprezzi molto questo aspetto del dettaglio, non lo ricerco particolarmente.
Non conosco Maeda, anche se ho visto immagini di fotografi giapponesi che hanno quello stile che mi hai descritto (anche se non dobbiamo dimenticare il nostro Fulvio Roiter).
Al di là di tutto anche la mia precedente distinzione fra fotografi di una tendenza e quelli di un'altra è troppo semplicistica: ognuno ha il suo timbro di voce ed il suo stile fotografico. Se si può parlare di distinzioni questa sta nell'intenzione e nella destinazione dell'immagine: perché quella immagine? Cosa ha voluto cogliere e a chi è rivolta (a quale pubblico)?
Un altro fotografo, fra i tanti, che ti vorrei far conoscere è Gregory Colbert (Si riesce ancora a visualizzarlo?)
...

Termino qui, per ora.

ciao

Ultima modifica di Claudio : 13-08-2002 alle ore 15.35.23.
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Vecchio 14-08-2002, 12.45.06   #8
Claudio
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Wink Risp...

...ondo. Certo Willow, principalmente ci si diletta in una pratica artista per entrare nel proprio mondo interiore, ma se non emerge la fase della condivisione non credo che il proprio lavoro possa dirsi concluso: espressione significa far emergere verso l'esterno ciò che hai dentro. C'è una specie di feedback che ritengo fondamentale, anche se non sempre di facile rielaborazione.
Comunque, a tal proposito vi allego una immagine fra le tante a cui tengo particolarmente:
l'avevo intitolata: REALEIRREALE

Ciao! Alle prossime!

PS: Vi chiedo anche una cortesia. Sappiatemi dire se avete difficoltà a visualizzare questa immagine, nel senso: se non la vedete a pieno schermo e vi infastidisce la grandezza. Grazie!
Immagini allegate
Tipo file: jpg sulla strada.jpg (37.8 KB, 58 visite)

Ultima modifica di Claudio : 14-08-2002 alle ore 12.51.11.
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Vecchio 14-08-2002, 12.56.22   #9
Claudio
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Thumbs up Un'altra?

Questa è un'altra.
Non l'ho titolata. (A parte il file)
Immagini allegate
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Claudio is offline  
Vecchio 14-08-2002, 14.20.21   #10
Willow
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Caro Caudio, quando ho detto che si fotografa solo per se stessi, non intendevo negare la possibilità di mostrare il proprio lavoro, ma solo che quando io fotografo lo faccio per me stessa e non per suscitare emozioni in qualcun'altro.

Le fotografie, essendo verticali, sono troppo grandi per il mio schermo e ho dovuto quardarle facendole scorrere, percdenodo ovviamente l'impatto dell'inquadratura.
Albasulnero è molto particolare, mentre Realeirreale l'ho travata "sporcata" dalle gambe in alto a destra che tendono a distogliere l'attenzione sul soggetto principale che è molto d'impatto. Bella comunque come idea.

Allego una mia foto rivista al computer.
Attendo commenti

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Willow is offline  

 

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