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Vecchio 08-10-2007, 10.21.49   #11
nevealsole
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Data registrazione: 08-02-2004
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Riferimento: Matrimonio in "Articulo Mortis"

Citazione:
Originalmente inviato da Pinco Pallino
Ci voleva questo matrimonio fasullo e forzato per riconoscere i diritti delle coppie di fatto?

W i PACS no?

Sono stata indecisa fino adesso, se dire la mia o meno.
Però, sinceramente, sono un po' indispettita.
Indispettita del fatto che tutto venga strumentalizzato per essere contro la Chiesa Cattolica che - anche in questa occasione - non ha fatto altro che dar prova di MISERICORDIA.
Perché concedere di sposarsi a chi è in punto di morte, non è altro che questo: prova di carità e misericordia.
Non mi interessano le ragioni o i suggerimenti dati alla compagna del militare ucciso, quelle sono faccende che riguardano lei.

Quanto alla tua provocatoria domanda, non so se ne sei a conoscenza, però nel nostro ordinamento esiste il matrimonio civile.
Questo vuol dire che un uomo e una donna, di questo stiamo parlando qui, possono andare dall'ufficiale di stato civile (il sindaco o chi per lui) e contrarre matrimonio.
Alla chiesa di Roma, di tutto ciò, non interessa niente.
Saranno marito e moglie per lo Stato, con i diritti e gli obblighi che ne conseguono.
Se diciamo chiaramente che i PACS servono ai gay, niente da aggiungere.
In caso contrario non prendiamoci in giro... perché chi vuole diritti deve assumersi obblighi... e il matrimonio civile c'è per questo.
nevealsole is offline  
Vecchio 08-10-2007, 15.38.56   #12
Pinco Pallino
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Data registrazione: 24-08-2007
Messaggi: 15
Riferimento: Matrimonio in "Articulo Mortis"

Citazione:
Quanto alla tua provocatoria domanda, non so se ne sei a conoscenza, però nel nostro ordinamento esiste il matrimonio civile.
Questo vuol dire che un uomo e una donna, di questo stiamo parlando qui, possono andare dall'ufficiale di stato civile (il sindaco o chi per lui) e contrarre matrimonio.
Alla chiesa di Roma, di tutto ciò, non interessa niente.


Se un uomo e una donna non sono andati da un prete o da un ufficiale di stato civile e stanno insieme e hanno 3 figli significa che non hanno voluto contrarre matrimonio.

Che il matrimono sia religioso e non civile dipende dal fatto che i matrimoni civili non sono possibili se uno degli sposi è incapace, mentre per la chiesa cattolica si può sposare a forza un incapace. Ecco perché questo matrimonio forzato è stato celebrato da un prete.

Non si può approfittare dello stato di incapacità di una persona per farlo sposare a forza.

Alla chiesa di Roma invece interessa che le coppie di fatto non abbiano diritti, perché in questo modo induce le coppie a sposarsi, per avere quei diritti non riconosciuti dalla legge.

E infatti questo matrimonio forzato di un incapace è stato necessitato proprio dalla mancanza di tutela delle coppie di fatto.
Pinco Pallino is offline  
Vecchio 08-10-2007, 17.29.29   #13
nevealsole
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Data registrazione: 08-02-2004
Messaggi: 706
Art. 120 codice civile

Citazione:
Originalmente inviato da Pinco Pallino
Se un uomo e una donna non sono andati da un prete o da un ufficiale di stato civile e stanno insieme e hanno 3 figli significa che non hanno voluto contrarre matrimonio.

Che il matrimono sia religioso e non civile dipende dal fatto che i matrimoni civili non sono possibili se uno degli sposi è incapace, mentre per la chiesa cattolica si può sposare a forza un incapace. Ecco perché questo matrimonio forzato è stato celebrato da un prete.

Non si può approfittare dello stato di incapacità di una persona per farlo sposare a forza.

Alla chiesa di Roma invece interessa che le coppie di fatto non abbiano diritti, perché in questo modo induce le coppie a sposarsi, per avere quei diritti non riconosciuti dalla legge.

E infatti questo matrimonio forzato di un incapace è stato necessitato proprio dalla mancanza di tutela delle coppie di fatto.

Art. 120.
Incapacità di intendere o di volere.
Il matrimonio può essere impugnato da quello dei coniugi che, quantunque non interdetto, provi di essere stato incapace di intendere o di volere, per qualunque causa, anche transitoria, al momento della celebrazione del matrimonio.
L'azione non può essere proposta se vi è stata coabitazione per un anno dopo che il coniuge incapace ha recuperato la pienezza delle facoltà mentali.


Questa è la legge italiana, che vale anche per i matrimoni contratti con rito concordatario.
Il che, tradotto, significa che se il povero D’Auria fosse miracolosamente vissuto e fosse tornato a intendere e volere, ben avrebbe potuto decidere di annullare un matrimonio da lui non voluto.
Credo che, tutto sommato, la stessa vedova avrebbe preferito il verificarsi di questa circostanza.

Nessuno viene costretto a fare niente, sono stati sentiti TESTIMONI che hanno giurato di essere a conoscenza dell’intenzione dei due di sposarsi, prima di procedere.
Poi, sui motivi, o sul se chi ha giurato davanti a Dio abbia asserito il falso, io non posso saperlo e neppure tu.
Parlo di MISERICORDIA proprio perché trovo che chi ha già tre figli e non ha voluto trovare l’occasione di sposarsi, per me, forse, non avrebbe dovuto trovare la “strada di comodo”… ma la “strada di comodo” è fornita da chi mette sopra tutto l’amore, la carità e l’accoglienza.
E’ così, piaccia o meno.
E sinceramente non credo che dinanzi alla morte così violenta del padre dei miei figli avrei contratto matrimonio per una pensione.
Credo l’avrei fatto come ultimo gesto d’amore… ma queste sono opinioni.

La cosa grave, che si capisce leggendo quanto scrivi, è che a tuo dire i PACS vincolerebbero anche senza consenso: assurdo logico.
Vorresti una legge che impone degli effetti forzati derivanti da uno stato di fatto, ovvero la convivenza tra due persone?
Perché, ripeto, o c’è il consenso (mettere la firma nel registro delle unioni civili non è poi così diverso da dire sì dinanzi ad un ufficiale) oppure, paradossalmente, ogni privato cittadino che si trovasse a voler “ospitare” a casa propria per un periodo + o – lungo di tempo (per compagnia o per sesso), un altro privato cittadino, potrebbe trovarsi a 1) giustificare la cessazione dell’ospitalità; 2) vedergli corrispondere parte del patrimonio in caso di morte; 3) vedere lo Stato gravato dal pagamento di pensioni di reversibilità assolutamente ingiustificate; 4) cosa più grave mettere in mano di questa persona la propria intera vita (perché in caso di incapacità… decide il coniuge, ergo deciderebbe il convivente).
Ora, giacché viviamo in un mondo fatto di promiscuità, mi pare evidente che il fatto di convivere – di per sé – non implichi proprio un bel niente.
L’espressione di un consenso tra adulti eterosessuali alla convivenza e all’acquisizione dei diritti (E ALL’ASSUNZIONE DI OBBLIGHI) si chiama MATRIMONIO, ed esiste già anche in forma non religiosa.
L’unica cosa che manca è la tutela di chi convive con persone del proprio sesso, questo è il problema esistente, su cui si può accettare o meno un confronto… il resto sono chiacchiere.
nevealsole is offline  

 



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