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Vecchio 10-09-2007, 12.58.17   #1
nevealsole
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Questa sera si recita a soggetto… (come sopravvivere alla ricerca di un nuovo lavoro?

Mi sta accadendo una cosa nuova (o forse antica?): sono alla ricerca di un nuovo lavoro.
Senza andare nello specifico, la strada che avevo scelto, in cui credevo (o in cui credevo di credere) mi richiede sforzi di tempo e sacrifici economici che – al momento – non posso/voglio + sostenere.
Così mi son detta: prima che il tempo trascorso sia irreversibile, valutiamo quali altre possibilità mi si offrono.
Ed eccomi giunta nel bel mezzo del self marketing.
Il self marketing (ovvero il “sapersi vendere” al potenziale datore di lavoro) mi ha fatto istantaneamente pensare a due cose:
1) Renato Zero “Mi vendo, la grinta che non hai… e al posto del tuo inferno … ti do due ali saiiiiiiiii, mi vendo… un’altra identità…”
Preferisco non approfondire come intendesse vendersi lui.
2) Viola Valentino “Comprami… io sono in vendita…”
Lei si vendeva per amore, uhm… no, stavolta l’amore non c’entra.
La breve premessa, di questa devastante avventura, o la magra conclusione (secondo come la vogliamo vedere), sta nel fatto che la PRIMA, BASILARE, NECESSITA’ da affrontare quando si cerca un nuovo lavoro sta nell’individuare l’obiettivo.
In tutti i siti, manualetti, brochure, consigli di amici e consulenze varie è ben spiegato: devi prima di tutto SAPERE COSA VUOI, altrimenti nessuno ti darà mai il lavoro che speri.
A quel punto, immediata è la mia riflessione: quale cosa + facile, voglio dei soldi (sempre Renato…“SOLDI…SOLDI…SOLDI… sian benedetti i soldi si sa…”.
Cosa vuoi che voglia: voglio un lavorino carino, carino che mi permetta di avere un po’ di soldini per a) pagare l’affitto b) pagare le bollette c) pagarmi i vestitini tanto carini che ho visto in quella vetrina del centro, d) pagarmi quel viaggetto in Patagonia prima che il Perito Moreno si sia sciolto del tutto…Facile, no?
No, facile per niente. Il manualetto spiega bene:
CONSIGLIO N. 1) MAI dico MAI far capire al selezionatore che sei interessata ai soldi, i soldi non contano nella ricerca del lavoro.
Mumble, … come non contano, penso io, che voglio lavorare gratis? Voglio dire: se non mi servivano i soldi che cercavo lavoro? Il mondo è tanto grande per girarlo tutto ci vuole un po’: me ne andavo in giro strisciando l’american express, se non mi servivano i soldi, mica mi preparavo a far moine al selezionatore per convincerlo che sono il suo uomo (pur essendo donna).
Vabbe’, preso atto che dei soldi non si deve parlare… cerco un lavoro che sia relativamente vicino a dove vivo io (c’ho già la casetta, così mangio da mamma e risparmio un po’ di quei soldi che NON MI INTERESSA ASSOLUTAMENTE avere.
CONSIGLIO N. 2) Assolutamente NONmenzionate la VICINANZA AUSPICATA ALLA CITTA’ DI APPARTENENZA: per trovare lavoro si deve essere disponibili a trasferirsi OVUNQUE: dall’Alaska alla Terra del Fuoco.
Vabbe’, allora, caro selezionatore: NON mi interessano i soldi e NON mi interessa la destinazione: desidero ardentemente recarmi in Alaska pur non avendo uno stipendio, tanto lì ci sono aringhe in scatola, penso non costeranno molto.
Già, ma che ci vado a fare in Alaska, ovvero in cosa consisterà il mio lavoro?
CONSIGLIO N. 3) Per trovare lavoro DEVI sapere ESATTAMENTE cosa vuoi fare. Uhm, facile a dirsi difficile a farsi… certo potrebbe essermi d’aiuto COMPRENDERE cosa cercano in quella cavolo di azienda. Qualcuno mi sa spiegare cosa fanno, rispettivamente: esperto in equity, legal advisor, project manager, project engeneer, event manager, tax consulter, buyer, officer, controller, e via dicendo?
No dico, ma son nomi da dare ad un lavoro? Cioè, che cappero fa un “esperto in equity”? No perché magari mi piace pure… però prima dovrei capire che fa.
Ecco, l’ho trovato il lavoro per me, un bel nome esotico, “front door manager”: cos’è? Ah, il portiere? Solo che è meglio non chiamarlo “portiere”, sennò magari si rischia che uno che FA il portiere risponda… e invece rispondo io…
No, no, sono convinta: voglio proprio fare quello… voglio essere front door manager, in Alaska, sìsì, lo stage va benissimo: ciò mi pagate solo la mensa (in pratica una scatoletta di aringa al giorno)… no ma lo VOGLIO tantissimo… è proprio il sogno di una vita!
Insomma, si discute tanto di istruzione che, dico la verità, per farsi seghe mentali tutto il giorno è l’ideale, però alle volte mi domando come vivrei se avessi scelto il lavoro a 13 anni, a quest’ora mi sa che sarei prossima alla pensione, e magari in Alaska ci andavo con le gite turistiche dell’unione pensionati…
Che dirvi, amici cari, questa esperienza di ricerca di lavoro, aggravata dalla mia mente in costante tempesta, mi fa capire sempre meno.
Ho capito solo una cosa: quelli che hanno dimestichezza col metodo Stanislavskij, certamente, ne usciranno vincitori.
Ti inventi un personaggio, cerchi di comprenderne la psicologia, te la senti dentro, ti siedi, reciti la parte imparata al selezionatore… se sei convincente, anziché l’oscar vinci il lavoro.
Il problema di capire cosa vuoi veramente dalla vita non lo risolvi comunque, ma ottieni quello che non devi assolutamente volere: la pecunia!
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Vecchio 10-09-2007, 18.00.50   #2
wilhelmina frederika
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Riferimento: Questa sera si recita a soggetto… (come sopravvivere alla ricerca di un nuovo lavoro?

Preparati a una valanga di posta nella tua casella @mail.
Ogni giorno arrivano corsi post-laurea,pre-laurea,si può diventare persino dirigente sala-bar(offerto al mio nipote,che è diplomato in quel ramo)...corsi,corsi,corsi a non finire.Basta che paghi dalle €3000 in sù!!!!!
Non si guarda a chi si fa l'offerte....TANTO,TUTTO FA BRODO!!!
Se vai in "ufficio per il lavoro",che nome importante per l'inutile vecchio ufficio di collogamento(non è che è cambiato molto,resta sempre inutile)trovi impiegati che ti "consigliano" di cercare per conto tuo in rete!!!Scusa,ma loro cosa stanno a fare???A girarsi i pollici!!!!????
Ti capisco,mia figlia ieri quasi si metteva a piangere,perchè diceva che si era stancata di essere sempre l'ultima arrivata!!Va avanti con contratti a 1 mese.Per la zona dove abitiamo,lei è fortunata!!!Ah caro Beppe Grillo,altro che peste bubbonica,questi lavori "a progetto"!!!
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Vecchio 10-09-2007, 18.31.46   #3
Mary
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Riferimento: Questa sera si recita a soggetto… (come sopravvivere alla ricerca di un nuovo lavoro?

splendida descrizione della angosciante deprivazione di speranza di oggi.

Ho due figli da.....lavoro. So cosa vuoi dire.

In un' altra discussione ho già trattato l'argomento.

In una società civile dovrebbe essere così:

quattro ore garantite per tutti, di un lavoro qualsiasi che consenta di ..... sopravvivere e poi, via..... verso il lavoro che amo, verso la realizzazione del mio potenziale, verso la realizzazione di me stessa per il mio benessere e quello dell'intera società.

Tutto qui. Semplice, vero? attuabile, vero

Troppo bello! ditemi tutti di sì, per favore.

Parto dal presupposto che quando fai il lavoro che ami lo fai al meglio e senza troppa fatica.
Che quando non devi preoccuparti di fare la fame e andare a dormire sotto un ponte, puoi contrattare meglio con il datore di lavoro, se ti fanno mobbing puoi piantarli in asso con un palmo di naso, ai molestatori sessuali puoi dare un calcio nel sedere, la noia verrebbe bandita e i benefici personali, ambientali, economici, sociali sarebbero da capogiro.

Datori di lavoro e imprenditori farebbero a botte per accaparrarsi i migliori sulla piazza.
Addio raccomandazioni, addio bustarelle, addio politicanti, addio cardinali benevolenti, addio richieste di elemosine.
Già, perchè sembra peggio che andare a chiedere l'elemosina quando si va a chiedere un lavoro malpagato e super sfruttato. E quando te lo danno, quando con somma gratitudine tu ringrazi perchè gli stai consentendo di sfruttarti, pensi di essere fortunata, di aver toccato il cielo con un dito.

E poi con il batticuore quando arriva la data della scadenza del tuo bel contratto a termine, a giorni o mesi! non sai se lo rinnovano o meno, se sei stata brava o devi andare ancora a raccomandarti.

Ma siamo diventati tutti matti?!

Lo sfruttamento della prostituzione viene punita, ma allora perchè lo sfruttamento del lavoro anzi di chi lavora è legale e regolamentato?

E' una vergogna, ma il guaio è che nessuno si vergogna. Anzi si pavoneggiano nella palude putrida delle loro leggi.
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Vecchio 11-09-2007, 16.54.37   #4
nevealsole
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Esiste il lavoro etico?

Citazione:
Originalmente inviato da Mary
In una società civile dovrebbe essere così:

quattro ore garantite per tutti, di un lavoro qualsiasi che consenta di ..... sopravvivere e poi, via..... verso il lavoro che amo, verso la realizzazione del mio potenziale, verso la realizzazione di me stessa per il mio benessere e quello dell'intera società.

...Parto dal presupposto che quando fai il lavoro che ami lo fai al meglio e senza troppa fatica.
Che quando non devi preoccuparti di fare la fame e andare a dormire sotto un ponte, puoi contrattare meglio con il datore di lavoro, se ti fanno mobbing puoi piantarli in asso con un palmo di naso, ai molestatori sessuali puoi dare un calcio nel sedere, la noia verrebbe bandita e i benefici personali, ambientali, economici, sociali sarebbero da capogiro.


Io in effetti credo la stessa cosa.
Oggi si è costretti, in qualche modo, a realizzarsi nel lavoro.
Ci sono lavori che per natura non possono "piacere" in senso reale, mi viene come esempio quello offerto dalle società di recupero crediti: cioè se "godi" nel recuperare soldi da gente che, in larga parte, non li ha... sei un perverso.
Il mio prof di filosofia teorizzava un rapporto inverso: tanto più il lavoro è piacevole e gratificante tanto minore dovrebbe essere la retribuzione, perché in realtà sei già appagato da ciò che fai.
La realtà è che viviamo in una società in cui esistono moltissime categorie di lavori in cui l'etica, necessariamente, la devi mettere da parte.
La devi mettere da parte col sottoposto, che vuoi continuare a sfruttare, col collega, che vuoi superare, col cliente, che devi consigliare per il meglio suo ma anche tuo, perché il prodotto lo devi vendere e le tasse le devi pagare.
Forse devo solo imparare a vivere in modo etico, capendo che la correttezza alleggerisce il portafoglio.
Questo per il settore di riferimento mio. Più in generale esiste il problema da voi denunciato, dell'assenza di sicurezza, specie per i giovani.
Tra quelli che conosco io si è creata una sorta di "comunità di londinesi", alla quale forse un giorno mi aggiungerò, perché paradossalmente oggi si hanno prospettive + floride in paesi noti per la instabilità lavorativa (verificato su più soggetti, se vivi a Londra e perdi il lavoro ne trovi un'altro... magari non esattamente come lo vorresti ma regolare e puoi continuare a cercare).
Quando scrivevo il post, mi è venuta in mente un'altra cosa: un servizio letto su un giornale.
Ricordo come anni fa si portassero ad esempio i paesi scandinavi come quelli a più alto tasso di suicidio, nonostante l'alto tenore di vita.
La settimana scorsa leggevo su una rivista che la Danimarca è oggi considerata il paese in Europa dove le persone vivono meglio, e sono + felici.
Qualche anno fa ci sono stata, certo non si può giudicare in pochi giorni, però ci sono cose che balzano all'occhio: chiusura di uffici e negozi entro le 18,30, sabato lavorativo per le attività commerciali solo fino alle 13,30. Il resto del tempo dedicato a ciò che piace... da noi mi pare non si finisca mai di lavorare, e il bello è che in giro per il mondo ancora ci considerano come quelli che pensano solo alla pizza e al mandolino!!!

Grazie dei vostri interventi!
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Vecchio 11-09-2007, 17.54.02   #5
Mary
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Riferimento: Questa sera si recita a soggetto… (come sopravvivere alla ricerca di un nuovo lavoro?

La cosa più incredibile di questa società è...... la mancanza di tempo.

Il secolo scorso era fatto da cittadini di serie A che non facevano nulla e vivevano beatamente annoiandosi fra i salotti "buoni" arricchendosi sempre di più sulla pelle dei miserabili sottoposti.

I sottoposti lavoravano dalla mattina prima dell'alba sino al tramonto, per un tozzo di pane o meglio per sopravvivere sperando di non morire di fame.

La tecnologia, si diceva, doveva permettere all'uomo di avere più tempo a disposizione.
Cosa ottima, straordinaria: avere da mangiare e trovare anche il tempo per la famiglia, per un sano svago, per meditare, per la ricerca spirituale ecc.

Falso, tutto falso. La tecnologia ha preso il sopravvento, ha tolto il lavoro a tantissimi, ha incastrato la vita dei poveri sottoposti.

I ricchi sono diventati più ricchi e spudorati, i poveri sono diventati non solo poveri materialmente ma anche spiritualmente.

Si lavora ancora per sopravvivere dalla mattina alla sera ma sul lavoro ci siamo lasciati derubare di emozioni, sentimenti, attenzioni, speranze, voglia di vivere pienamente la vita.
Non vi è più tempo per se stessi, per il coniuge per i figli, e spesse volte neppure la voglia.
E il tempo rimasto,per chi c'è l'ha, viene distrutto dal divertimento-ammazza-cervello.

Stanno meglio quelli senza lavoro, con tanto tempo a disposizione? No, perchè la ricerca del proprio sostentamento e la giusta e doverosa indipendenza prendono tutte le energie.

Siamo in una società malata, impoverita e alienata. Che fare?

Non lo so, altrimenti avrei già messo un annuncio sui giornali, ma rendersi conto che si è ammalati dovrebbe essere già un buon passo. Si può cominciare a cercare la medicina giusta.

I ghiacciai dei poli si stanno sciogliendo rapidamente, cominciamo a preoccuparci in prima persona.

Prima che scoppiasse la 2 guerra mondiale la gente viveva come se nulla stesse per accadere. E poi ne seguì morte e distruzione.

Io mi sento come quelli lì.
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Vecchio 11-09-2007, 18.53.28   #6
nevealsole
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Riferimento: Questa sera si recita a soggetto… (come sopravvivere alla ricerca di un nuovo lavoro?

Citazione:
Originalmente inviato da Mary
I ricchi sono diventati più ricchi e spudorati, i poveri sono diventati non solo poveri materialmente ma anche spiritualmente.


Ciò che tu dici è vero, Mary, però credo che uno dei paradossi dei tempi moderni sia che anche i ricchi sono schiacciati dal lavoro.
Il lavoro è diventato una dipendenza per chiunque, per necessità o per "realizzazione". Lo si vede bene nelle depressioni da fine settimana: quando non lavori 12 ore al giorno... o ti "spari" altra adrenalina con sballi di vario genere (anche sballi presunti sani, tipo lo sballo turistico, conosco persone che lavorano 12 ore al giorno e poi ogni w.e. partono per una località diversa senza passare 5 minuti all'interno della propria abitazione), oppure se resti a casa a pensare... improvvisamente il vuoto, i pensieri, l'insoddisfazione di non capire cosa vuoi e dove stai andando... e il panico.
E il panico viene ucciso dal fare, dal lavorare, anche da chi potrebbe starsene beatamente senza far niente...
nevealsole is offline  
Vecchio 12-09-2007, 10.16.02   #7
Mary
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Riferimento: Questa sera si recita a soggetto… (come sopravvivere alla ricerca di un nuovo lavoro?

Citazione:
Originalmente inviato da nevealsole
Ciò che tu dici è vero, Mary, però credo che uno dei paradossi dei tempi moderni sia che anche i ricchi sono schiacciati dal lavoro.
Il lavoro è diventato una dipendenza per chiunque, per necessità o per "realizzazione". Lo si vede bene nelle depressioni da fine settimana: quando non lavori 12 ore al giorno... o ti "spari" altra adrenalina con sballi di vario genere (anche sballi presunti sani, tipo lo sballo turistico, conosco persone che lavorano 12 ore al giorno e poi ogni w.e. partono per una località diversa senza passare 5 minuti all'interno della propria abitazione), oppure se resti a casa a pensare... improvvisamente il vuoto, i pensieri, l'insoddisfazione di non capire cosa vuoi e dove stai andando... e il panico.
E il panico viene ucciso dal fare, dal lavorare, anche da chi potrebbe starsene beatamente senza far niente...


hai descritto in modo impeccabile la vita reale di oggi. E che qualche decennio si poteva immaginare solo nei film di fantascienza orror, catastrofici.

Viviamo tutti in un modo creato artificialmente da pochi pazzi, psicotici demenziali.

Dovremmo rimettere tutto in discussione, i l'ho fatto da tempo.

Questo guadagnare sempre di più che per alcuni equivale solo a sopravvivere finisce per uccidere la parte nobile di ciascuno di noi, e delle future generazioni.

La prima cosa che sto facendo è quella di vedere di che cosa ho VERAMENTE bisogno, io e la mia famiglia.

Cosa è più importante nela vita? vivere

Ma la qualità della vita spesso ce la costruiamo noi. Si può essere contenti con poco e si può vivere semplicemente respirando ed essere consapevoli di respirare.

Ma c'è il pane e companatico, e qui subentra la massa critica della società.

Se la gente comincerà a riflettere sul senso della vita e cosa conta di più, probabilmente anche il pae e companatico sarà alla portata di tutti.

Ci hanno fatto diventare rotelline di un ingranaggio mastodontico che sta divorando i nostri corpi e le nostre anime.

Le macchine che hanno sostituito l'uomo nei lavori pesanti e pericolosi dovrebbero averci dato l'opportunità di vivere più serenamente la vita, ma così non è.

Forse mi sbaglio, ma sono ancora dell'idea che una delle cause sta nella religione (tutte le religioni) che non è più in grado di parlare allo spirito degli esseri umani ma si è trasformato in un mostro della peggior specie.

L'altra causa è la mancaza di autolimiti o limiti sociali che impediscano in tutto il globo di arricchirsi più di un certo limite sia a singoli che a società di qualsiasi genere.

Se la ricchezza reale o artificiosa non venisse così male distribuita non avremmo sotto gli occhi l'orrendo mondo in cui stiamo vivendo.

Affinchè ci possa essere un futuro per noi e per i nostri figli sarebbe necessario una presa di coscienza e consapevolezza da parte di una consistente massa critica capace di impedire l'arricchimento senza limiti di pochi a discapito di molti e di riprendere in mano le redini della propria vita.

Così il lavoro potrebbe divenire qualcosa di veramente salvifico per il genere umano.

Teoricamente dovrebbe servire a far vivere gli esseri umani nel corpo e nello spirito.

Spero tanto che qualcosa cominci a muoversi in questa società che corre a perdifiato verso l'alienazione.
Mary is offline  

 



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