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Cultura e Società - Problematiche sociali, culture diverse.
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Vecchio 19-11-2007, 12.28.03   #1
_TheGreatGigInTheSky
Ospite
 
Data registrazione: 18-11-2007
Messaggi: 3
Arrow DISCOTECA: il tempio dell'incomunicabilità

Tra i passatempi più diffusi tra i giovani della mia generazione (e non solo) è diffusa questa moda: notti del week-end spese in discoteca. Ultimamente il mio pensiero ricade spesso sul mio essere ragazza vent’enne e sulla mia incapacità di divertirmi alla stregua di coloro che seguono la media dello svago comune. Inizialmente questi ragionamenti facevano ridurre notevolmente la mia autostima nel sentirmi diversa (dato che fino ad un anno fa trascorrevo spesso i miei fine settimana nelle quattro mura di casa). Con l’inizio dell’università ho finalmente iniziato ad uscire con gente nuova, amici che mi apprezzano per il mio essere fuori dagli schemi codificati della nostra società (che fortuna che ho avuto!) e, di conseguenza, ho avuto modo di confrontarmi con le loro impressioni su di me.
Anche ai miei nuovi amici piace andare in discoteca a volte (circa una volta ogni 3 mesi per loro basta) ed in alcune delle loro serate sono riusciti a coinvolgere anche me. Non fumano, non si drogano e bevono pochissimo: in discoteca ci divertiamo da matti, comunichiamo con i nostri corpi la nostra personalità, stravolgendo gli schemi dell’house, tipo di musica che ora va tanto di moda.. L’ultima volta che mi sono trovata in uno di questi locali, però, mi sono temporaneamente estraniata, volevo provare a guardarmi intorno all’infuori del mio gruppo di amici cercando di leggere negli sguardi degli altri..
Tristezza nel vedere, nelle movenze di gran parte di loro, il qualunquismo, un’adesione spersonalizzata a quella musica così freddamente logica,martellante e schematica che è l’house. Negli sguardi di alcuni di loro o assenza, o frustrazione, o languore o, peggio ancora, i sintomi dell’assunzione di qualche sostanza alterante. In discoteca NON SI PUO’ PARLARE se non con il linguaggio del corpo,ed il loro, a mio parere, è il linguaggio della noia, la più grave forma di malattia che si possa essere diffusa nella nostra società.
_TheGreatGigInTheSky


Stupido è chi lo stupido fa, Signore. (Forrest Gump)
Immagini allegate
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_TheGreatGigInTheSky is offline  
Vecchio 19-11-2007, 21.32.46   #2
S.B.
Ospite abituale
 
Data registrazione: 24-04-2006
Messaggi: 486
Riferimento: DISCOTECA: il tempio dell'incomunicabilità

Citazione:
Originalmente inviato da _TheGreatGigInTheSky
Tra i passatempi più diffusi tra i giovani della mia generazione (e non solo) è diffusa questa moda: notti del week-end spese in discoteca. Ultimamente il mio pensiero ricade spesso sul mio essere ragazza vent’enne e sulla mia incapacità di divertirmi alla stregua di coloro che seguono la media dello svago comune. Inizialmente questi ragionamenti facevano ridurre notevolmente la mia autostima nel sentirmi diversa (dato che fino ad un anno fa trascorrevo spesso i miei fine settimana nelle quattro mura di casa). Con l’inizio dell’università ho finalmente iniziato ad uscire con gente nuova, amici che mi apprezzano per il mio essere fuori dagli schemi codificati della nostra società (che fortuna che ho avuto!) e, di conseguenza, ho avuto modo di confrontarmi con le loro impressioni su di me.
Anche ai miei nuovi amici piace andare in discoteca a volte (circa una volta ogni 3 mesi per loro basta) ed in alcune delle loro serate sono riusciti a coinvolgere anche me. Non fumano, non si drogano e bevono pochissimo: in discoteca ci divertiamo da matti, comunichiamo con i nostri corpi la nostra personalità, stravolgendo gli schemi dell’house, tipo di musica che ora va tanto di moda.. L’ultima volta che mi sono trovata in uno di questi locali, però, mi sono temporaneamente estraniata, volevo provare a guardarmi intorno all’infuori del mio gruppo di amici cercando di leggere negli sguardi degli altri..
Tristezza nel vedere, nelle movenze di gran parte di loro, il qualunquismo, un’adesione spersonalizzata a quella musica così freddamente logica,martellante e schematica che è l’house. Negli sguardi di alcuni di loro o assenza, o frustrazione, o languore o, peggio ancora, i sintomi dell’assunzione di qualche sostanza alterante. In discoteca NON SI PUO’ PARLARE se non con il linguaggio del corpo,ed il loro, a mio parere, è il linguaggio della noia, la più grave forma di malattia che si possa essere diffusa nella nostra società.
_TheGreatGigInTheSky


Stupido è chi lo stupido fa, Signore. (Forrest Gump)

Io ho passato qualche anno agognando lo sballo in discoteca, condito di ragazze, alcool e droga, pian piano me ne sono distaccato, mi sono reso conto che non sopporto le file, le resse, alcuni atteggiamenti tipicamente discotecari, pagare 20 euro coi quali potevo andare 3 volte al cinema o prendere l'ultimo album uscito etc.


Oggi non ho perso il culto del rito orgiastico, gradisco le droghe leggere, gradisco molto le ragazze e il mio Martini bianco liscio, ma, diciamo, ho razionalizzato il tutto, distinguendo tra quando ho voglia di fare una cosa e quando la faccio "perchè così va fatto".
Avendo oggi 19 anni credo che la descrizione verrà presto aggiornata.
S.B. is offline  
Vecchio 19-11-2007, 22.58.37   #3
Mary
Ospite abituale
 
Data registrazione: 02-04-2002
Messaggi: 2,624
Riferimento: DISCOTECA: il tempio dell'incomunicabilità

Non invidio in alcun modo la gioventù di oggi.

La maggior parte ha perso totalmente la capacità di provare il vero piacere, il vero divertimento. Così come ha perso la capacità di gustare i sapori dei cibi che mangia. Ne ha perso le capacità perchè non vi sono cibi che hanno un vero sapore.

I giovani vanno in discoteca perchè non sono più capaci di vivere la loro vita nella pienezza del vivere.
Incapaci di gestire i loro corpi (credo che tu sia fra le eccezioni) e le loro menti devono superare l'angoscia e il vuoto interiore con le droghe di ogni genere.
Non vivono, si lasciano vivere, spesso morire.

Mi dispiace immensamente per loro. Riusciranno le generazioni ancora in embrione a riprendere le redini della vita? A entrare in contatto con questa realtà e a viverla pienamente? Ad assaporare il gusto ed il profumo che questa vita nasconde gelosamente?
Lo spero tanto.
Mary is offline  
Vecchio 20-11-2007, 09.01.12   #4
m.85
Ospite
 
Data registrazione: 03-11-2007
Messaggi: 26
Unhappy Riferimento: DISCOTECA: il tempio dell'incomunicabilità

Citazione:
Originalmente inviato da Mary
Non invidio in alcun modo la gioventù di oggi.

Condivido in pieno!
A me preoccupa sapere come trascorrono il tempo libero i miei coetanei, ed ancor più mi preoccupa saper come lo trascorrono i più giovani, oramai si può dire dai 12 anni in su...
Oramai sembra che quasi più a nessuno "possa bastare" andare al cinema, mangiare una pizza in compagnia, uscire con gli amici a fare quattro passi, magari andare al caffè o trovarsi a casa di uno o dell'altro a giocare (non per soldi, naturalmente) a carte o a Monopoli...magari scambiando quattro parole...
Sembra che per divertirsi sia necessario andare in una discoteca, dove il rumore è tale che non ci si può più parlare, oppure drogarsi o nella migliore delle ipotesi ubriacarsi... o correre senza senso sulle strade in auto, moto, motorino....
Mi sembra che oggi la discoteca sia diventato tutto fuorchè un luogo di divertimento, perchè quello non si può più dire divertimento.... E personalmente mi fa riflettere il fatto che mentre qualcuno definisce il nostro tempo "l'era della comunicazione", se ci guardiamo intorno, ci appaiono chiari segni di un'era del silenzio, dell'isolamento, dell'incomunicabilità, della solitudine e, cosa ancor più grave, tanti si sentono soli anche in mezzo agli altri...
Speriamo per il futuro....
m.85 is offline  
Vecchio 20-11-2007, 10.54.20   #5
faqir
Ospite abituale
 
L'avatar di faqir
 
Data registrazione: 18-09-2006
Messaggi: 48
Riferimento: DISCOTECA: il tempio dell'incomunicabilità

Gentili forumisti,

Buongiorno,

Ho letto, purtroppo con una tristezza interiore, i messaggi di questo 3d, dove viene messo in risalto principalmente questo "triste stato" di molti giovani di oggi.

Io, da adulto e padre di tre figli (due maggiorenni) mi sentirei però di aggiungere che ciò è il "risultato" della "vuotezza" degli adulti che non riescono a trasmettere ai loro figli ed ai giovani i "Veri" valori della vita, in quanto loro stessi (gli adulti) hanno perso questi valori o li hanno buttati alle ortiche nella folle, cieca, e sciocca corsa dell'acquisizione del benessere 'materiale' dimenticando quello “Etico” e "Spirituale".

I nostri "Giovani" sono tristi, perchè i loro "cuori" sono tristi, in quanto non ricevono più ‘l'alimento’ che è necessario ai cuori che è quello della spiritualità e dei Valori della vita e sopratutto dell'Amore.

Quando vedo i giovani "lasciati" andare cosi scioccamente alla deriva come foglie portate dal vento, mi piange il cuore, e da adulto mi sento in parte corresponsabile.

Questo che è stato aperto è tema interessante e che fa "Riflettere", un grazie a chi l'ha aperto. Val la pena ampliarlo uscendo però dalla...discoteca ed entrando nei cuori dei giovani.

saluti
faqir
faqir is offline  
Vecchio 20-11-2007, 18.02.48   #6
fallible
Ospite abituale
 
Data registrazione: 27-10-2004
Messaggi: 1,774
Riferimento: DISCOTECA: il tempio dell'incomunicabilità

Salve!
ho letto il 3d e veramente mi sento imbarazzato! ho due ragazzi maggiorenni che come molti loro coetanei si fanno qualche canna, purtroppo bevono i loro martini (l'alcol è peggio del fumo), vanno in discoteca il sabato...ma sono costruttivi, hanno la visione chiara di quello che accade intorno a loro, hanno la loro criticità-obbiettività fortunatamente differente dalla mia... non credo che sarebbe positivo se così non fosse...lasciamo che si costruiscano il loro futuro, non vorrei ricordare mio padre che diceva "ai miei tempi!!!", appunto altri tempi...anche allora c'erano gli s.....i claudio
fallible is offline  
Vecchio 20-11-2007, 23.54.37   #7
m.85
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Data registrazione: 03-11-2007
Messaggi: 26
Riferimento: DISCOTECA: il tempio dell'incomunicabilità

Citazione:
Originalmente inviato da faqir
Gentili forumisti,

Buongiorno,

Ho letto, purtroppo con una tristezza interiore, i messaggi di questo 3d, dove viene messo in risalto principalmente questo "triste stato" di molti giovani di oggi.

Io, da adulto e padre di tre figli (due maggiorenni) mi sentirei però di aggiungere che ciò è il "risultato" della "vuotezza" degli adulti che non riescono a trasmettere ai loro figli ed ai giovani i "Veri" valori della vita, in quanto loro stessi (gli adulti) hanno perso questi valori o li hanno buttati alle ortiche nella folle, cieca, e sciocca corsa dell'acquisizione del benessere 'materiale' dimenticando quello “Etico” e "Spirituale".

I nostri "Giovani" sono tristi, perchè i loro "cuori" sono tristi, in quanto non ricevono più ‘l'alimento’ che è necessario ai cuori che è quello della spiritualità e dei Valori della vita e sopratutto dell'Amore.

Quando vedo i giovani "lasciati" andare cosi scioccamente alla deriva come foglie portate dal vento, mi piange il cuore, e da adulto mi sento in parte corresponsabile.

Questo che è stato aperto è tema interessante e che fa "Riflettere", un grazie a chi l'ha aperto. Val la pena ampliarlo uscendo però dalla...discoteca ed entrando nei cuori dei giovani.

saluti
faqir

faqir ha colto in pieno il vero problema: la crisi di valori che getta le sue ombre sul nostro presente. Io dagli anni delle superiori ho visto parecchi ragazzi vicino a me che hanno preso brutte strade; per alcuni questo è successo praticamente senza che i genitori, sempre fuori casa per lavoro, se ne accorgessero anche minimamente; per altri è stato all'insaputa di genitori che da parte loro facevano tutto il possibile per far crescere i propri figli sulla buona strada, ma che pure non sono riusciti nel loro intento.

Certamente se ai giovani venissero trasmessi dei VERI VALORI, da parte dei genitori, degli insegnanti, dei mass media, le cose sarebbero diverse...

Citazione:
Originalmente inviato da fallible
lasciamo che si costruiscano il loro futuro, non vorrei ricordare mio padre che diceva "ai miei tempi!!!", appunto altri tempi...anche allora c'erano gli s.....i
Purtroppo se guardiamo indietro non possiamo accorgerci che di cose ne sono cambiate tante, e che se molte sono cambiate in meglio, tante altre sono cambiate in peggio. Non nascondiamoci dietro falsi pretesti. Riconosciamo che ci sono valori universali che devono essere trasmessi di generazione in generazione.
Non manchi ai giovani un riferimento sicuro, una guida certa, un sistema di valori sui quali fondare la propria vita, da dove attingere spunti costruttivi per riempire le proprie giornate, il proprio tempo libero, le nottate del fine settimana.
m.85 is offline  
Vecchio 21-11-2007, 00.46.13   #8
fallible
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Messaggi: 1,774
Riferimento: DISCOTECA: il tempio dell'incomunicabilità

Salve!
Riconosciamo che ci sono valori universali che devono essere trasmessi di generazione in generazione.

ma sono costruttivi, hanno la visione chiara di quello che accade intorno a loro, hanno la loro criticità-obbiettività
i Valori si acquisiscono non vanno imposti...eventualmente prospettati ,ma "fioriscono" spontaneamente in un terreno sano claudio
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Vecchio 21-11-2007, 09.34.02   #9
veraluce
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Riferimento: DISCOTECA: il tempio dell'incomunicabilità

Citazione:
Da Fallible:
i Valori si acquisiscono non vanno imposti...eventualmente prospettati ,ma "fioriscono" spontaneamente in un terreno sano

E' vero: i valori si acquisiscono... ma soprattutto attraverso l'esempio concreto,
ovvero parole si, ma anche e soprattutto fatti.

Amiamoli veramente questi giovani, dimostrandolo.
E lo dice una che in discteca, e fuori dalla discoteca, ne ha vissute "di cotte e di crude" (= ci stavo rimettendo la pelle!)

P.S.: secondo me è semplicistico dire che è la noia a portare i giovani allo sfacelo... le radici del problema sono profonde,
mancano punti fermi dentro sé stessi.
Guardiamo oltre la superficie per favore... e incontriamo davvero il nostro prossimo con comprensione, con rispetto ovvero con amore.

Da una superstite, con affetto
veraluce is offline  
Vecchio 21-11-2007, 11.02.35   #10
berenger11
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Riferimento: DISCOTECA: il tempio dell'incomunicabilità

Quando avevo vent'anni era il 1985 e le discoteche andavano forte come adesso e non di più. Io le detestavo, non sopporto il rumore eccessivo, il non poter parlare con chi mi sta a un metro di distanza. Cosi dopo due o tre volte smisi di andarci, il risultato fu che mi ritrovai solo tre fine settimana su quattro.
Mia madre che mi vedeva in camera mia il sabato sera a leggere un libro voleva mandarmi in analisi! Le ragazze che mi piacevano, quando venivano a sapere che non le avrei seguite in discoteca, mi lasciavano perdere in un attimo. Passai alcuni anni veramente difficili, poi trovai una ragazza che la pensava come me e tutto si sistemò, anche perchè nel frattempo si era avviata la mia attività di cantante di pianobar . Ma allora come oggi per un giovane non seguire le masse diventa difficil se non ha carattere. E cosi per tutto. Ai miei tempi uscire con i jeans rotti era impensabile, adesso vedo in giro certi giovanotti con pantaloni talmente lacerati che io non userei nemmeno per pulirci la bici, la faccia piena di metallo conficcato ovunque. Tutti copie uno dell'altro, tutti a seguire il branco...
berenger11 is offline  

 



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