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Vecchio 30-05-2007, 22.14.51   #1
Lucio Musto
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Liberalizzazione dei farmaci

Com'è che nessuno ne parla?

"(ANSA) - ROMA, 30 MAG - 'No' alla vendita dei farmaci con ricetta nei supermercati: cosi' il ministro Turco che chiedera' al Senato la modifica della norma. Ieri la Camera ha approvato un emendamento che prevede di ampliare la vendita dei farmaci al di fuori delle farmacie anche a quelli con obbligo di ricetta."
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Vecchio 01-06-2007, 09.30.51   #2
bside
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Riferimento: Liberalizzazione dei farmaci

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Com'è che nessuno ne parla?

"(ANSA) - ROMA, 30 MAG - 'No' alla vendita dei farmaci con ricetta nei supermercati: cosi' il ministro Turco che chiedera' al Senato la modifica della norma. Ieri la Camera ha approvato un emendamento che prevede di ampliare la vendita dei farmaci al di fuori delle farmacie anche a quelli con obbligo di ricetta."

Io sarei favorevole alla vendita dei farmaci con ricetta nei supermercati se l'obiettivo è ridurre i prezzi e togliere privilegi alla casta dei farmacisti. Tanto più che oggi un farmacista altro non è che un venditore.
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Vecchio 01-06-2007, 14.43.20   #3
Lucio Musto
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Riferimento: Liberalizzazione dei farmaci

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Io sarei favorevole alla vendita dei farmaci con ricetta nei supermercati se l'obiettivo è ridurre i prezzi e togliere privilegi alla casta dei farmacisti. Tanto più che oggi un farmacista altro non è che un venditore.

Quano io ero giovane, nelle farmacie c'era un armadietto chiuso a chiave com su disegnata la testa di morto e le tibie incrociate e sotto la scritta "Veleni".
La chiavetta ce l'aveva solo il Farmacista, di solito appesa al collo.

Era giusto. Perché tanti di noi eravamo ignoranti o addirittura analfabeti, e rischiavamo facilmente di farci male.

Ma oggi siamo tutti evoluti e colti (chi non ha in casa un'enciclopedia medica?), e giustamente sappiamo essere responsabili delle nostre azioni.
Forse sarebbe atto di civiltà ed affermazione di un più alto riconoscimento di maturità, l'abolizione di ogni obbligatorietà delle ricette.

Chi ritiene, dal medico ci va, lo paga, e si fa consigliare su cosa assumere, chi più liberamente pensa di poterne fare a meno, va alla Coop e si compra tutto quello che gli pare!

Sai che risparmio, per la Sanità pubblica!
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Vecchio 01-06-2007, 17.18.21   #4
bside
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Forse ai tuoi tempi il farmacista preparava le ricette, ma oggi mi pare che i farmacisti siano più che altro venditori di pillole e creme antirughe. E poi i farmaci nei supermercati sarebbero sempre venduti da un farmacista, quindi non capisco la tua obiezione.
Tra l'altro vedo che la liberalizzazione di Bersani ha avuto un discreto successo. Nella coop dove vado io lo spazio di vendita s'è ingrandito, i farmacisti ora sono due e i prezzi su parecchi farmaci da banco sono più bassi.
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Vecchio 01-06-2007, 20.36.02   #5
Lucio Musto
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Forse ai tuoi tempi il farmacista preparava le ricette, ma oggi mi pare che i farmacisti siano più che altro venditori di pillole e creme antirughe. E poi i farmaci nei supermercati sarebbero sempre venduti da un farmacista, quindi non capisco la tua obiezione.
Tra l'altro vedo che la liberalizzazione di Bersani ha avuto un discreto successo. Nella coop dove vado io lo spazio di vendita s'è ingrandito, i farmacisti ora sono due e i prezzi su parecchi farmaci da banco sono più bassi.

meno male, va! così almeno troviamo nuovi posti di lavoro per i giovani farmacisti!

Ma scusa, se il compito del farmacista, come dici tu, è quello di leggere la ricetta e prendere lo scatolino con lo stesso nome, serve davvero il laureato?... non basterebbe mia cugina che ha un'ottima "terza media?
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Vecchio 02-06-2007, 08.52.30   #6
uranio
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Io considero il farmacista i secondo medico cioè quello di emergenza che quando stai male e non trovi un cane vai dal tuo farmacista e ti consiglia cosa prendere. Per quanto riguarda la liberalizzazione dei farmaci sono d'accordo purchè siano venduti dal vero farmacista. Con i farmaci regazzi non ci si scherza ti possono tagliare la vita
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Vecchio 02-06-2007, 09.39.02   #7
bside
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Riferimento: Liberalizzazione dei farmaci

No, no, io so bene cosa sia il corso di laurea in farmacia, dato che lavoro proprio dove si preparano i futuri farmacisti
Il fatto di studiare tante difficili materie non significa che poi nel lavoro ti troverai ad applicarle tutte. Vedo che molte materie dei farmacisti le insegnano anche agli erboristi, ma a che gli serve ad un erborista studiare farmacognosia??
All'esame di stato il farmacista, ad esempio, non ha la prova dei saggi di riconoscimento dei farmaci? Ma tu trovami oggi un farmacista che fa i saggi al coccio! Forse 50 anni fa! Sai quanti farmacisti chiamano i docenti perché non si ricordano come si fanno le diluizioni o semplici calcoli stechiometrici? Non perché siano stupidi, ma perché sono cose che probabilmente fanno sempre più di rado.
ciao
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Vecchio 02-06-2007, 10.43.19   #8
Lucio Musto
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Io considero il farmacista i secondo medico cioè quello di emergenza che quando stai male e non trovi un cane vai dal tuo farmacista e ti consiglia cosa prendere. Per quanto riguarda la liberalizzazione dei farmaci sono d'accordo purchè siano venduti dal vero farmacista. Con i farmaci regazzi non ci si scherza ti possono tagliare la vita

Cioè praticamente come è sempre stato sempre. Ci si rivolge al farmacista quando non ci si sente sufficientemente male per andare dal medico... e molto spesso questa è la soluzione vincente.

D'altra parte si continua a dire che la "presenza del farmacista" è comunque necessaria!

Ed allora?... tutto questo "ambaradan" solo per tirar fuori i farmacisti dai loro negozi, come fossero chiocciole dalla conchiglia per metterli come limacce nei supermercati dove siano più "controllabili" e "gestibili"?...

Ed allora diciamolo chiaramente!... Lo Stato, e per esso il Ministero della Sanità è incapace a far rigare dritto i farmacisti e maschera questa sua incapacità con fumose esigenze sociali!... E se domani dovesse capitare lo stesso per gli architetti o i fabbri... metterebbe anche quelli nei supermercati?... così se uno ha bisogno di un cancello a casa sua fa più presto ad andare alla coop che dall'artigiano?

A me sembra strano che sia per questo. Ci sarà forse un qualche altro motivo, oltre la comodità del cittadino?... non ho prove per affermarlo e quindi taccio, ma il sospetto è legittimo!

Infatti, nel mio piccolo qualche incongruenza evidente la vedo, e con una limatina facile, volendo, qualche soldo la Sanità potrebbe risparmiarlo facilmente!

Racconto il mio caso: semplice, perché si tratta di residui di una patologia coronarica comune a moltissime persone, nel mio Comune (dove posso testimoniare) ed in Italia.
Quotidianamente devo prendere due pilloline. Niente droga, niente farmaci pericolosi o costosissimi o di cui si possa fare uso improprio. Due pilloline al giorno, tutti i giorni, finché avrò vita o mi capita un altro accidente. Me le ha prescritte il cardiologo dal quale vado, una volta l'anno, per controllarmi.
Lo scatolino delle pillole, elegante come una bomboniera, in cartoncino platinato, con ricca documentazione ed un altro cartoncino elegante dentro che non so a cosa serva, ne contiene venti. Per legge, non possono essere prescritte più di due confezioni (per evitare sprechi!).

Allora: ogni venti giorni devo andare dal mio medico curante (mezz'ora di fila in media) per farmi fare la ricetta. Lui non fa altro; mi stampa col PC una copia della prescrizione vecchia. Dieci minuti di coda in farmacia e sto a posto per altri venti giorni!... Ora:

Quaranta minuti persi da me.
Dieci minuti dal medico.
Cinque dal farmacista.
Una ricetta che dovrà seguire un iter meccanografico come documento; rilevata, elaborata stampata su tabulati riepilogativi e statistici...
Uno scontrino fiscale
Due eleganti scatolini a perdere.

Tutte queste cose, che sono concreti costi sociali, si potrebbero risparmiare, ogni venti giorni, per ognuno degli italiani nelle mie condizioni (che non sono particolari per niente ma comunissime) semplicemente se il cardiologo mi potesse fare una ricetta annuale (ad ogni controllo) per dire: "Rudello è ancora vivo, continuategli ogni due mesi a dargli centoventi pasticcche in blister sigillati. Se muore in questo anno, ad un certo punto non verrà più a ritirarle. E fatevi dare un euro per il disturbo!.

Ci sarebbe certo da elaborare la ricetta del cardiologo, ma sarebbe una all'anno... ed al massimo si sprecherebbero... 119 pillole per una volta nella vita! (per la cronaca, sono dodici anni che prendo queste pilloline!).

Tanto ci vuole a farsi due calcoli?... Perché al Ministero non li fanno?... è sicuro che vogliono ridurre la "spesa sanitaria"?...

Perché naturalmente il mio è solo un caso...
Lucio Musto is offline  
Vecchio 02-06-2007, 12.45.11   #9
lordalbert
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Riferimento: Liberalizzazione dei farmaci

Avrei un dubbio... Sicuramente tengo conto dell'impegno e fatica di un farmacista, i duri studi... ma tutte queste abilità sono davvero necessarie?
Quando vado dal farmacista, chiedo il farmaco che mi serve e lui me lo da (spesso anche senza ricetta, basta dire che poi vado dal medico e me la faccio fare, e poi gliela porto tra 2-3 giorni).
Se il compito del farmacista è questo, non capisco a che serva la laurea.
Se invece il farmacista è così preparato, perchè non fa il medico? Un medico che vende anche farmaci...
Cmq secondo me le liberalizzazioni servono per abbassare i costi. Se così fosse, benvengano! Guardate per esempio la svizzera. Vi siete mai chiesti perchè tutti quelli che abitano al confine vanno in svizzera a comrpare qualsiasi cosa? Sia benzina, sia la spesa quotidiana al supermercato, sia farmaci che oggetti elettronici. E la differenza è notevole, non sono qualche cent...
Se serve per abbassare il prezzo, io sono favorevole!
lordalbert is offline  
Vecchio 02-06-2007, 22.35.59   #10
nin.kin
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Riferimento: Liberalizzazione dei farmaci

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Se serve per abbassare il prezzo, io sono favorevole!
NON serve ad abbassare il prezzo, perchè il prezzo dei farmaci di fascia C è imposto dal Ministero, col divieto assoluto di fare sconti.
Allora a che cosa serve? Beh, a fare gli interessi delle grosse catene di supermercati.
Allora che facciamo? Aboliamo tutti i negozi specializzati, poi aboliamo tutti gli specialisti e facciamo sì che tutti possano fare tutto... purchè siano nei centri commerciali.
Vogliamo una società all'americana? Io no, grazie.
nin.kin is offline  

 

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