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Cultura e Società - Problematiche sociali, culture diverse.
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Vecchio 29-05-2007, 15.30.07   #11
Frasesia
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Riferimento: Critica alla ragion animalista

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Originalmente inviato da maxim
Dovrebbe essere così…
...non dimentichiamoci però che la “ragione” ha il grosso limite di ritenersi giusta, corretta, incontrovertibile, proprio ed in quanto ragione.
Che succede pertanto se essa ritiene di aver elaborato un concetto che non fa un grinza ed il conseguente agire del ragionante è da lui ritenuto ragionevole? C’è un’evidenza dei fatti che possa smentire il corretto agire che pareva frutto della miglior ragione? Si! C’è ma non è visibile alla ragione di colui che riteneva così ragionata quell’azione.
Evidentemente il problema non dipende dal successivo ragionamento logico conseguente ad una determinata ideologia ma dipende proprio dal punto in cui quell’ideologia ha preso vita.
.............................. .


Bhè Maxim , se ti poni di questi problemi , allora puoi provare a distinguere come Kant , la Ragione Pura dalla Ragione Pratica......
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Vecchio 29-05-2007, 15.32.35   #12
maxim
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Riferimento: Critica alla ragion animalista

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Originalmente inviato da Rudello
Affascinante elucubrazione filosofica e squisita esposizione dialettica!
Naturalmente ogni singola proposizione potrebbe essere analizzata e sviluppata ulteriormente per ritrovarsi infine con una elegante figura logica, gradevole ed incomprensibile nel suo complesso, come il grafico di una partita al gioco “dei germogli” disputato fra abili contendenti.

Accennerò pertanto solo al fatto che la “ragione”, e questa è la sua bellezza, non sempre è assolutamente univoca, e quindi pur rimanendo giusta, corretta ed incontrovertibile nella sua azione, il ragionare, può “ragionevolmente” portare, con ragionamenti di per sé ineccepibili, a conclusioni abbastanza diverse fra loro. Tanto più lontana l’una dall’altra, quanto più numerosi siano i “nodi equivoci” cioè quei punti del discorso in cui è parimenti lecito seguire una via piuttosto che un’altra, indipendentemente da quanto simili possano sembrare.

Per tornare al nocciolo del nostro discorso, e senza impastoiarci anche in discorsi dottrinali, che altro non farebbero che complicare il discorso validandolo solo per chi quella dottrina riconosce, mi sembrerebbe sufficiente affermare, alla luce di una “ragionevolezza” notevolmente ampia:

- L’inevitabilità dell’uccisione di altre creature, o la loro mutilazione in favore della nostra sopravvivenza fisica è praticamente scontata. Con ogni nostro atto, gesto o respiro continuamente uccidiamo altri esseri viventi, e continueremo a farlo non solo fino alla morte, ma almeno finché ogni nostra cellula sia tornata polvere inorganica… e forse anche dopo.

- La consapevolezza comune di essere parte costituente dell’armonico fenomeno chiamato “vita” dovrebbe convincerci e spingerci, “ragionevolmente” a non dare mutilazione e morte (concettualmente antitesi di “vita”) inutilmente o con inutile crudeltà.

Naturalmente, qui volendo si può aprire un’altra infinita diatriba sul concetto di “utile”, sui suoi limiti e via discorrendo.
Non cederò a questa tentazione ma, esprimendomi ora solo per convinzione mia, mi limiterò a dire che il concetti di “utile” e “crudele” ognuno di noi li ha dentro di sé, chiaramente suggeriti dalla propria coscienza.

Anche coloro che affermano che la coscienza non esiste!

Sono ancora d’accordo!

La mia critica alla ragion animalista però riguardava alcuni manifestati eventi originati da quel “non uccidere” che in realtà (non sempre ma a volte), hanno creato l’effetto contrario cui la ragione si era prefissata.
Non stavo affatto disquisendo sui concetti di “utile” e di “crudele” che ritengo possano essere tranquillamente condivisi tra persone civili. Qui non stiamo parlando dei ragazzacci che infilano i petardi in bocca alle lucertole o del sadico macellaio che affonda molto lentamente la lama del poco affilato coltello sulla gola del malcapitato vitello, traendone orgasmo dal gesto violento…qui si parla di cose più serie e soprattutto collocate all’interno di un certo contesto “ragionevole”.
Tra il preservare ed il far abbondare in salute una certa specie animale ed il “non uccidere mai” preferisco la prima in quanto è mio diretto interesse trarne un’utilità culinaria, con il minimo di crudeltà possibile.
La mia ragione, basata su quel “preserviamo”, si estende anche agli animali dai quali non traggo una diretta utilità, pertanto sarei propenso ad esempio, di ridimensionare la popolazione di gatti di una borgata qualora l’intemperanza e l’incuria di qualche animalista del “non uccidiamo mai” fa proliferare a dismisura e a discapito di molti altri animali!...problema molto sentito dalle mie parti.
Il “non uccidiamo mai” porta a volte all’incoscienza di andar a liberare per le campagne migliaia di visoni da pelliccia provocando un disastro ecologico pari a quello di coloro che, in buona fede e perfettamente in linea con il 5° comandamento, lasciano morire di rogna tutti gli stambecchi di un parco piuttosto che lasciare il sele-controllo alle carabine di coloro che alla fin fine ne traggono quell’utilità che a ragion pseudo-ambientalista, non è mai utilità…ma solo divertimento!
L’inquinamento e la cementificazione, conditi con quel “non uccidere mai”, stanno facendo sparire animali che a me erano utili e, anche se in forma meno diretta, credo fossero utili pure a voi!

Secondo la mia ragione non credo pertanto che professarsi vegetariano, far indossare il cappottino al cane o … scrivere le poesie al gatto…sia sufficiente a definire l’animalismo odierno un corretto animalismo atto al mantenimento della natura.

maxim is offline  
Vecchio 29-05-2007, 17.29.27   #13
Lucio Musto
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Riferimento: Critica alla ragion animalista

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Originalmente inviato da maxim
Sono ancora d’accordo!

La mia critica alla ragion animalista però riguardava alcuni manifestati eventi originati da quel “non uccidere” che in realtà (non sempre ma a volte), hanno creato l’effetto contrario cui la ragione si era prefissata.
Non stavo affatto disquisendo sui concetti di “utile” e di “crudele” che ritengo possano essere tranquillamente condivisi tra persone civili. Qui non stiamo parlando dei ragazzacci che infilano i petardi in bocca alle lucertole o del sadico macellaio che affonda molto lentamente la lama del poco affilato coltello sulla gola del malcapitato vitello, traendone orgasmo dal gesto violento…qui si parla di cose più serie e soprattutto collocate all’interno di un certo contesto “ragionevole”.
Tra il preservare ed il far abbondare in salute una certa specie animale ed il “non uccidere mai” preferisco la prima in quanto è mio diretto interesse trarne un’utilità culinaria, con il minimo di crudeltà possibile.
La mia ragione, basata su quel “preserviamo”, si estende anche agli animali dai quali non traggo una diretta utilità, pertanto sarei propenso ad esempio, di ridimensionare la popolazione di gatti di una borgata qualora l’intemperanza e l’incuria di qualche animalista del “non uccidiamo mai” fa proliferare a dismisura e a discapito di molti altri animali!...problema molto sentito dalle mie parti.
Il “non uccidiamo mai” porta a volte all’incoscienza di andar a liberare per le campagne migliaia di visoni da pelliccia provocando un disastro ecologico pari a quello di coloro che, in buona fede e perfettamente in linea con il 5° comandamento, lasciano morire di rogna tutti gli stambecchi di un parco piuttosto che lasciare il sele-controllo alle carabine di coloro che alla fin fine ne traggono quell’utilità che a ragion pseudo-ambientalista, non è mai utilità…ma solo divertimento!
L’inquinamento e la cementificazione, conditi con quel “non uccidere mai”, stanno facendo sparire animali che a me erano utili e, anche se in forma meno diretta, credo fossero utili pure a voi!

Secondo la mia ragione non credo pertanto che professarsi vegetariano, far indossare il cappottino al cane o … scrivere le poesie al gatto…sia sufficiente a definire l’animalismo odierno un corretto animalismo atto al mantenimento della natura.


Assolutamente d'accordo sulla tua chiarissima esposizione dei fatti.

La mia posizione si distacca dalla tua solo su due punti:

- Non credo che il 5° comandamenti dei cattolici c'entri nulla nel discorso.

- Non reputo giusto il volersi sostituire alla natura nella strategia di sopravvivenza e competizione delle specie animali né nel nostro pianeta in generale, né nel nostro ambiente locale, vuoi perché ritengo che di queste cose la natura ha più competenza di noi, vuoi perché esperienza ci insegna che l'uomo intervenendo in queste cose fa più pasticci che bene (vedi pesce siluro nel Po, api assassine in America, conigli in Australia e via dicendo)
Lucio Musto is offline  
Vecchio 29-05-2007, 23.04.03   #14
Frasesia
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e i vitelli con gli estrogeni e i polli con il virus?....
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Vecchio 02-06-2007, 19.28.08   #15
Mati
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Che animalisti?
L'altra settimana, sotto casa mia, un cane ha morso una bambina. Il cane non voleva staccarsi dal suo braccino e un signore l'ha difesa tirando un calcio al cane. LA GENTE INTORNO HA DIFESO IL CANE!
Non bisogna essere animalisti, lo ritengo un crimine sociale! Gli animali sono fatti per stare lontani dagli uomini, se non cotti nel piatto.
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Vecchio 02-06-2007, 22.20.48   #16
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Originalmente inviato da Mati
Che animalisti?
L'altra settimana, sotto casa mia, un cane ha morso una bambina. Il cane non voleva staccarsi dal suo braccino e un signore l'ha difesa tirando un calcio al cane. LA GENTE INTORNO HA DIFESO IL CANE!
Non bisogna essere animalisti, lo ritengo un crimine sociale! Gli animali sono fatti per stare lontani dagli uomini, se non cotti nel piatto.


Certo, la scena a cui hai assistito deve essere stata terribile.
Quel signore è intervenuto più che giustamente nel tirare un calcio al cane.

Ma da qui a dire che gli animali debbono stare lontano dagli uomini ce ne passa.

Anche se, a parte il caso da te citato, forse sarebbe preferibile e più sicuro per gli animali starsene lontani dall'UOMO
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Vecchio 03-06-2007, 01.04.46   #17
Lucio Musto
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Originalmente inviato da Mati
Che animalisti?
L'altra settimana, sotto casa mia, un cane ha morso una bambina. Il cane non voleva staccarsi dal suo braccino e un signore l'ha difesa tirando un calcio al cane. LA GENTE INTORNO HA DIFESO IL CANE!
Non bisogna essere animalisti, lo ritengo un crimine sociale! Gli animali sono fatti per stare lontani dagli uomini, se non cotti nel piatto.


Scusa, Mati, ma questa tua testimonianza mi suona un pò stonata, come l’accordo di una chitarra con una corda lenta.
Nel senso che cerco di immaginarmi la scena come tu la descrivi, ma non mi riesce.

Nella mia mente vedo un cane che addenta una bambina ed inorridisco (non mi importa cosa sia accaduto prima di quest'istante).
Poi immagino un signore che abbia cercato di staccare il cane dalla bambina urlando, facendo qualcosa e magari tirando uno, o più calci al cane.
Finché il cane si è staccato.
A questo punto non vedo la gente che si scaglia contro il signore, ma tutti che si affollano intorno alla bambina, cercando di capire la povera piccola che danni abbia avuto e tutti desiderosi di aiutare o almeno di consigliare...

Ma forse (tu non ce lo hai detto questo, è solo una ipotesi mia) il signore non si è contentato che il cane si sia staccato ed ha "continuato" a dare calci al cane?...
E forse solo adesso la gente ha difeso il cane?... Così forse la scena riesco ad immaginarmela, e francamente non mi sembra nemmeno tanto sbagliato (se è come ho immaginato io, naturalmente!)... perché, vedi, le bestie sono state fatte proprio così, come dici tu, per stare lontane dall'uomo!...

E' stato l'uomo, per il suo tornaconto, che si è affaticato per addomesticarle e tenersele vicine!...

Evidente che qui sto parlando di bestie come il cane, il gatto, il cavallo ed il pollame!... perché zecche e pulci, scarafaggi, pidocchi e tenie non sono stati affatto addomesticati ma, sufficientemente furbi, si sono domesticati da soli, ed il tornaconto questa volta è tutto loro!

Rudello 3 giugno 2007
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Vecchio 03-06-2007, 01.11.14   #18
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Originalmente inviato da Patri15
Certo, la scena a cui hai assistito deve essere stata terribile.
Quel signore è intervenuto più che giustamente nel tirare un calcio al cane.

Ma da qui a dire che gli animali debbono stare lontano dagli uomini ce ne passa.

Anche se, a parte il caso da te citato, forse sarebbe preferibile e più sicuro per gli animali starsene lontani dall'UOMO


Non hai certo torto, Patri... ma io sono preoccupato. Come se la caverebbe infatti l'uomo, se glia animale, "tutti" gli animali, stessero "sempre" lontani da lui?... Pensa, un mondo senza pesche, ciliege e pomodori, senza miele e, dall'anno prossimo, nemmeno senza zucchero!
Ma da subito, senza merendine al latte e Kinder Ferrero!
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Vecchio 03-06-2007, 11.40.03   #19
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Non hai certo torto, Patri... ma io sono preoccupato. Come se la caverebbe infatti l'uomo, se glia animale, "tutti" gli animali, stessero "sempre" lontani da lui?... Pensa, un mondo senza pesche, ciliege e pomodori, senza miele e, dall'anno prossimo, nemmeno senza zucchero!
Ma da subito, senza merendine al latte e Kinder Ferrero!

In queste mattine di primavera inoltrata, fino a qualche giorno fa, perché ultimamente è tornato un po' piovoso, dormivo con le finestre in camera leggermente aperte.

Come un orologio magico alle 4 e 45 in punto mi sveglia il merlo con il suo canto gioioso. A volte non so resistere e dopo un caffè veloce esco in giardino in punta di piedi per non disturbare e respiro gli odori delle rose e dei tigli, il tutto accompagnato dal sapore del caffè e da quel canto che è il canto dell'estate.

Dopo luglio i merli non cantano più.

Anche quando vivevo in città, riuscivo a sentire il canto dei merli la mattina presto ed anche allora era una sveglia dolcissima. Purtroppo altri abitanti del quartiere non erano così' d'accordo di essere svegliati troppo presto e qualcuno (si sapeva chi era, ma ..) usò il suo fucile da caccia per abbatterne almeno tre - cioè i cadaveri che vidi io.

Questo in pieno centro abitato, a quell'ora fortunatamente deserto.

L'uomo si serve degli animali in maniera aberrante persino per testare un cosmetico. Ma non è che voglia parlare di vivisezione, di abbandoni .....

Io credo che alcune persone godano della presenza degli animali, non solo: ci sono iniziative - poche in Italia - che prevedono di portare una volta la settimana un gatto, o un cane nelle case di riposo.

Gli anziani cominciano a rapportarsi e credo che in certe circostanze le fusa di un gattino sotto la carezza di una mano nodosa, artritica, possa scaldare il cuore più delle visite dei parenti che si fanno vedere per dovere e con le solite banalità nei discorsi.

La pet- terapy è ormai conosciuta e, se non fa miracoli,
aiuta a ritrovare un po' di affetto, quell'affetto che -per assurdo che sembri - non si ottiene così facilmente, così autenticamente dai propri simili, gli appartenenti alla nostra evoluta specie umana - HOMO SAPIENS SAPIENS.
Patri15 is offline  
Vecchio 03-06-2007, 13.59.40   #20
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Riferimento: Animalismo

quello che volevo dire in sostanza è che gli animali rispetto all'uomo devono essere messi in secondo piano. Cioè, cosa ve ne frega se un cane viene abbandonato per la strada se su quella stessa strada molti ragazzi muoiono in incidenti?

PS: la scena che ho visto è proprio come l'ho descritta

peace
Mati is offline  

 



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